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La ripartenza delle imprese tra costi energetici e guerra Russia Ucraina
Edilizia, il Superbonus 110% traina il settore
Rassegna stampa
Il Mattino di PadovaPadovaoggiL’associazione punta sull’aggiornamento e la crescita professionale con il protocollo “Edilizia+”. Il presidente Luca Montagnin: «Misura che si conferma utile per continuare a dare fiato a quelle imprese che competono sulla qualità delle realizzazioni piuttosto che sul prezzo».
Padova, 3 maggio 2022 – Arriva con il DL Aiuti, approvato ieri 2 maggio in Consiglio dei Ministri, la proroga del Superbonus per le villette. Una notizia che CNA Padova accoglie con favore e che va nella direzione auspicata. Bisognerà però attendere la versione del decreto che andrà in Gazzetta Ufficiale per capire se ci saranno ulteriori modifiche sulla cessione dei crediti, in particolare per quanto riguarda la possibilità di consentire la cessione banca-correntista sempre, e non solo al quarto passaggio.
Il Superbonus si conferma essere una misura volano per l’economia e per il rilancio delle imprese di costruzioni esistenti, ma anche per la nascita di nuove imprese. Secondo i dati elaborati da CNA nel Padovano una impresa su dieci è nata negli ultimi due anni. Nel solo 2021 le imprese iscritte in Camera di Commercio sono state 657, con un tasso di natalità del 5,3%, pari ai livelli di vent’anni fa, anni in cui il settore viaggiava a gonfie vele. Natalità elevatissima soprattutto per muratori (10%), installatori di infissi (8,7%) e tinteggiatori (6,4%).
«Accogliamo con soddisfazione le recenti misure varate dal Governo, dalla proroga del Superbonus per le unità unifamiliari alla quarta cessione del credito» dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Il Superbonus si conferma utile per continuare a dare fiato a quelle imprese che competono sulla qualità delle realizzazioni piuttosto che sul prezzo. Per questo puntiamo molto sul tema dei requisiti per la registrazione di nuove imprese, un “patentino” utile per qualificare il settore e i suoi addetti, ma anche per tutelare i clienti e la sicurezza sul lavoro. Un provvedimento che come CNA proponiamo da diversi anni e che riteniamo sia necessario approvare quanto prima».
Ha quasi vent’anni, infatti, una proposta di legge delle associazioni di categoria più rappresentative, prima firmataria la CNA, che andrebbe ripresa e rilanciata. Per iscrivere, e mantenere, una impresa di costruzioni in Camera di Commercio ci vorrebbe una sorta di “patentino”, un regolamento in pochi punti ma ben definiti che preveda requisiti professionali e idoneità tecnico-organizzative, titoli di studio idonei e corsi di formazione obbligatori.
«Il comparto ha conosciuto nell’ultimo decennio un’enorme evoluzione dal punto di vista tecnologico ed applicativo» spiega il presidente della categoria edilizia di CNA Fabrizio Biancato. «Ora più che mai non ci si può improvvisare: capita purtroppo, ad esempio sul tema del cappotto termico, di assistere ad errori di installazione che, nel migliore dei casi, diminuiscono l’efficacia dell’intervento, o peggio, lavori che tra qualche anno saranno completamente da rifare. Ecco perché, in un periodo come quello attuale in cui si continua a parlare di efficientamento degli edifici, di risparmio energetico, di nuove tecnologie, non è più prorogabile una profonda riforma del settore».
CNA Padova si era già mossa con largo anticipo si questi temi: siglando nel 2019, con oltre venti aziende, il protocollo di qualità “Edilizia+”. Un percorso di circa tre anni in cui le imprese sono state accompagnate nella crescita professionale, tecnica ed organizzativa e si sono impegnate a continuare in percorsi di aggiornamento per fornire alla clientela realizzazioni di qualità nel rispetto di rigorosi principi etici, tra cui una grande attenzione alla sicurezza sul lavoro, con un’impronta il più possibile green ed orientata al risparmio e all’efficientamento energetico.
Edilizia e incentivi: i dati padovani
Alla fine del 2021 in provincia di Padova erano attive 12.730 imprese nel comparto delle costruzioni, oltre la metà con sede nella fascia centrale che va dai Colli al Piovese, circa 3.200 nell’Alta Padovana e poco meno di 2.600 in Bassa Padovana.
I dati camerali rilevano come tre su dieci sono propriamente imprese che si occupano della costruzione di edifici, 1.500 (il 12% del totale) sono imprese di impianti elettrici e poco meno, 1.252, quelle di impiantistica termoidraulica. La parte del leone, circa la metà di tutte le aziende delle costruzioni, è rappresentata dalle molteplici attività di completamento e rifinitura degli edifici: ben 1.520 sono i tinteggiatori, circa 900 coloro che si occupano di rivestimenti (piastrellisti, parquettisti, ecc.), e poco meno (846) gli installatori di infissi. Circa 500 sono imprese di intonacatura. Da rilevare che oltre 1.000 attività afferiscono alla professione del muratore, quasi totalmente ditte individuali senza dipendenti, prestatori d’opera su commessa per imprese di costruzioni.
Per quanto riguarda la distribuzione delle imprese per periodo di avvio dell’attività, se è vero che il 9% delle imprese può essere a tutti gli effetti definita “storica”, essendo operativa da oltre trent’anni, a cui si aggiungono il 15% di imprese che hanno da 20 a 30 anni di lavoro alle spalle, va anche rilevato come una impresa su dieci sia nata negli ultimi due anni, con il picco del 13% delle imprese del “mare magnum” del completamento di edifici, quelle più coinvolte proprio in lavori legati al Superbonus. Se si guarda ai dati di consistenza delle imprese, dopo anni di continua flessione delle costruzioni, il 2021 segna per la prima volta l’inversione di tendenza, con un incremento del 2,3% delle imprese attive (quasi 300 in più in termini assoluti). Crescono le imprese di costruzioni (+2,5%) ma in termini relativi gli incrementi maggiori si leggono nei dati dei muratori (+6,7%), realizzazioni di coperture (+4,3%), infissi (+3,5%).
In realtà il numero di nuove attività del comparto che hanno aperto, se considerate in termini di flusso, ovvero senza guardare alle imprese che nel periodo hanno invece chiuso, è decisamente più elevato: le imprese iscritte in Camera di Commercio nel corso del 2021 sono state 657, con un tasso di natalità del 5,3%. Si conferma anche qui una natalità elevatissima per i muratori (10%), gli installatori di infissi (8,7%) ed i tinteggiatori (6,4%).
Nel report di monitoraggio del mese di marzo ENEA certifica come il Veneto continui ad essere la seconda regione d’Italia per utilizzo del Superbonus, con quasi 17.800 asseverazioni depositate (12,8% del totale nazionale), per oltre 2,4 miliardi di euro di investimenti. Circa 8.300 interventi, ad oggi, riguardano edifici unifamiliari, poco più di 8 mila unità immobiliari funzionalmente indipendenti e circa 1.400 condomini. L’investimento medio per i condomini è di circa 539 mila euro, poco meno di 111 mila euro negli edifici unifamiliari e circa 94 mila nelle unità indipendenti.
Le imprese entrano a scuola
Rassegna stampa
Il Gazzettino di PadovaPadovaoggiMatteo Massarotto, CNA Padova: «Crediamo molto nel binomio scuola-azienda, perché i ragazzi sono il nostro futuro». Tiziana Morgese, Ceo di MA.TI.KA: «Uno scambio essenziale per diffondere la conoscenza del ricco tessuto produttivo presente in questo territorio»
Padova, 28 aprile 2022 – Inserire gli studenti delle scuole tecniche in un percorso di orientamento, portarli a conoscere da vicino imprese di eccellenza, per prepararsi al meglio all’ingresso nel mondo del lavoro e mettere in pratica le loro conoscenze. Per questo CNA Padova, insieme ad alcune aziende del territorio, entra direttamente a scuola: l’appuntamento che si è tenuto giovedì 28 aprile ha visto protagonisti gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Francesco Severi di Padova. I rappresentanti di CNA, Matteo Massarotto e Salvatore Metrangolo, hanno trascorso una mattinata di confronto e dialogo, nell’ambito delle attività di orientamento e di preparazione agli stage, con 50 studenti delle classi terze. Con loro Tiziana Morgese, ceo di Ma.ti.ka, azienda con sede produttiva e direzionale a Camposampiero e con un secondo stabilimento produttivo a Cinisello Balsamo (MI) specializzata nella produzione di ventole industriali ad alta tecnologia.
«CNA si è impegnata molto in questo progetto, sono più di 10 anni che facciamo incontri con gli studenti, e continueremo a farli perché c’è grande interesse da parte loro» spiega Matteo Massarotto, membro della presidenza provinciale di CNA. «Crediamo molto nel binomio scuola-azienda, perché i ragazzi sono il nostro futuro. Iniziative come questa sono importanti soprattutto per fare in modo che conoscano e tocchino con mano le belle realtà produttive che abbiamo nel nostro territorio. In questo modo possono iniziare a chiarirsi le idee sul loro futuro lavorativo e magari pensare di poter essere un giorno imprenditori a loro volta».
Nel corso dell’incontro MA.TI.KA ha presentato diversi aspetti del proprio ciclo produttivo, dall’utilizzo dei materiali alle tecnologie applicate, fino ai software utilizzati per la progettazione dei prodotti. Grande interesse da parte dei ragazzi, che hanno poi rivolto domande ai relatori e si sono rivelati desiderosi di conoscere l’esperienza diretta di chi lavora già in azienda, e di prepararsi al meglio per fare i primi passi nel mondo del lavoro.
«Questi incontri sono un modo utile per avvicinare due mondi, quello della formazione e quello dell’industria, e per dare una visione di futuro un po’ più concreta ai ragazzi» commenta Tiziana Morgese, CEO di MA.TI.KA. «È un bel segnale per le imprese, soprattutto in questo momento in cui faticano a trovare personale qualificato. Ma lo è anche per gli studenti, che vogliamo stimolare ad affacciarsi con più sicurezza nel mondo del lavoro. Abbiamo già fatto incontri in azienda, lo facciamo oggi direttamente a scuola con grande soddisfazione: è uno scambio essenziale per diffondere la conoscenza del ricco tessuto produttivo presente in questo territorio».
«Riteniamo importante diffondere tra i nostri studenti la conoscenza di quali aziende possono offrire loro reali opportunità lavorative fin da subito» aggiunge Nadia Vidale, dirigente scolastico dell’ITI Severi. «Sfruttare queste occasioni è importante per coinvolgere quella fascia di studenti che arriva disorientata al diploma, incerta tra un percorso universitario o negli ITS, e che si rivolgono al mercato del lavoro perdendo occasioni formative quando invece potrebbero trovare subito opportunità di impiego. In questo percorso informativo vanno coinvolte non solo le scuole e il mondo produttivo, ma anche le famiglie».Guarda la fotogallery
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La realtà virtuale a supporto della formazione
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Rischio cassa integrazione a causa dei costi dell’energia, mancanza materie prime e componentistica
Per ora, laddove possibile, le aziende stanno facendo smaltire le ferie ai dipendenti. Il settore tessile, già in difficoltà prima del Covid, dopo un breve periodo di ripresa sta già vivendo un’ulteriore contrazione degli ordini. In difficoltà soprattutto le microimprese artigiane, legate al mondo dei servizi, bar, pizzerie da asporto, lavanderie, con 1-2 dipendenti, che potrebbero lasciare a casa il collaboratore per ridurre i costi. Alcune attività hanno comunicato di pensare di tenere aperto un’ora in meno per ridurre i costi in bolletta.
L’associazione fa notare che le resistenze ad attivare la Cig sono ancora molte da parte del datore di lavoro, che non vuole venir meno al patto di fiducia esistente tra lui e il collaboratore. E poi c’è il risvolto economico: dopo la fine delle agevolazioni legate all’emergenza Covid il costo per gli ammortizzatori ricade anche sull’azienda, con un contributo di solidarietà che va dal 4 al 15% a seconda della dimensione aziendale e del numero di dipendenti.
«Stiamo parlando di aziende sane, con ordini già acquisiti, ma che non sanno come produrre a causa dei costi dell’energia e della mancanza di materie prime e componenti» spiega il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Servono da subito misure straordinarie: una nuova Cig con procedure semplificate e legata allo specifico problema dell’approvvigionamento della componentistica, ragionando magari sull’eliminazione del contributo di solidarietà. Serve inoltre, e subito, un tetto pubblico ai prezzi di energia e carburanti».