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CNA Padova
16Set

Innovahub porta il Tour dell’Innovazione a Padova: l’Intelligenza Artificiale come leva per il futuro delle imprese

16/09/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 77

Montagnin, Cna Padova e Rovigo:  “Sempre più difficile reperire risorse umane per alcune mansioni. Automazione e robotica rappresentano soluzioni strategiche: non solo permettono alle aziende di crescere, ma offrono anche al personale nuove opportunità di sviluppo professionale”

 Nella sola provincia di Padova, nel 2023, le aziende del settore manifatturiero hanno espresso la necessità di oltre 8.200 addetti per lavori di assemblaggio, operazioni su macchine per la lavorazione di metalli o tessuti e per il confezionamento dei prodotti. Di questi, più di 3.800 erano difficilmente reperibili, a causa della carenza di competenze o della mancanza di personale disponibile.

Un dislivello, suggerisce la Cna di Padova e Rovigo, che può essere ridotto grazie alla robotica collaborativa e all’automazione dei processi, che insieme a sistemi intelligenti gestiti tramite intelligenza artificiale (IA), possono migliorare l’efficienza nelle mansioni più ripetitive e faticose, spesso poco attrattive per i lavoratori tradizionali.

L’evento

In quest’ottica, Cna ha dedicato uno degli incontri di formazione organizzati nelle prossime settimane proprio al tema dell’intelligenza artificiale: l’evento si terrà il prossimo 16 settembre e sarà un momento di confronto e apprendimento prezioso per tutti coloro che vogliono scoprire come l’innovazione tecnologica possa diventare un alleato strategico per il futuro delle loro aziende.

L’incontro è organizzato con Innovahub e offre una prospettiva concreta su come l’IA possa trasformare i processi produttivi delle aziende migliorando l’efficienza operativa, riducendo i costi e mantenendo elevati standard di qualità. Tra i relatori, vedrà la partecipazione di Andrea Benedetti, “architetto di sistemi digitali cloud” di Microsoft Italia e di Massimo Agostini, ad di Idea Prototipi srl-Caibot.

L’evento culminerà in una dimostrazione pratica, durante la quale i partecipanti potranno assistere in tempo reale ad una prova di utilizzo di un cobot (robot collaborativo): un’occasione unica per comprendere come la robotica collaborativa possa concretamente migliorare i processi aziendali.

«L’Intelligenza Artificiale – spiega Andrea Benedetti, architetto di sistemi digitali cloud di Microsoft Italia – può essere un alleato importante per avere una marcia in più, supportando le attività più ripetitive e noiose attualmente svolte dai lavoratori in modo da lasciare loro più spazio alla creatività e al lavoro intellettuale. Oggi dobbiamo immaginare l’IA come un collega esperto che può darci una mano sollevandoci, almeno in parte, da mansioni che in linea di massima sono quelle a noi meno gradite».

I dati

Il laboratorio tocca un tema di grande interesse per Cna, e che risulta molto caldo per le imprese artigiane. Basti guardare i dati raccolti da una recente rilevazione interna, secondo cui negli ultimi 6 mesi l’82% degli imprenditori ha investito in innovazione. Nel dettaglio, il 54% dei rispondenti dice di aver investito in tecnologie e il 28% in formazione. Inoltre, quasi uno su due (49%) non ha intenzione di modificare o rinviare gli investimenti programmati per il prossimo futuro.

Tra chi è pronto ad investire sono i sistemi robotizzati e l’automazione industriale il target principale, seguiti dai sensori nei macchinari per la raccolta di dati, dai sistemi MES (Manufacturing Execution System, cioè strumenti digitali per la gestione della produzione) e dai software per la progettazione.

Tutti elementi tecnologici propedeutici ad un ingresso massiccio dell’Intelligenza Artificiale in azienda, una tecnologia che 2 artigiani su 3 valutano positiva (44%, principalmente perché ottimizza la produzione) o molto positiva (21% perché migliora l’efficienza e la qualità dei prodotti).

Il commento

«In un contesto in cui il calo demografico e la difficoltà di reperire manodopera, soprattutto per i lavori più ripetitivi, mettono in difficoltà le imprese – spiega Luca Montagnin, Presidente di CNA Padova e Rovigo – automazione e robotica rappresentano soluzioni strategiche. Questi strumenti non solo permettono alle aziende di crescere, ma offrono anche al personale nuove opportunità di sviluppo professionale, rendendo possibile una gestione sempre più avanzata delle dinamiche dell’Industria 4.0 e 5.0, il futuro della produzione. Spesso si teme che l’IA possa essere controproducente per gli artigiani, ma con la giusta formazione può diventare un alleato prezioso sia per le imprese che per i loro dipendenti».

«Se pensiamo a una piccola catena di montaggio completamente automatizzata – aggiunge Montagnin – le persone verrebbero sollevate dai lavori più ripetitivi e potrebbero dedicarsi a nuove sfide e mansioni più gratificanti. Questo migliorerebbe la qualità della vita e del lavoro. Dalle nostre indagini, emerge chiaramente che i temi legati all’IA, alla robotica e all’automazione sono centrali nelle preoccupazioni e nelle opportunità percepite dagli artigiani, sempre pronti a reinventarsi di fronte alle sfide. Questo evento rappresenta un’occasione importante per acquisire nuove competenze e strumenti utili all’evoluzione delle proprie imprese e dei processi produttivi».

 

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06Set

Patente a crediti per le imprese, Montagnin: «A tre settimane dall’entrata in vigore del provvedimento mancano ancora i decreti attuativi. Clima di incertezza che mette gli artigiani in grave difficoltà»

06/09/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 71

La nuova legge interessa almeno 13mila aziende del sistema casa nel padovano e 3 mila del rodigino e vuole garantire maggiore sicurezza nei cantieri, ma le categorie esprimono perplessità. Oggi il webinar di Cna Padova e Rovigo che ha raccolto un’adesione immediata e numerosa: segno di interesse, ma anche di preoccupazione

Entrerà in vigore a partire dal primo ottobre la patente a crediti (spesso nominata anche come “patente a punti”) per le imprese e i lavoratori autonomi che operano all’interno dei cantieri. La platea di aziende interessate include tutto il “sistema casa”, che significa almeno 13 mila imprese nella sola provincia di Padova e 3 mila in quella di Rovigo.

La novità porta con sé delle conseguenze importanti, perché l’impresa che risultasse inadempiente nei confronti dell’obbligo, o che subisse una decurtazione dei punti fino a scendere sotto il numero minimo di 15, verrebbe interdetta dall’esercizio del proprio lavoro.

«Nella giornata di oggi – spiega Luca Montagnin, Presidente della Cna di Padova e Rovigo – abbiamo organizzato un webinar per approfondire la questione e spiegare ai nostri associati come funziona la patente, quali imprese riguarda, quali saranno le nuove norme e come mettersi in regola. Cna ha già predisposto anche un servizio di check up per la verifica dei requisiti. Il webinar, in particolare, ha registrato un’adesione immediata e con numeri altissimi, segno dell’interesse, ma anche della preoccupazione, che questa novità legislativa sta sollevando tra le aziende. A meno di un mese dall’entrata in vigore della nuova legge, infatti, mancano ancora i decreti attuativi. In altre parole fra circa tre settimane sarà operativa una norma che può fermare per mesi il lavoro delle imprese, ma ancora non abbiamo i dettagli di come sarà applicata né di come fare a ottenere questa certificazione».

Accogliamo con favore una norma pensata per garantire una maggiore sicurezza nei cantieri ma sul piano concreto i nostri dubbi sono molti: non si capisce ad esempio perché questa sia rivolta solo a quelle aziende certificate al di sotto del terzo livello Soa quando invece i rischi, in un cantiere, sono condivisi da tutti i presenti, che lavorino per una Pmi o per una grande azienda. Inoltre le aziende che hanno la Soa III sono spesso anche quelle più grandi e più strutturate per fare fronte agli adempimenti burocratici. Sembra che si voglia ancora una volta penalizzare le imprese artigiane che sono, per altro, la stragrande maggioranza delle aziende presenti nel settore e quelle che sono spesso presenti nei grandi appalti delle opere pubbliche e private».

Cos’è la “patente a crediti”

La patente a crediti nasce per garantire maggiore sicurezza nei cantieri. Nel dettaglio introduce un sistema di certificazione per imprese e lavoratori autonomi del tutto simile a quello già in uso per gli automobilisti: per chi risulta in regola si parte da 30 punti di base, che possono aumentare a seconda della storicità dell’azienda e degli investimenti dedicati a formazione e sicurezza. Questi punti vengono poi gradualmente decurtati nel caso si verifichino incidenti, infortuni sul lavoro e/o violazioni delle norme di sicurezza.

Ad ogni violazione corrisponde una sanzione: in caso di infortunio grave di un dipendente, per esempio, la decurtazione varia dai 10 ai 20 punti, mentre l’accertamento di violazioni sulla sicurezza implicano decurtazioni che arrivano fino a 10 punti. Al di sotto dei 15 punti l’azienda sarà obbligata a sospendere l’attività e ad attivarsi per recuperare il punteggio perso, partecipando a corsi di formazione.

Chi dovrà averla

La platea delle imprese interessate non è di facile determinazione, perché riguarderà sostanzialmente l’intero “sistema casa” (costruttori, impiantisti elettrici e termoidraulici, serramentisti, fabbri, lattonieri, imbianchini, pavimentisti…) ma anche aziende impegnate in particolari lavorazioni a seconda dello specifico cantiere: stiamo parlando comunque di almeno 13 mila imprese in provincia di Padova.

Le uniche eccezioni alla normativa sono rappresentate dalle aziende che possiedono l’attestato di qualificazione SOA in classifica pari o superiore alla III (ovvero la certificazione necessaria alla comprova della capacità dell’impresa a concorrere ed eseguire opere pubbliche con importo maggiore a 150 mila euro e fino a 1.033.000 euro), per coloro che effettuano mere forniture (ad esempio, l’azienda di trasporti che scarica il materiale in cantiere) o prestazioni di natura intellettuale (ingegneri, architetti o geometri che eseguono un sopralluogo).

Come ottenerla

La patente, in formato digitale, sarà rilasciata dall’Ispettorato del Lavoro competente per territorio, dopo avere verificato alcuni requisiti che il legale responsabile dell’impresa o il lavoratore autonomo attesteranno tramite autocertificazione o DSAN:

1.  iscrizione alla CCIAA;

2.  adempimento, da parte dei datori di lavoro, dei dirigenti, dei preposti, dei lavoratori autonomi e dei prestatori di lavoro, degli obblighi formativi previsti dal DL 9 aprile 2008, n. 81;

3.  possesso del documento unico di regolarità contributiva (DURC) in corso di validità;

4.  possesso del documento di valutazione dei rischi (DVR), nei casi previsti dalla normativa vigente;

5.  possesso della certificazione di regolarità fiscale (DURF), nei casi previsti dalla normativa vigente;

6.  avvenuta designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), nei casi previsti dalla normativa vigente

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05Set

PER TROVARE LAVORO, LA FORMAZIONE TECNICA SUPERA LA LAUREA

05/09/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 79

Le parole di Matteo Rettore, Segretario Generale di CNA Padova e Rovigo: <<L’alto tasso di istruzione è una risorsa sia per l’imprenditore che per il dipendente, sia esso diploma Its, laurea, dottorato, o master. Noi come associazione di categoria abbiamo stretti rapporti con le fondazioni Its, centri di formazione nati con l’intento di istruire i giovani diplomati alle necessità delle imprese. Crediamo in questo modello, che non è in competizione con l’università ma anzi permette di fornire un modello di alta istruzione a chi non si sente portato per gli studi universitari. L’Its svolge una sorta di “missione sociale”, spesso chi si iscrive proviene da studi di Ingengneria che non riusciva a portare a termine e trova negli Its una realtà molto più pragmatica e ibrida, essendo i docenti spesso consulenti, tecnici e imprenditori. Insomma, l’Its per natura nasce per istruire alle necessità del mondo lavorativo e come CNA continueremo a credere in questa strategia di formazione, coadiuvata da TeCNA, il centro di formazione di CNA accompagna ogni anno centinaia di imprenditori nella formazione continua e professionale.>>

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03Set

NASCE A PADOVA “LA CIOTOLA È SERVITA”: PRIMA STARTUP ITALIANA A PRODURRE CIBO FATTO A MANO E “SU MISURA” PER CANI E GATTI

03/09/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 77

La startup, guidata da Anna Lisa Picelli, lavora solo con progetti personalizzati e, grazie alla catena del freddo, consegna su tutto il territorio nazionale

ESTE – Una dieta su misura per cani e gatti, prescritta da un veterinario nutrizionista e preparata con amore dalle mani d’oro di Anna Lisa Picelli, artigiana di Este, che oltre ad avere una lunga esperienza con gli animali, per passione, ha alle spalle anche una lunga esperienza nel mondo della ristorazione, dove ha lavorato per anni.

“La ciotola è servita” nasce, come idea, circa due anni fa ma poi la messa a terra ha richiesto del tempo: nel mezzo c’è stato un complesso lavoro di progettazione e organizzazione, sapientemente affiancata da Cna di Padova e Rovigo grazie al percorso di avvio all’impresa e ai corsi di formazione di TeCNA, la società di formazione che offre servizi di aggiornamento, qualificazione e specializzazione alle imprese.

Proprio grazie a questi percorsi, Anna Lisa Picelli è riuscita a partecipare ad un bando nazionale finanziato dall’Unione Europea, che ha premiato la sua intuizione come una tra le più innovative in assoluto.

«Aziende come questa – commenta Matteo Rettore, segretario della CNA di Padova – confermano la grande voglia di fare impresa e la capacità di ridisegnare settori maturi. A fronte di numeri che parlano di artigianato e numero delle imprese in declino è un bel segnale. Ci fa piacere che al fianco di queste start up ci sia la cache con formazione, bandi e servizi di supporto alle aziende riesce a seguire ogni anno la nascita di circa 100 nuove aziende. Forse serve una riflessione delle istruzioni per supportare questi sforzi».

Unici in Italia

«Il cliente – spiega Picelli – deve inviare la dieta prescritta dal proprio nutrizionista e io in base a quella preparo un preventivo per un’alimentazione fresca e sana, dove entrano il più possibile prodotti del territorio e a km zero. Chi non ha un nutrizionista di fiducia può anche consultare la nostra, che è la dottoressa Emy Costantini, Biologa Nutrizionista esperta in nutrizione e dietetica clinica del cane e del gatto. Il nostro progetto è unico in Italia: competitor non ne abbiamo. Ci sono progetti simili ma che propongono piani standardizzati. Il nostro prodotto, invece, è solo su misura, tanto che non abbiamo magazzino e si vede».

Il cibo si vende solo su consegna e, grazie alla catena del freddo, può arrivare su tutto il territorio nazionale: la consegna non è immediata (richiede una settimana) ma il tempo è dovuto soprattutto alla preparazione su misura.

La storia

La startup ha radici casalinghe: Anna Lisa e il marito hanno lavorato per molto tempo nella ristorazione e un giorno si sono ritrovati a parlare del proprio futuro, con l’idea di mettersi in proprio. «Lui proponeva una gastronomia – spiega Anna Lisa – io ho detto no, volevo lavorare con gli animali. In casa ne abbiamo tanti: la gattona Camilla, il pappagallo Tullio e l’altro gatto Mo, che aveva sempre avuto problemi con l’alimentazione a causa di una pancreatite. Un giorno abbiamo deciso di preparare il noi suo cibo, eliminando completamente l’alimentazione industriale. E la sua salute è migliorata in modo incredibile, non ha praticamente più avuto problemi. Di qui l’idea di mettere questa esperienza a disposizione di tutti. Mo è stato il nostro ispiratore ed è anche nel disegno del marchio».

Il prodotto

Il servizio si presta bene per animali con esigenze specifiche, ma anche per chi preferisce rinunciare al prodotto industriale in favore di quello casalingo, senza l’incomodo di dover cucinare anche per gli amici a quattro zampe. «Con un piano nutrizionale del veterinario – aggiunge Picelli – creiamo un’alimentazione che aiuta cani e gatti a crescere in modo sano, vivendo in salute. In caso di patologie, insieme alle cure farmacologiche, possiamo aiutarli a stabilizzarsi o a guarire dalle sindromi che li rendono sofferenti e infelici».

Il mercato

Sono quasi un milione gli animali domestici nel Padovano. I cani registrati rappresentano circa l’80% dei totali. Sono 70 mila nell’area centrale della provincia (ex Ulss 16), 40 mila nella Bassa Padovana e 40 mila nell’Alta. È più difficile quantificare i felini perché in questo caso l’applicazione del microchip è su base volontaria. Quelli stimati sono circa 77 mila nell’area centrale, 60 mila nell’Alta e 60 mila nella Bassa.

Secondo un’indagine Ipsos 2024, del resto, la maggioranza degli italiani (56%) possiede almeno un animale domestico, soprattutto cani e gatti. Di questi, infatti, il 36% dichiara di avere almeno un cane, mentre il 33% possiede almeno un gatto. Il restante 44% degli italiani invece si divide tra chi non ha animali ma ne vorrebbe avere (20%) e chi ha scelto di non averne (24%).

E il 79% dei proprietari considera il proprio animale domestico come membro della famiglia, con una percentuale che raggiunge l’85% tra i Millennial. Le spese medie per mantenere un animale si aggirano attorno ai 65 euro al mese (780 l’anno), salendo a 69 euro per chi possiede cani o gatti. Infine, contando anche le spese sanitarie, che ammontano a circa 180 euro l’anno, il costo complessivo supera i 1.000 euro annui. Va da sé che l’attenzione alla salute degli amici a quattro zampe, com’è evidente anche alla sensibilità comune, si è intensificata nel tempo e progetti dedicati al loro benessere incontrano sempre più facilmente il favore dei proprietari.

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08Ago

Transizione 5.0: apre alle 12:00 il portale Gse per l’accesso ai crediti d’imposta. A Padova e Rovigo oltre 900 mln euro di investimenti potenziali tra 2024 e 2025 grazie a 380 mln di crediti d’imposta

08/08/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 75

Le stime di CNA Padova e Rovigo parlano di  investimenti potenziali per quasi 800 mln a Padova e per oltre 100 mln a Rovigo. 

Montagnin: “Benissimo il via al Piano, meno bene l’apertura del portale la settimana prima di Ferragosto con tutte le difficoltà che questo può comportare alle Pmi” 

Padova, 7 agosto 2024 – Con Transizione 5.0 e il ritorno a crediti d’imposta rilevanti le province di Padova e Rovigo potrebbero vedere investimenti complessivi per non meno di 900 milioni di euro nel biennio 2024/2025 (poco meno di 800 dei quali per la provincia di Padova e oltre 100 circa per quella di Rovigo), per una quota di agevolazione pari ad almeno 380 milioni di euro complessivi (anche qui in circa 300 mln per Padova e 80 per Rovigo).

Si tratta di quasi 4 volte i valori che l’Ufficio Studi di CNA ha indicato per il 2023 e pari a circa 250 milioni di euro per le province di Padova e Rovigo (con la prima provincia che vale circa 200 milioni e la seconda 50 milioni).

La stima dell’Ufficio di CNA Padova e Rovigo, basata sulle dinamiche di utilizzo del credito di imposta “Industria 4.0” rilevabili dai dati MEF delle dichiarazioni fiscali delle imprese e sulle richieste di contributo “Nuova Sabatini”, indicava nel 2021 (credito di imposta del 50%) un volume di investimenti “digitali ed interconnessi” di poco inferiore ai 470 milioni di euro, per una agevolazione alle imprese di circa 230 milioni di euro (spalmata in 3 anni). Nel 2022 era in discesa, di poco inferiore ai 400 milioni, probabilmente per effetto delle tensioni geopolitiche ma anche per la rimodulazione del credito d’imposta al 40% (poco più di 160 milioni di euro il valore dell’incentivo).

Le imprese che intendono accedere agli incentivi dovranno districarsi tra analisi di prefattibilità, certificazioni energetiche, perizie asseverate e relazioni tecniche, gestione del portale di invio delle documentazione. Per tutto questo CNA Padova e Rovigo ha messo in campo InnovaHub, una struttura dedicata ad accompagnare le imprese nella gestione “senza pensieri” di tutto il processo.

«Finalmente è operativo il piano Transizione 5.0, che prevede anche importanti crediti di imposta per la realizzazione di impianti da energie rinnovabili» dichiara Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo. «Si tratta di una misura che le micro e piccole imprese attendevano da tempo per contrastare gli effetti degli aumenti dei prezzi dell’energia. Molto positivo che il Ministero abbia accolto il suggerimento delle associazioni delle imprese di aumentare il prezzo per kW ammissibile per gli impianti fotovoltaici, allineandolo maggiormente ai valori di mercato: chiediamo però di vigilare affinché non si riproduca nei prossimi mesi l’effetto “Superbonus 110%”, con aumento ingiustificato dei costi degli impianti. Speriamo che l’apertura della piattaforma alla vigilia della settimana dell’anno in cui la maggior parte delle imprese chiude per qualche giorno di meritato riposo non precluda l’accesso agli incentivi a tutte quelle aziende che in questi mesi hanno iniziato ad attivarsi con pre analisi di fattibilità e preventivi dei fornitori».

Nel biennio 2024-2025 le imprese potranno utilizzare gli incentivi del piano Transizione 5.0, sotto forma di credito d’imposta, per attivare investimenti di digitalizzazione ed efficientamento dei loro processi produttivi, riducendo i consumi energetici e orientando le stesse verso la sostenibilità e lo sviluppo green, ma anche implementando le competenze del personale con nuove attività formative.

Il Piano è finanziato con 6,3 miliardi di euro dal ri-orientamento delle risorse PNRR, che si sommano al piano Transizione 4.0 finanziato per 6,4 miliardi di euro di risorse nazionali. Mentre quest’ultimo continuerà a incentivare l’acquisto di beni e software 4.0, il 5.0 invece introdurrà nuove misure per tutti gli investimenti in beni e attività che genereranno risparmi energetici o apporteranno efficienza energetica.

Le risorse sono suddivise in 3,8 miliardi di euro per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali 4.0, 1,8 miliardi per impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, 630 milioni di euro per la formazione del personale in competenze digitali e green.

Il credito d’imposta è variabile a seconda del valore dei progetti di investimento e della riduzione di consumi ottenuta grazie ad essi: nella fascia più “gettonata” dalle PMI, quella di progetti fino a 2,5 milioni di euro, si va dal 35% di credito d’imposta per una riduzione dei consumi aziendali globali di almeno il 3%, al 45% se si supera la soglia del 10%. Il vantaggio può anche essere più ampio nel caso di realizzazione di impianti fotovoltaici con celle ad alta o altissima efficienza, che possono far valorizzare l’impianto fino al 140% del suo costo effettivo.

 

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01Ago

Premio di 1000 euro ai dipendenti CNA Padova e Rovigo

01/08/2024 Nicolo Ruffin News 74

“Con grande piacere, la CNA di Padova e Rovigo ha comunicato ai dipendenti dell’associazione e delle società del gruppo che nelle prossime settimane verrà erogato un premio di 1000 euro a tutti i dipendenti. Si tratta di un’erogazione liberale concordata con i sindacati CGIL, CISL e UIL che hanno contribuito a integrare e migliorare la proposta avanzata dalla Direzione.

Il premio è frutto di uno sforzo che nel 2023 ha permesso la fusione delle due associazioni di Padova e Rovigo e che ha consentito la nascita di un gruppo che conta 195 dipendenti e oltre 13 milioni di euro di fatturato.

Il contributo dei dipendenti è stato centrale in questo periodo permettendo all’associazione di erogare servizi di qualità alle aziende associate. Sono oltre 2500 le aziende clienti continuative della struttura e oltre 2000 quelle che si rivolgono al sistema CNA per prestazioni puntuali (corsi e consulenze) nei settori più diversi: consulenza fiscale, consulenza del lavoro, formazione, sicurezza, start up d’impresa, ecc.

Inoltre sono migliaia i pensionati e cittadini che utilizzano i servizi del patronato e del CAF nelle due province. Il premio si inserisce all’interno di un percorso di valorizzazione dei dipendenti e delle loro competenze su cui CNA vuole investire con determinazione nel prossimo futuro”.

Matteo Rettore, Segretario CNA Padova Rovigo

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01Ago

CHIUSURA UFFICI ESTIVA: DAL 14 AL 30 AGOSTO 2024

01/08/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 78

Gentili Associati,
Vi informiamo che i nostri uffici saranno chiusi per ferie 14 al 30 agosto 2024.
Riapriranno regolarmente lunedì 2 settembre 2024.

Durante la chiusura per ferie saranno attivi i seguenti servizi negli orari e nei giorni indicati:

Per gli associati con Servizio Paghe
(o senza dipendenti, con titolare assicurato Inail, che abbia delegato CNA di Padova o Rovigo) sarà previsto un recapito per le

Comunicazioni Telematiche Urgenti

attivo dalle 8.30 alle 12.30 al numero 049/80.62.270 o all’indirizzo paghecentrale@pd.cna.it nei seguenti giorni:
dal 19/08/2024 al 23/08/2024
dal 26/08/2024 al 30/08/2024

*per eventuali specifiche si rimanda al sito https://cnapadova.it/ – sezione Servizi alle Imprese- Comunicazioni Urgenti

Per gli associati con Servizio contabilità e fiscalità
– Emissione e Assistenza Fatturazione elettronica

– attivo dalle 8.30 alle 12.30 dal 26/08/2024 al 30/08/2024
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23Lug

Tutti pazzi per il gelato: un business che nel Padovano muove 40 milioni

23/07/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 80

Biasetto: l’estate in ritardo non ha rovinato le vendite, tra i gusti preferiti i “classici fatti bene” e quelli più freschi, come il melone e il passion fruit 

Padova, 22 luglio 2024 – La grande ondata di caldo si accompagna, anche quest’anno, all’esplosione della vendita dei gelati: una delizia tra le più irresistibili che in Italia, per consolidata abitudine, si associa soprattutto al caldo estivo.

Un business che nel Padovano muove 40 milioni di euro

I laboratori artigianali nel Belpaese sono un fiore all’occhiello: sul territorio nazionale se ne contano 39 mila tra gelaterie, pasticcerie e bar che danno lavoro a 77 mila persone.  E il Veneto, con i suoi 1.305 laboratori, è la quinta regione in termini di produzione artigianale dopo Lombardia (2.120 sedi di impresa), Sicilia (1.610), Campania (1.564), Lazio (1.453) e prima dell’Emilia Romagna (1.235).

 

Nel Padovano le gelaterie sono 260 e muovono un business che si aggira ogni anno intorno ai 40 milioni di euro (elaborazione Centro Studi Cna di Padova e Rovigo su dati Sigep, l’evento di riferimento e di ispirazione per l’intera community del Foodservice). Le statistiche nazionali parlano, per quest’anno, di un sensibile aumento delle vendite: fino al +6% secondo Sigep, tuttavia per gli artigiani del territorio è ancora presto per confermare.

I gusti preferiti

“Sicuramente le vendite stanno andando bene – conferma il Maestro Luigi Biasetto – e anche se l’estate è arrivata un po’ in ritardo rispetto alle aspettative non si può dire che abbia guastato. Paradossalmente, quando il caldo diventa troppo le richieste si spostano dal gelato verso sorbetti e granite, che sono più rinfrescanti. Il periodo d’oro del gelato è quando le temperature si fermano, indicativamente, intorno ai 32 gradi”.

Tra i gusti che vanno per la maggiore: “pistacchio, cioccolato, nocciola, vaniglia, quelli classici fatti bene” – assicura il Maestro, che aggiunge: “quando fa molto caldo sono sempre molto amati anche i gusti freschi e colorati, come melone, mango e passion fruit”.

Pesano un po’, sulle vendite, i rincari degli ultimi anni (si parla di un +30% dal 2022 ad oggi, secondo il Crc, Centro di formazione e ricerca sui consumi). “Sono dovuti principalmente all’aumento dei costi delle materie prime – sottolinea Biasetto – lo scorso anno era lo zucchero, quest’anno altri ingredienti fra cui il cioccolato. Purtroppo il prodotto artigianale, fatto con ingredienti freschi, è sensibile alle oscillazioni del mercato e non c’è molto da fare”.

 

Curiosità

Il gelato per cani di Andrea Mazzaro

Tra le particolarità si segnala ad esempio la gelateria Nice, a Tencarola, che tra le specialità annovera anche il gelato per cani. “L’idea – racconta il titolare – mi è venuta perché molti clienti vengono con il proprio cagnolino, che li guarda con occhi languidi supplicando di poter assaggiare. Molti sanno che ai cani i dolci non fanno bene e a malincuore negano, altri li accontentavano prendendo loro ad esempio una pallina di gelato allo yogurt, che tuttavia non è assolutamente adatto. Così, circa 8 anni fa, insieme ad un veterinario di fiducia ho elaborato un gelato adatto ai cani che conserva il gusto dolce, grazie al fruttosio, ma è fatto con ingredienti che ai nostri amici a quattro zampe non creano problemi. Non c’è zucchero e non ci sono latte e derivati, ma tante fibre, riso e avena”.

I gusti “croccanti” della Mora Viola, Piombino dese

C’è una piccola gelaterie artigianale, a Piombino Dese, dove i gusti cambiano quasi ogni giorno e spesso portano nomi di.. persone. “Oggi c’è Manu – racconta la titolare, Laura Berton – che ho chiamato così in onore di mia mamma. Una cheesecake con crumble e cocco. Un altro si chiama “pane burro e marmellata” e lo faccio con il burro di malga prodotto a Enego, da una malga di fiducia appunto. Amo i gusti fantasiosi e amo proporre ai miei clienti sempre nuovi”.

“Penso che anche da questo si riconosca una vera gelateria artigianale: quando si trovano gusti con ingredienti particolari, meno commerciali, è indice di una lavorazione artigianale, che pone attenzione nella ricerca e nell’acquisto di prodotti particolari e di qualità, di cui si conosce l’origine e il luogo di produzione”.

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11Lug

Padovani in vacanza: 150 mila le partenze previste quest’anno circa il 74% sceglierà l’auto come mezzo di trasporto

11/07/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 86

Sono circa 150 mila i padovani che, quest’anno, si apprestano a partire per le vacanze, in crescita del 6% rispetto allo scorso anno. Tra le mete preferite, a sorpresa, cala il mare dal 67% al 45% e ne beneficiano le altre destinazioni: città d’arte in crescita dal 6% al 19%, montagna dal 15% al 18%, laghi dal 3% all’8% e campagna dal 4% al 7%. Nonostante le preoccupazioni economiche, meno padovani rinunciano alle ferie, con una diminuzione delle rinunce per ragioni economiche dal 16% al 13%.

É quanto emerge da un’indagine di Cna Padova e Rovigo a partire dalla rilevazione realizzata da YouTrend per per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza.

La maggioranza dei viaggiatori in partenza, secondo i dati dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), sceglierà la propria auto come mezzo di spostamento: il 73,9% dei vacanzieri, infatti, si muoverà su quattro ruote.

“Una scelta che per le famiglie si rivela senza dubbio più economica rispetto ad altre – commenta Giorgia Fortuni, presidente di Cna Autoriparazione Padova – e che garantisce la libertà di viaggiare secondo i propri tempi, fermandosi quando e dove si vuole. Le auto più moderne – aggiunge Montagnin – assicurano anche un ottimo livello di sicurezza, ma prima di mettersi in viaggio va sempre ricordato di effettuare una serie di controlli, per accertarsi che le prestazioni del nostro mezzo siano ottimali. Verificare lo stato degli pneumatici, dei freni e delle luci, così come i livelli dei fluidi e la carica della batteria, può prevenire guasti improvvisi e incidenti. Questi controlli riducono il rischio di imprevisti, assicurando un viaggio più sereno e sicuro, proteggendo noi e i nostri passeggeri. Partire con un veicolo in perfette condizioni tecniche, inoltre, significa viaggiare con maggiore tranquillità e fiducia”.

A chi non è capitato di trovarsi nel bel mezzo di una strada assolata con la macchina in panne e le valige nel portabagagli? C’è una casistica classica delle piccole sfortune che si possono facilmente evitare in fin dal principio.

“Non è raro che quando non si controlla la pressione degli pneumatici questi si consumino in modo non consono. E sentiamo spesso clienti in vacanza che, complice il sole e il caldo, si trovino con le gomme completamente a terra nel parcheggio dopo una giornata di mare – continua la presidente di Cna Autoriparazione Padova. – Anche la batteria è un classico: l’uso più prolungato dell’aria condizionata, le temperature elevate, e diversi altri piccoli fattori mettono alla prova la batteria delle auto. Se questa è in buona salute non c’è problema ma è sempre meglio controllare prima. Il rischio è quello di trovarsi sperduti chissà dove con la macchina ferma. Vale sempre la pena di controllare i tergicristalli, la carica di gas del climatizzatore e una serie di altre piccole cose che rendono molto più improbabile la necessità di trovare un meccanico in vacanza, con costi spesso ben superiori a quelli di casa”.

Per questi motivi, insieme alla categoria degli autoriparatori, Cna ha preparato un decalogo di controlli da effettuare prima di partire per le vacanze in auto:

  1. Controllo degli pneumatici: Verificate pressione e usura.

  2. Freni: Assicuratevi che funzionino perfettamente.

  3. Luci e indicatori: Controllate il corretto funzionamento.

  4. Livelli dei fluidi: Verificate olio motore, liquido freni, raffreddamento e lavavetri.

  5. Batteria: Controllate carica e terminali.

  6. Cinture di sicurezza: Verificate il funzionamento.

  7. Tergicristalli: Assicuratevi che siano in buone condizioni.

  8. Assicurazione e revisione: Controllate validità e aggiornamenti.

  9. Carico del veicolo: Distribuite il peso in modo equilibrato.

  10. Navigazione e strumenti di viaggio: Assicuratevi di avere mappe aggiornate e caricabatterie per dispositivi elettronici.

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02Lug

Transizione 5.0: a Padova e Rovigo oltre 900 mln euro di investimenti potenziali tra 2024 e 2025 grazie a 380 mln di crediti d’imposta

02/07/2024 Nicolo Ruffin In evidenza, News 91

Le stime di CNA Padova e Rovigo parlano di quasi 800 mln per Padova e oltre 100 mln per Rovigo. Eccezionale partecipazione all’incontro dal titolo “Le opportunità di finanza agevolata per le imprese: il Piano Transizione 5.0”  organizzato da Cna Padova e Rovigo mercoledì 26 giugno, Montagnin: “l’attenzione degli imprenditori testimonia la voglia di investire nello sviluppo delle proprie imprese e del territorio” 

Con Transizione 5.0 e il ritorno a crediti d’imposta rilevanti le province di Padova e Rovigo potrebbero vedere investimenti complessivi per non meno di 900 milioni di euro nel biennio 2024/2025 (poco meno di 800 dei quali per la provincia di Padova e oltre 100 circa per quella di Rovigo), per una quota di agevolazione pari ad almeno 380 milioni di euro complessivi (anche qui in circa 300 mln per Padova e 80 per Rovigo).

Se venissero infine pubblicati i decreti attuativi della misura in tempi congrui con quelli necessari per l’attivazione degli investimenti, si tratterebbe di quasi 4 volte i valori che l’Ufficio Studi di CNA ha indicato per il 2023 e pari a circa 250 milioni di euro per le province di Padova e Rovigo (con la prima provincia che vale circa 200 milioni e la seconda 50 milioni).

La stima dell’Ufficio di CNA Padova e Rovigo, basata sulle dinamiche di utilizzo del credito di imposta “Industria 4.0” rilevabili dai dati MEF delle dichiarazioni fiscali delle imprese e sulle richieste di contributo “Nuova Sabatini”, indicava nel 2021 (credito di imposta del 50%) un volume di investimenti “digitali ed interconnessi” di poco inferiore ai 470 milioni di euro, per una agevolazione alle imprese di circa 230 milioni di euro (spalmata in 3 anni). Nel 2022 era in discesa, di poco inferiore ai 400 milioni, probabilmente per effetto delle tensioni geopolitiche ma anche per la rimodulazione del credito d’imposta al 40% (poco più di 160 milioni di euro il valore dell’incentivo).

«Sono tantissime le imprese del nostro territorio che si stanno preparando a cogliere l’opportunità di Transizione 5.0 per fare nuovi investimenti» dichiara Luca Montagnin, presidente di CNA Padova e Rovigo. «Questo a dimostrazione di come gli imprenditori, a partire da quegli artigiani che Cna Padova e Rovigo ha l’orgoglio di rappresentare, continuino a scommettere sulla propria competitività e sulla capacità di innovazione di un sistema economico e sociale che ha ancora molto da dare, anche nel futuro, in termini di crescita e distribuzione della ricchezza. A dimostrarlo, ancora una volta, l’eccezionale partecipazione all’incontro dal titolo “Le opportunità di finanza agevolata per le imprese: il Piano Transizione 5.0” che proprio Cna Padova e Rovigo ha organizzato mercoledì scorso 26 giugno. Un evento a partecipazione ibrida, on line ma anche nelle sedi di Padova e di Rovigo di Cna, che ha fornito agli imprenditori molte informazioni utili su come prepararsi ai bandi del nuovo piano di incentivazione una volta che saranno pubblicati i decreti attuativi del provvedimento».

Nel biennio 2024-2025 le imprese potranno utilizzare gli incentivi del piano Transizione 5.0, sotto forma di credito d’imposta, per attivare investimenti di digitalizzazione ed efficientamento dei loro processi produttivi, riducendo i consumi energetici e orientando le stesse verso la sostenibilità e lo sviluppo green, ma anche implementando le competenze del personale con nuove attività formative.

Il Piano è finanziato con 6,3 miliardi di euro dal ri-orientamento delle risorse PNRR, che si sommano al piano transizione 4.0. Mentre quest’ultimo continuerà a incentivare l’acquisto di beni e software 4.0, il 5.0 invece introdurrà nuove misure per tutti gli investimenti in beni e attività che genereranno risparmi energetici o apporteranno efficienza energetica.

Le risorse sono suddivise in 3,8 miliardi di euro per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali 4.0, 1,8 miliardi per impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, 630 milioni di euro per la formazione del personale in competenze digitali e green.

Il credito di imposta è variabile a seconda del valore dei progetti di investimento e della riduzione di consumi ottenuta grazie ad essi: nella fascia più “gettonata” dalle PMI, quella di progetti fino a 2,5 milioni di euro, si va dal 35% di credito d’imposta per una riduzione dei consumi aziendali globali di almeno il 3%, al 45% se si supera la soglia del 10%. Il vantaggio può anche essere più ampio nel caso di realizzazione di impianti fotovoltaici con celle ad alta o altissima efficienza, che possono far valorizzare l’impianto fino al 140% del suo costo effettivo.

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