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CNA Padova
12Mag

IMPATTO RIDOTTO SU ENERGIA E CARBURANTI GRAZIE AI GRUPPI D’ACQUISTO DI CNA

12/05/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 80

La crisi di Hormuz continua a costare a imprese e cittadini aumenti sulle materie prime e carburanti sopra il 25% e di oltre il 60% sull’energia. Con i gruppi d’acquisto dei Consorzi Ape (energia) e Crav (autotrasporto) Cna Padova e Rovigo risponde riducendo l’impatto dei costi aggiuntivi. Per le 84 mila imprese padovane si tratta di quasi 161 mln di euro nel 2026 per le 21mila rodigine di 32 mln di euro.

Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo: “Stando insieme siamo più forti, è questa la logica che sta alla base di Consorzi consolidati da una lunga esperienza. Così diamo una risposta parziale alla crisi ma continuiamo anche a fare pressione sulle istituzioni per difendere un tessuto economico strategico per il territorio”   

Padova-Rovigo, 10 marzo 2026 – Gli effetti della crisi di Hormuz sul sistema economico e dei consumi di imprese e cittadini non si placano ma Cna sceglie di non stare a guardare.

Di fronte a incrementi delle materie prime e dei carburanti che superano in alcuni casi anche il +25% e a incrementi del costo dell’energia anche oltre il +60% l’associazione degli artigiani di Padova e Rovigo interviene con strumenti rodati in grado di dare una risposta per lo meno parziale a incrementi che rischiano di costare alle imprese e ai loro dipendenti ben di più di una semplice riduzione del potere di acquisto.

Per le 84 mila imprese padovane si tratta di un costo aggiuntivo di quasi 161 mln di euro nel 2026, per le 21.600 rodigine di 32 mln di euro.

Grazie all’intervento del Consorzio Ape, un gruppo per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale che associa alcune centinaia di imprese del territorio, le aziende possono contare su un impatto ridotto di quasi il 20% sul costo dell’energia elettrica (la forbice degli sconti effettivi per le singole imprese varia tra l’11 e il 39%) con un risparmio medio di circa 850 euro annui. Per il gas la riduzione dei costi medi supera il 27% (forbice tra il 13 e il 50%) con un taglio della spesa di 1226 euro mediamente.

Sul piano dei carburanti per l’autotrasporto il consorzio Craav assicura un risparmio del 30% sull’acquisto dell’additivo obbligatorio per il gasolio Adblue, del 50% su oli e lubrificanti e di un -1% circa sul costo del gasolio alla pompa.

Una percentuale che sembra marginale ma che non lo è affatto per coloro che vedono in questa voce un punto estremamente dolente della capacità della propria impresa di garantire alla fine del mese un margine sufficiente per mantenersi a galla.

“Come associazione da sempre ci impegniamo per sostenere e aiutare gli imprenditori in maniera concreta – dichiara Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Ancora di più in situazioni come questa in cui la crescita dei prezzi dell’energia e degli idrocarburi affossano i conti delle imprese.

Con il consorzio Ape, che si occupa di calmierare i prezzi dei consumi energetici, riusciamo a dare degli sconti importanti a tutte le imprese che hanno scelto di partecipare. Con il consorzio Craav, che invece associa gli autotrasportatori, riusciamo a garantire scontistiche sul costo dei ricambi (fino al 30%), dell’assicurazione (50%) e dei carburanti. Riduzione dei costi che sono significative, pure se possono sembrare una goccia nel mare degli aumenti.

Siamo convinti infatti, e la realtà ce lo dimostra, che stando insieme si è più forti, e si riesce a far fronte anche alle situazioni più difficili. Gli artigiani lo sanno bene e sono centinaia gli associati all’uno e all’altro consorzio solo nelle due province. Ma la forza della nostra azione è necessariamente legata al numero dei nostri associati e le nostre strutture sono sempre pronte ad accogliere nuovi soci.

Nel frattempo non ci occupiamo di una situazione tanto difficile solo tramite i nostri consorzi: Cna prosegue con costanza la sua pressione sulle istituzioni per ottenere la giusta attenzione ai problemi di un settore dell’imprenditoria che è e rimane un pilastro strategico dello sviluppo e del benessere delle nostre comunità”.

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20Apr

GUERRA: ALLE IMPRESE PADOVANE E POLESANE COSTA OLTRE 3 MLN DI EURO A SETTIMANA

20/04/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 91

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo relative solamente al costo della materia prima energia (gas ed elettricità) il conflitto voluto dagli Usa e da Israele in Iran e Libano rischia di costare alle circa 84 mila imprese attive del Padovano (sedi d’impresa), quasi 161 milioni di euro nel 2026. Una cifra pari a 13,4 milioni di euro al mese, oltre 3 milioni a settimana.

Montagnin, Cna Padova e Rovigo: “Non c’è più tempo da perdere, il Governo intervenga a supporto di un sistema produttivo che negli ultimi 5 anni ha subito una serie di colpi pesantissimi. Energia, credito, export le priorità per le imprese”.

Il Conflitto voluto dagli Usa e da Israele in Iran e Libano rischia di costare alle circa 84 mila imprese attive del Padovano (sedi d’impresa), quasi 161 milioni di euro nel 2026. Una cifra pari a 13,4 milioni di euro al mese, oltre 3 milioni a settimana.

Sono queste le stime, per altro prudenziali, che l’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo, ha estrapolato sulla base dei dati di Terna, Arera, Mase, Istat e GME e relative solamente al costo della materia prima energia (gas ed elettricità) escludendo quindi tutti gli altri elementi che compongono la bolletta energetica che le imprese devono pagare periodicamente (il costo finale della bolletta per l’energia elettrica si può stimare che oscilli tra 1,7 e 2,2 volte il prezzo della materia prima).

A marzo 2026 fare una stima prudenziale dei costi era stato il Consorzio APE, il consorzio per l’acquisto di energia di Cna presente in 4 regioni italiane (Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Trento, Piemonte Nord, Friuli Venezia Giulia) che associa oltre 600 di imprese artigiane.

La simulazione riguardava tre tipologie tipiche gestite dal Consorzio APE: una piccola impresa metalmeccanica con 6/7 dipendenti e altrettante macchine a controllo numerico, una autocarrozzeria artigiana senza cabine di verniciatura a forno, uno studio di estetica con 3/4 dipendenti e altrettante cabine abbronzanti.

E i numeri, pure prudenti, facevano già tremare le vene ai polsi: a partire dal secondo trimestre dell’anno, da aprile quindi, gli incrementi medi erano stimati per lo meno del +58% per l’elettricità e del 70% per il Gas.

In soldoni si tratterebbe di aumenti che variano, nel solo secondo trimestre dell’anno, dai 350 euro per un autocarrozzeria artigiana (tra luce e gas) fino ai 1.459 euro per una Pmi del settore meccanico passando per i 454 euro per un centro estetico. Tutto ciò stimando un costo, per l’energia elettrica, di 16 € cent / KWh e per il gas naturale di 70 € cent / Smc.

Una vera e propria tassa sulla guerra che rischia di mettere in ginocchio, ancora una volta un sistema produttivo fino ad ora capace di resistere alle tante incertezze di un quinquennio, l’ultimo, funesto dal altre gravi crisi internazionali (Covid 19 e guerra Russo-Ucraina in primis).

E se, secondo una ricognizione di Cna, è l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari, si registrano aumenti fino al 20% anche per materie prime come rame, ferro, alluminio, carburanti e, in misura un po’ più contenuta, acciaio.

Non solo: sul piano della logistica e dei trasporti, i noli marittimi, secondo le rilevazioni del Drewry World Container Index, continuano a stare su medie ben superiori a quelle del febbraio 2026 (+18,2% medio tra 16 aprile e 28 febbraio 2026). Nel frattempo Cna nazionale ha valutato che la stangata per un Tir che percorra 100 mila km arrivi, per lo meno, a oltre 2.400 euro che potrebbero aumentare fino a altri 13 mila euro e più se la guerra dovesse proseguire ulteriormente.

“Questi aumenti – spiega Luca Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo – stanno dando un altro colpo, durissimo, alle imprese artigiane del territorio. Un colpo che segue ad una serie di altri. Ma il nostro sistema economico e produttivo non è un sacco da box, è un sistema complesso che va supportato per essere messo nelle condizioni di crescere e di restituire alle proprie comunità di riferimento stabilità e ricchezza diffusa. Per questo chiediamo con forza il supporto del Governo nazionale e delle istituzioni locali: proprio ora, in un momento di difficoltà, si vede la capacità di una classe dirigente di dare risposte concrete ai cittadini. Non bastano le iniziative temporanee o una tantum: ci vogliono strumenti concreti per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti, iniziative per facilitare l’accesso al credito delle imprese, soprattutto in questi momenti di difficoltà, interventi che stimolino gli investimenti per lo sviluppo e l’autonomia energetica, supporto all’export e alla diversificazione dei mercati e molto altro ancora. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare ad ascoltare le imprese perché solo con un approccio condiviso ed efficace si può affrontare questa ennesima crisi”.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo relative solamente al costo della materia prima energia (gas ed elettricità) il conflitto voluto dagli Usa e da Israele in Iran e Libano rischia di costare alle circa 21.600 mila imprese attive del Rodigino (sedi d’impresa), oltre 32 milioni di euro nel 2026. Una cifra pari a più di 2,6 milioni di euro al mese.

Montagnin, Cna Padova e Rovigo: “Non c’è più tempo da perdere, il Governo intervenga a supporto di un sistema produttivo che negli ultimi 5 anni ha subito una serie di colpi pesantissimi. Energia, credito, export le priorità per le imprese”

Il Conflitto voluto dagli Usa e da Israele in Iran e Libano rischia di costare alle circa 21.600 mila imprese attive del Rodigino (sedi d’impresa), oltre 32 milioni di euro nel 2026. Una cifra pari a più di 2,6 milioni di euro al mese.

Sono queste le stime, per altro prudenziali, che l’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo, ha estrapolato sulla base dei dati di Terna, Arera, Mase, Istat e GME e relative solamente al costo della materia prima energia (gas ed elettricità) escludendo quindi tutti gli altri elementi che compongono la bolletta energetica che le imprese devono pagare periodicamente (il costo finale della bolletta per l’energia elettrica si può stimare che oscilli tra 1,7 e 2,2 volte il prezzo della materia prima).

A marzo 2026 fare una stima prudenziale dei costi era stato il Consorzio APE, il consorzio per l’acquisto di energia di Cna presente in 4 regioni italiane (Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Trento, Piemonte Nord, Friuli Venezia Giulia) che associa oltre 600 di imprese artigiane.

La simulazione riguardava tre tipologie tipiche gestite dal Consorzio APE: una piccola impresa metalmeccanica con 6/7 dipendenti e altrettante macchine a controllo numerico, una autocarrozzeria artigiana senza cabine di verniciatura a forno, uno studio di estetica con 3/4 dipendenti e altrettante cabine abbronzanti.

E i numeri, pure prudenti, facevano già tremare le vene ai polsi: a partire dal secondo trimestre dell’anno, da aprile quindi, gli incrementi medi erano stimati per lo meno del +58% per l’elettricità e del 70% per il Gas.

In soldoni si tratterebbe di aumenti che variano, nel solo secondo trimestre dell’anno, dai 350 euro per un autocarrozzeria artigiana (tra luce e gas) fino ai 1.459 euro per una Pmi del settore meccanico passando per i 454 euro per un centro estetico. Tutto ciò stimando un costo, per l’energia elettrica, di 16 € cent / KWh e per il gas naturale di 70 € cent / Smc.

Una vera e propria tassa sulla guerra che rischia di mettere in ginocchio, ancora una volta un sistema produttivo fino ad ora capace di resistere alle tante incertezze di un quinquennio, l’ultimo, funesto dal altre gravi crisi internazionali (Covid 19 e guerra Russo-Ucraina in primis).

E se, secondo una ricognizione di Cna, è l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari, si registrano aumenti fino al 20% anche per materie prime come rame, ferro, alluminio, carburanti e, in misura un po’ più contenuta, acciaio.

Non solo: sul piano della logistica e dei trasporti, i noli marittimi, secondo le rilevazioni del Drewry World Container Index, continuano a stare su medie ben superiori a quelle del febbraio 2026 (+18,2% medio tra 16 aprile e 28 febbraio 2026). Nel frattempo Cna nazionale ha valutato che la stangata per un Tir che percorra 100 mila km arrivi, per lo meno, a oltre 2.400 euro che potrebbero aumentare fino a altri 13 mila euro e più se la guerra dovesse proseguire ulteriormente.

“Questi aumenti – spiega Luca Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo – stanno dando un altro colpo, durissimo, alle imprese artigiane del territorio. Un colpo che segue ad una serie di altri. Ma il nostro sistema economico e produttivo non è un sacco da box, è un sistema complesso che va supportato per essere messo nelle condizioni di crescere e di restituire alle proprie comunità di riferimento stabilità e ricchezza diffusa. Per questo chiediamo con forza il supporto del Governo nazionale e delle istituzioni locali: proprio ora, in un momento di difficoltà, si vede la capacità di una classe dirigente di dare risposte concrete ai cittadini. Non bastano le iniziative temporanee o una tantum: ci vogliono strumenti concreti per calmierare i prezzi dell’energia e dei carburanti, iniziative per facilitare l’accesso al credito delle imprese, soprattutto in questi momenti di difficoltà, interventi che stimolino gli investimenti per lo sviluppo e l’autonomia energetica, supporto all’export e alla diversificazione dei mercati e molto altro ancora. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna rimboccarsi le maniche e iniziare ad ascoltare le imprese perché solo con un approccio condiviso ed efficace si può affrontare questa ennesima crisi”.

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16Apr

CHIUSURA UFFICI VENERDÌ 24 APRILE 2026

16/04/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 82

IL SERVIZIO FATTURAZIONE ELETTRONICA È SOSPESO

Per gli associati con Servizi Paghe (o senza dipendenti con titolare assicurato Inail, che abbia delegato CNA di Padova o di Rovigo)

 

Informazione importanti sugli infortuni

Come noto, il termine per presentare la denuncia di infortunio è di due giorni lavorativi dal momento in cui il datore di lavoro ha informazione diretta del fatto o da quando il datore di lavoro riceve il certificato di infortunio.

Pertanto, qualora l’azienda venisse a conoscenza di un infortunio accaduto ad un proprio dipendente e/o collaboratore nella giornata di venerdì 24/04/2026, dovrà aver cura di contattare tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento, nella giornata di lunedì 27/04/2026 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge.

In caso invece di infortunio mortale o con pericolo di morte, il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente segnalare l’evento alla sede INAIL competente entro ventiquattro ore con qualunque mezzo che consenta di comprovarne l’invio, fermo restando comunque l’obbligo di inoltro della denuncia/comunicazione nei termini e con le modalità di legge (art.53, comma 1 e 2, Testo unico 1124/1965).

Nel sito www.cnapadova.it – Servizi alle Imprese – Comunicazioni Urgenti è disponibile il modulo di comunicazione di infortunio a mezzo PEC con le relative istruzioni da inviare a cura del datore di lavoro via PEC o raccomandata A/R alla sede INAIL competente.

INAIL PADOVA via Nancy 2 – 35131 Padova
PADOVA@POSTACERT.INAIL.IT

INAIL ROVIGO viale Delle Industrie 1 – 45100 Rovigo ROVIGO@POSTACERT.INAIL.IT

Per le aziende site in territori diversi dalla provincia di Padova e Rovigo, si prega di fare riferimento alla sede INAIL competente (esempio: azienda sita a Venezia – INAIL VENEZIA via della Pila 51, 30175 VENEZIATERRAFERMA@POSTACERT.INAIL.IT)

Nella compilazione del modulo sarà sufficiente inserire solo i dati certi e di cui si è assolutamente sicuri, anche se fossero i soli riferimenti sommari del lavoratore e dell’infortunio: ricordiamo infatti che viene sanzionato con una multa di oltre 1.000,00 euro il mancato invio nei termini della denuncia di infortunio, ma non l’incompleta compilazione del modulo.

Alla ripresa dell’attività nella giornata di lunedì 27/04/2026 andrà contattato tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di legge inerenti all’infortunio sul lavoro. Grazie.

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15Apr

REPERIMENTO MANODOPERA, NETWORKING E GIOVANI: AL VIA COLLABORAZIONE CON CNA BOLOGNA

15/04/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 82

Un “gemellaggio” e una collaborazione all’insegna del sostegno alle aziende che faticano a reperire manodopera, dei giovani imprenditori e del networking tra imprese. E’ questo l’obiettivo dell’accordo siglato ieri tra la CNA di Bologna e la CNA di Padova e Rovigo.

Lo scorso anno CNA Bologna ha organizzato con successo l’evento “Career Day”, supportato da una piattaforma digitale per la gestione dei colloqui e delle interazioni tra studenti, disoccupati e imprese. Ormai è nota la difficoltà delle imprese a reperire manodopera specializzata. CNA, lanciando il progetto “Io Scelgo Artigiano”, sta mettendo in campo tutte le sue partnership e sta organizzando iniziative per favorire l’incontro tra chi cerca lavoro, chi lo farà tra qualche anno e chi cerca personale per la sua impresa. Il progetto “Io Scelgo Artigiano” si colloca nel contesto più ampio del progetto della CNA Nazionale “Artigianato & Scuola”.

CNA Bologna inoltre in questi anni ha maturato una notevole esperienza nell’organizzazione di eventi di networking e di formazione dedicati in particolare all’imprenditoria giovanile. Alle iniziative “Eat to Meet” e “Drink to Meet” organizzati da CNA Giovani Imprenditori hanno partecipato centinaia di aziende che, utilizzando l’originale formula dello “speed date”, si sono seduti a tavola oppure davanti ad un aperitivo. Un’occasione per conoscersi, per scambiarsi le proprie esperienze imprenditoriali, per collaborare successivamente. Del resto il “fare rete con altre aziende simili alla nostra” è una delle principali richieste che proviene dall’imprenditoria giovanile associata a CNA.

CNA Padova e Rovigo, riconoscendo l’efficacia di tali iniziative, intende replicarle sul proprio territorio e quindi ha manifestato l’interesse ad avvalersi dell’esperienza e del know how di CNA Bologna, che si è dichiarata disponibile e metterà a disposizione le sue conoscenze. Sarà una collaborazione di “reciprocità” in quanto CNA Padova e Rovigo a sua volta metterà a conoscenza le sue attività in particolare nella relazione tra le imprese e le scuole.

Tutto questo è stato sancito dalla firma sul protocollo di intesa tra le due CNA, siglato da Claudio Pazzaglia Direttore Generale CNA Bologna e Matteo Rettore Segreterio Generale CNA Padova e Rovigo.

“La difficoltà che hanno le imprese nel trovare manodopera è un tema rilevante per le aziende bolognesi così come per quelle di Padova e Rovigo – ha commentato Claudio Pazzaglia Direttore Generale di CNA Bologna –. Fa dunque piacere che il nostro format del Career Day sia stato apprezzato da CNA Padova e Rovigo. Scambiarsi delle buone prassi tra CNA territoriali è un valore aggiunto per la nostra associazione e quindi abbiamo aderito convinti a questa intesa che siamo sicuri porterà buoni risultati”.

“Al di là degli slogan, in CNA Bologna abbiamo trovato disponibilità vera – ha aggiunto Matteo Rettore Segretario Generale di CNA Padova e Rovigo -. L’esperienza maturata da CNA Bologna è molto importante e certamente porterà valore alle nostre imprese. Anche CNA Padova e Rovigo è attenta al dialogo tra le aziende e gli studenti, abbiamo organizzato incontri delle imprese nelle scuole, molto targetizzati in base all’indirizzo scolastico e alle esigenze delle aziende. Insomma siamo sicuri che sarà una collaborazione molto proficua”.

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13Apr

IMPRESE UNDER 35: DAL 2015 -17,8% A PADOVA E -39% A ROVIGO, SERVE SOSTEGNO PER IL FUTURO DEL TERRITORIO

13/04/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 89

Nel Padovano le imprese under 35 calano a 6.060 unità nel 2025 (- 2,8% sul 2019 e -1,8% rispetto al 2024) ma le differenze tra territori sono evidenti: la migliore è l’area dei Colli Euganei (+9,4% sul 2019), segue l’Alta Padovana (+3,5%). In negativo rispetto al 2019 la Bassa Padovana (-12,3%), il Piovese (-5,9%) e l’area centrale del capoluogo che, pure rappresentando quella con il maggior numero di imprese giovanili (2.379), segna una flessione del -2,0% .

Montagnin, Cna Padova e Rovigo: “Per garantire un futuro al nostro territorio non bastano interventi “una tantum” ma strumenti che possano garantire stabilità e continuità nel tempo.  Interventi che non sono costi aggiuntivi ma investimenti per il benessere del nostro tessuto economico”.

Padova, 11 aprile 2026  – Sono 6.060 le imprese giovanili attive in provincia di Padova. L’area può contare a tutt’oggi su di un tasso medio di imprenditorialità del 7,3%, superiore a quello osservato in contesti più periferici.

E tuttavia, tra il 2015 e il 2025, le imprese giovanili sono diminuite del 17,8%, un calo comunque rilevante. Rispetto al 2019 la flessione è limitata al -2,8%, mentre tra 2024 e 2025 si registra un calo molto lieve (-1,8%), sostanzialmente in linea con quello delle imprese totali. Numeri che, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo su dati della Camera di Commercio di Padova, suggeriscono una certa capacità di tenuta del sistema imprenditoriale giovanile, probabilmente favorita da un contesto economico più diversificato e attrattivo.

La distribuzione settoriale mostra valori assoluti elevati nei comparti del commercio (1.364 imprese) e delle costruzioni (820), ma emergono con particolare evidenza, dal punto di vista della concentrazione relativa, i servizi: le attività amministrative e di supporto raggiungono il valore più elevato (12,0%), seguite da altre attività di servizi (11,1%) e dai servizi di alloggio e ristorazione e dalle attività artistiche (entrambe al 10,1%). Significativa è anche la presenza nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (10,5%), segnale di una componente imprenditoriale giovanile orientata verso settori a maggiore contenuto di competenze.

L’analisi territoriale interna conferma una realtà eterogenea. L’Alta Padovana presenta il tasso di imprenditorialità più elevato (8,0%) e una crescita delle imprese giovanili rispetto al 2019 (+3,5%), nonostante una lieve diminuzione della popolazione giovane. Anche l’area dei Colli mostra una dinamica molto positiva (+9,4%), indicando una vivacità imprenditoriale significativa. Al contrario, la Bassa Padovana evidenzia una contrazione più marcata (-12,3%), mentre il Piovese registra un calo più contenuto (-5,9%). L’area centrale, pur rappresentando quella con il maggior numero di imprese giovanili (2.379), mostra una leggera flessione (-2,0%), a fronte però di una crescita consistente della popolazione giovane (+7,8%).

Nel complesso provinciale, la diminuzione delle imprese giovanili (-2,2% rispetto al 2019) si accompagna a un aumento della popolazione giovane (+3,8%), suggerendo che, pur in presenza di un bacino demografico più ampio, non molti giovani scelgono la via imprenditoriale. Ciò evidenzia l’importanza di politiche che incentivino la creazione d’impresa e riducano le barriere all’ingresso.

“Questi dati, se confrontati con quelli della fuga dei cervelli (che al Veneto costa 1,5 mld di euro l’anno) ci ricordano, tra le altre cose, che ad andare all’estero e a non tornare più non sono solo i futuri giovani lavoratori dipendenti ma anche i futuri imprenditori – spiega Luca Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo. – In passato non ci siamo accorti dell’inverno demografico che ha colpito le nostre imprese quando cercano dipendenti. Ora sarebbe bene evitare di non vedere l’inverno demografico delle nostre imprese che già ora, per lo meno per un terzo, sono guidate da over 65. In questo senso l’attenzione all’imprenditoria giovanile è strategica. Oltre quindi all’iniziativa della Borsa Lavoro è necessario mettere sul tavolo strumenti che sostengano l’imprenditoria giovanile. Strumenti  “una tantum” come i bandi attualmente presenti sono positivi ma ci vuole una programmazione che possa garantire stabilità e continuità nel tempo anche a chi decide di avviare un’impresa a prescindere dalle finestre temporali dei bandi: agevolazioni fiscali stabili e supporto all’accesso al credito per gli imprenditori under 35, strumenti come i fondi di rotazione e tanto altro ancora non devono essere visti come costi aggiuntivi ma come investimenti per il futuro del nostro tessuto economico. Ai giovani bisogna dare un’idea di futuro, e le attività che sono state implementate in aree come l’Alta Padovana e l’area dei Colli Euganei hanno prodotto una fiducia che muove la voglia d’impresa dei giovani. Una condizione necessaria se si vuole pensare al futuro dei territori in una chiave positiva”.

Nel Rodigino le imprese under 35 calano a 1.476 unità nel 2025 (- 25,3% sul 2019 e -4,9% rispetto al 2024) ma le differenze tra territori sono evidenti: il migliore è il Basso Polesine (-9,3% sul 2019), segue l’Alto Polesine (-15,7%). Peggio della media della provincia  il Medio Polesine (-29,7%) .

Montagnin, Cna Padova e Rovigo: “Per garantire un futuro al nostro territorio non bastano interventi “una tantum” ma strumenti che possano garantire stabilità e continuità nel tempo.  Interventi che non sono costi aggiuntivi ma investimenti per il benessere del nostro tessuto economico”.

Rovigo, 11 aprile 2026  – L’imprenditoria giovanile del Rodigino registra una drastica caduta, sia rispetto al 2015 che rispetto al pre Covid (2019). A dirlo un’analisi dell’Ufficio Studi di Cna Padova e Rovigo elaborata sulla base dei dati della Camera di Commercio di Venezia Rovigo.

Al 31 dicembre 2025 le imprese giovanili attive nel Rodigino sono complessivamente 1.476, con un tasso medio di imprenditorialità del 6,8%. Rispetto al 2015 la diminuzione è del 39%, un calo molto più marcato rispetto a quello delle imprese totali (-15,1%). Anche nel confronto con il 2019 (-25,3%) e con il 2024 (-4,9%) si conferma una tendenza negativa più intensa per la componente giovanile. Tutto ciò a fronte di una sostanziale stabilità della popolazione giovane (-1,7% rispetto al 2019), suggerendo che il problema non sia solo demografico ma anche legato al contesto economico e alle condizioni per fare impresa.

Tra le cause individuate della progressiva difficoltà dei giovani ad avviare o mantenere attività imprenditoriali, si evidenziano un mix di fattori strutturali come accesso al credito, instabilità economica, cambiamenti demografici e attrattività limitata del territorio.

 

E tuttavia il confronto tra le diverse aree della provincia mette in luce alcune differenze. Il Basso Polesine si distingue per il tasso più elevato di imprenditorialità giovanile (7,9%) e una propensione particolarmente alta (57,4 imprese ogni 1.000 giovani), segnale di un contesto in cui, pur a fronte di una riduzione della popolazione giovanile (-9,3%), chi resta tende maggiormente a intraprendere. Al contrario, nel Medio Polesine si registra il calo più marcato di imprese giovanili (-29,7%), nonostante una lieve crescita della popolazione giovane (+1,1%), evidenziando un possibile disallineamento tra presenza di giovani e opportunità imprenditoriali. L’Alto Polesine mostra una situazione intermedia, con una diminuzione più contenuta delle imprese (-15,7%) e una leggera crescita demografica giovanile.

Anche dal punto di vista settoriale, emergono alcune specializzazioni interessanti: i livelli più elevati del tasso di imprenditorialità (il numero di giovani in relazione al numero di imprese giovanili) si registrano nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (10,5%) e nei servizi amministrativi e di supporto (10,1%), seguiti da altri servizi (9,3%) e dal settore dell’alloggio e ristorazione (8,9%). Questi dati suggeriscono una certa propensione dei giovani verso attività a maggiore contenuto di servizio e, in parte, di conoscenza, anche se rimane significativa la presenza nei settori tradizionali come agricoltura (371 imprese) e commercio (286 imprese), che rappresentano ancora pilastri dell’economia locale.

“Questi dati, se confrontati con quelli della fuga dei cervelli (che al Veneto costa 1,5 mld di euro l’anno) ci ricordano, tra le altre cose, che ad andare all’estero e a non tornare più non sono solo i futuri giovani lavoratori dipendenti ma anche i futuri imprenditori – spiega Luca Montagnin, Presidente di Cna Padova e Rovigo. – In passato non ci siamo accorti dell’inverno demografico che ha colpito le nostre imprese quando cercano dipendenti. Ora sarebbe bene evitare di non vedere l’inverno demografico delle nostre imprese che già ora, per lo meno per un terzo, sono guidate da over 65. In questo senso l’attenzione all’imprenditoria giovanile è strategica. Oltre quindi all’iniziativa della Borsa Lavoro è necessario mettere sul tavolo strumenti che sostengano l’imprenditoria giovanile. Strumenti  “una tantum” come i bandi attualmente presenti sono positivi ma ci vuole una programmazione che possa garantire stabilità e continuità nel tempo anche a chi decide di avviare un’impresa a prescindere dalle finestre temporali dei bandi: agevolazioni fiscali stabili e supporto all’accesso al credito per gli imprenditori under 35, strumenti come i fondi di rotazione e tanto altro ancora non devono essere visti come costi aggiuntivi ma come investimenti per il futuro del nostro tessuto economico. Ai giovani bisogna dare un’idea di futuro, e le attività che per esempio sono state implementate in aree come ad esempio quella del Delta del Po e del Basso Polesine, hanno creato un clima di fiducia che muove la voglia d’impresa dei giovani. Una condizione necessaria se si vuole pensare al futuro dei territori in una chiave positiva”.

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07Apr

GENERAZIONI IN CONNESSIONE: PADOVA E ROVIGO PERDONO QUASI 12 MILA GIOVANI TRA 2011 E 2024

07/04/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 84

L’assessore alla Formazione della Regione del Veneto Valeria Mantovan, l’economista Gianluca Toschi e gli imprenditori di Cna si incontrano il 7 aprile alle 18:00  a Porto Viro, presso l’azienda Tecnoclimap Snc, per un evento dal titolo “Generazioni in connessione: gestire il cambiamento tra sfide e opportunità”.

Montagnin, Cna Padova e Rovigo: “L’emorragia di giovani costa al Veneto oltre 1,5 mld di euro l’anno. Imprese, categorie e Politica devono lavorare insieme per trattenere i giovani sui loro territori anche favorendo i passaggi generazionali in azienda e stimolando l’imprenditorialità giovanile”.

Padova, 6 aprile 2026  – La fuga dei giovani padovani e rodigini verso l’estero non si arresta. In 14 anni, tra 2011 e 2024, ad abbandonare le due province per andare a cercare fortuna fuori dai confini nazionali sono stati ben 11.716 giovani tra i 18 e i 34 anni. Secondo i dati dell’ultimo report del Cnel su “l’Attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, si tratta di quasi 10mila giovani padovani (9.961) e poco meno di 2mila rodigini (1.755).

In Veneto nello stesso arco di tempo si parla di 55.832 giovani con un saldo negativo (tra emigrati e immigrati) di 40.488 under 35.

Ma non sono solo i numeri assoluti a preoccupare. Più inquietante ancora è la progressione spaventosa del numero dei giovani emigranti dei due territori: a Padova nel 2011 erano solo 294 gli under 34 che abbandonavano il paese, nel 2024 arrivavano a 1.232. La crescita percentuale è addirittura del 320%, in pratica oltre 4 volte tanto.

Non diversa la situazione di Rovigo: nel 2011 i giovani emigranti erano 47, nel 2024 erano diventati 192 e la crescita percentuale è pari ad oltre il 308%. Ed in Veneto, tra 2022 e 2024, oltre il 48% di questi giovani è in possesso di una laurea, spesso conseguita da poco. 

Un’emorragia di forze e menti fresche tanto più drammatica in una fase di inverno demografico come quello che l’intero Paese sta vivendo. Basta guardare alle nascite della provincia di Padova tra 2011 e 2024: i bambini nati in quell’anno erano infatti 1.779, nel 2024 erano stati 1.279. Una flessione che in 14 anni è stata del 27% e più. Non diverso il caso di Rovigo: i nati del 2011 erano stati 335, nel 2024 erano 263. Qui il calo è stato del 21,5%.

 

L’evento:

Proprio per affrontare il tema della capacità dei territori di trattenere le risorse demografiche più fresche, tra ricambio generazionale in azienda e opportunità imprenditoriali per i giovani, Cna Padova e Rovigo si è data appuntamento il prossimo 7 aprile a Porto Viro, presso l’azienda Tecnoclimap Snc, per un evento dal titolo “Generazioni in connessione: gestire il cambiamento tra sfide e opportunità”.

L’incontro, realizzato all’interno del progetto “L’impresa dall’A(I) alla (GEN-)Z”, con il contributo della Camera di Commercio Venezia Rovigo, vedrà la partecipazione dell’assessore della Regione del Veneto alla Formazione Valeria Mantovan, di Gianluca Toschi, docente di Economia internazionale presso l’Università di Padova e di 5 imprenditori del territorio: Emanuela Carlini (Officina Meccanica Carlini), Monia Maniezzi (Zambon Marmi), Massimo Fidelfatti (Termoidraulica Fidelfatti), Nicoletta Pregnolato (Tecnoclimap) ed Elisabetta Pregnolato (TecnoAdria).

Ad aprire il confronto il presidente di Cna Padova e Rovigo Luca Montagnin assieme a Manuela Marangon, titolare di Tecnoclimap che ospita l’evento.

A partire dalle 18:00 l’evento sarà articolato in tre momenti principali: una lettura ampia e attuale del passaggio generazionale e della fuga di capitale umano dal Veneto e dal Polesine, a cura del professor Gianluca Toschi. Un panel di approfondimento con testimonianze di imprenditori. Un dialogo con la politica insieme all’Assessore della Regione del Veneto Valeria Mantovan.

Un’occasione per far emergere proposte concrete e spunti di riflessione condivisi, utili a costruire possibili indirizzi e istanze da portare all’attenzione delle istituzioni.

Il Commento:

“Il tema della fuga all’estero dei giovani, le forze più fresche e innovative dei nostri territori, deve essere affrontato con serietà – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – Senza interventi concreti a perderci è l’intero sistema economico e culturale del territorio. Il Cnel nel suo ultimo rapporto sull’Attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati” indica anche una stima dei costi di questa emorragia: per il solo Veneto si tratta di una perdita di valore di oltre 1,5 miliardi di euro l’anno. Come Cna da tempo lavoriamo per arginare questo fenomeno. Lo facciamo attraverso l’accompagnamento delle imprese verso un passaggio generazionale sereno e ben valutato, attraverso una serie di iniziative che mirano a stimolare l’imprenditorialità nei giovani, attraverso un confronto continuo tra istituzioni delle formazione e mondo delle imprese. Ma le nostre iniziative da sole non bastano: la politica deve intervenire a tutti i livelli, dal Governo nazionale fino agli Enti Locali, per contribuire a invertire una tendenza che rischia di essere una delle cause principali di una potenziale futura desertificazione economica di territori, i nostri, che sono tra i più ricchi di imprese e di capacità innovativa dell’intero continente ”.

 

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30Mar

GUERRA IRAN: RINCARI A DOPPIA CIFRA SU TUTTE MATERIE PRIME, ARTIGIANI STRETTI TRA COSTI IN AUMENTO E ORDINI IN CRISI

30/03/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 81

Rame, ferro, alluminio e carburanti ma pure acciaio, legno e costi della logistica. Materie prime, noli marittimi e ordinativi iniziano a subire gli effetti di una guerra che dura ormai da circa un mese senza che se ne intraveda una conclusione concreta e gli Artigiani iniziano a fare i conti con costi in aumento (fino al 20-25%) e ordini che rallentano.

Montagnin Cna Padova e Rovigo: “Gli artigiani rischiano di trovarsi di fronte ad un’altra tempesta perfetta da cui non è detto abbiamo la forza di rialzarsi rapidamente. Governo intervenga su energia e carburanti, credito e materie prime”.

Padova, 29 marzo 2026 – Ad un mese dall’inizio della guerra voluta da Israele e Stati Uniti contro l’Iran l’economia globale sta vacillando e gli artigiani di Padova e Rovigo iniziano a pagare il conto di una situazione le cui prospettive sono a tutt’oggi estremamente incerte.

Secondo una ricognizione di Cna effettuata nei giorni scorsi è l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi un po’ più contenuti per l’acciaio. Ma non va per nulla bene neppure sul piano della logistica e dei trasporti, con noli marittimi in crescita per la quarta settimana consecutiva. L’ultima rilevazione del Drewry World Container Index, quella del 26 marzo 2026, mostra una crescita dell’indice composito del 5% in una sola settimana, fino a toccare i 2.279 dollari per container da 40 piedi.

Gli aumenti più marcati si registrano sulle rotte Asia-Europa. La direttrice Shanghai-Genova ha subito un incremento del 12% in una sola settimana, portando il costo a 3.474 dollari per un container da 40 piedi: si tratta dell’incremento settimanale più elevato tra tutte le principali rotte globali analizzate.

 

Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15% dopo mesi di crescita costante.

Altro elemento di preoccupazione è l’incertezza sulla disponibilità delle materie prime e la variabilità dei listini con quotazioni che sono valide solo per 24 ore per alcuni prodotti come tubazioni, raccordi in Pvc e così via.

 

“Già dalla fine dell’anno scorso abbiamo iniziato ad assistere ad un incremento del legname per gli imballaggi, lo stesso usato per l’edilizia, che è arrivato ormai ad un +20-25% – spiega Umberto Zampieri, responsabile produzione e operazioni presso Imballaggi Zampieri Srl di Villafranca Padovana e dirigente di Cna. – Per il nostro settore, quello degli imballaggi per le spedizioni internazionali di prodotti dell’industria, si fa sentire anche l’incremento delle materie prime per i ‘sacchi barriera”, incrementi che nelle ultime settimane hanno superato il +13%. Poi ci sono gli accessori, indispensabili per i trasporti navali, le minuterie e così via che galoppano a ritmi preoccupanti. Per ora non abbiamo problemi di ordini ma i primi segnali ci arrivano: una spedizione importante di un nostro cliente in Medio Oriente è ferma per l’impossibilità di una consegna in loco a seguito della guerra. Le spedizioni per le Americhe non segnano battute d’arresto ma alcuni clienti e per specifici prodotti preferiscono la spedizione via aerea che via nave, pure se più costosa”.

 

L’impatto si fa invece più stringente per chi fa produzione.

“Facciamo attrezzature in acciaio inossidabile per il mondo ospedaliero, per i supermercati e produciamo piccole lavatrici industriali su nostro disegno – spiega Sante Venturato fondatore della Vemec di Stanghella (Pd) e presidente del consorzio Ape di Cna Padova e Rovigo. – Le materie prime che usiamo per i nostri prodotti (acciaio inox, pompe piedini, cerniere, battenti) sono cresciute fino al +15% dall’inizio della guerra in Iran. Sul piano energetico siamo preoccupati, certamente, ma ci siamo pure attrezzati per tempo con impianti fotovoltaici e macchinari di ultima generazione. Quello che inquieta è il calo degli ordini. I nostri telefoni squillano quasi ogni minuto per le richieste di piccoli e grandi clienti storici. Beh, da un paio di settimane a questa parte i nostri telefoni sono muti o quasi. Abbiamo sempre rifiutato nuovi clienti ma ora ci troviamo nella condizione di aprire a nuovi partner”.

 

Un approccio molto diverso invece è quello di chi progetta, realizza e installa impianti per il settore alimentare in tutto il mondo come la Sarp di Giovanni Salvalaggio.

 

“I tempi di chiusura dei nostri contratti sono medio lunghi, circa 6 mesi ad impianto – spiega Salvalaggio imprenditore e Coordinatore area Alta Padovana di Cna Padova e Rovigo. – Sul piano energetico ci siamo attrezzati da tempo con impianti da fonti rinnovabili che ci mettono al riparo dalle fluttuazioni dei costi ma le materie prime sono un’altra storia: per ora non abbiamo registrato incrementi drammatici ma se le cose dovessero continuare il problema diventerebbe serio: non sempre è facile scaricare sui clienti i costi aggiuntivi e nel caso nostro dovremmo farlo su contratti già siglati, il ché è ancora più piacevole. Non vorremmo doverci vedere costretti a farlo tanto più in un contesto in cui tutte le filiere si troverebbero ad aumentare ulteriormente costi già importanti”.

 

E se ancora nessuna realtà imprenditoriale si dice pronta, attualmente, ad attivare ammortizzatori sociali per affrontare questa crisi, il futuro in questo caso più che mai è davvero incerto.

 

“L’incertezza è oramai una condizione connaturata alla nostra quotidianità di imprenditori – conclude Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – ma di sicuro non giova allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita del nostro tessuto economico. Questa ulteriore guerra rischia di essere una potenziale catastrofe per tutto il nostro sistema. Un sistema fatto di piccole e piccolissime imprese che rimane strategico per il nostro territorio e per l’equilibrio socio economico delle nostre comunità che rischia di trovarsi immerso ancora una volta in una tempesta perfetta da cui non è detto possa rialzarsi rapidamente. In un contesto come questo chiediamo al Governo di preparare interventi a sostegno delle imprese: sul credito, con una moratoria per chi perde fatturato e incentivi per chi riesce a investire, sull’energia, con l’introduzione di un calmiere sul prezzo della corrente, ma anche sui carburanti e sulle materie prime”.

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27Mar

SICUREZZA INFORMATICA: «SEMPRE PIÙ ATTACCHI PER EFFETTO DEI CONFLITTI, IL PERICOLO NELLE EMAIL»

27/03/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 83

«La nostra generazione, e anche quella attuale, non ha mai ricevuto una vera formazione informatica. Non parlo di imparare a programmare, ma di conoscere i rischi e i comportamenti corretti. È come se in Italia tutti guidassero senza aver mai fatto l’esame della patente: nove volte va bene, la decima sbagli e fai un incidente».

A tracciare il punto della situazione è Cédric Boniolo, imprenditore e presidente della categoria Terziario avanzato della Cna Padova e Rovigo. Il motivo per cui le truffe informatiche dilagano, secondo Boniolo, è estremamente semplice: «Siamo una generazione di cittadini e lavoratori che utilizza strumenti digitali senza avere piena consapevolezza dei rischi. Un esempio banale: continuiamo a aprire incautamente mail rischiose, a cliccare link che “sembrano” della nostra banca, ad usare l’home banking senza la dovuta attenzione. Sappiamo che esistono le truffe, lo ripetono ogni giorno. Eppure continuiamo a sbagliare: è un fattore culturale».


GLI EFFETTI DELLA GUERRA

Nell’ultimo periodo gli attacchi informatici, soprattutto alle aziende, si sono intensificati anche per effetto dei conflitti internazionali – dice infatti Boniolo – aumentando insieme alle tensioni internazionali. I Paesi in conflitto utilizzano sempre di più gli attacchi informatici sia per destabilizzare gli Stati sia per fare soldi. I dati di InfoCamere lo confermano». Tra i rischi più gravi per le imprese c’è il ransomware: «Apri una mail pensando sia della banca, invece installi un virus che cripta tutti i dati e poi chiedono un riscatto, spesso in criptovalute. Per un’azienda può essere un danno enorme».


LA PREVENZIONE

Proprio per questo, sostiene Boniolo, le imprese devono attrezzarsi anche sul piano della prevenzione economica. «Oltre alla formazione, diventa sempre più importante dotarsi di assicurazioni cyber. Non sono ancora molto diffuse, ma sono uno strumento che può fare la differenza quando succede qualcosa. Perché il fenomeno non si fermerà: cambierà forma, ma continuerà a crescere».

Sul fronte della formazione, invece, l’associazione di categoria è già molto presente: «Con Innova Hub – conclude Boniolo – stiamo organizzando molti corsi per le aziende sul cybersicurezza e sui comportamenti corretti da tenere quando si usa un computer o uno smartphone. Come artigiani facciamo il possibile per aiutare le imprese, ma come detto serve anche un cambio di passo culturale, che richiede un impegno più ampio, anche da parte delle istituzioni».

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25Mar

SCADENZA MUD 2026: METTITI AL SICURO CON CNA

25/03/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 83

Il 3 luglio 2026 scade il termine per la presentazione del MUD 2026 (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), relativo ai rifiuti speciali prodotti, recuperati o smaltiti nel corso del 2025.

Sappiamo che la gestione burocratica dei rifiuti può essere un rompicapo, tra vecchi registri cartacei e nuovi modelli RENTRI. Per questo, TECNA e CNA Padova e Rovigo mettono a disposizione un servizio di consulenza qualificata per la compilazione e l’invio telematico della pratica.

Per garantire il rispetto della scadenza nei termini di legge, abbiamo la necessità di ricevere la documentazione completa (registri, formulari e, dove previsto, modello Excel RENTRI) il prima possibile. 

Termine ultimo per la consegna: entro e non oltre il 15 aprile 2026.

Oltre questa data, non potremo garantire la presentazione della dichiarazione entro i termini previsti.

Se hai dubbi o domande il nostro Ufficio Ambiente è a disposizione per supportarti in ogni passaggio. Non esitare a scriverci all’indirizzo ambiente@pd.cna.it, indica la tua richiesta e un nostro consulente ti ricontatterà al più presto.

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16Mar

LA GUERRA IN IRAN, DA APRILE, RISCHIA DI COSTARE AGLI ARTIGIANI AUMENTI DEL GAS E DELL’ELETTRICITÀ TRA IL 60 E IL 70%

16/03/2026 Nicolo Ruffin In evidenza, News 79

Il Consorzio APE, consorzio per l’acquisto di energia di Cna Padova e Rovigo, ha realizzato una simulazione prudenziale dell’aumento dei costi dell’energia per un’impresa metalmeccanica artigiana, per un’autocarrozzeria e per uno studio di estetica individuando costi in crescita, a partire dal prossimo trimestre, mediamente del 58% per l’elettricità e del 70% per il gas. Si tratta di incrementi, prudenziali, che vanno dai 500 ai 1.500 a trimestre a seconda della tipologia di azienda e dei consumi tipici.

 Montagnin Cna Padova e Rovigo: “Rischiamo una nuova tempesta perfetta che porterebbe le imprese ad un uso ben più massiccio degli ammortizzatori sociali o addirittura a chiudere i battenti. Noi imprenditori abbiamo bisogno di una politica a sostegno dello sviluppo non di una politica incapace di diplomazia e sorda alle esigenze delle imprese. Questo in Italia, in Europa e nel resto del mondo”.

Padova, 15 marzo 2026 – La guerra in Iran rischia di costare alle imprese artigiane di Padova e Rovigo migliaia di euro in un solo anno, e solo per quanto riguarda il prezzo della materia prima Gas ed Elettricità.

A fare una stima prudenziale dei costi è stato il Consorzio APE, il consorzio per l’acquisto di energia di Cna presente in 4 regioni italiane (Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Trento, Piemonte Nord, Friuli Venezia Giulia) che associa migliaia di imprese artigiane.

La simulazione ha riguardato tre tipologie tipiche gestite dal Consorzio APE: una piccola impresa metalmeccanica con 6/7 dipendenti e altrettante macchine a controllo numerico, una autocarrozzeria artigiana senza cabine di verniciatura a forno, uno studio di estetica con 3/4 dipendenti e altrettante cabine abbronzanti.

E i numeri, pure prudenti, fanno già tremare le vene ai polsi: a partire dal secondo trimestre dell’anno, da aprile quindi, gli incrementi medi saranno per lo meno del +58% per l’elettricità e del 70% per il Gas.

In soldoni si tratterebbe di aumenti che variano, nel solo secondo trimestre dell’anno, dai 350 euro per un autocarrozzeria artigiana (tra luce e gas) fino ai 1459 per una Pmi del settore meccanico passando per i 454 euro per un centro estetico.  Tutto ciò stimando un costo, per l’energia elettrica, di 16 € cent / KWh e per il gas naturale di 70 € cent / Smc.

Va tenuto però presente che il prolungamento dello scenario di guerra in Medio Oriente e penisola Arabica, il possibile allargamento del conflitto e le tensioni sui mercati finanziari potrebbero portare, secondo gli analisti, alla crescita del prezzo dell’energia ben oltre i 20 € cent / KWh e il gas naturale anche a 2 / 2,5 volte rispetto alle quotazioni attuali.

 

E se le diverse associazioni dei consumatori nei giorni scorsi hanno stimato un aumento per le famiglie fino ai 550 – 600 euro annui di spese per le bollette, Cna nazionale ha valutato che la stangata per un Tir che percorra 100 mila km arrivi per lo meno a oltre 2400 euro che potrebbero aumentare fino a altri 13 mila euro e più se la guerra dovesse proseguire ulteriormente.

“La situazione è difficile e già la Von der Leyen ha ricordato che in soli 10 giorni di guerra la Ue ha speso in energia oltre 3 miliardi di euro in più – dichiara Luca Montagnin Presidente di Cna Padova e Rovigo. – Ma se fosse solo una questione di prezzi dell’energia, le nostre imprese avrebbero probabilmente la forza, per lo meno nel breve termine, di incassare l’ennesimo colpo. Il problema è che ci troviamo di fronte ad un contesto in cui questa nuova stangata si aggiunge alle politiche dei dazi degli Stati Uniti e non solo, ad un aumento generalizzato delle materie prime, non solo energetiche, ad una sempre più preoccupante stagnazione di un settore strategico come l’edilizia, ad un costante calo della disponibilità di accesso a credito, ad un export in difficoltà ed una nuova fiammata inflattiva i cui contorni non siamo in grado di stabilire. In pratica una nuova tempesta perfetta che può portare le imprese ad un uso ben più massiccio degli ammortizzatori sociali o addirittura a chiudere i battenti. Rischiamo un nuovo circolo vizioso di di stagflazione (stagnazione economica e inflazione alta) che i governi dovrebbero scongiurare con interventi straordinari. Noi imprenditori abbiamo bisogno di politica a sostegno dello sviluppo non politica incapace di diplomazia e sorda alle esigenze delle imprese. Questo in Italia, in Europa e nel resto del mondo”.

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