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CNA Padova
14Set

IA FISICA: 2 ARTIGIANI SU 3 LA CONOSCONO MA CHIEDONO FORMAZIONE

14/09/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Il 64,8% degli artigiani conosce l’IA fisica (quella che si applica al mondo reale) e oltre il 45,4%) è convinto che nell’arco di 10 anni il suo settore di attività ne sarà fortemente caratterizzato. Il 54% degli intervistati chiede formazione per le maestranze. Dal 16 settembre a partire dalle ore 17.30 presso le aule del Parco Scientifico Galileo in Via Edoardo Plinio Masini, 8 a Padova Cna dà il via a un nuovo percorso di formazione sartoriale che durerà fino a novembre.

Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo: “la vera ricchezza di un territorio non risiede soltanto nelle tecnologie, ma anche nel patrimonio di competenze per sfruttarne le potenzialità. Abbiamo attivato un nuovo percorso di formazione fortemente operativo, pensato per le aziende e le loro necessità”  

Padova 13 settembre 2026 – Ancora una volta Cna Padova e Rovigo affronta il tema dell’Intelligenza Artificiale e della sua diffusione tra le Pmi artigiane del proprio territorio. Un sistema che, come dimostra il report “AI e Piccole Imprese” realizzato da Cna, si dimostra molto attento e sensibile a questo pacchetto di tecnologie.

E tuttavia la comprensione dell’Ia, delle sue potenzialità e un’adeguata formazione per le maestranze rimangono priorità strategiche per gli imprenditori.

UN PERCORSO DI FORMAZIONE SARTORIALE DESTINATO ALLE IMPRESE:

Per dare risposta a queste esigenze la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Padova e Rovigo ha scelto un approccio integrato che parte da un’analisi della propensione all’innovazione dei propri iscritti per poi offrire loro un percorso sartoriale pensato per dare risposte concrete ai tanti che sono pronti a procedere con investimenti in questo senso grazie all’affiancamento dagli esperti del Galileo Visionary District.

Un’esperienza, gratuita e libera a tutti gli imprenditori, che prenderà avvio il prossimo 16 settembre a partire dalle ore 17.30 presso le aule del Parco Scientifico Galileo in Via Edoardo Plinio Masini, 8 a Padova.

In questa prima fase si affronteranno insieme le evoluzioni più importanti dell’Intelligenza Artificiale Generativa, gli strumenti concreti che stanno realmente trasformando il lavoro quotidiano (chatbot, assistenti AI, automazioni, generazione di contenuti e molto altro) attraverso esempi reali di aziende che hanno già introdotto l’AI nei propri processi.

Sono quindi previste 3 differenti tappe di formazione: la prima (il 30 Settembre alle ore 15.00 presso il Parco Scientifico Galileo di Via Masini Edoardo Plinio, 8 a Padova) è pensata per imparare a progettare e configurare chatbot intelligenti per automatizzare il servizio clienti, rispondere alle FAQ, raccogliere contatti qualificati, integrare assistenti AI nel sito web, nelle chat o nei social.

Nella seconda (il 15 ottobre alle stessa ora e sempre presso il Parco Scientifico Galileo) si affronterà l’IA come strumento per automatizzare attività ripetitive, collegare software aziendali, gestire documenti, supportare il lavoro amministrativo, commerciale e operativo.

Nella terza tappa, prevista per il 5 novembre a partire dalle 15 sempre presso la sede del Pst Galileo, si affronterà il tema degli avatar digitali per la formazione interna, la comunicazione aziendale, il marketing, le prestazioni e i video informativi.

Una scelta formativa che risponde alle esigenze delle imprese per come sono state raccolte dal “Rapporto Ai e Piccole Imprese” realizzato da Cna.

L’IA E GLI ARTIGIANI, UNO STUDIO DI CNA:

Secondo un report del Centro Studi di Cna l’intelligenza artificiale è in effetti un tema conosciuto da oltre 2 artigiani su 3 (il 9,5% degli intervistati dichiara di “conoscere bene” l’AI fisica ( quei sistemi di intelligenza artificiale che operano e interagiscono con il mondo fisico) e il 55,3% sa di cosa si tratta pur non considerandosi un esperto in materia). Per contro, il 30,8% ne ha sentito parlare ma niente di più, e solo il 4,3% non ha alcuna idea al riguardo.

Quasi la metà degli imprenditori intervistati (45,4%) è convinto che nell’arco di 10 anni il suo settore di attività sarà fortemente caratterizzato dalla presenza dell’AI fisica e solo l’8,3% lo esclude categoricamente. Per il 45,9% del campione si tratta di una seria opportunità di crescita, a fronte del 18,3% che la vive come una minaccia. Bisogna tuttavia considerare la vasta quota di incerti (35,8%).

I SETTORI PIÙ ATTENTI AL TEMA:

In un orizzonte temporale di 10 anni un livello di penetrazione “medio o elevato” caratterizzerà soprattutto l’industria pesante (89,0% degli intervistati) e la manifattura (78,0%).

Ad un livello decisamente più basso i trasporti (62,6%), l’edilizia e impiantistica (50,2%) e l’artigianato artistico (31,9%). In pratica, industria e manifattura sono considerate le principali destinatarie della rivoluzione dell’AI fisica, mentre i comparti caratterizzati da elevata componente

creativa, artigianale o relazionale vengono ritenuti meno permeabili all’automazione.

LA PROPENSIONE ALL’INVESTIMENTO:

Un solido 55% di imprenditori valuterebbe concretamente un investimento in AI fisica (35,6% “probabilmente sì” e 19,4% “sicuramente sì”). Per contro, solo il 9,5% si esprime in modo drasticamente negativo. La condizione è che l’utilità sia ben evidente e i costi sostenibili. La percezione di costi di accesso elevati è molto diffusa, raccogliendo il 46,6% delle risposte sugli elementi frenanti (ben al di là della stessa complessità tecnologica (33,8%)

I BENEFICI ATTESI E LE POLICY PUBBLICHE A SUPPORTO DELL’INTRODUZIONE DELL’IA IN AZIENDA:

La gamma ampia dei benefici attesi i benefici attesi: solo il 9,2% degli intervistati ritiene che l’introduzione di strumenti di AI fisica non apporterebbe alcun beneficio alla propria attività. La restante parte del campione intervistato ripartisce le attese sulla riduzione dei lavori usuranti (41,2% di risposte positive), sulla riduzione degli errori di lavorazione (34,9%), sull’aumento di produttività (31,8%); sulla compensazione di una mancanza di personale (31,4%), su un contenimento dei costi di produzione (29,0%), su un aumento di sicurezza (26,5%) e di qualità (24,8%), sulla possibilità di non arrestare il processo produttivo in orari complessi (22,5%).

Non manca tuttavia la consapevolezza relativa alla necessità di sviluppare competenze adeguate: la principale priorità che gli imprenditori individuano nell’accompagnamento alla transizione infatti è la formazione gratuita per i tecnici e gli operai che dovranno gestire le nuove macchine (53,9% delle risposte), seguita da contributi a fondo perduto per l’acquisto di robot o altri macchinari intelligenti (49,2%) e sgravi fiscali come crediti di imposta per chi realizza investimenti in tecnologie di AI fisica (47,1%)

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DI CNA PADOVA E ROVIGO LUCA MONTAGNIN

“Per un territorio manifatturiero come quello di Padova e Rovigo – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – la vera ricchezza non risiede soltanto nelle tecnologie, ma anche nel patrimonio di competenze, conoscenze e capacità produttive che le nuove tecnologie saranno chiamate ad apprendere e valorizzare. Per questo motivo diventa  necessario promuovere una vera sovranità del saper fare.

La diffusione dell’intelligenza artificiale fisica (quei sistemi di intelligenza artificiale che operano e interagiscono con il mondo fisico) dovrà essere accompagnata da strumenti concreti che consentano anche alle micro e piccole imprese di affrontare questa trasformazione. Incentivi agli

investimenti, percorsi di formazione, servizi di accompagnamento, piattaforme di sperimentazione e strumenti di supporto all’adozione rappresentano condizioni essenziali affinché la transizione possa

diventare un’opportunità diffusa e non un fattore di ulteriore divario competitivo.

L’obiettivo non deve essere quello di favorire l’adozione indiscriminata delle tecnologie, ma di consentire alle imprese di scegliere consapevolmente le soluzioni più adatte alle proprie esigenze, integrandole nei processi produttivi in modo graduale e sostenibile.

Per CNA accompagnare le imprese in questa di transizione non significa soltanto rappresentarne gli interessi presso le istituzioni, ma contribuire concretamente a costruire le condizioni affinché l’innovazione diventi un’opportunità di crescita diffusa”.

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07Set

DITTE INDIVIDUALI OVER 69: A PADOVA IL 12,4%, A ROVIGO IL 13,4%. PASSAGGIO GENERAZIONALE A RISCHIO

07/09/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 97

Sono 5.723 le imprese individuali del Padovano il cui titolare ha 70 anni o più. Padova è in decima posizione nella classifica nazionale delle province che, in numeri assoluti, contano su più imprese individuali over 69. Nel frattempo (2015-25) le imprese giovanili calano del 17,8%. 

Luca Montagnin presidente di Cna Padova e Rovigo: “Bene la resilienza degli over 69 ma dobbiamo lavorare assieme alle istituzioni su un ricambio generazionale strategico per il futuro del territorio”

Sono 5.723 le imprese individuali del Padovano il cui titolare ha 70 anni o più. Un numero consistente che colloca Padova in decima posizione nella classifica nazionale delle province che in numeri assoluti contano su più imprese individuali over 69.

Di fatto l’incidenza sul totale delle ditte individuali, complessivamente 46.153 presenti nella provincia, è pari al 12,4%. E se tra 2015 e 2025 i numeri assoluti dei titolari over 69 della provincia di Padova è calato di qualche unità (-199) ciò non è comunque bastato a rallentare la crescita dell’incidenza del fenomeno sul totale: nel 2015 queste rappresentavano “solo” l’11,2% del totale. Di fatto l’incremento, pure a fronte di un calo dei numeri assoluti, è stato del +1,2%.

Un fenomeno che si spiega con la complessiva e più robusta diminuzione del numero delle imprese individuali presenti sul territorio nello stesso periodo.

E se da una parte inorgoglisce la tenacia e la solidità delle aziende condotte dagli over 69, guardare il bicchiere mezzo pieno non restituisce la complessità di un fenomeno che ha tratti obiettivamente inquietanti:

Tra 2014 e 2024 (ultimi dati disponibili raccolti da dossier di Cna nazionale dal titolo “Imprese senza ricambio”), nel Veneto, per altro regione che esprime ben 3 province su 15 per numero assoluto di imprese individuali con titolari settantenni o più (Padova decima, Treviso undicesima e Verona quindicesima), le imprese giovanili sono calate addirittura del 17,8% dalle 41.300 circa del 2014 alle poco meno di 34mila di due anni fa.

Nella sola provincia di Padova, invece, secondo dati del Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo, su dati del Registro Imprese le attività giovanili, quelle il cui titolare è un under 35, erano, l’anno scorso, 6.060 con una flessione, tra il 2015 e il 2025, del 17,8%.

Un dato che non si può certo attribuire alla scarsa buona volontà degli under 40: tra 2015 e 2026 la popolazione giovanile del Padovano è calata di più 11.600 mila unità, con una flessione del 5,5% che porta gli under 40 di poco sopra quota 198 mila.

“In un contesto di inverno demografico sempre più evidente – ragiona Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – certamente conforta la capacità di resistere degli over 69. Tuttavia ciò non nasconde la preoccupazione per un futuro in cui il profondo e articolato patrimonio di competenze e saper fare delle imprese artigiane e delle ditte individuali di questo territorio rischia di scomparire lentamente. Per questo dobbiamo affrontare il tema del passaggio generazionale delle aziende con serietà e intelligenza. Un tema che non può essere affrontato soltanto come una questione ereditaria. Serve una vera politica per la trasmissione d’impresa, favorendo l’incontro tra imprenditori che intendono uscire dall’attività e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e rendendo più semplice l’accesso al credito per chi rileva un’azienda.

Occorre inoltre rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati al passaggio generazionale, sostenere le operazioni di workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria. Particolare attenzione va riservata all’artigianato e alle piccole imprese, dove il valore dell’azienda risiede spesso soprattutto nelle competenze personali dell’imprenditore e dove una successione non preparata può determinare la scomparsa definitiva di mestieri, conoscenze e produzioni.

“Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio. In una provincia che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con sempre meno giovani, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere capacità produttiva, occupazione e futuro dei territori”.

 

Sono 1.790 le imprese individuali del Rodigino il cui titolare ha 70 anni o più. Il 13,4% delle oltre 13 mila ditte individuali presenti sul territorio nel 2025. Rovigo è prima in Veneto per percentuale di over 69.

Luca Montagnin presidente di Cna Padova e Rovigo: “Bene la resilienza degli over 69 ma dobbiamo lavorare assieme alle istituzioni su un ricambio generazionale strategico per il futuro del territorio”

Sono 1.790 le imprese individuali del Rodigino il cui titolare ha 70 anni o più.

Di fatto l’incidenza sul totale delle ditte individuali, complessivamente 13.358 presenti nella provincia, è pari al 13,4%. Un numero che colloca Rovigo in prima posizione nella classifica regionale delle province che hanno una percentuale maggiore di over 69 tra le proprie ditte individuali.

E se tra 2015 e 2025 i numeri assoluti dei titolari over 69 della provincia di Rovigo è calato di qualche unità (-164) ciò non è comunque bastato a rallentare la crescita dell’incidenza del fenomeno sul totale: nel 2015 queste rappresentavano “solo” l’11,2% del totale. Di fatto l’incremento, pure a fronte di un calo dei numeri assoluti, è stato del +2,2%.

Un fenomeno che si spiega con la complessiva e più robusta diminuzione del numero delle imprese individuali presenti sul territorio nello stesso periodo.

E se da una parte inorgoglisce la tenacia e la solidità delle aziende condotte dagli over 69, guardare il bicchiere mezzo pieno non restituisce la complessità di un fenomeno che ha tratti obiettivamente inquietanti:

Tra 2014 e 2024 (ultimi dati disponibili raccolti da dossier di Cna nazionale dal titolo “Imprese senza ricambio”), nel Veneto, per altro regione che esprime ben 3 province su 15 per numero assoluto di imprese individuali con titolari settantenni o più (Padova decima, Treviso undicesima e Verona quindicesima), le imprese giovanili sono calate addirittura del 17,8% dalle 41.300 circa del 2014 alle poco meno di 34mila di due anni fa.

Nella sola provincia di Rovigo, invece, secondo dati del Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo, su dati del Registro Imprese le attività giovanili, quelle il cui titolare è un under 35, erano, l’anno scorso, 1.476 con una flessione, tra il 2015 e il 2025, del 39%.

Un dato che non si può certo attribuire alla scarsa buona volontà degli under 40: tra 2015 e 2026 la popolazione giovanile del Rodigino è calata di più 9.100 mila unità, con una flessione del 17,6% arrivando a 42.835.

“In un contesto di inverno demografico sempre più evidente – ragiona Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – certamente conforta la capacità di resistere degli over 69. Tuttavia ciò non nasconde la preoccupazione per un futuro in cui il profondo e articolato patrimonio di competenze e saper fare delle imprese artigiane e delle ditte individuali di questo territorio rischia di scomparire lentamente. Per questo dobbiamo affrontare il tema del passaggio generazionale delle aziende con serietà e intelligenza. Un tema che non può essere affrontato soltanto come una questione ereditaria. Serve una vera politica per la trasmissione d’impresa, favorendo l’incontro tra imprenditori che intendono uscire dall’attività e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e rendendo più semplice l’accesso al credito per chi rileva un’azienda.

Occorre inoltre rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati al passaggio generazionale, sostenere le operazioni di workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria. Particolare attenzione va riservata all’artigianato e alle piccole imprese, dove il valore dell’azienda risiede spesso soprattutto nelle competenze personali dell’imprenditore e dove una successione non preparata può determinare la scomparsa definitiva di mestieri, conoscenze e produzioni.

“Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio. In una provincia che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con sempre meno giovani, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere capacità produttiva, occupazione e futuro dei territori”.

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31Ago

CARO GASOLIO: IMPRESE ARTIGIANE SOTTO PRESSIONE, CNA CHIEDE INTERVENTI STRUTTURALI

31/08/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Montagnin: “Per un artigiano che ha sei-sette furgoni il caro gasolio costa a fine mese fino a 2.000 euro in più. La situazione non può andare avanti così”. Donà: “Basta tagli temporanei, servono interventi strutturali”

Il caro gasolio continua a mettere sotto pressione le imprese artigiane del territorio, in particolare quelle per cui gli spostamenti rappresentano una componente essenziale dell’attività quotidiana. Idraulici, elettricisti, manutentori, impiantisti, falegnami e serramentisti ogni giorno percorrono chilometri per raggiungere clienti e cantieri, sostenendo costi del carburante sempre più difficili da assorbire.

Una situazione che preoccupa CNA Padova e Rovigo, soprattutto in vista dei prossimi mesi. Nel solo Padovano sono oltre 17 mila le imprese artigiane attive nei principali settori nei quali il mezzo di lavoro rappresenta parte integrante dell’attività: circa 1.350 imprese dei trasporti, merci e persone, oltre 2.500 dell’impiantistica, circa 2.500 nelle costruzioni, 1.800 nel legno-arredo e 1.300 nella meccanica.

Per molte di queste realtà il furgone non è semplicemente un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio strumento di lavoro. Agli aumenti del carburante si sommano inoltre quelli di materiali, attrezzature e degli altri costi necessari allo svolgimento dell’attività.

“Per un artigiano che ha sei-sette furgoni il caro gasolio costa a fine mese fino a 2.000 euro in più – sottolinea Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo –. Abbiamo provato con i mezzi a Gpl, ma la manutenzione e il collaudo delle bombole sono carissimi, il gioco non vale la candela”.

Una pressione che rischia inevitabilmente di ripercuotersi sull’intera attività delle piccole imprese. “Gli artigiani impiegano più tempo per raggiungere il cliente e spendono sempre più in carburante. La situazione non può andare avanti così”, prosegue Montagnin.

CNA ritiene quindi necessario superare la logica degli interventi temporanei e lavorare a misure capaci di dare maggiore stabilità alle imprese. Una richiesta che riguarda sia il costo dei carburanti sia la possibilità, per micro e piccole aziende, di accedere concretamente agli strumenti per la transizione energetica e il rinnovo dei mezzi.

“Sarebbe bello aprire un tavolo e dialogare – conclude Montagnin –. Gli incentivi devono essere realmente accessibili anche alle micro e piccole imprese, con flotte al piccolo artigiano che vuole sostituire il proprio furgone, installare il fotovoltaico o dotarsi di un sistema di accumulo. Dobbiamo smettere di rincorrere una crisi dopo l’altra. Le accise servono per affrontare l’oggi; una vera politica energetica deve metterci nelle condizioni di affrontare il domani”.

Sulla necessità di un intervento strutturale insiste anche Daniele Donà, presidente degli impiantisti di CNA Padova. Per chi lavora quotidianamente presso abitazioni e imprese, gli spostamenti sono parte integrante del servizio e il rincaro alla pompa si traduce direttamente in un aumento dei costi aziendali.

“Basta tagli temporanei. Ci aspettiamo interventi strutturali del Governo anche dopo il 5 settembre. Le accise vanno mozzate in modo importante e definitivo – afferma Donà –. Le tessere sconto carburante fanno scena, ma non risolvono il problema: è necessario intervenire all’origine, anche perché i conti non tornano”.

Per un’impresa di impiantistica l’impatto è concreto: “Per un pieno, che facciamo ogni 10 giorni-due settimane in base al giro dei clienti, adesso paghiamo circa 150 euro, prima dell’ennesima crisi spendevamo al massimo 120-130 euro. Purtroppo i rincari si ripercuotono sui clienti”, spiega Donà.

“Il Governo deve cambiare strategia. Ci sono le guerre, ci sono tante spese, lo capisco, però serve qualcosa di più strutturale o ne rimetterà il mercato in modo importante”, conclude il presidente degli impiantisti CNA.

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25Ago

FRATELLI CAZZOLA: 80 ANNI DI MOTORIPARAZIONI ARTIGIANE AL BASSANELLO

25/08/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Nata nel 1946 con una piccola vetrina in quello stabile del Bassanello in via Adriatica 64 che è ancora sede dell’azienda, la Fratelli Cazzola Moto vanta ormai quasi un secolo di storia ma il futuro si fa incerto per via di un ricambio generazionale difficile.

Luciano Cazzola, titolare di Fratelli Cazzola Moto: “Abbiamo assistito a tutta l’evoluzione del quartiere e della città, dai primi motorini fino alle nuove linee del Tram. Il nostro è un lavoro che si fa per passione ma non ha orari fissi e trovare chi porterà avanti l’azienda non è così facile” 

E’ una storia ormai quasi secolare quella di Fratelli Cazzola Moto del Bassanello a Padova, il centro di riparazione, vendita e distribuzione ricambi per moto e cicli che ha occupato negli anni, assieme a Fratelli Cazzola Service, l’intero piano terra dell’edificio che fa angolo tra via Adriatica, la via d’ingresso a Padova da Strada Battaglia, e via Vittorio Veneto, che congiunge invece il quartiere Paltana con la città.ì

Una bottega che è stata selezionata tra le 44 eccellenze d’Italia per rappresentare CNA Padova e Rovigo nella speciale video-mostra promossa da CNA Nazionale nella sede di Piazza Armellini a Roma, in occasione delle celebrazioni per l’80° anniversario dell’associazione.

Un’occasione per raccontare un sistema di imprese nate in epoche diverse, che hanno accompagnato le trasformazioni economiche, sociali e culturali dell’Italia. Realtà che hanno conosciuto il boom economico e le fasi di recessione. Hanno affrontato l’aumento dei costi, la concorrenza internazionale, l’evoluzione delle tecnologie e la necessità continua di innovare. In una sfida continua e sempre vinta grazie alla creatività e alla voglia di crescere di giovani di ieri che sono diventati gli imprenditori artigiani di oggi.

La storia di Fratelli Cazzola Moto inizia nel 1946 con il ritorno dalla prigionia in terra di Germania del capostipite della famiglia, Giovanni Cazzola. In quell’anno Giovanni prese possesso di una piccola vetrina, proprio in via Adriatica, e aprì un’officina di riparazione di biciclette. L’attività era solo una delle tante che arricchivano l’intero edificio, all’epoca un vero e proprio centro commerciale ante litteram composto di una serie di attività artigiane e commerciali a dimensione familiare.

“Quando io e mio fratello Luigino eravamo bambini – ricorda Luciano Cazzola, figlio di Giovanni e attuale titolare di Fratelli Cazzola Moto – questo edificio era un vero e proprio mondo: c’era il macellaio e la parrucchiera, il casolino, il panificio, e un sacco di altre attività. In effetti era un vero e proprio piccolo centro commerciale al servizio del quartiere: mio padre nel frattempo aveva iniziato non solo a riparare bici e motorini ma anche a vendere bombole del gas ecc. In qualche anno l’azienda divenne un vero e proprio bazar: l’attività di riparazione ma anche di vendita di cicli e motocicli rimase ma iniziammo a vendere anche piccoli e grandi elettrodomestici e molto altro ancora. Per un lungo periodo le cose sono andate per il meglio ma il mondo cambia e ci siamo dovuto evolvere anche noi”.

 

Lo sviluppo della grande distribuzione organizzata, le modifiche nella abitudini di consumo e l’evoluzione della città verso la periferia impattano sul futuro di quel piccolo centro commerciale ante litteram di via Adriatica, schieramento di piccole botteghe artigiane sorto proprio di fronte alla chiesa del quartiere Bassanello.

I piccoli negozi chiudono uno ad uno e la famiglia Cazzola acquista gli spazi, per rafforzare un business destinato a proseguire con successo il suo corso.

“Io e mio fratello ci siamo specializzati – continua Luciano Cazzola. – Lui preferiva la rivendita e prese in mano il settore degli elettrodomestici, io invece ho sempre amato i motori e ho proseguito l’attività di moto riparazione. Andiamo d’amore e d’accordo, siamo vicini ma abbiamo due partite iva distinte e quando possiamo l’uno viene in soccorso dell’altro”.

E se la storia di Fratelli Cazzola Moto e di Cazzola Service è una storia di successo durata 80 anni è pure una storia di capacità di adattamento e di evoluzione tecnologica.

“Io sono nato nel 1949 e ho iniziato a mettere piede in officina che avevo 11 anni, in pratica nel 1960 – ricorda Luciano Cazzola. – Da quegli anni le cose sono cambiate tantissimo: una volta, con i motori a scoppio bastava una pinza, un cacciavite e un martello. Per una diagnosi l’orecchio era fondamentale e il lavoro era tutto nelle mani. Ora la plastica ha sostituito il ferro, l’elettronica ha soppiantato la meccanica e ormai le diagnosi le si fa al computer.

Le motorizzazioni elettriche crescono nelle richieste dei clienti e la qualità dei prodotti è sempre più efficiente, soprattutto per gli scooter da città, ma se chiedete a me il motore a scoppio ha un’altro fascino.

Siamo rivenditori e service della Piaggio e di Kymko come pure della Vespa, di Honda, Cinzia, Mi.GI, Mondial e Askoll Eva. La formazione è continua per fare fronte alle novità di un mondo della mobilità su due ruote che è cambiato tantissimo. Anche questo ha il suo fascino: nel nostro settore non ci si annoia mai. E tuttavia un motivo di preoccupazione c’è: a me il lavoro piace molto, ho un collaboratore bravissimo e un amico appassionato di vespe storiche che mi aiuta con i restauri più impegnativi, quando ha tempo. Ma ormai abbiamo tutti molti anni di servizio alle spalle e trovare chi ci voglia sostituire è tutta un’altra cosa: il nostro è un mestiere duro, ci si scorda gli orari e si lavora fino a quando non si ha finito”.

Ora la sfida è quella di un passaggio del testimone per nulla scontato ma che può aprire ad una nuova generazione le porte di un quel percorso di crescita professionale e umana che fa di un ragazzo un attore attivo dello sviluppo della propria comunità.

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30Lug

CHIUSURA UFFICI ESTIVA: DAL 14 AL 28 AGOSTO 2026

30/07/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 81

Per gli associati con Servizio Paghe (o senza dipendenti con titolare assicurato Inail che abbia delegato CNA di Padova o Rovigo) sarà previsto un recapito per le

Comunicazioni Telematiche Urgenti

attivo dalle 8.30 alle 12.30 al numero 049/80.62.211 premendo il tasto 9 e
selezionando l’opzione “servizio comunicazioni urgenti o all’indirizzo
paghecentrale@pd.cna.it nei seguenti giorni:
dal 17/08/2026 al 20/08/2026
dal 24/08/2026 al 28/08/2026

Nel caso di mal funzionamento dei telefoni potete inviare una mail a paghecentrale@pd.cna.it, assicurandovi che arrivi una risposta di conferma dell’arrivo della mail.

**si prega di prendere visione delle informazioni importanti sugli Infortuni
(in calce alla presente comunicazione)

 

Per gli associati con Servizio contabilità e fiscalità sarà attivo un recapito per il

Servizio Fatturazione elettronica

attivo dalle 8.30 alle 12.30 nei giorni 26-27-28/08/2026
al numero 049/80.62.222 o all’indirizzo assistenzafe@pd.cna.it

dal 17 AL 25 AGOSTO – Servizio sospeso
ATTENZIONE, per le richieste di emissione fatture elettroniche l’ultimo giorno è giovedì 13/08/2026

 

Per gli associati con Servizi Paghe (o senza dipendenti con titolare assicurato Inail che abbia delegato CNA di Padova o di Rovigo)

**Informazioni importanti sugli Infortuni

Come noto, il termine per presentare la denuncia di infortunio è di due giorni lavorativi dal momento in cui il datore di lavoro ha informazione diretta del fatto o da quando il datore di lavoro riceve il certificato di infortunio.

Qualora l’azienda venisse a conoscenza nella giornata di venerdì 14/08/2026 o di venerdì 21/08/2026 di un infortunio accaduto ad un proprio dipendente e/o collaboratore, dovrà aver cura di inviare via pec o raccomandata A/R alla sede INAIL competente la denuncia sintetica di infortunio secondo le istruzioni riscontrabili sul sito www.cnapadova.it – servizi alle imprese – comunicazioni urgenti contattando il servizio di reperibilità lunedì 17/08/2026 o lunedì 24/08/2026 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge inerenti all’infortunio sul lavoro.

In caso invece di infortunio mortale o con pericolo di morte, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente sempre segnalare l’evento alla sede INAIL competente entro ventiquattro ore con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia/comunicazione nei termini e con le modalità di legge (art. 53, comma 1 e 2, Testo unico 1124/1965).

Nel sito www.cnapadova.it – Servizi alle Imprese -Comunicazioni Urgenti è disponibile il modulo di denuncia sintetica di infortunio con le relative istruzioni da inviare a cura del datore di lavoro via PEC o raccomandata A/R alla sede INAIL competente.

INAIL PADOVA via Nancy 2 – 35131 Padova PADOVA@POSTACERT.INAIL.IT

INAIL ROVIGO viale Delle Industrie 1 – 45100 Rovigo ROVIGO@POSTACERT.INAIL.IT

Per le aziende site in territori diversi dalla provincia di Padova e Rovigo, si prega di fare riferimento alla sede INAIL competente (esempio: azienda sita a Venezia – INAIL VENEZIA via della Pila 51, 30175 VENEZIATERRAFERMA@POSTACERT.INAIL.IT)

Nella compilazione del modulo sarà sufficiente inserire solo i dati certi e di cui si è assolutamente sicuri, fossero anche i soli riferimenti sommari del lavoratore e dell’infortunio: ricordiamo infatti che viene sanzionato con una multa di oltre 1.000,00 euro il mancato invio nei termini della denuncia di infortunio, ma non l’incompleta compilazione del modulo.

Alla ripresa dell’attività nella giornata di lunedì 31/08/2026 andrà contattato sempre l’ufficio paghe di riferimento.

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29Lug

ALTA VELOCITÀ: CNA PADOVA E ROVIGO AL FIANCO DI COMUNE E CCIAA PER SVILUPPO RAPIDO INFRASTRUTTURA

29/07/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 84

“CNA Padova e Rovigo condivide appieno la richiesta del Sindaco Giordani e del Presidente della Camera di Commercio di Padova e del Veneto Antonio Santocono sul tema del grave ritardo nella progettazione e nella realizzazione dell’Alta Velocità ed Alta Capacità ferroviaria sulla tratta Vicenza-Padova-Venezia – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Come artigiani paghiamo ogni giorno il costo della mancata infrastrutturazione del nostro territorio come un fardello di mancata competitività che grava sui nostri prodotti e i nostri servizi.
Gli investimenti sulla rete ferroviaria per il trasporto passeggeri e per il trasporto delle merci è senza dubbio una priorità strategica per il futuro sviluppo di un sistema economico locale che nei decenni ha dato dimostrazione concreta di saper contribuire allo sviluppo del Paese. Il tratto dell’Alta Velocità-Alta Capacità tra Vicenza, Padova e Venezia è infatti un nodo strategico pensato dell’Europa per connettere il sistema vitale delle imprese del nostro territorio con il resto del Continente, Da Kiev a Lisbona. I prodotti e i servizi di cui sono protagonisti i nostri artigiani sono infatti spesso pienamente integrati di quella catena del valore che fa del Veneto uno dei principali nodi continentali della produzione e dello sviluppo in Europa e nel mondo. Tutto ciò vale a maggior ragione per un’area, quella del Padovano, che si configura come un centro logistico strategico per il Nordest e in cui la rotaia ha un peso importante grazie a realtà di eccellenza come Interporto di Padova che potrebbe giovarsi di una nuova infrastruttura in grado di “liberare” binari e slot per le merci.
Sottoscriviamo quindi l’appello di Comune e Camera di Commercio perché si affronti con celerità ed efficacia la realizzazione dell’opera, anche utilizzando i fondi non spesi del Pnrr.”

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29Lug

MEDIO ORIENTE: CON AUMENTI CARBURANTI A RISCHIO INTERA CATENA PRODUTTIVA

29/07/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

A Padova il sistema della logistica vale ben 3 mld di euro all’anno, circa un quarto dell’intero comparto nel Veneto.

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “Chi ha fissato i prezzi dei propri servizi di trasporto a inizio luglio ora sconta costi fino al 20% in più. A rischio la tenuta del sistema logistico con aziende chiuse e merci lasciate nei piazzali”       

Cna di Padova e Rovigo esprime tutta la sua preoccupazione per l’ulteriore aumento dei costi dei carburanti che rischia di mettere sotto scacco l’intero sistema della logistica del territorio. Un sistema che vale circa 3 miliardi di euro nella sola provincia di Padova, uno dei nodi logistici più importanti dell’intero Nord Est. Secondo uno studio congiunto di Cna Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna dedicato ad automotive e logistica, il comparto vale complessivamente infatti oltre 12,2 miliardi di euro a livello regionale, con Padova che da sola pesa per circa un quarto del totale.

Subito prima degli ultimi interventi del Governo sulle accise del solo gasolio i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service si erano attestati rispettivamente ben oltre gli 1,96 euro e i 2,2 euro per litro (ora il diesel viaggia comunque di poco sopra i 2 euro). I rincari rispetto al febbraio scorso (prima dell’inizio della guerra del Golfo Persico) sono superiori al 15% per la benzina e al 18% per il diesel.

E se c’è chi stima, per il 2026, un aggravio complessivo dei costi del trasporto che, in Veneto, sfiora 1,3 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento di oltre il 20% (se i prezzi dovessero rimanere costanti) la preoccupazione di Cna Padova e Rovigo (la cui categoria Trasporti, con oltre 800 imprese associate, rappresenta oltre il 40% del settore nel Padovano) è quella legata alla tenuta dell’intero sistema locale della logistica.

“Non è in discussione il fatto che il Governo stia lavorando bene sul tema dell’aumento dei carburanti – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. –  Il taglio delle accise, unito al recentissimo credito d’imposta per l’autotrasporto (che permette alle imprese con gli automezzi pesanti più recenti di beneficiare di sconti fiscali del 70% sugli aumenti medi dei costi del gasolio rispetto al febbraio del 2026), è una misura che sicuramente può dare ossigeno ad un sistema comunque in grave difficoltà. E tuttavia la fluttuazione dei prezzi del gasolio non permette alle imprese di programmare prezzi e tariffe del trasporto su gomma. C’è chi all’inizio di luglio aveva concordato dei contratti che ora sono completamente fuori mercato a seguito degli aumenti delle ultime settimane. I costi del carburante nelle ultime settimane sono cresciuti anche fino al 20%, pure con gli interventi del governo. Cifre che rendono il servizio controproducente per chi lo realizza.

Tutto ciò rischia di tradursi in due fenomeni: o saltano le imprese, che sono costrette a lavorare sottocosto, o il sistema logistico inizierà a funzionare a singhiozzo, con gli autotrasportatori che possono trovarsi costretti a rifiutare le tratte più onerose lasciando le merci nei piazzali.

Comunque una cosa è certa: i costi al consumo delle merci cresceranno grazie ad un meccanismo inflattivo completamente fuori dal controllo del Paese che rischia di essere molto pesante per i cittadini.

Chiediamo quindi interventi ancora più stringenti per stabilizzare i prezzi e renderli prevedibili. Cna è costantemente in contatto con il ministero dei Trasporti perché vengano introdotti nuovi provvedimenti e perché siano resi più accessibili quelli attualmente previsti. Nel frattempo tutti i nostri uffici saranno attivi per supportare le aziende nei processi burocratici legati all’accesso al nuovo credito d’imposta”.

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13Lug

IN 10 ANNI IL CREDITO BANCARIO AGLI ARTIGIANI È DIMEZZATO

13/07/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 97

A Padova lo stock del credito alle imprese fino a 5 dipendenti ad aprile 2026 era pari a 1,1 miliardi, ad aprile 2016 era di 2,01 miliardi di euro. La provincia va peggio della media veneta (-40,2%) e molto peggio del resto d’Italia (-30,1%).

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “Un danno per 23 mila imprese e poco meno di 60 mila addetti che sono una parte importante del sistema economico del territorio. Servono interventi mirati per evitare la desertificazione imprenditoriale”

Alla fine di aprile 2026, nella provincia di Padova, le imprese artigiane hanno avuto accesso ad una massa di credito bancario pari a poco più di 1,1 miliardi di euro.

Questo, secondo dati di Banca d’Italia elaborati da Cna Padova e Rovigo, le “consistenze di fine periodo” (lo stock) del credito erogato da banche e Cassa Depositi e Prestiti alle “famiglie produttrici”, in sostanza le Micro e Piccole Imprese (MPI) che hanno fino a 5 dipendenti.

Rispetto alla fine di aprile del 2016 questi numeri sono sostanzialmente dimezzati: secondo gli stessi dati infatti il volume dei crediti erogati a quella data erano 2,01 miliardi di euro. La flessione è del 43,6%.

E questa non l’unica brutta notizia: in termini percentuali Padova va peggio del totale del Veneto (da 9,6 miliardi dell’aprile 2016 ai 5,7 miliardi di euro dello stesso mese di quest’anno con una flessione del 40,2%) e pure di una media nazionale che ha registrato una flessione del 30,1% da 90,4 miliardi a 63,6 miliardi di euro.

Si tratta di un fenomeno oramai di medio periodo che si registra ogni anno: tra 2025 e 2026 la flessione del credito alle MPI è stato dal 4,5% a Padova (contro il 3,9% del Veneto e del 3,4% del Paese), mentre rispetto al  2024 il calo registrato è del 10,9% nel Padovano contro il 9,8% regionale e il 9,2 naizonale.

“Padova è terra di imprese, soprattutto di piccole e piccolissime, di artigiani e professionisti che lavorano quotidianamente per garantire prodotti e servizi alla propria comunità ma anche a clienti sparsi per tutta la regione, il Paese e il mondo intero – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Un sistema fatto di competenze, di occupazione, di lavoro duro e investimenti, di idee e di ricchezza che ritorna sul territorio. Un sistema che conta attualmente su quasi 23 mila imprese e poco meno di 60 mila addetti. Si tratta quindi di una parte fondamentale dell’imprenditoria del territorio che soffre di un calo strutturale del credito concesso dal settore bancario.

“Sono dati che oramai non ci stupiscono più: ogni giorno ci confrontiamo con imprenditori che ci raccontano quanto difficile sia oggi riuscire ad accedere al credito bancario – aggiunge il presidente di Cna Padova e Rovigo. – Quando un artigiano va in banca gli vengono richiesti sempre più documenti, sempre più garanzie, e gli vengono imposti sempre più paletti. Mentre i livelli decisionali sulle erogazioni si allontanano ogni giorno di più dai territori e dalle imprese che del credito hanno bisogno per fare crescere l’intero territorio. Una lontananza che rallenta i flussi finanziari necessari alle imprese per investire e crescere. è venuta di fatto a mancare quella relazione di fiducia e di conoscenza diretta tra il direttore della filiale e l’imprenditore. Ora ci si affida ai soli algoritmi che sono pensati a misura di un tessuto imprenditoriale diverso da quello flessibile, resiliente ma poco strutturato che è tipico dell’impresa artigiana. E questo è tanto più evidente se oltre ad essere piccoli, si è anche una startup”.

“Servono misure in grado di invertire questa tendenza. Questo infatti è il primo strumento di accesso per le MPI al mondo della finanza e attualmente non sono attive soluzioni alternative – conclude Montagnin. – Anche per questo serve un’azione anche pubblica che sostenga chi vuole investire, perché le piccole imprese di oggi sono le medie e grandi imprese di domani. Creare un deserto di MPI rischia di contribuire a creare un domani senza grandi realtà imprenditoriali. Riteniamo necessario quindi che gli strumenti di sostegno che vengono messi in campo a livello regionale e nazionale siano alla portata anche delle MPI. Ma vale la pena di fare un appello agli istituti di credito: vedere che si producono utili incredibili a fronte di un calo così marcato del credito alle piccole e piccolissime imprese è registrare una perdita di contatto del sistema bancario con il territorio. Un approccio che danneggia le comunità da cui il sistema bancario trae la sua origine e il suo futuro”.

 

A Rovigo lo stock del credito alle imprese fino a 5 dipendenti ad aprile 2026 era pari a 380 milioni, ad aprile 2016 era di 655 milioni di euro. La provincia va peggio della media veneta (-40,2%) e molto peggio del resto d’Italia (-30,1%).

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “Un danno per quasi 6 mila imprese e circa 15 mila addetti che sono una parte importante del sistema economico del territorio. Servono interventi mirati per evitare la desertificazione imprenditoriale”

Alla fine di aprile 2026, nella provincia di Rovigo, le imprese artigiane hanno avuto accesso ad una massa di credito bancario pari a poco più di 380 milioni di euro.

Questo, secondo dati di Banca d’Italia elaborati da Cna Padova e Rovigo, le “consistenze di fine periodo” (lo stock) del credito erogato da banche e Cassa Depositi e Prestiti alle “famiglie produttrici”, in sostanza le Micro e Piccole Imprese (MPI) che hanno fino a 5 dipendenti.

Rispetto alla fine di aprile del 2016 questi numeri sono sostanzialmente dimezzati: secondo gli stessi dati infatti il volume dei crediti erogati a quella data erano 655 milioni di euro. La flessione è del 41,9%.

E questa non l’unica brutta notizia: in termini percentuali Rovigo va peggio del totale del Veneto (da 9,6 miliardi dell’aprile 2016 ai 5,7 miliardi di euro dello stesso mese di quest’anno con una flessione del 40,2%) e pure di una media nazionale che ha registrato una flessione del 30,1% da 90,4 miliardi a 63,6 miliardi di euro.

Si tratta di un fenomeno oramai di medio periodo che si registra ogni anno: tra 2025 e 2026 la flessione del credito alle MPI è stato dal 2,9% a Padova (contro il 3,9% del Veneto e del 3,4% del Paese), mentre rispetto al  2024 il calo registrato è del 7,9% nel Padovano contro il 9,8% regionale e il 9,2 naizonale.

“Rovigo rimane tuttora una terra di imprese, soprattutto di piccole e piccolissime, di artigiani e professionisti che lavorano quotidianamente per garantire prodotti e servizi alla propria comunità ma anche a clienti sparsi per tutta la regione, il Paese e il mondo intero – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Un sistema fatto di competenze, di occupazione, di lavoro duro e investimenti, di idee e di ricchezza che ritorna sul territorio. Un sistema che conta attualmente su quasi 6 mila imprese e circa 15 mila addetti.  Si tratta quindi di una parte fondamentale dell’imprenditoria del territorio che soffre di un calo strutturale del credito concesso dal settore bancario”.

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06Lug

VACANZE: IN PARTENZA DA PADOVA E ROVIGO OLTRE 65 MILA AUTOMEZZI DA QUI AD AGOSTO, 1 SU 3 NON IN REGOLA

06/07/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 94

Circa 135 mila padovani pronti per le vacanze, il 70% in auto, moto o camper  

Fortuni, Presidente Autoriparazioni di Cna Padova: “Manutenzioni strategiche per evitare brutte sorprese, nelle nostre officine la professionalità e la preparazione sono al massimo”.

In due anni i padovani pronti per partire per le vacanze estive sono in calo di circa il 10% rispetto a 2 anni fa. Stando ad un’indagine di Cna Padova e Rovigo sulla base dei dati proposti da YouTrend per per conto di Wonderful Italy, quest’anno saranno circa 135 mila i vacanzieri pronti per le ferie tra la prossima settimana e la fine di agosto. Di questi circa il 70% sceglierà un autoveicolo  per avvicinarsi a mete che sono sempre più nazionali.

Da Padova e provincia in sostanza sono pronte a partire quindi oltre 50 mila automezzi, per la stragrande maggioranza auto.

Una sfida non da poco per la sicurezza delle strade se è vero, come registrato dalla XXIV edizione di “Vacanze Sicure”, la campagna nazionale di informazione e prevenzione realizzata da Assogomme e Polizia di Stato che circa 1 vettura su 3 (29,7%) viaggia non in regola, considerando sia i difetti agli pneumatici sia la mancata revisione del veicolo. Le irregolarità risultano direttamente proporzionali all’anzianità del mezzo (l’età media del campione controllato è di 11 anni e 7 mesi).

Una sfida che si riversa anche sulle circa 1.500 imprese e sui 4.500 addetti del settore autoriparazioni della provincia di Padova che proprio in questi giorni sono alle prese con il boom di richiesta di controlli pre partenza su auto, moto e camper.

“Quella dell’auto è scelta che per le famiglie si rivela senza dubbio più economica rispetto ad altre – commenta Giorgia Fortuni, presidente di Cna Autoriparazione Padova – e che garantisce la libertà di viaggiare secondo i propri tempi, fermandosi quando e dove si vuole. Le auto più moderne assicurano anche un ottimo livello di sicurezza, ma prima di mettersi in viaggio va sempre ricordato di effettuare una serie di controlli, per accertarsi che le prestazioni del nostro mezzo siano ottimali. Verificare lo stato degli pneumatici, dei freni e delle luci, così come i livelli dei fluidi e la carica della batteria, può prevenire guasti improvvisi e incidenti. Questi controlli riducono il rischio di imprevisti, assicurando un viaggio più sereno e sicuro, proteggendo noi e i nostri passeggeri. Partire con un veicolo in perfette condizioni tecniche, inoltre, significa viaggiare con maggiore tranquillità e fiducia”.

A chi non è capitato di trovarsi nel bel mezzo di una strada assolata con la macchina in panne e le valige nel portabagagli? C’è una casistica classica delle piccole sfortune che si possono facilmente evitare in fin dal principio.

“Non è raro che quando non si controlla la pressione degli pneumatici questi si consumino in modo non consono. E sentiamo spesso clienti in vacanza che, complice il sole e il caldo, si trovino con le gomme completamente a terra nel parcheggio dopo una giornata di mare – continua la presidente di Cna Autoriparazione Padova. – Anche la batteria è un classico: l’uso più prolungato dell’aria condizionata, le temperature elevate, e diversi altri piccoli fattori mettono alla prova la batteria delle auto. Se questa è in buona salute non c’è problema ma è sempre meglio controllare prima. Il rischio è quello di trovarsi sperduti chissà dove con la macchina ferma. Vale sempre la pena di controllare i tergicristalli, la carica di gas del climatizzatore e una serie di altre piccole cose che rendono molto più improbabile la necessità di trovare un meccanico in vacanza, con costi spesso ben superiori a quelli di casa. Tanto più che con l’estate i tempi di intervento del soccorso stradale sono estremamente elevati. Le nostre autofficine in questi giorni sono stracariche di lavoro ma facciamo il massimo per mandare i nostri clienti in vacanza in sicurezza. Solo una cosa ci sentiamo di chiedere: programmate le vostre manutenzioni così da rendere fattibile in tempi accettabili i nostri interventi”.

Insieme alla categoria degli autoriparatori, Cna Padova e Rovigo ha preparato un decalogo di controlli da effettuare prima di partire per le vacanze in auto:

  • Controllo degli pneumatici: Verificate pressione e usura.

  • Freni: Assicuratevi che funzionino perfettamente

  • Luci e indicatori: Controllate il corretto funzionamento.

  • Livelli dei fluidi: Verificate olio motore, liquido freni, raffreddamento e lavavetri.

  • Batteria: Controllate carica e terminali.

  • Cinture di sicurezza: Verificate il funzionamento.

  • Tergicristalli: Assicuratevi che siano in buone condizioni.

  • Assicurazione e revisione: Controllate validità e aggiornamenti.

  • Carico del veicolo: Distribuite il peso in modo equilibrato.

  • Navigazione e strumenti di viaggio: Assicuratevi di avere mappe aggiornate e caricabatterie per dispositivi elettronici.

  • Per chi va all’estero: si deve avere il “Pacchetto Sicurezza” con il kit di emergenza, il telo anti-freddo e il mini-estintore. Sono pacchetti facilmente acquistabili e non hanno costi eccessivi.

 

Circa 40 mila rodigini pronti per le vacanze, il 70% in auto, moto o camper.  

Trambaiolo, Presidente Autoriparazioni di Cna Rovigo: “Manutenzioni strategiche per evitare brutte sorprese, nelle nostre officine la professionalità e la preparazione sono al massimo”.

In due anni i rodigini pronti per partire per le vacanze estive sono in calo di circa il 10% rispetto a 2 anni fa. Stando ad un’indagine di Cna Padova e Rovigo sulla base dei dati proposti da YouTrend per per conto di Wonderful Italy, quest’anno saranno circa 40 mila i vacanzieri pronti per le ferie tra la prossima settimana e la fine di agosto. Di questi per lo meno il 70% sceglierà un autoveicolo come mezzo di trasporto per avvicinarsi a mete che sono sempre più nazionali.

Da Rovigo e provincia in sostanza sono pronte a partire quindi oltre 15 mila automezzi, per la stragrande maggioranza auto.

Una sfida non da poco per la sicurezza delle strade se è vero, come registrato dalla XXIV edizione di “Vacanze Sicure”, la campagna nazionale di informazione e prevenzione realizzata da Assogomme e Polizia di Stato che circa 1 vettura su 3 (29,7%) viaggia non in regola, considerando sia i difetti agli pneumatici sia la mancata revisione del veicolo. Le irregolarità risultano direttamente proporzionali all’anzianità del mezzo (l’età media del campione controllato è di 11 anni e 7 mesi).

Una sfida che si riversa anche sulle circa 310 aziende e sui circa 800 addetti del settore autoriparazioni della provincia di Rovigo che proprio in questi giorni sono alle prese con il boom di richiesta di controlli pre-partenza su auto e moto.

“Quella dell’auto è scelta che per le famiglie si rivela senza dubbio più economica rispetto ad altre – commenta Filippo Trambaiolo, presidente di Cna Autoriparazione Rovigo – e che garantisce la libertà di viaggiare secondo i propri tempi, fermandosi quando e dove si vuole. Le auto più moderne assicurano anche un ottimo livello di sicurezza, ma prima di mettersi in viaggio va sempre ricordato di effettuare una serie di controlli, per accertarsi che le prestazioni del nostro mezzo siano ottimali. Verificare lo stato degli pneumatici, dei freni e delle luci, così come i livelli dei fluidi e la carica della batteria, può prevenire guasti improvvisi e incidenti. Questi controlli riducono il rischio di imprevisti, assicurando un viaggio più sereno e sicuro, proteggendo noi e i nostri passeggeri. Partire con un veicolo in perfette condizioni tecniche, inoltre, significa viaggiare con maggiore tranquillità e fiducia”.

A chi non è capitato di trovarsi nel bel mezzo di una strada assolata con la macchina in panne e le valige nel portabagagli? C’è una casistica classica delle piccole sfortune che si possono facilmente evitare in fin dal principio.

“Non è raro che quando non si controlla la pressione degli pneumatici questi si consumino in modo non consono. E sentiamo spesso clienti in vacanza che, complice il sole e il caldo, si trovano con le gomme completamente a terra nel parcheggio dopo una giornata di mare – continua il presidente di Cna Autoriparazione Rovigo. – Anche la batteria è un classico: l’uso più prolungato dell’aria condizionata, le temperature elevate, e diversi altri piccoli fattori mettono alla prova la batteria delle auto. Se questa è in buona salute non c’è problema ma è sempre meglio controllare prima. Il rischio è quello di trovarsi sperduti chissà dove con la macchina ferma. Vale sempre la pena di controllare i tergicristalli, la carica di gas del climatizzatore e una serie di altre piccole cose che rendono molto più improbabile la necessità di trovare un meccanico in vacanza, con costi spesso ben superiori a quelli di casa. Tanto più che con l’estate i tempi di intervento del soccorso stradale sono estremamente elevati. Le nostre autofficine in questi giorni sono stracariche di lavoro ma facciamo il massimo per mandare i nostri clienti in vacanza in sicurezza. Solo una cosa ci sentiamo di chiedere: programmate le vostre manutenzioni così da rendere fattibile in tempi accettabili i nostri interventi”.

Insieme alla categoria degli Autoriparatori, Cna Padova e Rovigo ha preparato un decalogo di controlli da effettuare prima di partire per le vacanze in auto:

  • Controllo degli pneumatici: Verificate pressione e usura.

  • Freni: Assicuratevi che funzionino perfettamente

  • Luci e indicatori: Controllate il corretto funzionamento.

  • Livelli dei fluidi: Verificate olio motore, liquido freni, raffreddamento e lavavetri.

  • Batteria: Controllate carica e terminali.

  • Cinture di sicurezza: Verificate il funzionamento.

  • Tergicristalli: Assicuratevi che siano in buone condizioni.

  • Assicurazione e revisione: Controllate validità e aggiornamenti.

  • Carico del veicolo: Distribuite il peso in modo equilibrato.

  • Navigazione e strumenti di viaggio: Assicuratevi di avere mappe aggiornate e caricabatterie per dispositivi elettronici.

  • Per chi va all’estero: si deve avere il “Pacchetto Sicurezza” con il kit di emergenza, il telo anti-freddo e il mini-estintore. Sono pacchetti facilmente acquistabili e non hanno costi eccessivi.

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30Giu

CRESCE OGNI GIORNO IL NUMERO DELLE IMPRESE DI CNA INTERESSATE AL NUOVO IPERAMMORTAMENTO FOTOVOLTAICO

30/06/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 96

tra i casi di Successo quello della Sarp di San Martino i Lupari che nel 2023 ha attivato un impianto da 100 KW riducendo di due terzi i costi dell’energia e superando indenne la crisi energetica di Hormuz

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “I nostri uffici tecnici stanno accogliendo un numero crescente di imprenditori interessati ad uno strumento che mette a disposizione circa 10 miliardi di euro”.

Padova, 28 giugno 2026 – A 15 giorni dall’apertura della piattaforma del GSE per accedere all’Iperammortamento (fino al 180% per gli impianti fino a 2,5 milioni di euro) per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici in azienda Cna Padova e Rovigo sta accogliendo le richieste di informazione e supporto tecnico da parte di un numero sempre crescente di imprese.

Imprenditori che, scottati dalle fluttuazioni del costo dell’energia di questi ultimi anni (dalla guerra Russo-Ucraina alla blocco dello stretto di Hormuz), scommettono sulle rinnovabili per ottenere prezzi più bassi e per poter tornare a competere da pari con i colleghi del resto d’Europa. L’energia elettrica che le imprese di Padova di Rovigo devono comprare dalla rete costa circa il 29% in più rispetto alla media UE, ma con punte del +53% rispetto alla Francia e del +63% rispetto alla Spagna.

Il caso:

“A fine 2023 abbiamo installato in azienda un impianto da circa 100 KW – spiega Giovanni Salvalaggio, presidente della Sarp di San Martino di Lupari, che produce macchinari per il settore alimentare. – Abbiamo avuto la sfortuna di arrivare in ritardo per ottenere gli incentivi previsti per il periodo precedente e in anticipo di qualche mese su quelli che sarebbero stati messi in campo da lì a poco. In pratica abbiamo fatto  tutto in autonomia, senza ottenere neppure un soldo dallo Stato ma i risultati sono eccellenti comunque: se nel 2023 spendevamo circa 32 mila euro annui di energia, l’anno successivo, nel 2024, pure a fronte di nuovi investimenti arrivavamo a 12 mila euro (nel saldo tra acquisto di energia in rete e vendita dei surplus). Vista una riduzione dei costi circa del 60% siamo convinti di ammortizzare la nostra spesa in circa 6 anni cioè intorno al 2030.

La crisi di Hormuz l’abbiamo seguita sui giornali ma in termini di spesa quasi non ce ne siamo accorti. Un vantaggio considerevole non solo in termini di costi ma anche in competitività rispetto a competitor che hanno visto la bolletta elettrica fluttuare tra picchi del + 30-50% e riduzioni ben più ridotte.

Come funziona l’Iperammortamento Fotovoltaico 2026

L’agevolazione per il nuovo Iperammortamento Fotovoltaico 2026 consiste in una maggiorazione fiscale del costo del bene pari al 180% per un impianto che costi fino a 2,5 milioni di euro. Ciò significa che per un investimento di 150.000 euro l’impresa beneficia di una riduzione delle imposte future pari a oltre il 43% del capitale investito. Il beneficio viene fruito gradualmente durante il periodo di ammortamento del bene (pari a 11 o 12 anni in media). Ma l’aspetto più interessante è che il beneficio fiscale si aggiunge al risparmio energetico generato dall’autoconsumo. Con un autoconsumo dell’80% ed un costo dell’energia pari a 0,20 €/kWh, il risparmio annuale può superare i 30.000 euro!

Ma attenzione: rispetto ai precedenti incentivi, la complessità dell’agevolazione risiede sia nell’interconnessione informatica dell’impianto, realizzabile con inverter intelligenti e ai sistemi di monitoraggio energetico, ma anche nella corretta dimostrazione dei requisiti richiesti dalla normativa. Occorre infatti documentare: il fabbisogno energetico storico dell’azienda; il corretto dimensionamento dell’impianto; il rispetto del limite del 105% del fabbisogno; la destinazione dell’energia all’autoconsumo; l’integrazione con i sistemi aziendali di monitoraggio e gestione dell’energia. Una analisi preliminare seria, una progettazione accurata e una corretta predisposizione della documentazione tecnica risultano quindi essenziali per garantire la piena fruizione dell’agevolazione.

Il commento

“Sebbene la pubblicazione dei decreti attuativi sia arrivata solo un paio di settimane fa circa – spiega Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo – lo strumento mette a disposizione delle imprese, anche delle Pmi artigiane, fondi ingenti e fino a 10  miliardi di euro. Si tratta di disponibilità che trasformano l’iniziativa in una possibilità reale e concreta di ottenere una riduzione significativa dei costi dell’energia nel contempo stabilizzandone le fluttuazioni. Un vantaggio importante per le imprese. Con il passare dei giorni sono sempre di più gli imprenditori che si preparano a affrontare il percorso burocratico, economico-finanziario e operativo necessario per la realizzazione degli impianti e all’accesso ai vantaggi previsti. Come sempre gli uffici specializzati di Cna sono al servizio delle imprese, offrendo un percorso di consulenza e accompagnamento completo per ottenere i vantaggi previsti dalla norma”.

 

Tra i casi di successo quello dell’Officina Meccanica Carlini Gaetano di Adria che nel 2014 ha attivato un impianto da 99,75 KW riducendo di due terzi i costi dell’energia e superando indenne le crisi energetiche seguite alla guerra Russo-Ucraina e alla crisi di Hormuz

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “I nostri uffici tecnici stanno accogliendo un numero crescente di imprenditori interessati ad uno strumento che mette a disposizione circa 10 miliardi di euro”.

Rovigo, 28 giugno 2026 –  A 15 giorni dall’apertura della piattaforma del GSE per accedere all’Iperammortamento (fino al 180% per gli impianti fino a 2,5 milioni di euro) per la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici in azienda Cna Padova e Rovigo sta accogliendo le richieste di informazione e supporto tecnico da parte di un numero sempre crescente di imprese.

Imprenditori che, scottati dalle fluttuazioni del costo dell’energia di questi ultimi anni (dalla guerra Russo-Ucraina alla blocco dello stretto di Hormuz), scommettono sulle rinnovabili per ottenere prezzi più bassi e per poter tornare a competere da pari con i colleghi del resto d’Europa. L’energia elettrica che le imprese di Padova di Rovigo devono comprare dalla rete costa circa il 29% in più rispetto alla media UE, ma con punte del +53% rispetto alla Francia e del +63% rispetto alla Spagna.

Il caso:

“Abbiamo messo sul tetto del nostro stabilimento un impianto da 99,75 KW ancora nel 2014 e sostanzialmente consumiamo tutta l’energia che produciamo – ricorda Emanuela Carlini, legale rappresentante dell’Officina Meccanica Carlini Gaetano, che si occupa di tornitura e fresatura conto terzi nel settore della meccanica. – A conti fatti, per lo meno tra marzo e ottobre, da ben 12 anni pago l’elettricità circa due terzi in meno di quanto pagherei senza l’impianto. Abbiamo fatto questo investimento senza incentivi e nell’arco di 5 anni lo abbiamo ammortizzato. Anche in termini di calo della resa siamo piuttosto soddisfatti: se nel 2015 l’impianto aveva prodotto 108.580 KWh di energia, nel 2025 ne aveva prodotti 99.289 KWh, con un calo medio dell’efficienza dello 0,9% annuo. Ma non è solo la questione di spesa per la bolletta elettrica che ci conforta: la crisi energetica seguita all’inizio del conflitto Russo-Ucraino del 2022 noi l’abbiamo appena percepita come pure quasi non ci siamo accorti della crisi di Hormuz di quest’anno. A conti fatti noi paghiamo stabilmente di energia quanto un’impresa spagnola e grazie al Consorzio Ape di Cna Padova e Rovigo, il gruppo d’acquisto dell’associazione, anche l’elettricità che dobbiamo acquistare dalla rete la compriamo a prezzi molto vantaggiosi. Tutto ciò si traduce in un vantaggio competitivo concreto e possiamo tenere i prezzi dei nostri prodotti e dei nostri servizi al sicuro della fluttuazioni del mercato dell’energia”.

Come funziona l’Iperammortamento Fotovoltaico 2026

L’agevolazione per il nuovo Iperammortamento Fotovoltaico 2026 consiste in una maggiorazione fiscale del costo del bene pari al 180% per un impianto che costi fino a 2,5 milioni di euro. Ciò significa che per un investimento di 150.000 euro l’impresa beneficia di una riduzione delle imposte future pari a oltre il 43% del capitale investito. Il beneficio viene fruito gradualmente durante il periodo di ammortamento del bene (pari a 11 o 12 anni in media). Ma l’aspetto più interessante è che il beneficio fiscale si aggiunge al risparmio energetico generato dall’autoconsumo. Con un autoconsumo dell’80% ed un costo dell’energia pari a 0,20 €/kWh, il risparmio annuale può superare i 30.000 euro!

Ma attenzione: rispetto ai precedenti incentivi, la complessità dell’agevolazione risiede sia nell’interconnessione informatica dell’impianto, realizzabile con inverter intelligenti e ai sistemi di monitoraggio energetico, ma anche nella corretta dimostrazione dei requisiti richiesti dalla normativa. Occorre infatti documentare: il fabbisogno energetico storico dell’azienda; il corretto dimensionamento dell’impianto; il rispetto del limite del 105% del fabbisogno; la destinazione dell’energia all’autoconsumo; l’integrazione con i sistemi aziendali di monitoraggio e gestione dell’energia. Una analisi preliminare seria, una progettazione accurata e una corretta predisposizione della documentazione tecnica risultano quindi essenziali per garantire la piena fruizione dell’agevolazione.

Il commento

“Sebbene la pubblicazione dei decreti attuativi sia arrivata solo un paio di settimane fa circa – spiega Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo – lo strumento mette a disposizione delle imprese, anche delle Pmi artigiane, fondi ingenti e fino a 10  miliardi di euro. Si tratta di disponibilità che trasformano l’iniziativa in una possibilità reale e concreta di ottenere una riduzione significativa dei costi dell’energia nel contempo stabilizzandone le fluttuazioni. Un vantaggio importante per le imprese. Con il passare dei giorni sono sempre di più gli imprenditori che si preparano a affrontare il percorso burocratico, economico-finanziario e operativo necessario per la realizzazione degli impianti e all’accesso ai vantaggi previsti. Come sempre gli uffici specializzati di Cna sono al servizio delle imprese, offrendo un percorso di consulenza e accompagnamento completo per ottenere i vantaggi previsti dalla norma”.

 

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