CONTRIBUTI PER LA DIGITALIZZAZIONE E LA TRANSIZIONE ECOLOGICA DELLE PMI 2024 – CCIAA PADOVA
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TERMINE PROROGATO AL 10 MAGGIO
Obiettivi
La Camera di Commercio di Padova (in seguito la Camera), su proposta del proprio Comitato Imprenditoria Femminile, con il presente bando assegna contributi a fondo perduto a favore delle micro, piccole e medie imprese, con sede legale e/o unità locali nella provincia di Padova, con la presenza di donne imprenditrici, come definite all’art. 3 del bando, con figli fino al compimento del sesto anno di età alla data di invio della domanda (con eccezione di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera F), al fine di sostenere le spese necessarie per l’armonizzazione tempi di vita e di lavoro.
Beneficiari
Beneficiari del presente bando sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI), così definite dall’Allegato 1 del Regolamento (UE) 651/2014 del 17 giugno 2014, con sede legale e/o unità locale operative nella provincia di Padova, iscritte al Registro Imprese (o al REA in caso di unità locali) della Camera di Commercio di Padova nelle quali vi sia almeno una mamma imprenditrice, con figli fino al compimento del sesto anno di età alla data di invio della domanda (con eccezione di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera F del bando).
Ai fini del presente bando, per mamme imprenditrici si intendono le donne:
Tipo di agevolazione
Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di contributo a fondo perduto.
L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 50% delle spese ammissibili.
I contributi avranno un importo unitario massimo di € 5.000 e un importo minimo pari ad € 1.000.
L’investimento minimo da sostenere (spese ammissibili) è pari ad € 2.000. Non è previsto un limite massimo dell’investimento da sostenere.
Entità delle risorse disponibili: € 60.000,00.
Spese ammissibili
Sono ammesse a contributo esclusivamente le spese (al netto dell’IVA), sostenute (fatture/ricevute emesse o, nel caso di contratti di lavoro subordinato, cedolini/buste paga) e regolarmente quietanzate a partire dal 01.01.2024 e fino alla presentazione della documentazione di rendicontazione. Le spese per micronidi, nidi, scuole infanzia e supporto domiciliare potranno essere sostenute anche direttamente dalla mamma imprenditrice, con fatture/ricevute a lei intestate e non imputate all’impresa.
CONTATTACI a bandi@pd.cna.it per saperne di più
Luca Montagnin, presidente di Cna di Padova e Rovigo: “Il settore artigiano non teme automazione e intelligenza artificiale, ma servono percorsi di aggiornamento e riqualificazione”
Padova, 30 aprile 2024 – Specialisti del machine learning e dell’intelligenza artificiale, tecnici della sostenibilità ambientale, esperti di robotica, manutentori e impiantisti per sistemi domotici automatizzati ma anche, e pure nel futuro, fabbri, addetti alle finiture nel settore delle costruzioni, sarti e operatori del settore tessile.
Sono queste le professioni del futuro individuate dal Centro Studi di Cna Padova e Rovigo sulla base dell’analisi comparata di alcune delle banche dati, locali, nazionali e internazionali.
Proprio nel giorno in cui si festeggia il lavoro e i lavoratori l’associazione degli artigiani di Padova e Rovigo ha scelto di proporre una riflessione approfondita su di un sistema che cambia e che imporrà, da qui a 5-10 anni, nuove mutazioni nelle relazioni tra formazione, lavoro e creazione di ricchezza per la comunità.
A partire da questi ultimi anni infatti sono state “avviate trasformazioni profonde del mercato del lavoro – scriveva Saadia Zahidi, managing director del World Economic Forum nella prefazione del report “Future of Jobs Report 2023” – che derivano da scoperte tecnologiche, come il raggiungimento dell’era dell’intelligenza artificiale generativa (AI), ma anche da fattori economici, sconvolgimenti geopolitici, crescita sociale e pressioni ambientali”.
Sulla base di questi presupposti il rapporto del World Economic Forum individua nelle figure specializzate in intelligenza artificiale e, in generale, in tutti i processi di apprendimento automatico una delle professioni del futuro. Ci sono poi le professioni legate alla transizione verde (che registreranno una crescita di oltre un terzo nei prossimi anni) ed ancora, gli specialisti nel settore della sicurezza informatica e gli esperti di business intelligence.
E se queste previsioni arrivano da un’indagine che ha coinvolto 803 grandi imprese globali che occupano oltre 11,3 milioni di lavoratori, una recente indagine di Cna proprio sull’orientamento degli imprenditori artigiani in termini di investimenti sembra confermare questo andamento.
Sono stati proprio i sistemi robotizzati e l’automazione industriale, con il 42% delle preferenze indicate, il target d’investimento principale degli imprenditori interpellati a metà aprile 2024, seguiti dai sensori nei macchinari per la raccolta di dati (38%), dai sistemi MES (Manufacturing Execution System, cioè strumenti digitali per la gestione della produzione) selezionati dal 35% degli intervistati e dai software per la progettazione (21%).
Tutti elementi tecnologici propedeutici ad un ingresso massiccio dell’intelligenza artificiale in azienda, una tecnologia che 2 artigiani su 3 valutano positiva (44%, principalmente perché ottimizza la produzione) o molto positiva (21% perché migliora l’efficienza e la qualità dei prodotti).
Ma reperire le professionalità necessarie per mettere a frutto questi investimenti non è scontato: lo ribadisce ancora una volta il bollettino del mese di giugno di Excelsior Unioncamere relativo alla “Domanda di Lavoro delle Imprese” sia a Padova che a Rovigo.
Di difficile reperimento appunto sono le professioni legate appunto all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning, alla Robotica e alla Transizione 4.0 e 5.0 come i tecnici in campo ingegneristico (76,5% di difficoltà di reperimento) e gli ingegneri (70,8%) ma anche i tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (86,2%).
Nel frattempo a Rovigo sono introvabili gli operai per macchine automatiche e semiautomatiche (il 95,7% è di difficile di reperimento), i fabbri (90,7%), i tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (86,2%), gli operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (85,7%), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (84,6%).
Padova, 30 aprile 2024 – Specialisti del machine learning e dell’intelligenza artificiale, tecnici della sostenibilità ambientale, esperti di robotica, manutentori e impiantisti per sistemi domotici automatizzati ma anche, e pure nel futuro, fabbri, addetti alle finiture nel settore delle costruzioni, sarti e operatori del settore tessile.
Sono queste le professioni del futuro individuate dal Centro Studi di Cna Padova e Rovigo sulla base dell’analisi comparata di alcune delle banche dati, locali, nazionali e internazionali. Proprio nel giorno in cui si festeggia il lavoro e i lavoratori l’associazione degli artigiani di Padova e Rovigo ha scelto di proporre una riflessione approfondita su di un sistema che cambia e che imporrà, da qui a 5-10 anni, nuove mutazioni nelle relazioni tra formazione, lavoro e creazione di ricchezza per la comunità.
A partire da questi ultimi anni infatti sono state “avviate trasformazioni profonde del mercato del lavoro – scriveva Saadia Zahidi, managing director del World Economic Forum nella prefazione del report “Future of Jobs Report 2023” – che derivano da scoperte tecnologiche, come il raggiungimento dell’era dell’intelligenza artificiale generativa (AI), ma anche da fattori economici, sconvolgimenti geopolitici, crescita sociale e pressioni ambientali”. Sulla base di questi presupposti, il rapporto del World Economic Forum individua nelle figure specializzate in intelligenza artificiale e, in generale, in tutti i processi di apprendimento automatico una delle professioni del futuro. Ci sono poi le professioni legate alla transizione verde (che registreranno una crescita di oltre un terzo nei prossimi anni) ed ancora, gli specialisti nel settore della sicurezza informatica e gli esperti di business intelligence. E se queste previsioni arrivano da un’indagine che ha coinvolto 803 grandi imprese globali che occupano oltre 11,3 milioni di lavoratori, una recente indagine di Cna proprio sull’orientamento degli imprenditori artigiani in termini di investimenti sembra confermare questo andamento.
Sono stati proprio i sistemi robotizzati e l’automazione industriale, con il 42% delle preferenze indicate, il target d’investimento principale degli imprenditori interpellati a metà aprile 2024, seguiti dai sensori nei macchinari per la raccolta di dati (38%), dai sistemi MES (Manufacturing Execution System, cioè strumenti digitali per la gestione della produzione) selezionati dal 35% degli intervistati e dai software per la progettazione (21%).
Tutti elementi tecnologici propedeutici ad un ingresso massiccio dell’intelligenza artificiale in azienda, una tecnologia che 2 artigiani su 3 valutano positiva (44%, principalmente perché ottimizza la produzione) o molto positiva (21% perché migliora l’efficienza e la qualità dei prodotti).
Ma reperire le professionalità necessarie per mettere a frutto questi investimenti non è scontato: lo ribadisce ancora una volta il bollettino del mese di giugno di Excelsior Unioncamere relativo alla “Domanda di Lavoro delle Imprese” sia a Padova che a Rovigo.
Di difficile reperimento appunto sono le professioni legate appunto all’Intelligenza Artificiale e al Machine Learning, alla Robotica e alla Transizione 4.0 e 5.0 come i tecnici in campo ingegneristico (76,5% di difficoltà di reperimento) e gli ingegneri (70,8%) ma anche i tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (86,2%).
Andando a guardare più nello specifico le professioni legate al mondo degli artigiani, nella provincia di Rovigo a emergere è l’assenza quasi totale di operai per macchine automatiche e semiautomatiche e per le lavorazioni metalliche e produzioni minerali (95,7%), di fabbri (90,7%), di tecnici della sicurezza e della protezione ambientale (86,2%), di operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (85,7%), di operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (84,6%).
In un contesto tecnologico in cui ancora per molto tempo non vedremo all’orizzonte una meccanizzazione massiccia delle attività artigiane, soprattutto quelle esterne ai cicli produttivi delle fabbriche e dei capannoni, rimangono ancora fortemente ricercati e di difficile reperimento gli operai esperti nelle finiture del settore edile (84,6%) i sarti e gli operatori del settore tessile (85,7%), i fabbri (70,5%) e i manutentori di impianti e macchinari (60,2%).
“Il mondo sta cambiando e le professioni artigiane non fanno eccezione – spiega Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo. – L’attenzione degli imprenditori verso le nuove tecnologie è forte e gli investimenti anche nel 2024 saranno significativi. Ma per far funzionare i nuovi macchinari, i nuovi sistemi informatici, gli hardware e i software, c’è bisogno di personale competente e formato. Personale che, come dimostrano i dati non è così facile da reperire sul mercato del lavoro”.
“Nel giorno dedicato al lavoro e ai lavoratori ci siamo interrogati sul lavoro di oggi e del futuro: in molti si chiedono se l’automazione farà diminuire la necessità di manodopera e la nostra impressione è che no, non è così, almeno nel settore artigiano. La tecnologia ci solleverà dai compiti più ripetitivi o faticosi, ma avrà sempre bisogno di qualcuno che la “addestri” e che ne curi la manutenzione.
Per questo sono convinto che le professioni artigiane a maggiore grado di competenza, quelle che prevedono una presenza fisica e lavorativa lontana dalle sedi produttive come fabbriche e capannoni continueranno ad esistere e ad essere ricercate per lungo tempo. Mi riferisco ad esempio a professioni come l’idraulico, il palchettista, l’operatore del settore degli infissi, il muratore. Ci sono poi mestieri dove la differenza la fanno la mano sapiente, il gusto e quella capacità, squisitamente artigianale, di rispondere con precisione alle necessità delle persone, che sia nel creare su misura come nel riparare e mettere a posto Figure come il sarto o il fabbro continueranno ad esistere e ad essere ricercate per lungo tempo”.
“Forti di questa consapevolezza non possiamo dimenticare che anche questi nostri artigiani dovranno accrescere le loro competenze per sfruttare al meglio gli strumenti e le opportunità che le nuove tecnologie offrono e offriranno. Per questo Cna Padova e Rovigo, tramite il suo ente di formazione Tecna, affianca gli imprenditori e i loro collaboratori in percorsi di aggiornamento e specializzazione, così da garantire sia oggi che domani una crescita il più possibile armonica ed efficace di un sistema di Pmi e di competenze che è il nerbo sociale, economico e culturale delle nostre comunità”.
Come noto, il termine per presentare la denuncia di infortunio è di due giorni lavorativi dal momento in cui il datore di lavoro ha informazione diretta del fatto o da quando il datore di lavoro riceve il certificato di infortunio.
Qualora l’azienda venisse a conoscenza nella giornata di venerdì 26/04/2024, di un infortunio accaduto ad un proprio dipendente e/o collaboratore, dovrà aver cura di contattare tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento, nella giornata di lunedì 29/04/2024 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di Legge inerenti all’infortunio sul lavoro.
Se dovesse avvenire un infortunio mortale (con decesso del dipendente e/o collaboratore), il datore di lavoro dovrà avere cura di compilare ed inoltrare via PEC o raccomandata A/R alla sede INAIL competente, il modulo editabile secondo le istruzioni riscontrabili sul sito:
www.cnapadova.it – Servizi alle Imprese -Comunicazioni Urgenti Denuncia Sintetica di Infortunio
Nella compilazione del modulo è sufficiente inserire solo i dati certi e di cui si è assolutamente sicuri, fossero anche i soli riferimenti sommari del lavoratore e dell’infortunio: ricordiamo infatti che viene sanzionato con una multa di oltre 1.000,00 euro il mancato invio nei termini della denuncia di infortunio, ma non l’incompleta compilazione del modulo.
Vi invitiamo in ogni caso a contattare tempestivamente l’ufficio paghe di riferimento, alla ripresa dell’attività nella giornata di lunedì 29/04/2024 in modo che vengano svolti tutti gli adempimenti di Legge inerenti all’infortunio sul lavoro.
I dati del Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo: intelligenza artificiale e automazione ai primi posti tra i capitoli di spesa
Sistemi robotizzati, intelligenza artificiale e automazione guidano la corsa verso il futuro degli artigiani padovani, che guardano con speranza al bilancio del 2024 e non si fermano di fronte alla necessità di investire.
È quanto emerge dalla recentissima indagine firmata dal Centro Studi di Cna di Padova e Rovigo, che ha interrogato un campione di 130 imprenditori padovani sul futuro della propria attività e sugli investimenti in tecnologia e innovazione. Lo studio è stato presentato presso il Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) di Corso Stati Uniti, nel corso dell’incontro “Le nuove frontiere dell’Innovazione”, promosso dalla CNA di Padova e Rovigo.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UTILE PER 2 ARTIGIANI SU 3
Secondo la rilevazione, negli ultimi 6 mesi l’82% degli imprenditori ha investito in innovazione. Nel dettaglio, il 54% dei rispondenti dice di aver investito in tecnologie e il 28% in formazione. Inoltre, quasi uno su due (49%) non ha intenzione di modificare o rinviare gli investimenti programmati per il prossimo futuro.
Tra chi è pronto ad investire sono i sistemi robotizzati e l’automazione industriale il target principale, seguiti dai sensori nei macchinari per la raccolta di dati, dai sistemi MES (Manufacturing Execution System, cioè strumenti digitali per la gestione della produzione) e dai software per la progettazione.
Tutti elementi tecnologici propedeutici ad un ingresso massiccio dell’Intelligenza Artificiale in azienda, una tecnologia che 2 artigiani su 3 valutano positiva (44%, principalmente perché ottimizza la produzione) o molto positiva (21% perché migliora l’efficienza e la qualità dei prodotti).
UN 2024 ALL’INSEGNA DELLA FIDUCIA
Più della metà degli artigiani padovani, inoltre, guarda con speranza al bilancio del 2024: nel dettaglio, il 23% prevede di chiuderlo con un incremento dei ricavi tra il +5 e il +10%, mentre il 38% ritiene che non sarà molto diverso dal 2023 (ricavi tra -5 e +5%).
Solo il 39% pensa che l’anno finirà con flessioni tra il -5% e oltre il -10%. In un contesto come questo circa l’82% degli imprenditori ha fatto investimenti (il 54% in tecnologie e il 28% in formazione) negli ultimi 6 mesi mentre quasi uno su due il 49% non ha intenzione di modificare o rinviare gli investimenti programmati per il prossimo futuro.
AGEVOLAZIONI E INCENTIVI DAL PIANO “TRANSIZIONE 5.0”
“La connessione tra mondo artigiano e innovazione – sottolinea Luca Montagnin, presidente di CNA PAdova e Rovigo – è una costante destinata a rimanere salda anche nel futuro prossimo: gli artigiani innovano da sempre, cercando soluzioni nuove non solo per garantirsi un vantaggio competitivo rispetto alle grandi imprese e ai colleghi, ma anche per migliorare il proprio lavoro e il mondo che li circonda”.
“I dati della nostra indagine – aggiunge – evidenziano un panorama in cui la maggioranza degli imprenditori ha investito in innovazione negli ultimi sei mesi, con una significativa percentuale che ha destinato risorse sia alle tecnologie sia alla formazione. È incoraggiante notare che quasi la metà di loro non ha intenzione di rinviare gli investimenti futuri, confermando un impegno costante verso il progresso”.
“Particolarmente interessante è anche l’atteggiamento favorevole verso l’intelligenza artificiale, con due artigiani su tre che la considerano positiva o molto positiva per l’ottimizzazione della produzione, l’efficienza e la qualità dei prodotti. Questa prospettiva indica una consapevolezza crescente del potenziale di questa tecnologia anche nel contesto artigianale”.
“A questo proposito – conclude il presidente di Cna di Padova e Rovigo – è giusto ricordare che chi sceglie di investire in innovazione può beneficiare anche di alcune forme di sostegno pubblico: il nuovo Piano “Transizione 5.0”, infatti, prevede agevolazioni ed incentivi economici per le imprese che investono in macchinari, attrezzature, innovazioni di processo e di prodotto per rendere più sostenibile la loro produzione”.
Dopo aver frequentato il corso di aggiornamento (30 ore) l’Ispettore deve provvedere ad aggiornare la propria posizione al RUI (Registro Unico degli Ispettori).
La pratica deve essere presentata utilizzando il modulo che si trova nel sito della DGT Nord Est:
https://www.dgtne.it/come-fare-per/ispettori-revisioni/modulistica/ cliccare sotto Aggiornamento iscrizione al RUI
Le parti da compilare sono: Dati; Dichiara; Chiede.
Dati: dati dell’Ispettore;
Dichiara: barrare
1) “Ispettore modulo B” se si è in attività OPPURE “Ope legis” non in attività;
2) di aver frequentato con profitto ecc.ecc.;
3) di essere titolare del certificato di Firma Digitale ecc.ecc;
Chiede: barrare
1) formazione periodica di aggiornamento ecc.ecc.;
2) registrazione/rinnovo/modifica firma digitale;
Attenzione: la firma digitale remota è obbligatoria dal momento in cui si registra la formazione di aggiornamento.
Allegati: con la domanda vanno trasmessi i seguenti documenti in allegato
1) Attestato di frequenza corso di aggiornamento;
2) attestazione del versamento imposta di bollo paria Euro 16,00;
3) copia di un documento in corso di validità;
4) dichiarazione sostitutiva atto notorio requisito “onorabilità”;
5) dichiarazione sostitutiva atto notorio “informazioni personali”.
Gli ultimi due modelli sono scaricabili sempre dalla pagina della DGT Nord Est https://www.dgtne.it/come-fare-per/ispettori-revisioni/modulistica/
Dove inviare la domanda:
la domanda deve essere inviata tramite PEC alla DGT Nord Est
umc-venezia@pec.mit.gov.it
Oggetto: nell’oggetto della mail riportare il vs. NOME e COGNOME seguito dalla parola AGGIORNAMENTO.
Servizio di aggiornamento RUI a cura di TECNA:
Preparazione istanza Modulo Aggiornamento soci CNA euro 70,00 + iva; non soci Euro 100,00 + iva.
Dal 29.2.2024 è mutata la disciplina del rilascio delle targhe prova a seguito pubblicazione del DPR 474/2001 che ha apportato modifiche al DPR 229/2023.
Il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova che possono essere rilasciate o rinnovate deve essere commisurato al numero dei dipendenti occupati nonché al numero dei collaboratori che partecipano stabilmente all’attività di impresa sulla base di un contratto di durata non inferiore a dodici mesi.
In particolare, il numero massimo delle autorizzazioni:
– sarà autorizzato in rapporto ad 1 autorizzazione ogni 5 dipendenti;
– per un totale complessivo non superiore a cento autorizzazioni;
– non possono essere rinnovate autorizzazioni già in essere in sovrannumero rispetto alla vigente normativa.
Per quanto riguarda il numero massimo di autorizzazioni:
– quelle revocate e decadute per mancato rinnovo entro i termini sono escluse dal numero complessivo delle autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciate in capo al medesimo titolare;
– il limite si applica anche nel caso in cui la nuova autorizzazione venga richiesta in conseguenza di smarrimento, sottrazione, distruzione o deterioramento dell’autorizzazione o delle relative targhe già rilasciate a nome del medesimo titolare.
CNA e Istituto Usuelli Ruzza di Padova, in collaborazione, stanno sviluppando un progetto mirato ad offrire agli allievi odontotecnici integrazioni didattiche di aggiornamento.
Diversi i relatori impegnati su temi specifici, nel periodo marzo – giugno 2024.
– Il Coordinatore OBV Sandro Storelli, con lezioni sui requisiti per l’attivazione del laboratorio, sul profilo professionale, sul Regolamento Ue Dispositivi Medici;
– Il referente Ufficio Bandi CNA Michele Pasqualotto, con lezione sugli incentivi per le imprese;
– Gli Odontotecnici Patrizio Marcato, Angelo Gallocchio, Ennio Zornitta, con lezioni di teoria e di pratica di laboratorio sul tema “Zirconia e colore”.
Nell’ambito del progetto CNA, viene bandita una “Gara per la miglior realizzazione protesica” rivolta agli allievi del quarto anno.
Ogni allievo partecipante dovrà preparare un moncone individuale su impianto ed inoltre costruire una cappetta in resina con modellazione anatomica in cera. Una Commissione di esperti del settore valuterà la qualità di ogni realizzazione, considerando requisiti fissati in un Regolamento della gara.
All’autore della miglior realizzazione verrà attribuito un riconoscimento formale. Inoltre, all’interno della rosa ristretta di autori delle migliori realizzazioni, verrà selezionato il candidato a un Tirocinio Estivo e di Orientamento nel periodo estivo dell’anno 2024, retribuito ai sensi di legge.
Importanti aziende produttrici del settore dentale contribuiscono in qualità di sponsor dell’iniziativa, con la fornitura dei materiali e modelli necessari.
Ancora in emergenza la gestione dei P.F.U. L’ennesima criticità sta ormai per diventare la norma. Molti gli operatori, in tutta Italia, che lamentano pesanti ritardi nel ritiro dei pneumatici fuori uso.
I tempi di raccolta stanno ormai superando i 6/7 mesi e nel frattempo i piazzali si stanno riempendo a dismisura generando anche pericoli per la sicurezza e per l’ambiente.
Non è più tollerabile che Consorzi, autorità e organi preposti al controllo e alla gestione non trovino il modo di risolvere un problema che non può ricadere, come spesso accade, sull’anello debole della filiera. E’ la sindrome del “cerino in mano” che rende colpevole chi appunto se lo ritrova per ultimo.
C.N.A. Autoriparazione non ci sta e assieme a Federpneus ha inviato una lettera-denuncia al Ministero dell’Ambiente: “Continuano e crescere, infatti, i quantitativi di gomme non raccolte per tempi lunghissimi, determinando anche un rischio per la sicurezza delle persone e dell’ambiente, esponendo inoltre le imprese a pesanti sanzioni …” è un passaggio significativo del testo che non va inteso come un classico
lamento fine a sé stesso ma anche come intervento costruttivo per risolvere i problemi sul tappeto.
Non è la prima volta che C.N.A. Autoriparazione segnala la questione. Già nei mesi scorsi, a seguito di un questionario recapitato alle imprese associate, era stato fatto presente che in tutta Italia venivano segnalate situazioni di forte criticità e che nell’imminenza del cambio gomme primaverile le cose si sarebbero aggravate.
Siamo stati facili profeti, purtroppo!
D’altronde non si trattava di una previsione così difficile bensì di un risultato abbastanza scontato.
Ora non bisogna lasciare i gommisti da soli. Non possono pagare le imprese per un sistema che evidentemente ha delle falle o meglio dei nodi irrisolti che non dipendono affatto dagli operatori economici che rispettano le regole.