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CNA Padova
23Feb

MUD 2021. Prorogata al 16 giugno 2021 la scadenza per la presentazione.

23/02/2021 lucas Ambiente, In evidenza 74

In attuazione della più recente normativa europea, è stato emanato il DPCM 23 dicembre 2020 contenente il nuovo “modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021”, predisposto al fine di acquisire i dati relativi ai rifiuti da tutte le categorie di operatori che intervengono nella loro produzione e gestione.
Con la pubblicazione del decreto il 16 febbraio 2021 il termine per la presentazione della dichiarazione slitta dal 30 aprile 2021 al 16 giugno 2021 (120 giorni dalla data di pubblicazione in GU del decreto, come stabilito dalla legge 70/1994 istitutiva del MUD).

Ricordiamo che il MUD è obbligatorio per:

  • i produttori iniziali (anche artigiani) che producono rifiuti pericolosi indipendentemente dal numero di dipendenti;
  • i produttori iniziali (anche artigiani) che producono rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti;
  • chiunque effettua a titolo professionale attività di: raccolta, gestione, trasporto di rifiuti;
  • chiunque effettua attività di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione.

Queste le indicazioni di CNA alle imprese per l’adempimento MUD 2021

  • L’assistenza CNA può essere richiesta sia dagli associati, che dai non associati ed è gratuita per le aziende che hanno il sottoscritto il Contratto di gestione del registro rifiuti. Il Contratto di gestione registro rifiuti è un servizio avviato già da tempo dall’Associazione per la completa gestione degli adempimenti aziendali relativi ai rifiuti.
  • Le imprese che sono annualmente gestite da CNA per la presentazione del MUD riceveranno a breve un contatto (telefonico, via mail, via chat o altri, secondo preferenze dell’azienda), per poter organizzare la raccolta dati che, ove possibile, potrà avvenire anche a distanza.
  • Per tutte le imprese che necessitassero di informazioni e/o assistenza su MUD o altri adempimenti, l’ufficio ambiente e sicurezza di CNA Padova rimane a disposizione.

Chiedi info o prenota l’assistenza CNA per questo obbligoChiedi maggiori informazioni

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19Feb

Coronavirus e vaccinazione dei dipendenti: le FAQ del Garante privacy

19/02/2021 lucas Servizio Privacy 64

Il datore di lavoro può obbligare i propri dipendenti a vaccinarsi contro il Covid? Può chiedere conferma della vaccinazione al medico competente o direttamente ai lavoratori?

A queste domande ha risposto il Garante nelle FAQ consultabili sul sito istituzionale dell’Autorità.

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17Feb

La ricetta di CNA Federmoda per il Recovery Plan italiano

17/02/2021 lucas In evidenza, Tessile Abbigliamento Calzaturiero 64

Per CNA Federmoda la filiera moda deve essere esplicitamente dichiarata strategica, per il ruolo di marketing diffuso che essa gioca trasmettendo nel mondo un sentiment portatore di attenzione verso l’Italia e i suoi territori, e generando, così, un indotto che va oltre il settore, diffondendo ricchezza.

“Occorrerebbe – continua il responsabile nazionale CNA Federmoda, Antonio Franceschini – pensare una progettualità che prendesse in considerazione il tema della ricollocazione territoriale dell’industria o di una nuova attenzione ai distretti che potrebbe generare una politica di collaborazioni, aggregazioni, messa in rete di imprese. Un investimento, insomma, che porterebbe ad un arricchimento generale delle aree interessate e più in generale al Paese portando di rimbalzo risorse sui territori poi investibili in cultura e turismo.

CNA Federmoda chiede di immaginare la manifattura come le fondamenta del nostro impianto produttivo, ecco perché dovrebbe essere messa al centro del Recovery Fund. E’ proprio in quest’ottica che ha trasmesso un proprio position paper alla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati in occasione delle audizioni attivate sul Pnrr.

Un imponente lavoro dovrebbe essere poi dedicato al tema giovani, a come costruire un percorso che porti al mondo del lavoro sia come dipendenti che come imprenditori, attraverso una più stretta integrazione tra scuola e lavoro, tra mondo dell’istruzione e formazione e imprese. Occorrerebbe, quindi, una massiccia revisione degli Istituti Tecnici e Professionali e della formazione nel mondo della produzione per riportare l’attenzione verso la manualità della nostra tradizione artigianale.

La manifattura nel complesso comparto del tessile/moda ha bisogno di essere guidata da una specifica direzione strategica per mezzo di misure politiche tese ad affrontare le asimmetrie nazionali nella mobilitazione delle risorse, nel know-how tecnologico, nel potere di mercato e nelle asimmetrie causate dall’iper-globalizzazione.

NextGenerationEU pone una consistente attenzione verso l’obiettivo di garantire condizioni di parità nel sistema economico-produttivo ma è evidente che tale principio deve essere calibrato su parametri adeguati al tessuto economico-produttivo italiano. La priorità è quindi creare nel Paese le giuste condizioni economiche per l’imprenditorialità e per la valorizzazione intangibile del Made in Italy, per alimentare le aree distrettuali di humus fertile all’innovazione e alla continuità d’impresa.

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15Feb

CNA Fita su PNRR: costruire nuovo paradigma della mobilità

15/02/2021 lucas In evidenza, Trasporto Merci 77

Per CNA Fita, le risorse destinate all’Italia, in particolare quelle rivolte agli obiettivi a noi più congeniali, debbono tradursi in investimenti necessari alle imprese. E ciò al fine di costruire un nuovo paradigma dell’autotrasporto e, più in generale, della mobilità.

Riteniamo che le sei missioni che compongono il Piano e che configurano specifiche aree tematiche di intervento, siano condivisibili: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

L’autotrasporto è sicuramente risultato uno dei settori più colpiti dalla pandemia, la quale ha concorso ad acuire le ripercussioni prodotte dai mali di lungo corso, quale la sensibile riduzione della velocità commerciale. L’Italia figura tra i Paesi europei meno competitivi in questa speciale classifica, a causa di una carente strategia manutentiva, ergo da una difettosa programmazione degli interventi. I danni consistono, ovviamente, in costi e spese maggiori per le imprese, costrette ad allungare percorrenze e tempi di consegna e in contraccolpi in termini di sicurezza stradale per l’intera collettività.

La direzione di marcia delineata dal PNRR necessita, quindi, di un’intensa opera di implementazione. Una radiografia del sistema viario della Penisola si è rivelata essere a dir poco impietosa, come evidenzia l’indagine dell’UPI. I livelli di efficienza del sistema viario italiano potrebbero, infatti, essere innalzati laddove venisse materialmente realizzato l’archivio nazionale delle strade. La sicurezza, d’altro canto, è una questione troppo importante per poter essere affrontata tramite interventi estemporanei. Sarebbe quanto mai auspicabile una presa d’atto da parte del PNRR affinché venga inserita nel testo finale del Piano una misura stringente tesa all’entrata a regime del catasto delle strade.

In tema di nuove infrastrutture è divenuto centrale il bisogno di poter fare affidamento su hub logistici all’avanguardia che ci aiuterebbero, tra le altre cose, a ripensare il ruolo delle periferie urbane italiane. Inoltre, per gestire ordinatamente i flussi di traffico, ovviare alle attività di manutenzione, garantire un’adeguata velocità commerciale e migliorare la sicurezza di autotrasportatori e utenti, si rivela indispensabile che il Piano contempli la realizzazione di corsie preferenziali per il trasporto di merci, alla stregua di come proposto dal Consiglio europeo dei trasporti. Una posizione di maggior tutela della circolazione stradale e autostradale assicurerebbe, per di più, tempi certi nell’approvvigionamento di medicinali e generi di prima necessità (come nei casi di estrema emergenza), oltre al superamento di un obsoleto ordine di divieti incidenti sui cosiddetti “mezzi pesanti” e la realizzazione di nuove aree di sosta, con percorsi dedicati tanto per il ristoro che per i servizi, non solo in autostrada.

Quanto alle potenzialità di incremento dei flussi di merci, soprattutto provenienti dall’Est (Medio Oriente), risultano notevoli. Lo si deve anche ai nostri porti, che rappresentano uno dei più importanti volani di sviluppo per il nostro Paese. Si conviene, pertanto, sulla decisione operata dal PNRR di dedicare ai porti d’Italia una linea di intervento ad hoc. Occasione, insomma, per superare l’attuale impianto del mare bonus per quanto riguarda la distribuzione degli incentivi tra armatori e imprese del trasporto merci.

Sul tema degli investimenti messi in campo nella digitalizzazione delle infrastrutture di rete elettrica occorrerebbe sfatare il falso mito per cui questi possano produrre effetti immediati data la loro esiguità. La vera alternativa utile, probabilmente, è stata persa di vista, ovvero conseguire la diminuzione delle emissioni attraverso meccanismi di incentivazione che sollecitino la graduale sostituzione dei “mezzi pesanti”. In altri termini, il taglio di emissioni con 4 milioni di auto elettriche si realizzerebbe con appena 190mila Tir Euro 6. Ergo, se lo Stato riconoscesse un contributo del 25% sul prezzo di acquisto, l’onere sarebbe inferiore a 5 miliardi ottenendo lo stesso risultato in termini di taglio di emissioni rispetto ai 40 miliardi necessari per incentivare l’auto elettrica. Il PNRR è un’occasione eccezionale per rinnovare l’intero “parco veicolare pesante” italiano e abbattere – sul serio – le emissioni di CO2. Un intervento che richiede, in ogni caso, il massivo sostegno pubblico. L’argomento del cambio di passo sulle politiche relative ai “mezzi pesanti” deve interrogare il Governo anche sul dossier concernente il rinnovo della flotta dei bus turistici, operazione lungimirante, utile, per prima cosa, al vivere sociale.Scarica il documento ufficiale presentato in Parlamento

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15Feb

Daniele Vaccarino, presidente CNA “Apprezziamo governo di responsabilità nazionale. Ora al lavoro per l’Italia!”

15/02/2021 lucas In evidenza, News 47

“Esprimiamo apprezzamento per la formazione del governo di responsabilità nazionale da parte del professor Mario Draghi. Al presidente del Consiglio incaricato, che speriamo possa rapidamente entrare nel pieno delle sue funzioni, la nostra Confederazione ribadisce le priorità presentate giovedì nell’incontro a Montecitorio“: così il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino. “Dalla campagna vaccinale alle riforme, dagli investimenti alla valorizzazione del sistema delle piccole imprese, superando la logica delle misure e delle politiche a taglia unica che penalizza gli artigiani, le micro e le piccole imprese. Vale a dire l’ossatura del sistema produttivo nazionale dall’altissimo impatto socio-economico. Siamo convinti che proprio su queste basi si possa instaurare con il nuovo esecutivo un dialogo positivo per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. E ora velocemente al lavoro per l’Italia!” conclude Vaccarino.

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12Feb

‘La sua tariffa è in scadenza’ e altri messaggi ingannevoli

12/02/2021 lucas APE Energia, In evidenza 76

Recentemente abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da parte di nostri associati in merito a telefonate ricevute da un Call center che si spaccia per il nostro fornitore nelle quali si fa sempre riferimento alla scadenza della tariffa in uso, energia elettrica o gas naturale.
L’operatore invita a fare un cambio di offerta spiegando che altrimenti si pagherà di più nelle prossime fatture. In realtà acconsentendo vi troverete a cambiare fornitore con le conseguenze che questo comporta.

Bisogna sapere che il nostro fornitore non contatterà mai direttamente l’utente ma tutte le comunicazioni riguardanti i prezzi sono gestite direttamente con APE
Quindi invitiamo tutti a fare molta attenzione a queste chiamate e, se le ricevete, cercate di interrompere il prima possibile la conversazione per evitare raggiri.

Come comportarsi in queste situazioni? A chi chiedere aiuto?
Se però avete ricevuto delle chiamate di questo tipo e avete il timore che effettivamente potrebbero avervi fatto cambiare fornitore contro la vostra volontà, contattateci e i nostri esperti vi aiuteranno a gestire la problematica.

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11Feb

CNA al professor Draghi: “Un deciso cambio di passo per rilanciare l’Italia”

11/02/2021 lucas In evidenza, News 52

Accelerare la campagna vaccinale, nuove misure di sostegno per le imprese più colpite dalla crisi, un piano per le riaperture in sicurezza, una profonda azione riformatrice su pubblica amministrazione, giustizia, fisco, lavoro e istruzione. Sono le priorità indicate dal presidente della CNA, Daniele Vaccarino, nel corso dell’incontro con il presidente del consiglio incaricato, prof. Mario Draghi, al quale ha espresso piena fiducia sulla capacità di formare un governo che riporti l’Italia sul sentiero dello sviluppo robusto e sostenibile.
Per la CNA occorre superare la logica delle misure e politiche a taglia unica. “Per le micro e piccole imprese – ha detto Vaccarino – occorre uno strumento istituzionale per scrivere misure e interventi specifici in coordinamento con il PNRR e la strategia europea per le PMI”.
Vaccarino ha sottolineato che il PNRR darà un impulso decisivo a condizione di non ripetere gli errori del passato nell’utilizzo dei fondi strutturali e di rimettere al centro l’Italia delle micro e piccole imprese.
Il Presidente della CNA inoltre ha indicato che per far ripartire l’economia e creare lavoro è fondamentale far leva sugli investimenti privati favorendo l’accesso al credito e canalizzando l’abbondante risparmio verso gli investimenti delle imprese. Al riguardo Vaccarino ha ribadito la necessità di prorogare almeno fino a tutto il 2023 il Superbonus 110% e prevedere un orizzonte temporale più ampio anche per il Piano Transizione 4.0.

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09Feb

Covid, a Padova persi tre miliardi di euro

09/02/2021 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 71

Scarica la report dell’Ufficio studi CNA PadovaJTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGN0VKS3hwRGJTaG8lMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBhbGxvdyUzRCUyMmFjY2VsZXJvbWV0ZXIlM0IlMjBhdXRvcGxheSUzQiUyMGNsaXBib2FyZC13cml0ZSUzQiUyMGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYSUzQiUyMGd5cm9zY29wZSUzQiUyMHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZSUyMiUyMGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbiUzRSUzQyUyRmlmcmFtZSUzRQ==Il presidente degli artigiani Luca Montagnin: «Al nuovo governo chiediamo sostegni economici forti, ristori basati su perdite di fatturato e non sui codici Ateco, oltre ad un piano di infrastrutturazione digitale del Paese»

Padova, 06 febbraio 2021 – L’anno del Covid lascia in eredità un quadro negativo per l’economia padovana: è del 10,7% la perdita di ricchezza rispetto all’anno precedente, più di 3 miliardi di euro “bruciati”, con un saldo di imprese attive pari a 600 aziende in meno. Mentre si prevede un rimbalzo del 7,2% nel 2021, un recupero solo parziale che metterebbe a disposizione del territorio poco meno di 1,9 miliardi di euro (il 60% di quanto perso nel 2020). Le prospettive tuttavia non sono rosee: solamente il 7% delle imprese si aspetta un 2021 di crescita, ed il 28% un recupero ai livelli pre-crisi. In sintesi appena una impresa su tre pensa, o spera, di recuperare nel 2021 il terreno perso nel 2020.

È quanto emerge dall’indagine condotta dall’ufficio studi di CNA Padova su circa 300 aziende della provincia, lanciata in queste settimane per tastare il polso delle imprese sulla situazione attuale e sulle prospettive future. L’indagine, che ha raccolto una partecipazione molto ampia, evidenzia la grande volontà da parte delle imprese di farsi sentire e chiedere ai propri organi di rappresentanza di farsi portavoce delle proprie difficoltà.

«Dai dati emerge una situazione di grave difficoltà per il tessuto imprenditoriale padovano, soprattutto per alcuni settori come costruzioni e industria» dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «C’è grande preoccupazione poi per le piccole imprese dell’artigianato artistico, un patrimonio di creatività per il nostro territorio che rischia letteralmente di essere spazzato via. Ora serve unità d’intenti e servono interventi rapidi e decisi – aggiunge Montagnin – Dal nuovo governo, che speriamo possa contare sull’appoggio di gran parte delle forze politiche, ci aspettiamo sostegni economici forti, ristori basati su perdite di fatturato e non sui codici Ateco, oltre ad un piano di infrastrutturazione digitale del Paese e un ammodernamento della Pubblica Amministrazione. Bisogna proteggere le nostre imprese e i posti di lavoro per evitare a tutti i costi una grave emergenza sociale».

I dati dell’indagine CNA

Nel quadro negativo generale, che emerge dall’elaborazione di CNA Padova su dati Istat e Prometeia, solo pochi settori si salvano. L’agricoltura cresce dell’1,5%, mentre particolarmente pesanti sono le contrazioni delle costruzioni (-13,9%) e dell’industria (-13,3%), con i servizi che perdono il 9,8%. Se per il primo comparto gioca un ruolo importante sia il blocco delle attività dei cantieri imposto nella prima fase dell’emergenza, ma anche un successivo rallentamento derivante dalle incertezze e dalle difficoltà di far partire il meccanismo del Superbonus, nel caso della produzione industriale va posto l’accento anche sul rallentamento globale dell’economia.

Nonostante i dati macroeconomici appaiano sconfortanti, i riflessi sulla struttura imprenditoriale sono, fortunatamente, ancora limitati: il saldo delle imprese attive in provincia di Padova segna infatti un -0,7%, pari a poco meno di 600 imprese, un dato che ci si sarebbe aspettati essere più elevato. In realtà ciò è determinato anche dal fatto che alcuni settori del terziario mostrano dei segni positivi che riescono a mitigare le flessioni non banali ad esempio delle attività manifatturiere (-1,6%) o del commercio (-1,3%).

Dall’indagine a campione sulle imprese intervistate da CNA emerge che la diminuzione di fatturato nel 2020 appare anche più elevata della stima della flessione del valore aggiunto, arrivando al -19%, con punte del -53% nell’artigianato artistico, del -38% nel commercio, del -28% nel tessile e nell’abbigliamento, del -20% per estetica e acconciatura. Limitano i danni solo meccanica, impiantistica e settore ICT, con perdite al di sotto del -10%.

Prospettive per il 2021

Le prospettive, tra le aziende prese a campione, non sono rosee: solamente il 7% delle imprese si aspetta un 2021 di crescita, ed il 28% un recupero ai livelli pre-crisi, mentre il 42% dichiara che non recupererà quanto perso: in sintesi, dunque, solo poco più di una impresa su tre pensa, o spera, di recuperare nel 2021 il terreno perso nel 2020. Al contrario, quasi una impresa su quattro rischia di chiudere se la situazione attuale dovesse continuare ancora a lungo. Ovviamente le più “positive” sono le aziende che hanno maggiormente limitato le perdite nel 2020, mentre sono mosche bianche le imprese dell’artigianato artistico (nessuna azienda del campione prevede di tornare ai livelli del 2019), del commercio e del tessile e abbigliamento, ma anche nell’autotrasporto, tra gli autoriparatori e nel legno e arredo siamo al di sotto di una impresa su quattro che prevede un recupero.

Le aspettative per la situazione economica italiana nel complesso sono un po’ più ottimistiche, con la grande maggioranza degli imprenditori (72%) a ipotizzare almeno un parziale recupero: questo se, a detta degli intervistati l’Italia continua a rispettare misure di cautela (divisione in zone di colore 34%, allineamento alle misure degli altri Paesi 24%) piuttosto che una ripartenza “libera” e generalizzata (41%).

Naturalmente perché il sistema Paese riparta ci vogliono azioni forti per sostenere le imprese che sono necessariamente il motore di questa ripresa. Qui l’opinione è plebiscitaria: devono essere garantiti innanzitutto sostegni economici forti, duraturi e diffusi a tutte le imprese (72%), accompagnati da un piano di infrastrutturazione digitale del Paese (11%) e dall’ammodernamento della Pubblica Amministrazione (5%), ma anche tutelando i posti di lavoro (5%) e dunque evitando pericolose emergenze sociali.Uscite stampaPadova OggiPadova OggiRovigooggi.itNordest24TgPadovaPolesine24VenetoReportIl Mattino di PadovaVenetoEconomia

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09Feb

Centri di controllo privati: nuova proroga dall’Europa

09/02/2021 lucas Autoriparazione, In evidenza, News 72

Un provvedimento necessario a garantire la mobilità dei mezzi di trasporto all’interno della UE che viene incontro alla situazione di difficoltà che la Motorizzazione Civile ha nella gestione delle revisioni dei mezzi pesanti (superiori alla 3,5 t).

Parliamo di circa 1 milione di veicoli che già prima della pandemia avevano accumulato ritardi nei controlli annuali di 8-12 mesi. Una situazione che va affrontata e risolta con urgenza, dando immediata attuazione alla disposizione normativa contenuta nella legge di Bilancio del 2019 che estende ai privati i controlli anche sui mezzi pesanti.

I centri di controllo privati, per numerosità, competenze e capillarità territoriale avrebbero tutte le condizioni per sopperire alle carenze della funzione pubblica garantendo la sicurezza sulle strade.

Riguardo ai veicoli leggeri, con peso inferiore a 3,5 t, la CNA chiede altresì al Governo di avvalersi della deroga prevista dalla norma comunitaria per non prorogare ulteriormente i termini previsti per la revisioni dei veicoli. Una proroga per i mezzi leggeri non troverebbe alcuna giustificazione dal momento che i 9.000 centri di controllo privati lavorano in sicurezza e sono in grado di garantire i controlli per gli oltre 15 milioni di veicoli sottoposti a revisione ogni anno.

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08Feb

Ottieni il titolo di Maestro Artigiano

08/02/2021 lucas 1) Bandi e Contributi Attivi, In evidenza 72

Con la legge regionale n. 34 del 2018 la Regione del Veneto ha introdotto la figura del Maestro Artigiano, per valorizzare il ruolo dell’artigiano come soggetto portatore di un patrimonio di conoscenze ed esperienze da salvaguardare e trasmettere alle future generazioni. La legge regionale riconosce, inoltre, le “botteghe scuola”, cioè le imprese nelle quali il Maestro Artigiano svolge la propria attività e trasmette le proprie competenze.

Sono tre sono i requisiti  fondamentali per accedere alla qualifica di Maestro Artigiano:

  • Almeno 10 anni di attività della impresa/azienda riconosciuta nel settore
  • Capacità manageriali d’impresa
  • Trasmissione delle competenze

Sono stati, pertanto, definiti due percorsi alternativi:

  • un percorso professionalizzante, che prevede un’anzianità lavorativa qualificata nel medesimo settore dell’artigianato, competenze manageriali e un’elevata attitudine all’insegnamento del mestiere;
  • un percorso formativo obbligatorio, che permette l’acquisizione delle competenze manageriali e didattiche necessarie, preceduto da un periodo di attività lavorativa qualificata nel settore di riferimento;

Per conseguire il titolo di maestro artigiano a seguito del percorso professionalizzante, l’interessato dovrà presentare domanda alla struttura regionale competente in materia di artigianato che accerterà il possesso dei requisiti, previo parere della Commissione regionale per l’Artigianato.
Nel caso in cui l’interessato fosse privo di un requisito professionale richiesto, potrà ottenere il titolo a seguito di un percorso formativo riconosciuto dalla Regione.
Solo successivamente il titolo potrà essere attribuito al titolare dell’impresa artigiana, ovvero al socio lavoratore della stessa, e registrato nell’albo delle imprese artigiane.
Il riconoscimento di questa importante figura non è meramente simbolico: la qualifica potrà essere utilizzata, accanto al nome dell’impresa, sull’insegna e sul logo aziendale.
È previsto inoltre, l’inserimento della figura del Maestro Artigiano in un elenco regionale dedicato, nonché l’annotazione di questo prestigioso riconoscimento nell’Albo delle imprese artigiane.
Saranno inoltre attivati specifici interventi regionali a sostegno della figura del Maestro Artigiano, come previsto nella DGR 988/2019. La delibera prevede possibili misure, tra le quali: progetti di legge per la riduzione dell’Irap, contributi per i tirocini e per l’adeguamento dei locali.

Contattaci per maggiori informazioni

Pagina del portale della Regione del Veneto dedicato al Maestro Artigiano

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Confederazione Nazionale dell’artigianato
e delle Piccole imprese

Associazione Provinciale di Padova e Rovigo
Via della Croce Rossa 56
35129 Padova

t. +39 049 8062211
f. +39 049 8062200

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