Entro il 1° gennaio 2026 oltre 72 mila micro e piccole imprese del Padovano e oltre 15mila del Rodigino dovranno stipulare un’assicurazione obbligatoria contro le catastrofi naturali le cui caratteristiche ad oggi non sono per nulla definite, pagando un’aliquota Iva del 22,5% che è più del doppio di quella sulle assicurazioni sanitarie (10%) e quasi il 50% più pesante rispetto all’RCAuto (16%).
II Presidente di CNA Padova e Rovigo Montagnin: “Quasi 90mila imprese piccole e micro delle province di Padova e Rovigo non hanno ancora alcun elemento di certezza: se si è in affitto chi deve assicurare la sede d’impresa, e se il laboratorio insiste in uno spazio dell’abitazione privata? Contro cosa ci si deve assicurare esattamente e a quali costi? Il Governo non ha ancora messo on line il portale già previsto né chiarito in alcun modo questi dubbi si è limitato ad elencare bandi ed incentivi che vanno a decadere senza la polizza. Chiediamo chiarezza in tempi rapidi e l’allineamento alle condizioni fiscali previste per le polizze catastrofali per le case private: niente imposte e possibilità di detrarre i costi”.
La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo per le imprese di stipulare polizze assicurative contro i rischi da catastrofi e calamità naturali (inondazioni, alluvioni, terremoti e frane). Dopo una prima proroga, si è arrivati nel 2025 all’applicazione della norma. Entro il primo gennaio 2026 anche le piccole e micro imprese dovranno stipulare la polizza. Per le medie imprese l’obbligo è scattato il primo ottobre 2025, mentre per le grandi imprese è entrato in vigore il primo aprile di quest’anno. Ad oggi il governo non ha ancora realizzato quanto promesso, ovvero il portale online per consentire alle imprese di confrontare le proposte assicurative per le polizze catastrofali. Un portale simile a quanto esiste già oggi per le polizze auto.
Un’altra grana, e potenzialmente costosa, per poco meno di 90 mila micro e piccole imprese delle province di Padova e Rovigo (72.240 nel Padovano e 15.600 nel Rodigino, vedi Tabella in fondo) che oltre a dovere prepararsi ad un nuovo esborso non hanno a tutt’oggi le idee chiare su alcuni aspetti fondamentali di un provvedimento che prevede comunque già alcune sanzioni in termini di impossibilità di accesso ad alcuni incentivi:
Il mancato rispetto dell’obbligo della polizza catastrofale può comportare l’esclusione da agevolazioni, contributi, sovvenzioni e bandi di finanziamento pubblici, e l’impossibilità di accedere a linee di credito agevolate. Con il DM pubblicato il 6 agosto 2025, il MIMIT ha stabilito infatti una lista di incentivi per cui l’obbligo assicurativo deve essere verificato in occasione dell’erogazione delle agevolazioni concesse, tra cui: il “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI”, il “Sostegno alla nascita e allo sviluppo di start up innovative in tutto il territorio nazionale (Smart & Start)”, il “Finanziamento di start-up”.
“MIMIT ha pubblicato il quadro degli incentivi che si perdono se non si provvede tempestivamente a attivare una polizza contro le catastrofi naturali ma si è limitato a questo – dichiara Luca Montagnin, Presidente di CNA Padova e Rovigo. – Mancano tutti i chiarimenti su come deve essere applicata la norma. Ad esempio: se il laboratorio dell’artigiano è all’interno di un’abitazione propria già assicurata si deve fare una seconda polizza? se la sede d’impresa è in affitto chi deve assicurare gli spazi? Se per le medie imprese la questione si è aperta con l’obbligo al via il primo di ottobre, per le micro e piccole imprese, che sono meno strutturate e hanno problematiche specifiche, le cose cambiano e c’è bisogno di certezze. Come artigiani facciamo appello al Governo affinché dia indirizzi chiari alle imprese e permetta alle assicurazioni di mettere in piedi delle proposte congrue. Il rischio, altrimenti è che gli imprenditori paghino per un’assicurazione troppo costosa, non necessaria o addirittura inefficace”.
Ma tra tante incertezze un punto fermo rimane, un’aliquota Iva estremamente alta che rappresenta di fatto una tassa occulta ulteriore su questo nuovo obbligo.
“L’introduzione dell’obbligo di polizza catastrofale è un provvedimento profondamente iniquo, sia dal punto di vista formale che sostanziale – aggiunge Montagnin – attraverso il quale lo Stato scarica sulle imprese l’onere della propria inefficienza nella gestione del territorio. Invece dell’obbligo della stipula della polizza, sarebbe stato preferibile prevedere incentivi alla sottoscrizione e misure di alleggerimento fiscale. Al contrario, lo Stato non ha previsto incentivi, viceversa una tassazione particolarmente gravosa, ovvero il 22,5% di IVA. Una percentuale decisamente alta rispetto ad altre tipologie di assicurazione: 16% per le RCAuto, 10% per le assicurazioni sanitarie. Se questa imposta del tutto ingiusta non sarà rivista, ci troveremo di fronte ad una nuova ‘tassa occulta’ per le imprese, celata dall’obbligo assicurativo introdotto”.
Le richieste di CNA sono chiare.
“Si allinei il trattamento fiscale di queste polizze a quanto oggi previsto per le abitazioni private, in base alla Legge di Bilancio 2018 – chiede il presidente della CNA di Padova e Rovigo – che ha eliminato completamente l’imposta su queste assicurazioni e introdotto la detrazione IRPEF del 19% per le polizze catastrofali stipulate dai privati su immobili a uso abitativo. Inoltre, chiediamo la realizzazione in tempi celeri di quanto promesso dal governo stesso: un portale online per confrontare prezzi e condizioni delle polizze, al pari di quanto esiste già per le assicurazioni auto. Su questi punti CNA chiede a gran voce un intervento rapido, per evitare che tutelare le imprese dalle calamità naturali non diventi la scusa per introdurre una nuova tassa occulta sul mondo produttivo”.