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CNA Padova
25Ott

Aprire il mercato degli appalti pubblici alle piccole imprese

25/10/2021 lucas Costruzioni, In evidenza 88

A oltre il 96% delle imprese italiane infatti è riservato soltanto il 17% del mercato degli appalti pubblici, mentre l’83% viene affidato a meno del 4% delle imprese. E’ quanto ha sottolineato la CNA nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Lavori Pubblici del Senato precisando che la Confederazione condivide l’orientamento del Governo a promuovere un nuovo impianto regolatorio degli appalti pubblici coerente con le direttive comunitarie.

Tuttavia CNA lamenta che nel testo della legge delega “al momento non c’è alcun riferimento al principio comunitario di favorire l’accesso alle Pmi, che è fondamentale per sostenere la grande maggioranza del nostro tessuto imprenditoriale”.

Altra lacuna della legge delega riguarda la suddivisione in lotti che rappresenta un principio delle direttive europee. Per la CNA la legge delega deve individuare soluzioni normative per rendere obbligatoria la suddivisione in lotti. La nuova disciplina inoltre dovrebbe favorire e promuovere le aggregazioni tra gli operatori economici e favorire la partecipazione delle piccole imprese locali per tutelare le attività economiche diffuse sul territorio.

Fondamentale poi la semplificazione delle procedure per favorire la partecipazione delle imprese e ridurre gli oneri a carico degli operatori. Per la CNA inoltre è essenziale la qualificazione delle stazioni appaltanti e una semplificazione della disciplina per gli appalti sottosoglia per non penalizzare micro e piccole imprese.

Sul tema del subappalto, CNA rileva che l’eliminazione di ogni limite rischia di premiare imprese prive di capacità organizzativa. Pertanto è “opportuno reintrodurre limiti al subappalto, almeno nell’ambito degli importi sottosoglia”.

La Confederazione nel complesso sottolinea l’esigenza di valorizzare i principi delle direttive comunitarie (semplificazione, trasparenza, riduzione oneri a carico delle imprese, accesso per micro e piccole imprese) attraverso un confronto effettivo con tutti gli operatori. Sarebbe utile la costituzione di una cabina di regia già prevista nell’attuale codice coinvolgendo le associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative.

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21Ott

La parola all’esperto: limiti quantitativi del subappalto

21/10/2021 lucas Sportello Mepa 90

Risponde l’avv. Mauro Crosato, esperto in diritto amministrativo:
Va detto, che, a norma dell’art. 105 del codice degli appalti, il subappalto è ancora soggetto a limiti quantitativi: oggi è possibile subappaltare una parte delle lavorazioni non superiore al 50% del valore complessivo del contratto aggiudicato.
Dal testo del quesito, pare che la lavorazione subappaltata sia solo una parte dell’intero contratto.
In relazione al valore del subappalto, dopo la decisione della Corte di Giustizia UE, che ha ritenuto non conforme alle regole europee il limite di ribasso del 20% per il corrispettivo dovuto al subappaltatore, oggi vi è una (relativa) libertà nel fissare il compenso per il subappaltatore.
In ogni caso, il compenso indicato appare coerente con la necessità di rispetto dei minimi salariali e degli obblighi connessi con il rapporto di lavoro, come indicato dall’art. 105, c. 9, del codice degli appalti.
Per questo motivo, la dichiarazione di subappalto deve contenere il corrispettivo effettivamente versato al subappaltatore, allegando il relativo contratto di subappalto (art. 105, c. 7). Ciò anche per consentire, ricorrendone le condizioni, il pagamento diretto al subappaltatore, come previsto dal comma 13 dello stesso articolo.
RICAPITOLIAMO: Nel caso di specie, il contratto di subappalto avrà valore di € 5.050,00 e questo è l’importo che dovrà essere dichiarato come valore. E’ normale che l’appaltatore possa ricaricare sul costo puro del subappaltatore (una volta vigeva un limite del 20% di differenza tra un’offerta e l’altra, ora il limite è stato tolto).
La stazione appaltante pagherà direttamente il subappaltatore se questa è una piccola o media impresa (secondo i parametri europei). In ogni caso è possibile prevedere il pagamento diretto al subappaltatore.
La clausola di tracciabilità dei pagamenti va posta a pena di nullità su tutti i contratti con la pubblica amministrazione: quindi deve essere presente nel contratto tra stazione appaltante e appaltatore. Siccome il subappalto è attività che si inserisce nella fornitura dell’appalto, anche il contratto tra appaltatore e subappaltatore deve contenere, a pena di nullità, la clausola di tracciabilità dei pagamenti.
Quindi il contratto di subappalto deve contenere la clausola e il subappaltatore (di regola nel contratto stesso) dichiara il conto dedicato anche in via non esclusiva ai pagamenti relativi al lavoro commissionato e le persone autorizzate ad operarvi.

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20Ott

Incomprensibile limitare il Superbonus 110% e non prorogare il bonus facciate

20/10/2021 lucas Costruzioni, In evidenza 85

Sarebbe incomprensibile tuttavia, se trovassero conferma le notizie di stampa, limitare la proroga soltanto a condomini e edifici IACP, escludendo tutte le singole unità immobiliari e gli edifici funzionalmente indipendenti, così come non prorogare il bonus facciate. Per la Confederazione ridurre le misure di incentivazione per la riqualificazione energetica e la valorizzazione del patrimonio immobiliare contrasta con l’orientamento di una manovra espansiva per sostenere e consolidare la crescita annunciata dal Governo e che trova conferma nel documento programmatico di bilancio approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.

CNA ritiene che limitare la platea dei beneficiari del Superbonus penalizza soprattutto le piccole e medie imprese e la grande maggioranza dei piccoli comuni italiani. Al tempo stesso il bonus facciate sta dimostrando di centrare il duplice obiettivo di stimolo all’economia e di strumento efficace per rendere più belle strade e piazze del nostro Paese.

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19Ott

CNA Padova ad “AUTO E MOTO D’EPOCA 2021”

19/10/2021 lucas Autoriparazione, Comunicati stampa, In evidenza 94

Uno spazio, allestito in Galleria 78 (tra i Padiglioni 7 ed 8), dedicato al restauro che ospiterà l’attrezzatura e i veicoli d’un tempo. Nel corso della manifestazione i restauratori artigiani di CNA Padova effettueranno dimostrazioni dal vivo per far conoscere al vasto pubblico degli appassionati i segreti delle lavorazioni dagli anni ’30 agli anni ’60.

I restauratori italiani di auto d’epoca sono tra i migliori d’Europa. “In Italia il motorismo è passione autentica e coinvolge tutte le generazioni” sostiene il presidente degli autoriparatori Cna Veneto Sergio Schiavon “Dobbiamo coinvolgere di più i nostri ragazzi! A partire dalla scuola”.

Di particolare interesse l’appuntamento di sabato 23 ottobre alle ore 15 in cui verrà presentata la “Capra” ovvero un strumento in uso nelle carrozzerie italiane degli anni ’30 fedelmente riprodotto per l’occasione. Domenica 24 ottobre ore 10.30 in evidenza una tecnica particolare ovvero l’arte della filettatura a mano su parti della carrozzeria.

Nel mese di novembre riprenderanno le attività con workshop e corsi di formazione sul restauro. “Vogliamo offrire una concreta opportunità di lavoro ai giovani e far conoscere un serbatoio di saperi, manuali e tecnici, che rappresenta un patrimonio per la cultura e l’economia” conclude il presidente Sergio Schiavon.

PROGRAMMA

ACCADEMIA DEL RESTAURO VEICOLI STORICI – Galleria 78

Giovedì 21 ottobre 2021 ore 11,00  e  ore 14,30
dimostrazioni dal vivo tecniche di battilamiera applicate al restauro;

Venerdì 22 ottobre 2021 ore 10,00  e ore 14,30
dimostrazioni dal vivo tecniche di battilamiera applicate al restauro;

Sabato 23 ottobre 2021 ore 10,30
dimostrazioni dal vivo tecniche di battilamiera applicate al restauro;

Sabato 23 ottobre 2021 ore 15,00
EVENTO SPECIALE “Tecniche, strumenti e abilità dei restauratori italiani”

Domenica 24 ottobre 2021 ore 10,30  e  ore 14,30
dimostrazioni dal vivo tecniche di battilamiera applicate al restauro;

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18Ott

Green Pass, attenzione a non penalizzare le imprese

18/10/2021 lucas In evidenza, News 65

Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione affari costituzionali del Senato, CNA rileva che la normativa è incerta e confusa nell’ambito di applicazione e sulle modalità e responsabilità dei controlli in capo al datore di lavoro.

“E’ necessario un intervento urgente per semplificare e rendere chiara la normativa – ha evidenziato il direttore della Divisione economica e sociale di CNA, Claudio Giovine – che è quasi impossibile da applicare per il mondo dell’artigianato e della piccola impresa che rappresenta circa 9 milioni di addetti sugli oltre 16 milioni del settore privato. Per queste attività, in particolare, l’interpretazione e l’applicazione delle regole del decreto appaiono oltremodo complesse o talvolta assolutamente impossibili”.

CNA inoltre ritiene indispensabile una sospensione temporanea di alcuni vincoli della privacy per consentire al datore di lavoro di acquisire e conservare le informazioni sulla durata del Green Pass del proprio collaboratore assicurando così controlli efficaci. Anche se il decreto lascia all’impresa la facoltà di definire le modalità dei controlli sui propri dipendenti per moltissime attività economiche questo esercizio risulta impossibile. Solo a titolo di esempio nel trasporto merci e persone, costruzioni, installazione impianti il controllo quotidiano sul possesso del Green Pass non è realistico.

La Confederazione sottolinea di essersi pronunciata da subito e in modo netto a favore del Green Pass quale strumento per coniugare tutela della salute e salvaguardia delle attività economiche. L’efficacia della campagna vaccinale e del Green Pass è confermata dal costante miglioramento della curva dei contagi e dall’accelerazione della ripresa economica.

CNA ha sempre offerto la propria collaborazione alle istituzioni per definire misure di contrasto della pandemia come la partecipazione alla stesura dei protocolli di sicurezza e il sostegno alla campagna vaccinale nei luoghi di lavoro attivandosi con il fondo di sanità integrativa SanArti. Un coinvolgimento che incomprensibilmente è venuto meno in occasione del decreto in oggetto, escludendo le rappresentanze dell’artigianato e della piccola impresa dalla definizione di norme che non devono mettere a rischio l’impegno e i grandi sacrifici che imprenditori e lavoratori hanno profuso sin dall’inizio della pandemia.

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18Ott

Green Pass: cosa prevede il Decreto e come comportarsi

18/10/2021 lucas In evidenza, News 60

Guarda il webinarCNA esprime forte preoccupazione sul funzionamento del Green Pass nei luoghi di lavoro con riferimento alle imprese con meno di 15 dipendenti e chiede un incontro urgente al Governo per definire regole chiare e aderenti alla complessa realtà del tessuto produttivo.Le risposte alle vostre domande sul Green PassSì, tutti i soggetti che svolgono attività lavorativa nel settore privato devono avere il green passNO, il datore di lavoro non può trattenere copia del green pass del lavoratore per questioni di privacySI, tutti i soggetti che svolgono attività lavorativa nel settore privato devono avere il green passIl sistema di controllo della validità del green pass avviene tramite l’APP GRATUITA che puoi scaricare da questo link. La procedura di verifica non può comportare la conservazione (memorizzazione) di alcun dato per questioni di privacy. Di conseguenza, l’uso della mail è sconsigliata perché può non garantire questa condizione. Per i singoli casi consigliamo di chiedere una procedura di gestione con una richiesta al nostro ufficio sicurezza@pd.cna.itI controlli si eseguono con l’apposita APP GRATUITA. Nelle procedura aziendale va indicato chi può eseguirli. I soggetti delegati al controllo devono essere incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio delle attività di verifica. La procedura aziendale integrata dalle istruzioni di cui sopra fornirà indicazioni anche sui comportamenti da tenere a seguito del controllo eseguito (chi informare, come trattare il collega sprovvisto di green pass, ecc)No, se il dipendente non può vaccinarsi non deve presentare il green pass ma deve avere un certificato medico che attesti la sua situazione. In questo caso non è necessario il tamponeNon può accedere al lavoro. Deve avere il green pass. L’esecuzione di un tampone con esito negativo genera un green pass temporaneo (per 48 ore) che deve esibire al datore di lavoroNo, l’azienda non è tenuta a pagare i tamponi dei dipendentiIl tampone con esito negativo genera un green pass che è temporaneo: dura 48. Di conseguenza, chi fa il tampone ha un green pass che dura 2 giorniLa durata del green pass varia in relazione alle condizioni che lo hanno prodotto (vaccino: 12 mesi , guarigione da COVID-19: 6 mesi, esito negativo del tampone: 48 ore). Sono state introdotte delle modifiche recenti alla durata e pertanto, salvo casi particolari, la durata del green pass potrebbe essere stata prorogata se lo stesso è stato ottenuto prima delle modifiche indicate.Il lavoratore non può accedere ai luoghi di lavoro.Si, ma devono avere il green pass perchè svolgono attività lavorativaPer queste gestioni è necessario creare una procedura aziendale che tuteli l’imprenditore. È consigliato contattare il servizio salute e sicurezza mandando una mail a sicurezza@pd.cna.it In ogni caso, la verifica del green pass è un obbligo per il datore di lavoro e risulta sanzionabile qualora non fosse eseguitaPer queste gestioni è necessario creare una procedura aziendale che tuteli l’imprenditore. È consigliato contattare il servizio salute e sicurezza mandando una mail a sicurezza@pd.cna.it In ogni caso, la verifica del green pass è un obbligo per il datore di lavoro e risulta sanzionabile qualora non fosse eseguitaDeve essere verificato il Green Pass. Essendo lavoratori autonomi o dipendenti di altre aziende l’obbligo del controllo è in capo sia a se stessi o ai rispettivi datori di lavoro, sia ai datori di lavoro/titolari delle imprese dove i collaboratori accedano per effettuare la propria attività. In tal senso è necessario creare una procedura aziendale che tuteli l’imprenditore. È consigliato contattare il servizio salute e sicurezza mandando una mail a sicurezza@pd.cna.itIl decreto non lo esplicita. Tuttavia l’impossibilità (divieto) attuale (per privacy) di memorizzare / archiviare informazioni implica la necessità di un controllo costante del green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro.

Per queste gestioni è necessario creare una procedura aziendale che tuteli l’imprenditore. È consigliato contattare il servizio salute e sicurezza mandando una mail a sicurezza@pd.cna.itIl lavoratore autonomo è tenuto ad avere il green passLo smart working è una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che viene attivata in base all’accordo tra le parti (datore di lavoro e lavoratore). Il lavoratore privo di green pass non è motivo per imporre di svolgere la prestazione in smart working.La sanzione viene irrogata dal Prefetto ed è amministrativa. da 600 a 1.500 euro per il lavoratore e da 400 a 1.000 per il datore di lavoro, fatte salve sanzioni specificheDipende dalla procedura interna che si è data l’impresa a tutela dell’imprenditore, dalla situazione e dal ruolo “dell’incaricato” (al controllo e/o all’accertamento delle violazioni). In caso di violazioni l’incaricato all’accertamento deve trasmettere al Prefetto gli atti relativi alla violazione rilevata. Oltre agli incaricati aziendali, le violazioni possono sempre essere rilevate anche dalle autorità esterne di controllo.La procedura aziendale deve stabilire le modalità di controllo. Secondo una lettura rigorosa del decreto queste devono essere previste “anche a campione” e non esclusivamente a campione.In caso di necessità consigliamo contattare il ns. servizio salute e sicurezza mandando una mail a sicurezza@pd.cna.itL’incarico per i controlli e/o accertamenti risulta disciplinato dalle stesse disposizioni contrattuali sull’attribuzione degli incarichi di lavoroNon può accedere e prestare il lavoroIl datore di lavoro viola la legge se non possiede una modalità operativa per eseguire le verifiche previsteSecondo procedura aziendale sui controlli si attiverà l’accertamento della violazione in caso il lavoratore acceda senza green passSe l’azienda ha meno di 15 dipendenti e il dipendente non presenta il green pass può essere sospeso per tutta la durata del contratto a termine in sostituzione e comunque per un periodo non superiore a 10 giorni (rinnovabile una sola volta quindi al massimo per 20 giorni).Le disposizioni su verifiche e controlli entrano in vigore dal 15 ottobreIl lavoratore deve presentarsi con green pass che si può ottenere con diverse modalità, compreso il tampone.Accederà al lavoro con green pass prodotto attraverso tampone negativoSe il lavoratore non presenta la certificazione può essere sospeso per al massimo per 20 giorni (10+10). Oltre tale termine è sempre considerato assente ingiustificato fino alla presentazione del green pass e comunque non oltre il 31/12/2021.La norma prevede che le modalità di verifica e controllo aziendali individuino con atto formale gli addetti incaricati all’accertamento delle violazioni. Saranno sempre possibili controlli anche da parte delle autorità esterne intervenute in aziendaIl contratto a termine in sostituzione può essere fatto per tutto il periodo di assenza del lavoratore privo di certificazione.L’incaricato secondo la procedura aziendale, può essere anche il titolareI dati sulle scadenze sono soggetti alla norma sulla privacy. Non possono essere conosciuti o conservati.Si. Anche lei è soggetto a questi adempimentiSi (con esito negativo)Il green pass deve essere verificato con app specificaÈ una disposizione di legge e va applicata nel rispetto della privacyLa situazione è sanzionabileLe risposte contenute in questa FAQ rispondono alla normativa e alla sua interpretazione al 27/09/2021 e non costituiscono indicazioni specifiche.

Per specifiche casistiche invitiamo l’imprenditore a contattare i nostri uffici

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18Ott

Green Pass: “Alleggerire la legge sulla privacy per semplificarne l’applicazione”

18/10/2021 lucas In evidenza, News 61

Per la legge sulla privacy il certificato va controllato tutti i giorni, un problema per le imprese più piccole e per alcune professioni che solitamente non passano per la sede fisica delle ditte che li impiegano.

“Molte delle nostre imprese associate hanno difficoltà reali ad applicare questo regolamento – afferma il presidente della CNA, Daniele Vaccarino, intervistato ai microfoni di Rds – Ad esempio chi non passa dalla sede centrale per recarsi sul posto di lavoro come gli installatori, gli addetti alle pulizie o ancora gli operai edili che si recano direttamente in cantiere, dove risulta quasi impossibile controllare il Green Pass”.

“Ma uno degli aspetti più complessi riguarda la legge sulla privacy, secondo la quale non è possibile archiviare i dati – ricorda Vaccarino – come CNA proponiamo una moratoria su alcuni specifici regolamenti sulla privacy che permetta di conservare i dati, come la scadenza del Green Pass, in modo da non doverlo controllare ogni giorno. Questo attualmente non è possibile, chiediamo quindi un intervento urgente di semplificazione della normativa e maggiore elasticità sulla privacy”.

Il provvedimento prevede, inoltre, la sospensione dal lavoro per il dipende sprovvisto della certificazione verde. Assenze che possono anche creare dei ritardi nella produzione, come sottolinea il presidente della CNA, intervistato in diretta a RaiNews 24: “Alcune nostre imprese associate si stanno organizzando per avere più sistemi di rilevazione, per avere più fonti di controllo sui propri dipendenti. A ciò si aggiunge anche il problema della carenza delle materie prime che rischia di frenare la ripresa economica. Un problema che sta diventando drammatico in alcuni settori come quello delle costruzioni che dovrebbero invece avere una spinta maggiore dovuta dall’introduzione dei vari bonus”.

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15Ott

Dispositivi medici su misura: valutazione clinica e applicazioni digitali

15/10/2021 lucas In evidenza, Medicale 87

Imprese interessate
Fabbricanti DM su misura:

  • Laboratori ODONTOTECNICI
  • Laboratori ORTO PROTESISTI
  • Laboratori OTTICI
  • Laboratori AUDIOPROTESISTI
  • Prototipazione rapida e STAMPA 3d

Obiettivi

  • Favorire la conoscenza e l’adeguamento normativo da parte delle imprese fabbricanti di DM su misura, impegnate nell’applicazione del nuovo Regolamento UE, che introduce nuovi e rilevanti obblighi, che richiedono innovazione organizzativa e approccio legato alla ricerca in letteratura tecnico scientifica, anche in banche dati specializzate on-line
  • Contribuire alla ridefinizione delle filiere e delle imprese in ottica “Smart Specialization Strategy”
  • Stimolare aggregazioni innovative tra imprese, al fine di diffondere nuove conoscenze e abilità, per cogliere le nuove opportunità e i trend di miglioramento del mercato
  • Promuovere e stimolare l’utilizzo di strumenti, tecnologie e documenti digitali da parte delle imprese

Attività

  • Individuazione gruppi funzionali di DM su misura.
    Saranno individuati gruppi rappresentativi delle più significative tipologie dei DMSM per le categorie interessate.
Su tali gruppi verranno svolte attività di ricerca/estrazione dati ed elaborazione.
  • Identificazione dati pertinenti
    1. Dati generati dal fabbricante,
    2. Dati provenienti dalla letteratura: raccolti al fine di determinare il livello di sicurezza e prestazione dei dispositivi d’interesse.
Possono riguardare la stessa tecnologia su cui si basa il dispositivo, o le medesime condizioni mediche trattate o dispositivi simili/equivalenti.
  • Protocollo di ricerca in letteratura
    1) Fonti dei dati utilizzati
    2) Metodologia di ricerca (criteri di selezione dei dati)
    3) Report di ricerca in letteratura

Strumenti per le imprese

  • Rapporti di valutazione clinica relativa ai DM su misura dei gruppi funzionali individuati, rappresentativi delle più significative tipologie dei DMSM
  • Guida applicativa del MDR 2017/745, con gli elementi del sistema di gestione della qualità prevista dal MDR, all’art.10, rivolta ai fabbricanti di DM su misura

Iscriviti al webinar del 26 ottobre 2021

Una Guida dedicata ai fabbricanti DM su misura per l’applicazione del Regolamento MDR 2017/745.
Buone pratiche per la valutazione clinica dei DM su misura.Iscriviti al convegno del 4 dicembre 2021

Prestazioni, sicurezza ed efficacia del DMSM.
I dati di valutazione clinica nell’esperienza delle imprese e nella letteratura tecnico-scientifica.
Casi di valutazione clinica di DM nelle attività del progetto.

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10Ott

Anomalie del mercato dell’energia elettrica

10/10/2021 lucas APE Energia, In evidenza 84

A testimonianza di ciò riportiamo sotto tre grafici.Il PUN è il Prezzo Unico Nazionale che fa riferimento alla Borsa Elettrica ItalianaIl valore del PUN degli ultimi 5 anni a confronto
Il valore del PUN degli ultimi 12 mesi a confronto con i 12 mesi precedentiIl valore del PUN futuro previsto per il periodo ottobre 2021 – dicembre 2022Come si vede dalle punte raggiunte dalle curve dei valori, ci troviamo in un contesto mai verificatosi da quando esiste la Borsa Elettrica (2004).

Siamo nel pieno di una “guerra commerciale” che, in verità, investe in via generalizzata tutte le merceologie principali. In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica, è sintomatico l’andamento del mese appena chiuso che ha visto un costo per questa materia prima al 1 settembre di euro 0,12 a KWh mentre al giorno 30 la quotazione è stata di euro 0,24 a KWh. Praticamente raddoppiata.

Le cause di questo incremento repentino dei prezzi, iniziato pochi mesi fa, sono da ricercarsi fondamentalmente in due fattori che indichiamo di seguito:

  • aumento del costo del gas naturale col quale in Italia si produce circa il 70% dell’energia elettrica immessa in rete in particolare nel periodo invernale in cui la produzione da energie rinnovabili va calando. Il valore di questa materia prima dipende dalla scarsità delle scorte esistenti poiché gli stoccaggi sono pieni a circa la metà del potenziale e alla difficoltà di ricevere il metano dalla Russia anche a causa dei conflitti con l’Ucraina attraverso la quale transita un nuovo gasdotto.
  • aumento del valore dei certificati CO2 che l’Europa impone di acquistare alle industrie inquinanti comprese quelle che producono energia. Il prezzo di questi titoli è cresciuto di 5 volte rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ripercuotendosi sul valore dell’energia venduta.

A questo punto, valutando le previsioni di andamento del prezzo che trova nel terzo grafico (Farward), c’è da aspettarsi una stabilizzazione del mercato su valori leggermente più alti ancora nel prossimo semestre, valori che poi dovrebbero ridursi significativamente e mantenersi stabili fino a fine anno per proseguire la discesa nel corso del 2023. Ovviamente sono previsioni e come tali vanno considerate anche se elaborate da centri ricerca qualificati.

La CNA di Padova da circa 10 anni opera in questo settore con il Consorzio APE (Aziende Per l’Energia) dedicato agli associati, che funge da gruppo di acquisto per l’energia elettrica e il gas naturale e fornisce assistenza e informazioni a tutti gli imprenditori interessati a conoscere meglio questi settori.

L’attività del Consorzio comprende, oltre al controllo costante degli andamenti dei prezzi durante l’anno, anche le analisi delle fatture degli associati CNA che volessero aderire al gruppo d’acquisto fornendo indicazioni precise sulla correttezza delle bollette e sui livelli di prezzo applicati.

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10Ott

CAF CNA supera i 400mila 730 e punta sul digitale

10/10/2021 lucas In evidenza, Modelli 730 74

“Si tratta di un risultato certamente non scontato – afferma il direttore Roberto Vitale – che registriamo in un momento difficile, condizionato oltre che dall’emergenza sanitaria, anche dalle difficoltà riscontrate con alcuni clienti in questo primo anno in cui era necessario documentare il pagamento degli oneri detraibili e deducibili con strumenti tracciabili“.

“Ci sono ancora margini di crescita per il nostro sistema – afferma Armando Prunecchi, presidente del CAF CNA – occorre recupere i numeri persi nelle strutture territoriali che quest’anno hanno patito qualche difficoltà. Dobbiamo migliorare le interazioni con CNA Pensionati, posto che ad oggi è ancora molto ampio il bacino di pensionati associati che non elaborano il 730 presso il nostro CAF. Al tempo stesso è necessario intervenire anche valorizzando il sistema presso tutti quei pensionati che si rivolgono al CAF per il 730 e gli altri servizi e non hanno la tessera associativa di CNA Pensionati. Inoltre, ritengo sia necessario puntare ancor più sugli strumenti digitali messi in campo per effetto della pandemia, aiutando i clienti ad utilizzare il caricamento dei documenti attraverso il nostro portale o l’app “scatta” e la firma digitale. Si risparmiano tutti i costi di archiviazione ed il tempo impiegato dal personale in questa attività.  Sono strumenti nuovi che abbiamo sperimentato nel 2021 e che stiamo migliorando – conclude Prunecchi – per renderli ancora più efficaci per il prossimo anno. Occorre che siano più diffusi,  più facili da usare e quindi promossi da tutti i nostri operatori che hanno il contatto diretto con il cliente“.
Un particolare apprezzamento per il lavoro svolto va a tutte le strutture territoriali convenzionate con la società, senza dimenticare la bravura e professionalità delle colleghe che operano, come supporto di consulenza e qualità, nella nostra struttura centrale.

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