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CNA Padova
25Set

Problema tecnico, si prega di contattarci via mail

25/09/2025 Nicolo Ruffin News 79

Gentili associati,

vi comunichiamo che oggi, in data 25/09/2025, si è verificato un problema tecnico e siamo momentaneamente isolati telefonicamente.

Si prega di contattarci via mail.

Vi ringraziamo per la comprensione.

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25Set

A ESTE CNA ATTIVA IL SIMULATORE DI GUIDA PER MEZZI PESANTI PER LA SICUREZZA DELLE STRADE

25/09/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 85

Oggi presso la sede di Cna Padova e Rovigo di Este si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto sperimentale “Guida Sicura per l’Autotrasporto”. Un programma di formazione fornito da Tecna e approvato dall’Ulss 6 Euganea – U.O.C. Spisal  che permetterà ai partecipanti di migliorare la propria percezione del rischio e il proprio stile di guida.

Secondo dati Aci-Istat nel 2024 gli incidenti stradali in Italia sono stati oltre 173 mila (+4% sul 2023), di questi 10.669 hanno visto coinvolti mezzi pesanti (+0,5% sul 2023).

Luca Montagnin, Presidente CNA Padova e Rovigo: “Gli infortuni sul lavoro e la sicurezza delle strade sono una priorità. Con questo simulatore di guida sicura prosegue il nostro impegno accanto agli artigiani, alle imprese e ai cittadini”.

Padova, 23 settembre 2025 – Cna Padova e Rovigo lancia il progetto sperimentale “Guida Sicura per l’Autotrasporto” che utilizzerà un vero e proprio simulatore che permetterà agli autisti di testare le proprie capacità ancora prima di affrontare la strada con un mezzo pesante.

 

Questa mattina presso la sede di Cna Padova e Rovigo di Este in via Paleoveneti 15 è stato presentato il simulatore di guida per mezzi pesanti che l’Ulss Euganea U.O.C. Spisal ha fornito in comodato d’uso all’associazione fino al 1 gennaio 2030 così da permettere l’avvio di un programma di corsi di guida sicura per gli autisti dei mezzi pesanti d’istanza presso le aziende del territorio.

 

Il progetto di Cna, approvato dall’Ulss 6 Euganea – U.O.C. Spisal, permetterà al singolo partecipante di migliorare la propria percezione del rischio e il proprio stile di guida. A livello più generale, il progetto permetterà di verificare l’efficacia della formazione fornita attraverso i dati ricavati dal simulatore: misurando le prestazioni di guida dei partecipanti prima e dopo l’erogazione del corso.

 

Il percorso formativo si svolgerà in una full immersion di 6 ore e prevede, grazie all’accompagnamento di esperti formatori di Tecna, l’ente di Formazione di Cna Padova e Rovigo, una parte teorica durante la quale verranno forniti tutti gli strumenti tecnici e operativi per un approccio sicuro alla guida e una parte pratica in cui i partecipanti potranno mettere alla prova e migliorare le proprie capacità di reazione in differenti scenari.

 

Il simulatore è dotato di 3 schermi da 65 pollici, una postazione fornita di tutti gli strumenti di guida e un sistema che riproduce l’effetto del movimento del mezzo (frenata, accelerazione, sterzo e così via).

 

Ai partecipanti che supereranno con successo il corso verrà fornito un attestato di guida sicura mentre le aziende coinvolte otterranno l’accesso agli sgravi contributivi garantito dal modello INAIL OT23, lo strumento che le aziende devono utilizzare per richiedere una riduzione del tasso medio del premio INAIL, a fronte di interventi di miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro eseguiti nell’anno precedente.

 

Nel 2024, secondo l’ultimo report di Aci e Istat è emerso che in Italia i mezzi pesanti sono stati coinvolti in 10.669 incidenti stradali a fronte di un totale di oltre 173 mila incidenti complessivi sulle strade. Un numero sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente: nel 2023 questi erano stati 10.611 a fronte però di 166.525 incidenti totali.

Rispetto ad un incremento di oltre il 4% della rischiosità delle strade, i veicoli da trasporto merci segnano una crescita dell’incidentalità solo dello 0,54%.

 

“La continua attenzione che Cna mette nella formazione legata alla sicurezza sul lavoro prende una strada innovativa con l’attivazione di questo programma – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Perché crediamo che ogni infortunio non sia mai solo un semplice numero nelle statistiche. Dietro c’è una persona, una famiglia, una comunità che soffre. Parlare di sicurezza significa parlare di vita, dignità e futuro. Cna è nata per difendere e valorizzare chi lavora, e non possiamo permettere che il lavoro diventi un pericolo. Negli ultimi anni troppo spesso abbiamo visto crescere i dati su infortuni e morti bianche. È un fenomeno che dobbiamo contrastare con forza, con responsabilità condivisa: imprese, lavoratori, istituzioni, associazioni. Ognuno di noi ha un ruolo nel costruire un ambiente di lavoro più sicuro.

Per questo, come Cna, non ci limitiamo a rispettare le norme, ma vogliamo anticipare il futuro. La sicurezza non è un obbligo burocratico, è un investimento: più formazione, più consapevolezza, più prevenzione significano meno rischi, più serenità e più competitività. Con l’inaugurazione di questo simulatore di guida sicura siamo convinti di proseguire il nostro impegno nello stare accanto agli artigiani e alle imprese con strumenti pratici e moderni, che rispondano ai bisogni veri”.

 

Un progetto che sta avendo già un successo importante: dopo gli ottimi risultati dei test sperimentali e di un primo corso pratico, Tecna, l’ente di formazione di Cna Padova e Rovigo che è attuatore del progetto ha già raccolto prenotazioni più che sufficienti per l’attivazione dei corsi fino alla fine di ottobre ed è in piena attività per l’organizzazione delle date di novembre e dicembre 2025.

 

“Riprendendo l’espressione usata dal presidente Montagnin “La sicurezza non è un obbligo burocratico, è un investimento…” per porre l’attenzione sul fatto che riuscire a prevenire un infortunio è interesse di tutti: del lavoratore, del datore di lavoro, della società civile in generale – dichiara Stefano Ferrarese direttore dello U.O.C. Spisal – Ulss 6 Euganea. – Un aspetto fondamentale nell’evento infortunistico è rappresentato dalla percezione del rischio: se un lavoratore è stato ben informato, formato e addestrato sui rischi della propria mansione è un lavoratore che difficilmente sottovaluterà i pericoli insiti nella sua attività lavorativa e li affronterà con le dovute cautele, facendo proprie in modo fattivo le misure di gestione del rischio valutare ed

individuate dal datore di lavoro. In questo contesto, il potenziamento dell’attività formativa anche attraverso l’uso della realtà virtuale va ad agire implementando la cosiddetta “cultura della sicurezza” che sta alla base del processo logico che si traduce poi nell’adozione di comportamenti virtuosi volti a realizzare una condizione di maggiore sicurezza e salute negli ambienti di lavoro”.

 

 

 

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15Set

CHIUSURA UFFICI MERCOLEDI’ 24/09/25

15/09/2025 Nicolo Ruffin News 84

Gentili associati,

vi comunichiamo che in data 24/09/25 dalle ore 08.30 alle ore 17.00, saremo assenti per corso di formazione del personale.
Gli uffici riapriranno regolarmente domani 25/09/25.

 

SERVIZIO DI ASSISTENZA FATTURAZIONE ELETTRONICA: SOSPESO

Per gli associati con Servizi Paghe (o senza dipendenti con titolare assicurato Inail, che abbia delegato CNA di Padova o di Rovigo).

 

Informazione importanti sugli infortuni

Come noto, il termine per presentare la denuncia di infortunio è di due giorni lavorativi dal momento in cui il datore di lavoro ha informazione diretta del fatto o da quando il datore di lavoro riceve il certificato di infortunio. Pertanto,
qualora l’azienda venisse a conoscenza di un infortunio accaduto ad un proprio dipendente e/o collaboratore nella giornata di mercoledì 24/09/2025, dovrà aver cura di contattare tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento nella giornata di giovedì’ 25/09/2025 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge.

In caso invece di infortunio mortale o con pericolo di morte, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente segnalare l’evento alla sede INAIL competente entro ventiquattro ore con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia/comunicazione nei termini e con le modalità di legge (art. 53, comma 1 e 2, Testo unico 1124/1965).

Nel sito www.cnapadova.it – Servizi alle Imprese -Comunicazioni Urgenti è disponibile il modulo di denuncia sintetica
di infortunio con le relative istruzioni da inviare a cura del datore di lavoro via PEC o raccomandata A/R alla sede INAIL competente.

Nella compilazione del modulo sarà sufficiente inserire solo i dati certi e di cui si è assolutamente sicuri, anche se fossero i soli riferimenti sommari del lavoratore e dell’infortunio: ricordiamo infatti che viene sanzionato con una multa di oltre 1.000,00 euro il mancato invio nei termini della denuncia di infortunio, ma non l’incompleta compilazione del modulo.

Alla ripresa dell’attività nella giornata di giovedì 25/09/2025 andrà contattato tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge inerenti all’infortunio sul lavoro. Grazie.

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15Set

A PADOVA E ROVIGO LE IMPRESE INDIVIDUALI LAVORANO PER IL FISCO FINO AL 4 LUGLIO

15/09/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 88

A Padova le imprese individuali lavorano per il fisco fino al 6 luglio

Secondo la settima edizione dell’Osservatorio sul fisco di CNA dal titolo “Comune che vai fisco che trovi” Padova è in 36esima posizione su 114 capoluoghi monitorati per la minore pressione fiscale: in città un’azienda con ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila paga il 51,3% di tasse. Rispetto al 2023 (51,8% di total tax rate) si registra comunque un miglioramento dello 0,5%.

Luca Montagnin, Presidente CNA Padova e Rovigo: “il lieve calo del total tax rate è un segnale positivo ma insufficiente: la pressione fiscale sulle imprese resta ancora molto alta e rappresenta un ostacolo allo sviluppo. C’è bisogno di un sistema tributario più leggero, lineare ed equo”.

Padova, 14 settembre 2025 – A Padova le imprese individuali lavorano fino al 6 luglio per pagare le tasse locali e nazionali. Solo dopo quella data gli imprenditori iniziano a guadagnare per sé stessi, per i propri collaboratori, per saldare le bollette e così via.

Nella classifica redatta dell’Osservatorio sul fisco di CNA dal titolo “Comune che vai fisco che trovi” giunto alla settima edizione, una classifica che vede prima Bolzano con una tassazione al 46,3% e ultima Agrigento con una pressione fiscale complessiva del 57,4%, Padova si colloca al 39° posto sui 114 monitorati dal centro Studi di Cna.

Il rapporto riguarda un’impresa tipo. Nello specifico un’impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq con valori immobiliari di 500mila euro in tutti i comuni, ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila.

Le differenze territoriali riflettono in particolare le addizionali regionali e comunali sul reddito, l’Imu e l’imposizione per raccolta e gestione rifiuti. Il rapporto inoltre rileva che il livello di tassazione è più elevato nelle province dove in genere è minore l’efficienza della gestione e della qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In media nell’Italia settentrionale la pressione fiscale è più lieve rispetto al Sud.

Per Padova il total tax rate individuato dal rapporto per il 2024 è addirittura migliorato di un -0,5% portando la tassazione complessiva di una partita iva che lavora in città a pagare il 51,3% di tasse, contro il 51,8% del 2023.

 

A guardare la classifica regionale dei capoluoghi più virtuosi è Belluno, senza alcun dubbio, la regina del global tax rate più basso: il capoluogo più a nord del Veneto è addirittura in sesta posizione (49,4% di pressione fiscale totale). A seguire è Vicenza, decima in classifica nazionale con un global tax rate del 49,8%. In terza posizione Rovigo, 28esima con un 50,9% di tassazione globale. Quarta è invece Treviso (36esima posizione nazionale e un global tax rate del 51,2%). Padova è quinta di misura con la 38esima posizione nazionale e una tassazione globale del 51,3%. Sesta e settima sono invece Venezia (43esima posizione con un 51,4% di tasse) e Verona (53esima con un 51,8%).

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno questa percentuale è comunque inferiore, e non di poco, ad una media nazionale anch’essa in calo al 52,3% nel 2024 contro il 52,8% del 2023. Un successo che in effetti non risulta attribuibile a scelte di politica fiscale nazionale, anzi: secondo i dati Istat  la pressione fiscale nel nostro Paese è cresciuta tra il 2005 e il 2013, passando dal 39,1% al 43,4% facendo registrare una lieve flessione fino al 2023 (41,4%) e una risalita nel 2024 che ha portato il

rapporto al 42,6%. Ma a queste cifre si deve aggiungere una tassazione locale molto variabile da Comune a Comune, da Provincia a Provincia da Regione a Regione. Un fenomeno, quest’ultimo, che si deve in parte significativa alla spinta verso il federalismo fiscale, avvenuta tra il 2009 ed il 2014.

 

“ll rapporto dell’Osservatorio CNA registra un lieve calo del total tax rate – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Un segnale positivo, ma insufficiente: la pressione fiscale sulle imprese resta ancora molto alta e rappresenta un ostacolo allo sviluppo. Da più parti si sottolinea l’esigenza di un sistema tributario più leggero, lineare ed equo. È necessario avviare processi di semplificazione burocratico-amministrativa che consentano alle imprese di gestire con maggiore facilità le incombenze legate alla fiscalità. Allo stesso tempo, vanno introdotte corsie di detassazione preferenziale, in particolare a favore dei giovani o di quei dipendenti che decidono e di rilevare un’impresa artigiana. Solo così sarà possibile garantire continuità al nostro settore, valorizzando anche l’importanza del passaggio generazionale”.

A Rovigo le imprese individuali lavorano per il fisco fino al 4 luglio

Secondo la settima edizione dell’Osservatorio sul fisco di CNA dal titolo “Comune che vai fisco che trovi” Rovigo è in 28esima posizione su 114 capoluoghi monitorati per la minore pressione fiscale: in città un’azienda con ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila paga il 50,9% di tasse. Rispetto al 2023 (51,4% di total tax rate) si registra comunque un miglioramento dello 0,5%.

Luca Montagnin, Presidente CNA Padova e Rovigo: “il lieve calo del total tax rate è un segnale positivo ma insufficiente: la pressione fiscale sulle imprese resta ancora molto alta e rappresenta un ostacolo allo sviluppo. C’è bisogno di un sistema tributario più leggero, lineare ed equo”.

Rovigo, 14 settembre 2025 – A Rovigo le imprese individuali lavorano fino al 4 luglio per pagare le tasse locali e nazionali. Solo dopo quella data gli imprenditori iniziano a guadagnare sé stessi, i propri collaboratori, saldare le bollette e così via.

Nella classifica redatta dell’Osservatorio sul fisco della CNA dal titolo “Comune che vai fisco che trovi” giunto alla settima edizione, una classifica che vede prima Bolzano con una tassazione al 46,3% e ultima Agrigento con una pressione fiscale complessiva del 57,4%, Rovigo si colloca al 28° posto sui 114 monitorati dal centro Studi di Cna.

Il rapporto della CNA riguarda un’impresa tipo. Nello specifico un’impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq con valori immobiliari di 500mila euro in tutti i comuni, ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila.

Le differenze territoriali riflettono in particolare le addizionali regionali e comunali sul reddito, l’Imu e l’imposizione per raccolta e gestione rifiuti. Il rapporto inoltre rileva che il livello di tassazione è più elevato nelle province dove in genere è minore l’efficienza della gestione e della qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In media nell’Italia settentrionale la pressione fiscale è più lieve rispetto al Sud.

Per Rovigo il global tax rate individuato dal rapporto per il 2024 è addirittura migliorato di un -0,5% portando la tassazione complessiva di una partita iva individuale che lavora in città a pagare il 50,9% di tasse, contro il 51,4% del 2023.

 

A guardare la classifica regionale dei capoluoghi più virtuosi è Belluno, senza alcun dubbio, la regina del global tax rate più basso: il capoluogo più a nord del Veneto è addirittura in sesta posizione (49,4% di pressione fiscale totale). A seguire è Vicenza, decima in classifica nazionale con un global tax rate del 49,8%. In terza posizione Rovigo, 28esima con un 50,9% di tassazione globale. Quarta è invece Treviso (36esima posizione nazionale e un global tax rate del 51,2%). Padova è quinta di misura con la 38esima posizione nazionale e una tassazione globale del 51,3%. Sesta e settima sono invece Venezia (43esima posizione con un 51,4% di tasse) e Verona (53esima con un 51,8%).

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno questa percentuale è comunque inferiore, e non di poco, ad una media nazionale anch’essa in calo al 52,3% nel 2024 contro il 52,8% del 2023. Un successo che in effetti non risulta attribuibile a scelte di politica fiscale nazionale, anzi: secondo i dati Istat  la pressione fiscale nel nostro Paese è cresciuta tra il 2005 e il 2013, passando dal 39,1% al 43,4% facendo registrare una lieve flessione fino al 2023 (41,4%) e una risalita nel 2024 che ha portato il

rapporto al 42,6%. Ma a queste cifre si deve aggiungere una tassazione locale molto variabile da Comune a Comune, da Provincia a Provincia da Regione a Regione. Un fenomeno, quest’ultimo, che si deve in parte significativa alla spinta verso il federalismo fiscale, avvenuta tra il 2009 ed il 2014.

 

“ll rapporto dell’Osservatorio CNA registra un lieve calo del total tax rate – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Un segnale positivo, ma insufficiente: la pressione fiscale sulle imprese resta ancora molto alta e rappresenta un ostacolo allo sviluppo. Da più parti si sottolinea l’esigenza di un sistema tributario più leggero, lineare ed equo. È necessario avviare processi di semplificazione burocratico-amministrativa che consentano alle imprese di gestire con maggiore facilità le incombenze legate alla fiscalità. Allo stesso tempo, vanno introdotte corsie di detassazione preferenziale, in particolare a favore dei giovani o di quei dipendenti che decidono e di rilevare un’impresa artigiana. Solo così sarà possibile garantire continuità al nostro settore, valorizzando anche l’importanza del passaggio generazionale”.

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10Set

ROMEA E TRANSPOLESANA DUE FERITE APERTE

10/09/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 85

Transpolesana e Romea sono due ferite aperte, dovrebbero avvicinare mercati e persone, troppo spesso invece le allontanano». Luca Montagnin, presidente di Cna Padova-Rovigo commenta l’incontro in Regione sulla variante alla Romea e la
possibilità di un collegamento con la Transpolesana, ricordando come la Romea rappresenti per le imprese un incremento dei costi di trasporto e consegna,
perdita di competitività rispetto ad altri territori ma anche rischio quotidiano per i lavoratori in viaggio. «Le nostre richieste sono note da tempo e cioé che la
Transpolesana si trasformasse in superstrada a 4 corsie, che si intervenisse in maniera strutturale sulla Romea o si investisse su un’alternativa valida come la Romea commerciale – afferma Montagnin – Auspichiamo nel frattempo lo sviluppo di collegamenti ferroviari merci e passeggeri che riducano il traffico su gomma. Bene l’incontro della vicepresidente De Berti con Anas: era ora – aggiunge Montagnin –.
Cna è pronta a fare la sua parte ai tavoli istituzionali. Non chiediamo privilegi ma diritti: sicurezza, efficienza, competitività. Il Polesine non può restare periferia d’Italia»

 

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08Set

NEL 2025-26 CRESCONO ISCRIZIONI AL LICEO MA ALLE IMPRESE PIACE LA FORMAZIONE TECNICO-PROFESSIONALE

08/09/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Nel 2025-26 crescono iscrizioni al Liceo ma a imprese piace formazione Tecnico-professionale

Le iscrizioni per l’anno accademico 2025-26 nel Padovano premiano ancora una volta i Licei (+0,8% rispetto all’anno scorso) mentre gli Istituti Tecnici (-0,8%) e quelli Professionali quinquennali (-0,1%) segnano il passo. Tutto il contrario di quello che cercano le imprese del territorio: nel periodo agosto ottobre 2025 Excelsior Unioncamere registra come le aziende del Padovano prediligano i candidati con una Qualifica di formazione o diploma professionale (+0,7% sul periodo agosto ottobre 2024) e quelli con la scuola dell’obbligo (+1,6%).  

Luca Montagnin, Presidente CNA Padova e Rovigo: “Tutti i genitori vogliono il massimo per i loro figli ma non è detto che la scelta di un Liceo sia per il meglio. La cultura tecnica, l’orgoglio e la creatività di un lavoro artigiano possono offrire ai nostri ragazzi ampi percorsi di crescita professionale e umana all’insegna della soddisfazione personale e dell’autonomia. Non solo: proprio dalla formazione tecnica vengono gli imprenditori di domani”.

Padova, 7 settembre 2025 – Ancora una volta i giovani della provincia di Padova scelgono il Liceo rispetto agli istituti tecnici e professionali. Un’indagine realizzata dal Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo su dati su dati USR Veneto e MIM conferma un trend di medio periodo, anche per questo anno scolastico 2025-26 in fase di partenza: ai giovani padovani e ai loro genitori piacciono i Licei, i percorsi scolastici più teorici, quelli al termine dei quali è spesso indicato un ulteriore periodo di studio, questa volta universitario.

Ma secondo Cna Padova e Rovigo è proprio dalla cultura tecnica e professionale che vengono gli imprenditori di domani: quelli che costruiscono le aziende con le proprie forze e quelli che prendono le redini di realtà già strutturate. In un contesto di passaggio generazione difficile infatti non sono solo i figli degli imprenditori a trovarsi nelle mani l’azienda di famiglia ma anche quei collaboratori che per capacità e serietà riescono a subentrare alla guida di aziende che sono un patrimonio di conoscenza e distribuzione della ricchezza di intere comunità.

A guardare le sole iscrizioni al primo anno delle scuole superiori, delle 7.291 preiscrizioni online di quest’anno 3.590 riguardano appunto i Licei (di fatto il 49,2% del totale delle preiscrizioni contro una media regionale del 45%), 2.921 riguardano gli Istituti Tecnici (il 40,1% del totale contro una media veneta del 39,9%), 761 gli istituti professionali con percorsi quinquennali (pari a al 10,4% del totale contro il 14,3% del Veneto) e solo 19 preiscrizioni si riferiscono ai percorsi triennali di formazione  (lo 0,3% del totale contro una media regionale dello 0,8%).

 

“Viene da dire, per citare una filastrocca che conosciamo tutti, ‘Padovani gran dottori’ – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – I Licei crescono nelle preiscrizioni del +0,8% gli Istituti Tecnici calano del -0,8%, i Professionali quinquennali dello -0,1%. Solo le preiscrizioni ai percorsi di formazione triennale segnano un timido + 0,1%. Ma mi domando quanto questa scelta sia legata ad un’idea, in parte preconcetta e in parte superata, che il Liceo offra migliori strumenti ai nostri figli. Se fosse così capirei: tutti i genitori vogliono il meglio per i loro figli. Io però sono convinto che la cultura tecnica, possa offrire ai nostri ragazzi ampi percorsi di crescita professionale e umana all’insegna della soddisfazione personale e dell’autonomia. Non solo: proprio dalla formazione tecnico-professionale vengono gli imprenditori di domani. Quelli che fanno nascere le nuove imprese ma anche quelli che prendono in mano le imprese già strutturate. Imprese che si trovano, mai come ora, alle prese con la difficile sfida di un passaggio generazionale che non sempre riguarda genitori e figli. Proprio questa situazione apre nuove opportunità di crescita, di mobilità sociale e di redistribuzione della ricchezza per il territorio e per le nuove generazioni”.

E se la questione della scelta dei percorsi formativi rimane in capo ai giovani e alle loro famiglie, quella del mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro è una questione pubblica.

In questo senso l’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo ha elaborato i dati di Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, per il periodo agosto ottobre 2025 e li ha messi a confronto con lo stesso periodo del 2024.

A emergere è una dinamica sostanzialmente opposta a quella delle iscrizioni al primo anno delle scuole superiori: le imprese tra 2024 e 2025 hanno preferito  i candidati con una Qualifica di formazione o diploma professionale (+0,7% sul periodo agosto ottobre 2024), quelli passati per un Its (Istituto Tecnico Superiore + 0,8%) e quelli con la scuola dell’obbligo (+1,6%) a fronte di un calo robusto ad esempio dei candidati di livello universitario (-2,4%) e quelli con una qualifica di livello secondario (-0,6%).

“Non sarebbe corretto attribuire alle sole scelte dei giovani e delle loro famiglie tutta la responsabilità di una difficoltà di reperimento del personale che oscilla tra il 71,6% per i candidati con qualifica Its al 50,7% di quelli con la sola Scuola dell’Obbligo – conclude Montagnin. – A questa drammatica situazione, che nei fatti rallenta la crescita delle imprese e la possibilità di sviluppo del territorio, contribuisce un calo demografico di lungo periodo e molti altri fattori come l’evoluzione tecnologica del sistema e così via. E d’altra parte anche le scelte dei giovani e delle loro famiglie, se meglio orientate, potrebbero contribuire positivamente a mitigare un fenomeno per niente positivo, nel frattempo garantendo ai giovani percorsi di crescita professionale, economia e umana che nulla hanno da invidiare a quelli più blasonati sulla carta ma meno richiesti nella realtà”.

A Rovigo calano dell’11% le iscrizioni alle scuole superiori ma il Liceo tiene meglio degli istituti tecnici e professionali

Le iscrizioni per l’anno accademico 2025-26 nel Rodigino calano complessivamente dell’11% ma i Licei (-9,2% rispetto al settembre scorso) tengono meglio degli Istituti Tecnici (-12,6%) e quelli Professionali quinquennali (-15,2%). Un trend molto diverso da quello che cercano le imprese del territorio: nel periodo agosto-ottobre 2025 Excelsior Unioncamere registra come le aziende del Rodigino prediligano i candidati con una qualifica di formazione o diploma professionale (+1,8% sul periodo agosto ottobre 2024) e quelli con la scuola dell’obbligo (+5%).  

Luca Montagnin, Presidente CNA Padova e Rovigo: “Tutti i genitori vogliono il massimo per i loro figli ma non è detto che la scelta di un Liceo sia per il meglio. La cultura tecnica, l’orgoglio e la creatività di un lavoro artigiano possono offrire ai nostri ragazzi ampi percorsi di crescita professionale e umana all’insegna della soddisfazione personale e dell’autonomia. Non solo: proprio dalla formazione tecnica vengono gli imprenditori di domani”.

Rovigo, 7 settembre 2025 – Nella provincia di Rovigo si registra un calo pesante (-11%) delle preiscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2025-26. E tuttavia ancora una volta i giovani della provincia di Rovigo scelgono il Liceo rispetto agli istituti tecnici e professionali. A dirlo un’indagine realizzata dal Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo su dati su dati USR Veneto e MIM.

Ma secondo Cna Padova e Rovigo è proprio dalla cultura tecnica e professionale che vengono gli imprenditori di domani: quelli che costruiscono le aziende con le proprie forze e quelli che prendono le redini di realtà già strutturate. In un contesto di passaggio generazione difficile infatti non sono solo i figli degli imprenditori a trovarsi nelle mani l’azienda di famiglia ma anche quei collaboratori che per capacità e serietà riescono a subentrare alla guida di aziende che sono un patrimonio di conoscenza e distribuzione della ricchezza di intere comunità.

A guardare le sole iscrizioni al primo anno dei 1.656 preiscrizioni online del 2025, 693 riguardavano appunto i Licei (di fatto il 41,8% del totale delle preiscrizioni contro una media regionale del 45%), 660 riguardavano gli Istituti Tecnici (il 39,8% del totale contro una media veneta del 39,9%), 284 gli istituti professionali con percorsi quinquennali (pari a al 17,1% del totale contro il 14,3% del Veneto) e solo 12 preiscrizioni si riferivano ai percorsi triennali di formazione  (l’1,3% del totale contro una media regionale dello 0,8%).

 

“I giovani rodigini e le loro famiglie sono più aderenti alle medie regionali per quanto riguarda la scelta delle scuole superiori. Qui gli istituti tecnici e professionali rappresentano una parte importante dei percorsi formativi selezionati – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – E tuttavia a colpire è soprattutto il calo pesante delle preiscrizioni: un -11% che senza dubbio impone una riflessione. Come impone una riflessione il fatto che comunque, pure in un contesto di calo generalizzato delle iscrizioni, a soffrire di meno siano proprio i Licei (-9,2% rispetto al settembre scorso). Questi tengono meglio degli Istituti Tecnici (-12,6%) e di quelli Professionali quinquennali (-15,2%). Tutto ciò in un contesto in cui le imprese del Rodigino faticano a trovare giovani pronti per il lavoro e per governare in futuro le aziende. Mi domando quanto questa scelta sia legata ad un’idea, in parte preconcetta e in parte superata, che il Liceo offra migliori strumenti ai nostri figli. Se fosse così capirei: tutti i genitori vogliono il meglio per i loro figli. Io però sono convinto che la cultura tecnica, possa offrire ai nostri ragazzi ampi percorsi di crescita professionale e umana all’insegna della soddisfazione personale e dell’autonomia. Non solo: proprio dalla formazione tecnico-professionale vengono gli imprenditori di domani. Quelli che fanno nascere le nuove imprese ma anche quelli che prendono in mano le imprese già strutturate. Imprese che si trovano, mai come ora, nella difficile sfida di un passaggio generazionale che non sempre riguarda genitori e figli. Proprio questa situazione apre nuove opportunità di crescita, di mobilità sociale e di redistribuzione della ricchezza per il territorio e per le nuove generazioni”.

Sul piano delle richieste di candidati per tipologia d’istruzione l’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo ha elaborato i dati di Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, per il periodo agosto-ottobre 2025 e li ha messi a confronto con lo stesso periodo del 2024.

A emergere è una dinamica sostanzialmente opposta a quella delle iscrizioni al primo anno delle scuole superiori: le imprese tra 2024 e 2025 hanno preferito i candidati con una Qualifica di formazione o diploma professionale (+1,8 % sul periodo agosto ottobre 2024) e quelli con la scuola dell’obbligo (+5%) a fronte di un calo robusto ad esempio dei candidati di livello universitario (-2,4%) e quelli con una qualifica di livello secondario (-3,5%).

“Non sarebbe corretto attribuire alle sole scelte dei giovani e delle loro famiglie tutta la responsabilità di una difficoltà di reperimento del personale che sta in tutti i casi sopra il 50%  – conclude Montagnin. – A questa drammatica situazione, che nei fatti rallenta la crescita delle imprese e la possibilità di sviluppo del territorio, contribuisce un calo demografico di lungo periodo e molti altri fattori come l’evoluzione tecnologica del sistema e così via. E d’altra parte anche le scelte dei giovani e delle loro famiglie, se meglio orientate, potrebbero contribuire positivamente a mitigare un fenomeno per niente positivo, nel frattempo garantendo ai giovani percorsi di crescita professionale, economia e umana che nulla hanno da invidiare a quelli più blasonati sulla carta ma meno richiesti nella realtà”.

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25Ago

POLESINE: LAVORATORI IN ESTINZIONE. LE CATEGORIE: SERVIRANNO PIU’ STRANIERI

25/08/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 88

Il Veneto si trova di fronte a una sfida occupazionale senza precedenti; entro il 2029, oltre 29mila lavoratori andranno in pensione. Di questi, 164.600 sono dipendenti privati: una cifra che rappresenta il 56,5% del totale regionale. Il fenomeno, evidenziato dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, è aggravato dal progressivo invecchiamento della forza la-voro e dalla difficoltà nel reperire personale.

La situazione richiede azioni urgenti per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e sostenere le imprese artigiane, che rischiano di essere le più penalizzate. Sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Rettore, direttore Cna di Padova e Rovigo. “I numeri presentati sono ‘spietati e crudi’ ma sono numeri che conosciamo bene. Le imprese da tempo faticano a trovare dipendenti e questo, nel futuro, sarà sempre più difficile. In questa direzione Cna Padova e Rovigo ha avviato da tempo un rapporto con scuole e ITS per facilitare il passaggio dei più giovani verso le imprese artigiane che oggi garantiscono serenità del posto di lavoro, salari adeguati e crescenti, un welfare garantito da Ebav, l’ente bilaterale dell’artigianato che da anni eroga prestazioni a favore dei lavoratori artigiani come il sostegno allo studio dei figli, prestazioni sanitarie e cure odontoiatriche, pacchetto maternità e molto altro. Per i giovani l’artigianato può essere garanzia di soddisfazione economica e realizzazione personale. La seconda carta da giocare -continua Rettore – sono le donne. Oltre ai giovani va detto che molte donne si stanno affacciando al mondo artigiano che conosce una crescente femminilizzazione in settori tradizionalmente maschili come autotrasporto, manifattura e edilizia. Il numero di donne impiegate in Veneto e a Rovigo è ancora basso e lontano dalla media europea quindi facilitarne l’ingresso nel lavoro è la seconda risposta. La terza carta da giocare è l’inserimento di lavoratori stranieri, già presenti in settori come costruzioni e trasporto. La Cna lavora da anni alla creazione dei corridoi professionali per permettere a cittadini stranieri di studiare nel proprio paese la nostra lingua oltre ad un avviamento al lavoro per poi arrivare in Italia, La presenza di lavoratori stranieri è già importante e può crescere ulteriormente. Ultima carta, conclude, è l’impiego di innovazioni organizzative e di tecnologie che favoriscano la crescita di produttività dei lavoratori permettendo un minore impiego di manodopera. Su questo versante molte piccole imprese hanno già fatto passi da gigante che vanno condivisi. Nei prossimi giorni, dopo la pausa estiva, Cna di Rovigo proseguirà un ciclo di incontri sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e altri seminari per l’utilizzo di tecnologie 5.0 nelle aziende. Queste soluzioni permettono di aumentare la produttività per addetto, Insomma, la preoccupazione è grande ma Cna Padova e Rovigo mette in campo soluzioni e proposte per le imprese che vogliono crescere. Serve un sistema territoriale che supporti le associazioni di categoria e le imprese innovative”

 

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25Ago

OFFICINA GAFFO, DA 72 ANNI, A GALZIGNANO TERME PUNTO DI RIFERIMENTO PER LE 2 RUOTE CLASSICHE

25/08/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 85

Una storia nata 72 anni fa quando il capostipite Giuseppe arrivava a Galzignano Terme per aprire un’officina che è diventa un punto di riferimento per le due ruote classiche e non solo:  all’Officina Gaffo arrivano ogni settimana almeno una decina di Vespe classiche da tutto il Veneto. Le richieste di riparazioni, per i motori, arrivano da ancora più lontano.  

“Mio padre Giuseppe è arrivato da Torreglia qui a Galzignano 72 anni fa, una volta si diceva ‘con una bici e una coperta’ ma la verità non è molto lontana dal detto popolare. Ha affittato una piccola bottega e ha aperto un’officina che ha dato da vivere a 3 generazioni”.

Inizia così, nelle parole di Luciano Gaffo, la sua storia della famiglia Gaffo e di Giuseppe, il capostipite di una vicenda artigiana di successo che ha visto negli anni l’officina meccanica passare dal fondatore Giuseppe al secondogenito Elio (padre dell’attuale titolare Cristian), e poi al terzogenito Maurizio e poi ancora al quartogenito Luciano che proprio nei giorni scorsi è andato in pensione per passare il testimone al nipote Cristian.

“Mio padre è partito riparando biciclette, ma anche i primi Califfo, i Ciao e le primissime Vespe – ricorda Luciano Gaffo. – Ha lavorato tanto ma quel lavoro gli ha dato la possibilità di farsi una famiglia di 4 figli: mia sorella Cristina la primogenita, e poi Elio, Maurizio e io stesso. Noi tre maschi abbiamo lavorato in officina fin da piccoli, coltivando una passione che, negli anni ,ci ha garantito una clientela e un nome conosciuto in tutta la regione”.

Un successo legato fin dal principio a quella della marca Piaggio, una parte della storia dei motori in tutta Italia e nel mondo.

“Per oltre 60 anni siamo stati un Piaggio Center ufficiale per il territorio – ricorda Luciano, classe 1963 e da pochi giorni felicemente in pensione. – Siamo cresciuti con la Vespa. Ne abbiamo riparate, personalizzate e restaurate a migliaia negli anni. Ora valgono un sacco di soldi ma mi ricordo bene quando c’erano le rottamazioni: per qualche centinaio di migliaia di vecchie lire di sconto su uno scooter nuovo, di quelli a presa diretta, caricavamo bisarche intere di vespe: 50 special, le ET3 Turismo Veloce, le Sprint Veloce e non poche Rally, 180 e 200. A pensarci ora mi viene male… per averne uno ora si parte da 5-6.000 euro e si arriva anche a 16.000. Un 200 Rally, prima serie, è stato venduto qualche settimana fa per quella cifra”.

Ora l’Officina Gaffo vende Kymco, Voge, CF ricambi, ma rimane un punto di riferimento per la regina delle due ruote classiche.

“Lavoriamo anche sugli scooter moderni – spiega Cristian Gaffo, nipote di Luciano e titolare dell’officina da pochi giorni dopo avere affiancato lo zio Luciano per anni nella gestione dell’azienda. –   Ma ogni settimana ci arrivano almeno una decine di vespe classiche da riparare, restaurare o personalizzare. Siamo un punto di riferimento in tutta la regione ormai e i motori in riparazione ce li mandano anche da fuori Veneto”.

E se la passione per la Vespa non conosce una fine, anche il futuro dell’Officina Gaffo ha ancora lunghi anni davanti.

“Io ho 42 anni, una lunga esperienza alle spalle e una passione naturale per un lavoro che mi è piaciuto fin da ragazzino, quando venivo in officina a fare i miei primi lavoretti. – aggiunge Cristian. – Ho pure due figli, Jacopo di 3 anni e Mattia di 8 anni, e appena entrano in officina si buttano sui cacciaviti per iniziare a smontare di tutto. Non so se lo devo prendere come un segno, con il tempo decideranno da soli la loro strada nella vita. Ma come padre, vederli, mi riempie di orgoglio. Sono la mascotte di una famiglia che le due ruote ce l’ha nel sangue”.

 

 

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25Ago

MILLE DITTE ARTIGIANE CHIUSE IN DIECI ANNI

25/08/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 85

Negli ultimi dieci anni scomparse quasi 600 aziende del settore tessile e abbigliamento e 370 nel settore mobile e legno.

Montagnin: «Le imprese si stanno strutturando e questo porta a una crescita degli addetti, ma al contempo vi è una forte difficoltà a reperire manodopera qualificata. A frenare i giovani c’è anche una diffusa diffidenza nei confronti dei mestieri artigiani, ma oggi questo mondo è completamente cambiato: si lavora su misura, con macchinari sofisticati e digitalizzati. E non mancano le possibilità di crescita e soddisfazione professionale e personale».

Se da un lato il numero delle imprese è in calo, dall’altro cresce il numero degli addetti, segno che le aziende stanno diventando sempre più strutturate. Tuttavia, il fenomeno del calo demografico e la difficoltà a reperire manodopera specializzata rischiano di frenare questa evoluzione.

Questa la significativa trasformazione che il panorama produttivo della provincia di Padova sta vivendo ormai da qualche anno. Nel dettaglio, secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi CNA Padova e Rovigo su fonte CCIAA Padova, la dinamica delle imprese della produzione nel Padovano appare decisamente più negativa del complesso economico provinciale: rispetto allo scorso anno sono scomparse oltre mille imprese (-0,9%) mentre il totale delle imprese di tutti i settori è sostanzialmente stabile (-0,1%). E se allarghiamo il confronto a dieci anni fa (2015) notiamo che la flessione è davvero importante, toccando quasi l’8% (7,8).

I settori più colpiti dalla riduzione del numero di imprese sono tessile e abbigliamento (-2,5% su base annua, -22,3% rispetto al 2015), mobile e legno (-0,6% annuo, -20,6% rispetto al 2015) e la carta e stampa (-2,9% annuo, -13,9% rispetto al 2015). Anche la metalmeccanica, che rappresenta oltre il 40% della produzione padovana, dopo un decennio di crescita mostra segnali di difficoltà, con una riduzione del numero di imprese.

Secondo Luca Montagnin,
presidente di Cna Padova e Rovigo, la situazione è trasversale: «La difficoltà a reperire lavoratori e giovani in particolare è ormai comune a tutti i settori. In questo scenario l’artigianato paga la spiccata manualità di alcuni mestieri e il retaggio che la accompagna.
Alcune professioni spariscono perché si esaurisce la loro funzione o per l’innovazione tecnologica che spinge a modificare i sistemi produttivi. Va detto che alcuni mestieri artigiani stanno riscoprendo una seconda giovinezza grazie al su misura, che oggi garantisce margini importanti. Serve da un lato una comunicazione più positiva e che riscriva la reputazione del lavoro manuale.
Soprattutto serve un sostegno per chi vuole partire: credito, burocrazia e conoscenza del mercato sono scalini da smussare con strumenti ad hoc, altrimenti i giovani devono contare solo sulla loro passione».

 

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04Ago

PROFESSIONISTI A SCUOLA DI PET THERAPY CON I CORSI TECNA

04/08/2025 Nicolo Ruffin In evidenza, News 81

Si è concluso lo scorso 30 luglio il primo corso propedeutico di IAA (Interventi Assistiti con Animali). Un percorso di formazione in più moduli riconosciuto dalla Regione del Veneto con il Dgr 655/2024 a cui hanno partecipato 9 professionisti del mondo della salute tra educatori, psicologi, veterinari, operatori socio-sanitari e volontari. Tutti e 9 i corsisti di questo primo modulo hanno conseguito con successo l’attestato di fine corso e si apprestano ad accedere ai moduli successivi.

Sono ormai innumerevoli le ricerche e gli studi scientifici che certificano l’efficacia della Pet Therapy. Lo stesso Istituto Superiore di Sanità definisce  l’IAA (gli Interventi Assistiti con Animali) un “approccio innovativo di supporto alla riabilitazione psichiatrica e ai disturbi del neurosviluppo, grazie alla sollecitazione degli aspetti emozionali e delle abilità motorie”.

 

Ma il supporto terapeutico fornito dal cane, dal gatto, ma anche dal coniglio, dal cavallo e dall’asino necessita di professionisti formati in grado di gestire le esigenze del paziente come quelle dell’animale così da massimizzare l’efficacia della relazione e garantire il benessere di tutti i soggetti coinvolti.

 

Da qui la scelta di TeCna, l’ente di formazione di Cna Padova e Rovigo, di organizzare un primo corso propedeutico per sviluppare le professionalità necessarie.

 

Un corso totalmente teorico a cui hanno partecipato i primi 9 futuri operatori e 2 dei candidati a 4 zampe che saranno protagonisti in futuro dei percorsi di Pet Therapy (IAA- Interventi Assistiti con gli Animali destinati al pubblico.

Utenti con disabilità neurologiche ma anche bambini, adulti ed anziani inseriti in percorsi educativi e di supporto emotivo. Il tutto nel contesto di strutture adeguate alle esigenze di ciascuno: dalle strutture ospedaliere fino alle Rsa, passando per le fattorie didattiche, le scuole e per i centri educativi e di accompagnamento all’aria aperta.

 

Un’iniziativa il cui successo è risultato inaspettato agli stessi organizzatori.

 

“Ci ha colpito la grande professionalità dei partecipanti – dichiara LInda Ferretto responsabile TeCna Formazione – provenienti da diversi settori d’attività: psicologi, educatori, veterinari, pedagogisti, addestratori cinofili, ma anche volontari e appassionati, tutti accomunati da una profonda passione per gli animali e dalla capacità di cogliere il valore di questo progetto. Non a caso si sono rivelati studenti modello, seguendo con interesse il corso e superando con successo la prova d’esame finale.”

 

Una sfida iniziata lo scorso 11 luglio con l’avvio di “IAA (interventi assistiti con gli animali) corso propedeutico”. Un corso base di 21 ore, regolamentato dalla Regione del Veneto con la Dgr 655 del 2024, che in questa prima fase ha formato i partecipanti sugli aspetti giuridici e scientifici dell’approccio terapeutico con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie che è centro nazionale di referenza per l’attività assistita con gli animali.

 

Il corso propedeutico, concluso con successo il 30 luglio scorso, vedrà a breve l’attivazione dei successivi moduli (un corso base e uno avanzato).

 

Il percorso formativo comprende un corso propedeutico, corsi base specifici per le diverse figure professionali dell’équipe (corso base per coadiutore del cane e degli animali d’affezione: gatto e coniglio; coadiutore del cavallo; coadiutore dell’asino; medico veterinario esperto in IAA; responsabile di progetto e referente di intervento in terapia assistita con gli animali – TAA – ed educazione assistita con gli animali – EAA) e un corso avanzato, al termine del quale viene rilasciata l’idoneità.

 

Le attività assistite con gli animali si dividono in 3 filoni:

il primo riguarda la Terapia Assistita con Animali (TAA), è destinato a persone con disabilità e vede la necessaria presenza di personale medico come responsabile di progetto. Il secondo si focalizzerà sull’Educazione Assistita con Animali (EAA) sarà destinato a interventi educativi e avrà come responsabile di progetto uno psicologo e/o un educatore. Il terzo permetterà l’avvio di Attività Assistite con Animali (AAA) in una chiave più ludica nell’ambito ad esempio delle fattorie didattiche o nel supporto agli anziani ospitati in strutture come le Rsa.

 

“Il clima di entusiasmo e partecipazione ha confermato quanto sia forte il desiderio di formarsi in modo serio e professionale in questo settore – ha aggiunto Luca Montagnin presidente di TeCNA Formazione e Cna Padova e Rovigo. – I partecipanti hanno espresso grande motivazione e curiosità verso i moduli successivi, che tratteranno tematiche più specifiche legate agli ambiti di applicazione degli IAA (scuole, RSA, centri diurni, ospedali, ecc.). Un primo passo verso una società più empatica, dove il rispetto e la cura passano anche attraverso il legame profondo che ci unisce agli animali”.


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f. +39 049 8062200

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