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CNA Padova
30Lug

CHIUSURA UFFICI ESTIVA: DAL 15 AL 31 AGOSTO 2025

30/07/2025 Nicolo Ruffin News 81

Per gli associati con Servizio Paghe (o senza dipendenti, con titolare assicurato Inail, che abbia delegato CNA di Padova o Rovigo) sarà previsto un recapito per le

Comunicazioni Telematiche Urgenti

dal 18 al 22 agosto e dal 25 al 29 agosto dalle 8.30 alle 12.30
Al numero 049-80.62.211 selezionando l’opzione “servizio comunicazioni
urgenti” o scrivendo all’indirizzo paghecentrale@pd.cna.it

**si prega di prendere visione delle informazioni importanti sugli Infortuni
(in calce alla presente comunicazione)

 

Per gli associati con Servizio contabilità e fiscalità sarà attivo un recapito per il

Servizio di Fatturazione elettronica

dal 27 al 29 agosto dalle 8.30 alle 12.30
al numero 049/80.62.222 o all’indirizzo assistenzafe@pd.cna.it
dal 18 al 26 agosto 2025 – Servizio sospeso

 

Per gli associati con Servizi Paghe (o senza dipendenti, con titolare assicurato Inail, che abbia delegato CNA di Padova o di Rovigo)

**Informazioni importanti sugli Infortuni

Come noto, il termine per presentare la denuncia di infortunio è di due giorni lavorativi dal momento in cui il datore di lavoro ha informazione diretta del fatto o da quando il datore di lavoro riceve il certificato di infortunio.
Qualora l’azienda venisse a conoscenza nella giornata del 15/08/2025 di un infortunio accaduto ad un proprio dipendente e/o collaboratore, dovrà aver cura di contattare il servizio di reperibilità il giorno 18/08/2025 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge inerenti all’infortunio
sul lavoro.
In caso invece di infortunio mortale o con pericolo di morte, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente sempre segnalare l’evento alla sede INAIL competente entro ventiquattro ore con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia/comunicazione nei termini e con le modalità di legge (art. 53, comma 1 e 2,
Testo unico 1124/1965).
Nel sito www.cnapadova.it – Servizi alle Imprese -Comunicazioni Urgenti è disponibile il modulo di denuncia sintetica di infortunio con le relative istruzioni da inviare a cura del datore di lavoro via PEC o raccomandata A/R alla sede INAIL competente.

INAIL PADOVA via Nancy 2 – 35131 Padova PADOVA@POSTACERT.INAIL.IT

INAIL ROVIGO viale Delle Industrie 1 – 45100 Rovigo ROVIGO@POSTACERT.INAIL.IT

Per le aziende site in territori diversi dalla provincia di Padova e Rovigo, si prega di fare riferimento alla sede INAIL competente (esempio: azienda sita a Venezia – INAIL VENEZIA via della Pila 51, 30175 – VENEZIATERRAFERMA@POSTACERT.INAIL.IT)

Nella compilazione del modulo sarà sufficiente inserire solo i dati certi e di cui si è assolutamente
sicuri, fossero anche i soli riferimenti sommari del lavoratore e dell’infortunio: ricordiamo infatti
che viene sanzionato con una multa di oltre 1.000,00 euro il mancato invio nei termini della denuncia
di infortunio, ma non l’incompleta compilazione del modulo.

Alla ripresa dell’attività nella giornata di lunedì 01/09/2025 andrà contattato sempre l’ufficio
paghe di riferimento.

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29Lug

DAZI: ACCORDO UE-USA. CNA NON E’ SODDISFATTA

29/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 82

In merito all’accordo commerciale siglato tra Unione Europea e Stati Uniti il presidente di Cna Padova e Rovigo Luca Montagnin esprime la sua scarsa soddisfazione per un’intesa che rischia di danneggiare le imprese artigiane e l’intera economia del Vecchio Continente. 

“Bene che sia stato trovato un accordo, per quanto possa essere poco soddisfacente – dichiara il Presidente di Cna Padova e Rovigo – perché l’incertezza è il peggiore viatico per lo sviluppo dei territori e delle imprese artigiane.
In effetti invece di pagare dazi al 30% triplichiamo quelli che già c’erano e che erano del 5% e nel frattempo ci obblighiamo ad una serie di investimenti negli Usa (per 600 mld euro) e di acquisti energetici (per 750 mld in 3 anni) che sono ben più impattanti di quanto non fosse il piano di sviluppo presentato da Draghi per la competitività europea ( e che prevedeva una spesa di 750-800 mld di euro annui).
Per le imprese artigiane del nostro territorio questo accordo sui dazi non sarà facile da riassorbire, d’altra parte è vero pure che una percentuale significativa dei nostri prodotti esportati negli Usa dovrebbero soffrire meno di altri un incremento dei prezzi intorno al 15%. Questo è vero per i beni di lusso come l’agroalimentare e la moda ma anche per quelli manifatturieri e della meccanica di precisione che portano con sé una valore aggiunto tecnologico che li rende meno sostituibili rispetto ad altri.
Ad ogni modo ribadiamo il concetto che un accordo, per quanto poco vantaggioso, è meglio dell’incertezza totale di questi ultimi 6 mesi! 
Ma per affrontare una situazione che non sarà comunque facile (e che si aggiunge a problemi tipici dell’Italia come il caro energia, l’accesso al credito ecc) auspichiamo che il governo nazonale e la Ue mettano in campo strumenti per permettere alle piccole imprese di riassorbire l’ennesimo colpo dato, dall’esterno, alla loro competitività sui mercati! Il Governo convochi rapidamente dei tavoli con le categorie economiche, anche dell’artigianato, per capire le difficoltà delle imprese così da intervenire per tempo a supporto di un sistema che è strategico per lo sviluppo socio-economico del Paese”.
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28Lug

CALDO: L’USO DEL CONDIZIONATORE PUÒ COSTARE AD UNA FAMIGLIA PIÙ DI 450 EURO IN SOLI 2 MESI

28/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Un’elaborazione del Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo parla di un costo di oltre 220 euro in soli due mesi per l’uso di un condizionatore in classe A++  in un appartamento di 80 mq in classe D. Nel caso di un’abitazione da 130 mq si arriva superare i 450 euro in soli 2 mesi.

Montagnin Cna Padova e Rovigo: “Se si abbina al sistema di condizionamento un impianto fotovoltaico si riduce a zero la spesa ed anzi si produce ulteriore elettricità per tutto il resto dell’anno. Ma il passaggio degli incentivi fiscali ad una percentuale del solo 36% già con il 2026 rischia di congelare un mercato che garantisce riduzioni di spesa e un impatto ambientale significativamente ridotto”. 

Con il gran caldo di questi mesi l’uso dei condizionatori diventa un’abitudine sempre più radicata per i Padovani e i Rodigini. Ma i costi vivi dell’uso dei sistemi di raffrescamento dell’aria rischiano di essere significativi come pure l’impatto sull’ambiente senza un investimento complessivo che possa riequilibrare gli uni e gli altri.

 

Il centro Studi di Cna di Padova e Rovigo ha valutato i costi e gli impatti in base a due diverse tipologie di abitazione:

 

Il primo caso riguarda un appartamento di circa 80 metri quadri in classe energetica B, quindi con buon isolamento termico. Anche qui tuttavia la temperatura interna, col gran caldo di luglio e agosto, può toccare e superare i 30 gradi. Si configura quindi la necessità di abbassarla almeno di 3 o 4 gradi.

 

Si è scelto di ipotizzare che questo appartamento sia dotato di un impianto di buona qualità con condizionatore, 2 split, un inverter e un motore, il tutto in classe A++. Per un utilizzo medio di 6 ore al giorno, tutti i giorni (con attivi entrambi gli split) il consumo medio è di circa 1.6 kWh/h per un totale di totale 590 kWh nell’arco dei 2 mesi in questione.

La spesa complessiva in questo caso è di circa 150 euro per i 2 mesi ma sale a 180 euro in caso di un appartamento in classe C, ad oltre 220 euro per uno in classe D, e sale ancora per le classi E, F e G.

Installare un impianto fotovoltaico può ridurre sensibilmente (anche azzerare) la spesa per il condizionatore in estate, se dimensionato correttamente e usato in modo ottimale.

Un impianto da 3kw potrebbe bastare per abbattere le spese: attualmente il costo è tra i 4.000 ed i 5.500 euro (senza sistemi di accumulo) e fino al 31 dicembre del 2025 si può accedere alle detrazioni fiscali del 50%. L’operazione permette di evitare di immettere in atmosfera circa 256 kg di CO₂ solo per il condizionatore estivo. Una cifra che arriva a 850 kg di CO₂/anno considerando tutti i consumi elettrici. Di fatto sarebbe come piantare circa 30 alberi ogni anno.

 

La seconda ipotesi riguarda invece un’abitazione di circa 130 metri quadri in classe energetica B su 2 livelli, dove è presente un impianto di condizionamento simile a quello precedente ma un po’ più potente, sempre in classe A++.

Un utilizzo medio di 8 ore al giorno, tutti i giorni di luglio e agosto, produce un consumo medio di 2.4 kWh/h circa, (in totale circa 1.170 kWh).

La spesa è di circa 290 euro per i 2 mesi ma sale a 360 euro per un’abitazione in classe C, a oltre 450 euro in classe D e così via fino a cifre ancora più impattanti per le classi energetiche più basse (E, F e G).

Con impianto fotovoltaico da 4,5kw e un costo costo tra i 6.000 e i 7.000 euro (senza i sistemi di accumulo) il risparmio in bolletta è tra i 300 ed i 400 euro nei 2 mesi estivi. Non solo si evita di immettere in atmosfera oltre 1,3 tonnellate di CO₂ in un anno: Sarebbe come se si piantassero ogni anno ben 40 alberi e si evitasse di far percorrere alla propria auto ben 10 mila km.

 

Ma attenzione: i casi proposti riguardano condizionatori in perfetto stato di manutenzione. I consumi elettrici nel caso di apparecchi non correttamente manutenuti (con scambiatori non puliti, motore non in piena efficienza e così via) sono superiori anche del 10-15% rispetto a quanto descritto.

 

Se poi gli split non sono sanificati periodicamente si rischia di vedere diffusa aria non pulita con eventualmente anche microrganismi pericolosi come della legionella, delle tonsilliti e più in generale legati alle malattie del sistema respiratorio.

 

 

“Abbinare moderni sistemi di condizionamento dell’aria a impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, è sempre consigliato – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Si ottiene un risparmio concreto sia in termini di spesa che di efficienza. Anche l’impatto ambientale del sistema di condizionamento, altrimenti negativo, tende a riequilibrarsi fino a diventare un valore aggiunto. I costi del fotovoltaico sono calati molto negli anni e installare un sistema non è più così impattante sulle tasche delle famiglie come poteva essere fino a 10-20 anni fa. E tuttavia la politica di riduzione degli incentivi decisa dal Governo colpisce proprio quei cittadini che scelgono di assumersi in prima persona la responsabilità ambientale dei propri stili di consumo, pagando di tasca propria in previsione di un risparmio futuro ma con una riduzione immediata delle emissioni di CO₂. Portare dal 65% al 50% e poi al 36% già a partire dal 2026 i vantaggi fiscali per l’acquisto e l’installazione di un sistema di condizionamento integrato con un impianto fotovoltaico, da una parte rischia di rallentare un mercato che garantisce sviluppo ad un’intera filiera economica che proprio in questi territori ha una forza e una presenza significativa; dall’altra si mortificano gli sforzi di intere fasce di popolazione che vorrebbero contemperare la necessità di una buona qualità della vita, anche durante l’estate, con una più profonda attenzione per l’ambiente”.

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22Lug

DAZI TRUMP 30% ALLA UE: FRA PADOVA E ROVIGO COLPITO EXPORT DI OLTRE 400 IMPRESE MANIFATTURIERE, COINVOLTI PIÙ DI 4100 ADDETTI

22/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 88

Dazi Trump 30% alla Ue: a Padova colpito export di oltre 400 imprese manifatturiere, coinvolti più di 3.500 addetti

Delle circa 10.200 imprese del settore manifatturiero del Padovano circa 22,3% delle quali, secondo dati Istat esportano i loro prodotti nel mondo: tra queste, secondo l’istituto Tagliacarne circa il 14% sono esposte con gli Stati Uniti. 

Complessivamente Padova ha esportato 1,24 miliardi di euro negli Usa nel 2024. 

Oltre 400 imprese esportatrici del settore del manifatturiero padovano sono direttamente coinvolte in attività di vendita dei propri prodotti con gli Stati Uniti, ed occupano oltre 3.500 addetti.

Delle circa 10.200 imprese del settore manifatturiero del Padovano circa 22,3% delle quali, secondo dati Istat esportano i loro prodotti nel mondo: tra queste, secondo l’istituto Tagliacarne circa il 14% sono esposte con gli Stati Uniti.

Complessivamente Padova ha esportato 1,24 miliardi di euro negli Usa nel 2024.

Un incremento al 30% dei Dazi statunitensi rischia di mettere in difficoltà tutte queste imprese e i loro addetti, mettendo un’altra ipoteca pesante sulla ripresa di un sistema produttivo che stenta a riprendere slancio dopo il rimbalzo post covid.

In termini di costo economico il computo diventa più difficile: secondo Banca d’Italia per esempio circa il 43% delle esportazioni del nostro Paese verso gli Stati Uniti si riferiscono a prodotti di qualità alta e per un altro 49% di qualità media. Di fatto si tratta di beni per lo più diretti ad acquirenti (persone fisiche o imprese) ad elevato reddito che potrebbero rimanere indifferenti ad un aumento del prezzo causato dall’introduzione di nuove barriere doganali.

E se Banca d’Italia prende in considerazione la possibilità che queste imprese possano riassorbire in parte l’aumento dei costi per i propri clienti riducendo la propria marginalità, il rischio per la tenuta dei conti di queste imprese diventa comunque un punto di domanda molto concreto.

“Questa cosa proprio non ci voleva, e nemmeno ce lo aspettavamo – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Tanto più perché si somma alle difficoltà che le nostre imprese stanno vivendo nei confronti di un altro grande partner commerciale del territorio: la Germania. Ci vuole un intervento deciso da parte del Governo a sostegno di tutto manifatturiero sia in termini di ammortizzatori sociali, perché ci aspettiamo un significativo calo della produzione e un conseguente regresso occupazionale, sia tramite serie politiche di rilancio del settore produttivo. In questo senso è necessario attivare nuovi mercati come l’India e più in generale i paesi dei Brics, il Medio Oriente, il Sud America e l’Estremo Oriente. Per fare questo servono politiche coordinate industriali e di promozione commerciale del Made in Italy nel mondo. Questa doppia crisi, relativa alla crisi della Germania e ai dazi di Trump, assieme a problema mancato ricambio generazionale nelle filiere produttive (a tutti i livelli dalla dirigenza fino alla manodopera), rischia di mettere una pietra tombale sulla tradizione del manifatturiero padovano e italiano nel suo complesso. Una cosa che crediamo sia da evitare in tutti i modi per il bene delle nostre comunità e di un’Europa di cui noi siamo a tutt’oggi il secondo paese manifatturiero!”

Dazi Trump 30% alla Ue: a Rovigo colpito export di oltre 70 imprese manifatturiere, coinvolti più di 650 addetti

Delle circa 2.300 imprese del settore manifatturiero del Rodigino circa 22,3% delle quali, secondo dati Istat esportano i loro prodotti nel mondo: tra queste, secondo l’istituto Tagliacarne circa il 14% sono esposte con gli Stati Uniti.  

Complessivamente Rovigo ha esportato 72,6 milioni di euro negli Usa nel 2024.  

Oltre 70 imprese esportatrici del settore del manifatturiero padovano sono direttamente coinvolte in attività di vendita dei propri prodotti con gli Stati Uniti, ed occupano oltre 650 addetti.

Delle circa 2.300 imprese del settore manifatturiero del Rodigino circa 22,3% delle quali, secondo dati Istat esportano i loro prodotti nel mondo: tra queste, secondo l’istituto Tagliacarne circa il 14% sono esposte con gli Stati Uniti.

Complessivamente Rovigo ha esportato 72,6 milioni di euro negli Usa nel 2024.

Un incremento al 30% dei Dazi statunitensi rischia di mettere in difficoltà tutte queste imprese e i loro addetti, mettendo un’altra ipoteca pesante sulla ripresa di un sistema produttivo che stenta a riprendere slancio dopo il rimbalzo post covid.

In termini di costo economico il computo diventa più difficile: secondo Banca d’Italia per esempio circa il 43% delle esportazioni del nostro Paese verso gli Stati Uniti si riferiscono a prodotti di qualità alta e per un altro 49% di qualità media. Di fatto si tratta di beni per lo più diretti ad acquirenti (persone fisiche o imprese) ad elevato reddito che potrebbero rimanere indifferenti ad un aumento del prezzo causato dall’introduzione di nuove barriere doganali.

E se Banca d’Italia prende in considerazione la possibilità che queste imprese possano riassorbire in parte l’aumento dei costi per i propri clienti riducendo la propria marginalità, il rischio per la tenuta dei conti di queste imprese diventa comunque un punto di domanda molto concreto.

“Questa cosa proprio non ci voleva, e nemmeno ce lo aspettavamo – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Tanto più perché si somma alle difficoltà che le nostre imprese stanno vivendo nei confronti di un altro grande partner commerciale del territorio: la Germania. Ci vuole un intervento deciso da parte del Governo a sostegno di tutto manifatturiero sia in termini di ammortizzatori sociali, perché ci aspettiamo un significativo calo della produzione e un conseguente regresso occupazionale, sia tramite serie politiche di rilancio del settore produttivo. In questo senso è necessario attivare nuovi mercati come l’India e più in generale i paesi dei Brics, il Medio Oriente, il Sud America e l’Estremo Oriente. Per fare questo servono politiche coordinate industriali e di promozione commerciale del Made in Italy nel mondo. Questa doppia crisi, relativa alla crisi della Germania e ai dazi di Trump, assieme a problema mancato ricambio generazionale nelle filiere produttive (a tutti i livelli dalla dirigenza fino alla manodopera), rischia di mettere una pietra tombale sulla tradizione del manifatturiero rodigino e italiano nel suo complesso. Una cosa che crediamo sia da evitare in tutti i modi per il bene delle nostre comunità e di un’Europa di cui noi siamo a tutt’oggi il secondo paese manifatturiero!”

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22Lug

VACANZE IN AUTO: UNA SU 5 HA PROBLEMI MA TRA GIUGNO E LUGLIO RADDOPPIANO I TEMPI DELLE RIPARAZIONI MECCANICHE

22/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 85

Circa un Padovano su due è pronto per le ferie, circa il 75% userà l’auto ma almeno 1 auto su 5 ha problemi con pneumatici e condizioni generali di manutenzione.

 Fortuni Cna Padova e Rovigo: “per noi l’inizio estate è alta stagione, siamo presi d’assalto ma le vacanze sono sacre. Lavoriamo per salvare le vacanze dei nostri clienti”

Più o meno un padovano su due si appresta a partire per le ferie e di questi circa il 75% sceglie l’auto come mezzo di trasporto.

Secondo i dati diffusi da Polizia di Stato ed Assogomma nei giorni scorsi emerge poi che circa 1 vettura su 5 non risulta in regola per quanto concerne pneumatici lisci o inadatti alla stagione mentre il 25% dei veicoli presenta revisioni mancanti e scarsa manutenzione in generale.

E se, tanto più in in virtù di questi dati, è saggia consuetudine dare un’occhiata al proprio mezzo, che sia auto o moto, prima di partire, la sfida per i riparatori del territorio non è scontata e i tempi per le riparazioni, soprattutto quelle meccaniche, sostanzialmente raddoppiano tra giugno e la fine di luglio.

“Tra la metà di giugno e la fine di luglio per noi è alta stagione – spiega Giorgia Fortuni presidente di Cna Autoriparazione Padova. – I carichi di lavoro crescono, si fanno gli straordinari e si lavora fino a tardi. Il nostro motto è ‘salviamo le ferie dal 2012’ anche i nostri colleghi non sono da meno. E se ormai quasi tutti i migliori gommisti cercano e riescono spesso a restituire l’auto in giornata, per le riparazioni le cose sono un po’ di verse: complice l’intasamento relativo agli ordini dei pezzi di ricambio e al numero delle richieste in forte crescita, per un lavoro che richiederebbe un paio di giorni si rischia di mettercene quattro, per un lavoro da tre giorni, si arriva ad una settimana e così via”.

Cariche clima, controllo dei pneumatici e dei freni, tagliandi verifiche generali e relative a specifici rumori a cui l’automobilista presta più attenzione a ridosso delle ferie, sono tra gli interventi più tipici di un periodo davvero tra i più caldi, non solo per le temperature, per i riparatori di auto e moto.

“Siamo convinti che le ferie siano sacrosante – continua Fortuni – e trovarsi con un mezzo in panne proprio nell’unico breve periodo in cui ci si dovrebbe rilassare non è per niente consigliabile. Per questo non smettiamo mai di suggerire ai nostri clienti di prendersi per tempo evitando di affrontare gli inconvenienti all’ultimo minuto. C’è poi un capitolo a parte che riguarda camper, roulottes e rimorchi di varia natura. Una verifica dello stato di salute degli pneumatici prima della partenza è fondamentale: si tratta in molti casi di mezzi che stanno fermi per lunghi periodi e il rischio che di ovalizzazioni sono molto seri. Se poi il mezzo è molto carico non è escluso che lo pneumatico si rompa o addirittura possa scoppiare”.

Anche per il settore moto il fenomeno è molto simile.

“Tra giugno e luglio siamo in piena attività  – conferma Luca Gobbi, referente moto del direttivo Autoriparazione di Cna Padova. – Noi cerchiamo di fare del nostro meglio ma i tempi si allungano per forza, tanto più che il fenomeno del turismo in moto è in crescita. Consigliamo di non aspettare l’ultimo minuto per le verifiche del mezzo da parte di un occhio esperto. Tra le questioni principali vanno verificati i livelli dei liquidi, lo stato dei pneumatici, i sistemi frenanti e i sistemi di trasmissione ma pure la parte elettrica come i fanali, le frecce e così via”.

E per evitare di incappare troppo facilmente in quella classica casistica delle piccole sfortune che possono capitare in vacanza, gli autoriparatori di Cna di Padova e Rovigo hanno preparato un decalogo di controlli da effettuare prima di partire:

  1. Controllo degli pneumatici: Verificate pressione e usura.

  2. Freni: Assicuratevi che funzionino perfettamente.

  3. Luci e indicatori: Controllate il corretto funzionamento.

  4. Livelli dei fluidi: Verificate olio motore, liquido freni, raffreddamento e lavavetri.

  5. Batteria: Controllate carica e terminali.

  6. Cinture di sicurezza: Verificate il funzionamento.

  7. Tergicristalli: Assicuratevi che siano in buone condizioni.

  8. Assicurazione e revisione: Controllate validità e aggiornamenti.

  9. Carico del veicolo: Distribuite il peso in modo equilibrato.

  10. Navigazione e strumenti di viaggio: Assicuratevi di avere mappe aggiornate e caricabatterie per dispositivi elettronici.

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10Lug

SICUREZZA INFORMATICA: UN ATTACCO ALL’ORA, OLTRE OTTOMILA SEGNALAZIONI NEL PADOVANO

10/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 89
Un ritmo infernale, asfissiante, praticamente uno all’ora: sono i numeri degli attacchi informatici ai danni delle aziende di Padova e provincia.
Si tratta di stime perché i numeri ufficiali non confluiscono in un’unica banca dati. Nessuno li raccoglie e anche le aziende che sono costrette a denunciare faticano a stimare effettivamente i costi del danno subito.
Secondo gli esperti del settore si arriva a 59 mila euro di danni, in media, per ciascun attacco informatico.
 
Cédric Boniolo, Presidente di CNA Comunicazione Padova: Le imprese devono adottare misure di sicurezza robuste per proteggersi dagli attacchi informatici. È necessaria una sensibilizzazione dei dipendenti sui rischi del phishing e di altri attacchi informatici e un’adeguata formazione degli imprenditori sull’utilizzo dei software di sicurezza che rilevino le intrusioni.
 
«Nel nostro Paese manca una cultura informatica e, pertanto, non può esserci una cultura in tema di cybersecurity. C’è più attenzione rispetto al passato, ma non si stanno mettendo abbastanza risorse per difendersi davvero. Oggi, non abbiamo più un ministro di riferimento per l’innovazione, non abbiamo un Ministero deputato ma solo una serie di persone, sparse per l’Italia, che lavorano in smart working. Servono molti più investimenti in formazione informatica a scuola e all’università per avere strumenti adeguati e combattere il fenomeno».
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07Lug

IMPRESE GIOVANILI IN CROLLO: IN 10 ANNI – 35,8% A ROVIGO E -16,3% A PADOVA

07/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 95

Soffrono i comparti più tradizionali del manifatturiero: elettrico ed elettronico (-70,2%), impiantistica (-58%), tessile e calzature (-53%). 

CNA Padova e Rovigo affianca i giovani artigiani nell’accesso al Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up (14 mln euro di plafond) 

Luca Montagnin (Presidente CNA Padova e Rovigo):  «Sistema produttivo in affanno, senza giovani alla guida delle imprese a rischio la doppia transizione digitale ed ecologica. I nostri uffici pronti a sostenere le imprese che intendono usufruire del Fondo Veneto, aiutandole a superare la complessità burocratica».

In dieci anni la provincia di Padova ha perso oltre 1.200 imprese giovanili: dalle 7.377 del 2015 si è passati alle 6.173 attuali. Una contrazione del 16,3% che, pur meno drammatica rispetto ad altri territori veneti, rappresenta un serio campanello d’allarme per il futuro economico del territorio. In una provincia che invecchia – l’indice di vecchiaia è passato da 158 a 212 in meno di un decennio – il calo delle attività fondate da under 30 rischia di rallentare il ricambio generazionale, l’innovazione e la transizione sostenibile del tessuto produttivo.

Per fare fronte a questo fenomeno CNA Padova e Rovigo è pronta ad affiancare tutti i giovani artigiani che intendono accedere al Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up che La Regione Veneto ha messo a disposizione grazie ad un plafond di 14 milioni di euro tra finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto fino al 25%, rivolti a investimenti innovativi, sostenibili e digitali compresi tra i 20.000 e i 150.000 euro. Gli uffici di CNA Padova e Rovigo sono pronti ad accompagnare tutti i giovani artigiani che intendono accedere al Fondo, occupandosi del tutoraggio, della stesura dei progetti e della gestione di ogni adempimento burocratico. Uno strumento prezioso per cercare di arginare la flessione drammatica delle imprese giovanili del Padovano.

Nel dettaglio, a soffrire maggiormente sono i comparti più tradizionali del manifatturiero. Il settore elettrico ed elettronico registra un crollo del 70,2%, seguito dall’impiantistica (-58,4%), dal tessile e calzature (-53,2%) e dal legno e mobili (-51,6%). In forte sofferenza anche edilizia (-36,2%) e costruzioni in generale (-39,8%), insieme a trasporti (-28,5%), commercio (-27,1%) e ristorazione (-27,5%).

Non mancano però ambiti in crescita. Il settore dei servizi alle imprese, che include noleggio, consulenza e supporto organizzativo, segna un +45,5%. Bene anche le attività professionali, finanziarie e immobiliari (+21,5%) e i servizi di informazione e comunicazione (+20,1%), comparti ad alto tasso di competenze digitali e trasversali, dove i giovani sembrano trovare maggiori possibilità di esprimere nuove forme di impresa.

«I dati parlano chiaro – commenta Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo – anche a Padova si fa fatica a costruire il futuro. Una contrazione del 16,3% delle imprese giovanili significa che meno ragazzi scelgono la strada dell’imprenditorialità. E questo accade non per mancanza di idee o coraggio, ma per un sistema che ancora oggi rende troppo difficile fare impresa, a maggior ragione per i giovani. Occorre un cambio di passo. CNA ha avanzato proposte concrete per rendere più accessibile l’autoimprenditorialità giovanile, a partire da un fisco più leggero e strumenti di credito agili. Ma intanto, nel concreto, c’è un’opportunità da cogliere: la Regione Veneto ha stanziato 14 milioni di euro attraverso il Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up, che offre finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto fino al 25% per investimenti innovativi tra 20.000 e 150.000 euro. CNA Padova e Rovigo è pronta a supportare tutti i giovani artigiani che vogliano accedere al Fondo, aiutandoli a superare la complessità burocratica. Nessuna buona idea deve rimanere nel cassetto per colpa della burocrazia o delle scadenze. Chiediamo inoltre a tutti i livelli istituzionali di rafforzare le leve di defiscalizzazione e di credito agevolato per i giovani imprenditori, in linea con le proposte avanzate da CNA nazionale».

Soffrono in particolare tessile e calzaturiero (-78,1%), legno e mobili (-66,7%), alimentare(-61,1%), e l’edilizia (-56,8%). CNA Padova e Rovigo affianca i giovani artigiani nell’accesso al Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up (14 mln euro di plafond) 

Luca Montagnin (Presidente CNA Padova e Rovigo):  «Sistema produttivo in affanno, senza giovani alla guida delle imprese a rischio la doppia transizione digitale ed ecologica. I nostri uffici pronti a sostenere le imprese che intendono usufruire del Fondo Veneto, aiutandole a superare la complessità burocratica».

Un crollo vertiginoso: le imprese giovanili in provincia di Rovigo sono calate di oltre un terzo in dieci anni, con numeri che evidenziano una crisi strutturale dell’imprenditoria giovanile, proprio mentre il territorio avrebbe bisogno di nuova linfa per affrontare le sfide della doppia transizione digitale e ambientale.

Per fare fronte a questo fenomeno CNA Padova e Rovigo è pronta ad affiancare tutti i giovani artigiani che intendono accedere al Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up che La Regione Veneto ha messo a disposizione grazie ad un plafond di 14 milioni di euro tra finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto fino al 25%, rivolti a investimenti innovativi, sostenibili e digitali compresi tra i 20.000 e i 150.000 euro. Gli uffici di CNA Padova e Rovigo sono pronti ad accompagnare tutti i giovani artigiani che intendono accedere al Fondo, occupandosi del tutoraggio, della stesura dei progetti e della gestione di ogni adempimento burocratico. Uno strumento prezioso per cercare di arginare la flessione drammatica delle imprese giovanili del rodigino.

Nel dettaglio, le imprese guidate da under 30 sono passate da oltre 2.400 nel 2015 a 1.552 nel 2024, con una diminuzione che in percentuale si attesta al 35,8%. I settori più colpiti sono quelli manifatturieri tradizionali: tessile e calzature registrano il calo più marcato, addirittura del 78,1%, il legno e mobili del 66,7%, l’alimentare del 61,1%. Anche l’edilizia soffre pesantemente, con una flessione del 56,8%, e l’intero comparto delle costruzioni scende complessivamente del 54,5%. A questi si aggiungono le attività artistiche e sportive (-52,9%), il commercio (-42,1%) e l’alloggio-ristorazione (-47,8%), settori dove spesso i giovani cercano di avviare nuove esperienze imprenditoriali.

Un fenomeno che testimonia da una parte l’urgenza di intervenire sul piano dello sviluppo imprenditoriale e dall’altro su quello demografico. Tra 2014 e 2024 infatti non sono solo le imprese giovanili a vedere una contrazione pesante. Anche l’intero sistema imprenditoriale rodigino ha visto, nel periodo, una flessione del 13,4%, tra le più significative del territorio regionale. E sul piano demografico le notizie non sono molto più confortanti: i dati Istat relativi alla popolazione al primo gennaio 2025 parlano di 227.052 residenti, quasi il 3% in meno (2,73%) rispetto a prima del Covid (primo gennaio 2019) quando i residenti in provincia di Rovigo erano 233.428, circa 6.400 in più di ora.

Non mancano, però, segnali in controtendenza. In alcuni ambiti a maggiore contenuto innovativo e professionale si registrano lievi crescite: le attività finanziarie, immobiliari e professionali crescono del 12,9%, i servizi di informazione e comunicazione del 7,4%. Tiene il comparto elettronico, mentre cali più contenuti si riscontrano nei trasporti e nella logistica (-27,9%), in agricoltura (-21,9%) e nei servizi alla persona (-20,4%).

«La desertificazione delle imprese giovanili – commenta Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo – è un campanello d’allarme: in dieci anni abbiamo perso quasi quattro start-up su dieci. Senza giovani alla guida delle aziende, la provincia rischia di frenare la doppia transizione, digitale ed ecologica, di cui CNA ha più volte sottolineato l’importanza strategica come leva per la crescita sostenibile e l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese italiane. A questo proposito tengo a ricordare che La Regione Veneto ha messo a disposizione il Fondo Veneto Competitività – sezione Start Up, uno strumento che mette sul piatto 14 milioni di euro tra finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto fino al 25%, rivolti a investimenti innovativi, sostenibili e digitali compresi tra i 20.000 e i 150.000 euro. CNA Padova e Rovigo è pronta ad affiancare tutti i giovani artigiani che intendono accedere al Fondo, aiutandoli a superare la complessità burocratica. Nessuna buona idea deve rimanere nel cassetto per colpa della burocrazia o delle scadenze. Chiediamo inoltre a tutti i livelli istituzionali di rafforzare le leve di defiscalizzazione e di credito agevolato per i giovani imprenditori, in linea con le proposte avanzate da CNA nazionale».

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03Lug

CALDO: MONTAGNIN, 38MILA LAVORATORI EDILI ESPOSTI, ATTENZIONE ANCHE A CHI NON È CITATO DA DECRETO REGIONE

03/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 83
In occasione del fenomeno di caldo estremo che si sta verificando in tutto il Paese il Presidente di Cna Padova e Rovigo Luca Montagnin esprime la sua preoccupazione per tutti i lavoratori del comparto anche per quelli direttamente interessati dal Decreto Regionale di tutela.
“Solo a nel Padovano e nel Rodigino – dichiara il Presidente di Cna Padova e Rovigo – quasi 38mila lavoratori edili sono attivi nelle ristrutturazioni, nei cantieri stradali, nelle manutenzioni degli edifici e così via. Gente che anche a prescindere dall’esposizione diretta al sole lavora con queste temperature e senza aria condizionata in condizioni estreme. Il decreto della Regione tutela giustamente i più esposti ma anche gli altri, quei lavoratori non esplicitamente citati, dovrebbero essere tutelati.  Gli artigiani lavorano per se stessi e per le proprie comunità, ma la difesa della salute è una priorità per tutti. Penso solo al caso dei manutentori. Anche quando si tratta semplicemente di una verifica per far ripartire un impianto di climatizzazione, gli operatori si trovano spesso a lavorare al pieno sole in condizioni estreme su macchine che sono esposte in terrazzi, lastrici solari dei condomini, sui tetti o magari sospesi a decine di metri di altezza! In queste condizioni un incidente diventa più facile: per questo chiediamo alle istituzioni ma anche ai clienti una attenzione aggiuntiva sia per garantire ai lavoratori condizioni accettabili sia per comprenderne gli sforzi. Come sempre poi e a maggior ragione in questi casi la prevenzione è fondamentale: se si interviene prima del gran caldo si evitano difficoltà, tempi più lunghi e interventi dell’ultimo minuto.  Come imprenditori ed operatori del settore non possiamo che chiedere un po’ di sensibilità e di attenzione allo stato di salute di questi lavoratori anche e soprattutto in condizioni di emergenza”.
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02Lug

EMANUELA CARLINI ELETTA VICEPRESIDENTE DI CNA PADOVA E ROVIGO FINO AL 2029

02/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 84

Tra le tra le sfide del prossimo quadriennio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro (nel Padovano a giugno il 53,7% delle posizioni è di difficile reperimento, nel Rodigino il 51,9%) e la parità di genere nel settore dell’imprenditoria (a Padova solo il 20,8% delle imprese è donna contro una media nazionale del 22,2%, a Rovigo il 23,6% ma con un calo del 14,8% in 10 anni).

Carlini: “lavoriamo al fianco delle scuole per avvicinare il mondo artigiano ai giovani ma anche per dare più spazio alla crescita delle competenze Stem nelle ragazze. Solo avvicinando i giovani alla cultura artigiana potremo dare una nuova prospettiva di sviluppo e di innovazione al nostro tessuto economico e sociale”

E’ la rodigina Emanuela Carlini la nuova vicepresidente di Cna Padova e Rovigo. Classe 1971, Carlini è attualmente presidente della sezione territoriale CNA di Adria, componente della Presidenza della CNA di Padova e Rovigo e del Direttivo della meccanica di CNA Padova e Rovigo, nonché componente del Direttivo Provinciale di CNA Impresa Donna dell’Associazione.

Imprenditrice di lungo corso, è entrata nella ditta del padre Gaetano Carlini già nel 1990 dopo il diploma in ragioneria e dal 2000 è titolare insieme al fratello Gianni della società “Officina Meccanica Carlini Gaetano S.N.C.” di Adria.

Nella sua attività d’impresa come in quella sindacale per Cna, Carlini si è impegnata nello sviluppo di rapporti costruttivi con il mondo della scuola collaborando con gli Istituti del territorio per lo sviluppo di stage aziendali per gli studenti che intendono conoscere e imparare l’attività artigiana di tornitura, mettendo a disposizione le macchine e il personale idoneo all’insegnamento.

Un tema strategico per il mondo delle imprese: nel mese di giugno 2025 infatti i posti offerti dalle imprese del padovano stimati da Excelsior-Unioncamere sono ben 7.180 (nel periodo giugno-agosto sono 19.930) di cui il 34,5% è destinato agli  under 30. Di questi 7.180 ben il 53,7% è di difficile reperimento per il  36% per mancanza candidati, per il 14,7% preparazione inadeguata del candidati e per il restante 3% per diverse motivazioni.

Non va meglio a Rovigo dove a fronte di 1.870 posti disponibili a giugno per il 32,2% destinato a under 30 (4.940 nel periodo giugno-agosto), i profili di difficile reperimento sono sono il 51,9%: per il  35,3% per mancanza candidati, per il 10,9% preparazione inadeguata del candidati e per il restante 5,7% per diverse motivazioni.

“Sempre più artigiani si mettono in contatto con le scuole per cercare di creare un canale preferenziale per eventuali nuove assunzioni – dichiara la vicepresidente di Cna Padova e Rovigo Emanuela Carlini. – Ma c’è anche un secondo tema: quello della cultura del lavoro. Un sistema di valori che noi artigiani andiamo a raccontare ai giovani, fin dalle scuole medie, non tanto per trovare lavoratori ma per trasmettere la passione e l’impegno che il lavoro artigiano, più di altri, può offrire ai giovani”.

Anche sul piano dell’uguaglianza di genere nel settore imprenditoriale le cose non brillano molto tra Padova e Rovigo. Nel Padovano addirittura la percentuale di imprese in rosa sul totale è pari al 20,8%, meno di una già poco confortante media nazionale del 22,2%, nel rodigino la quota è superiore (23,6%). E se nella provincia di Padova, tra 2014 e 2024, si è assistito ad una, seppure minima, crescita (+1,2%) nella provincia di Rovigo, a testimonianza ulteriore di una difficoltà di tenuta dell’intero tessuto imprenditoriale, la flessione delle imprese femminili è stato addirittura del -14,8%.

“Credo sia più opportuno parlare di persone piuttosto che di donne o uomini: non è detto infatti che un uomo o una donna faccia peggio o meglio un’attività rispetto ad un altro solo per una questione di genere. Sono le propensioni individuali e la passione che fanno la differenza – conclude la vicepresidente di Cna Padova e Rovigo. – E d’altra parte anche proprio nell’ambito della scuola bisognerebbe valorizzare le competenze Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) delle ragazze, oltre che dei ragazzi. Le ragazze possono essere ingegneri, meccanici, tornitrici o imprenditrici brave e capaci almeno quanto i loro colleghi. I fatti lo dimostrano ma non le statistiche. Dobbiamo superare, proprio a partire dalla scuola, un pregiudizio che perdura anche nel 2025 e che non fa bene al sistema imprenditoriale, sociale ed economico del nostro  territorio. Sulla flessione poi dell’impresa femminile nel Rodigino uno dei fattori più pensanti è stato il Covid che di fatto ha messo in ginocchio quelle piccole realtà di cui ora si sente la mancanza. Si è strappato un parte del nostro tessuto imprenditoriale e lavoreremo in questi anni per ricucirlo proprio a partire dall’imprenditoria femminile”.

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02Lug

CALDO ESTREMO: FIRMATA L’ORDINANZA CHE VIETA IL LAVORO ALL’APERTO NELLE ORE PIÙ CRITICHE

02/07/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86
In data 1 luglio la Regione Veneto ha approvato un’ordinanza che vieta lo svolgimento dell’attività lavorativa dalle ore 12.30 alle ore 16.00 nel periodo dal 3 luglio al 31 agosto 2025. 
Tra i settori interessati figurano i cantieri edili all’aperto (NON solo imprese edili)  e le cave, oltre al settore agricolo e florovivaistico.
Le limitazioni sono connesse all’adozione delle idonee misure di prevenzione come da “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.
 
Per le attività che si svolgono in ambienti chiusi non è prevista alcuna limitazione ma si rimanda al rispetto delle linee guida.
 
Nell’ordinanza sono previste alcune esenzioni per specifici settori e tipologie di attività.
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Confederazione Nazionale dell’artigianato
e delle Piccole imprese

Associazione Provinciale di Padova e Rovigo
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f. +39 049 8062200

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