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CNA Padova
09Mar

Luca Montagnin e Gian Carla Tasso ospiti di TV7

09/03/2021 lucas In evidenza, News 48

Il Presidente di CNA Padova –Luca Montagnin– e Gian Carla Tasso, Presidente categoria benessere CNA Padova, ospiti di Tv7 per parlare di parità di genere, delle difficoltà degli artigiani e di tutta una serie di attività che sono state e verranno realizzate per affiancare gli imprenditori a un anno di distanza dall’inizio della pandemia.

Guarda i 3 video che compongono l’intervista:Servizio di TV7 – 1 di 3JTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGUF9ZcHZOcUZpWTAlMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBhbGxvdyUzRCUyMmFjY2VsZXJvbWV0ZXIlM0IlMjBhdXRvcGxheSUzQiUyMGNsaXBib2FyZC13cml0ZSUzQiUyMGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYSUzQiUyMGd5cm9zY29wZSUzQiUyMHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZSUyMiUyMGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbiUzRSUzQyUyRmlmcmFtZSUzRQ==Servizio di TV7 – 2 di 3JTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGeFNKUVNvNFl0akElMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBhbGxvdyUzRCUyMmFjY2VsZXJvbWV0ZXIlM0IlMjBhdXRvcGxheSUzQiUyMGNsaXBib2FyZC13cml0ZSUzQiUyMGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYSUzQiUyMGd5cm9zY29wZSUzQiUyMHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZSUyMiUyMGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbiUzRSUzQyUyRmlmcmFtZSUzRQ==Servizio di TV7 – 3 di 3JTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGSkZxQUlScFQyTkklMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBhbGxvdyUzRCUyMmFjY2VsZXJvbWV0ZXIlM0IlMjBhdXRvcGxheSUzQiUyMGNsaXBib2FyZC13cml0ZSUzQiUyMGVuY3J5cHRlZC1tZWRpYSUzQiUyMGd5cm9zY29wZSUzQiUyMHBpY3R1cmUtaW4tcGljdHVyZSUyMiUyMGFsbG93ZnVsbHNjcmVlbiUzRSUzQyUyRmlmcmFtZSUzRQ==

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09Mar

Padova, il 73% delle imprese in crisi di liquidità

09/03/2021 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 92

Il presidente degli artigiani Luca Montagnin: «Governo dia priorità assoluta al nuovo Decreto Ristori. Se calcolati sulla base delle perdite di fatturato notizia positiva che va nella direzione da noi auspicata»

Padova, 06 marzo 2021 – Con il Veneto che torna in zona arancione le restrizioni alla circolazione, pur necessarie per arginare la diffusione del virus, rischiano di abbattersi ancora una volta sui consumi e di limitare fortemente l’attività economica delle imprese. La crisi di liquidità, per molte di loro, diventa insostenibile e minaccia l’esistenza di interi settori. Nel Padovano solo un’impresa su quattro, nel 2020, è riuscita a gestire senza difficoltà il pagamento di stipendi, fornitori, utenze e tasse, mentre quasi la metà ha dovuto fare i conti con casse aziendali al limite della disponibilità o addirittura in rosso. Ma i ristori arrivano col contagocce: otto imprese su dieci dichiarano che i ristori messi in campo da Stato ed Enti Locali sono stati insufficienti o addirittura nulli, con valori superiori al 90% nell’autoriparazione, nell’autotrasporto, nell’edilizia e nell’alimentare.

Questo il quadro che emerge dall’indagine condotta da CNA Padova su oltre 300 piccole medie imprese della provincia. Nel campione esaminato il 30% delle imprese ha attivato finanziamenti a garanzia statale, e circa il 22% ne farà richiesta a breve. Solamente un’azienda su quattro (quelle che non riscontrano problemi di liquidità) non intende esporsi ulteriormente sul piano finanziario. Tra i ristori previsti per alcune categorie anche quelli messi in campo dalla Regione del Veneto con un fondo da 18,3 milioni di euro.

«Iniziative come quelle messe in campo dalla Regione sono un buon segnale, ma ora serve uno sforzo in più perché la situazione sta diventando insostenibile» dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Il Governo deve dare priorità assoluta al nuovo decreto Ristori: diversi annunci fanno pensare che saranno finalmente calcolati sulla base delle perdite di fatturato e non sui codici Ateco. Una notizia positiva che va nella direzione da noi auspicata già da diversi mesi. Ma serve anche una nuova tranche di prestiti garantiti fino a 30mila euro, se possibile immaginando anche un innalzamento del tetto massimo. Le imprese hanno bisogno di liquidità per ripartire».

Un problema che ha colpito molti artigiani che, pur non essendo stati costretti alla chiusura dalle misure anti-Covid, si sono trovati a dover affrontare bruschi cali di fatturato a causa della ridotta circolazione dei clienti e della contrazione dei consumi.

Come Cristina Checchin, titolare dal 2018 con Alessandra Vandello e la sorella Chiara di un negozio dolciario a Padova specializzato in bomboniere e oggettistica per la casa. Lo stop alle cerimonie ha fatto crollare gran parte del giro d’affari: «Le vendite dei prodotti food sono andate avanti – spiega Cristina – ma sulle bomboniere abbiamo avuto un calo del 70-80% del fatturato. A settembre abbiamo ottenuto il finanziamento garantito, anche se la trafila è stata lunga. Ora abbiamo aderito al bando della Regione, un buon segno. La situazione però è difficile, servirebbe una tregua della fiscalità».

Mentre il ritorno in zona arancione andrà a penalizzare chi, come Michela Fabris, opera nel settore benessere e conta su una clientela sparsa su diversi comuni. Il suo centro a Rustega di Camposampiero offre solarium, bagno turco, massaggi, trattamenti viso. «È un piccolo paese, con un bacino di clientela di 900 abitanti» racconta Michela. «Ma conservo molte clienti di Massanzago, dove lavoravo fino a 3 anni fa. Da martedì dovrò disdire diversi appuntamenti». Con perdite di fatturato di circa il 50% nel 2020 a ottobre Michela ha avuto un ristoro di 2.200 euro, da allora più niente. «Bisogna andare avanti con caparbietà, ma ce la fai solo perché hai passione, non perché vieni aiutato».

Finanziamenti garantiti: i dati padovani
I dati dell’indagine CNA sono in linea con quelli più aggiornati del Fondo Centrale di Garanzia relativamente alle richieste pervenute, e deliberate, dei finanziamenti a sostegno della liquidità a garanzia statale istituiti con il Decreto dell’8 aprile 2020 e prorogati dall’ultima Legge di Bilancio fino al 30 giungo 2021: all’inizio di marzo sono state oltre 35 mila le operazioni attivate per circa 3 miliardi e 300 milioni di euro complessivi, pari ad una media di 95 mila euro per impresa: in sostanza, quattro imprese su dieci in provincia di Padova hanno attinto ai finanziamenti per la liquidità. Di queste operazioni, oltre la metà (19.274) hanno riguardato le operazioni tipicamente richieste dalle microimprese, ovvero finanziamenti fino a 30 mila euro di importo, per una media erogata ad imprese di circa 20.500 euro.

La Regione del Veneto ed Unioncamere Veneto hanno cercato di dare un aiuto diretto alle imprese, mettendo a disposizione un fondo di oltre 18,3 milioni di euro per ristori a fondo perduto destinati alle filiere degli eventi e degli ambulanti “fieristi”, del trasporto persone, dello sport e intrattenimento, della attività culturali e dello spettacolo, del commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria, e degli esercizi sospesi all’interno dei centri commerciali. Lo sportello si è chiuso mercoledì 3 marzo, facendo registrare una partecipazione rilevante, dato che sono oltre 20 mila le imprese venete che “statisticamente” (guardando ai codici di attività ammessi) avrebbero potuto inviare la domanda.Uscite stampaPadovando.comNordest24Padovaoggi.itVenetoEconomiaVeneto Report

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08Mar

8 marzo | Imprenditrici, colpite ma non affondate

08/03/2021 lucas In evidenza, News 46

Più di una imprenditrice o lavoratrice autonoma su due non si è fatta travolgere, nemmeno psicologicamente, dall’annus horribilis 2020. Addirittura quasi il 40% di questa platea in rosa l’anno scorso si è impegnato in maniera proattiva, a esempio riorganizzando la propria attività, o ha continuato a lavorare registrando a fine anno risultati economici positivi. Viceversa, il 47% circa assicura che, se l’emergenza non sarà superata in breve tempo, potrebbe ridimensionare fortemente la propria attività (39,1%) o addirittura chiudere i battenti (8,3%). Dati, ovviamente, che riguardano le titolari di attività rimaste aperte, al netto insomma delle realtà già cessate. È quanto emerge da una indagine condotta dal Centro studi CNA in collaborazione con CNA Impresa Donna in occasione della festa della donna in un campione rappresentativo di iscritte alla Confederazione.

Il 2020 è stato un anno particolarmente duro per le donne lavoratrici, sia autonome sia dipendenti. La crisi, infatti, ha picchiato in particolare le attività dove sono presenti in maggior misura le donne. Degli oltre 440mila posti di lavoro persi l’anno scorso in Italia, rileva l’Istat, il 70% circa era occupato da donne e questo in un Paese che ha il più basso tasso di occupazione femminile, Grecia esclusa.

L’asimmetria dell’impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano discende dal fatto che i settori maggiormente bersagliati dalla crisi sono quelli che rientrano in filiere (moda, turismo, attività culturali, servizi alla persona) dove maggiore è la presenza femminile in termini di occupazione. E dove è anche maggiore la presenza femminile nell’imprenditoria e nel lavoro autonomo. Se la media dell’occupazione indipendente femminile tra industria e servizi è pari al 31,2%, nelle “altre attività di persone” (in cui rientrano i servizi alla persona) tocca il 57,9%, nell’abbigliamento il 52,8%, nella sanità e l’assistenza sociale il 46,5%, nell’istruzione il 42,3%, nell’alloggio e ristorazione il 41,8%, nel tessile il 41%. Anche l’occupazione indipendente femminile è uscita ridotta dall’annus horribilis. E questo benché abbia risposto molto meglio della componente maschile alla crisi globale scoppiata nel 2008 e alla crisi della finanza pubblica del 2011, dalle quali l’Italia non si era ancora ripresa prima che arrivasse la pandemia. Tra il 2009 e il 2019, infatti, il numero di donne che lavorano come indipendenti era rimasto pressoché costante, accusando un calo dello 0,4% a fronte del -8,8% maschile. Nei primi nove mesi dell’anno scorso queste tendenze si sono però invertite: a fronte del -3,9% femminile, la componente maschile del lavoro autonomo si è fermata al -2,2%.

A livello psicologico, risultati economici a parte, il 2020 ha avuto un impatto perlopiù negativo: il 60,5% delle intervistate lo ha vissuto con sentimenti di preoccupazione, all’opposto il 37,5% ha affermato di aver guardato al futuro con speranza e fiducia. Le imprenditrici più pessimiste sono soprattutto quelle la cui attività è stata fondata prima del nuovo millennio, evidentemente provate dalle due precedenti crisi. A reagire con maggiore carattere le imprenditrici che hanno fondato da sé la propria attività.

Sono ben quattro intervistate su cinque a essere deluse dall’atteggiamento complessivo dell’opinione pubblica rispetto al loro lavoro, che è meno considerato di quello degli uomini. Un atteggiamento, a loro parere, condiviso dalla politica: due intervistate su tre lamentano la scarsa o nulla considerazione percepita.

Le imprenditrici maggiormente critiche nei confronti della politica sono anche quelle per le quali le tante difficoltà riguardanti la gestione dell’impresa non sono state evidentemente compensate da misure di ristoro fatte su misura per le donne imprenditrici. Questa chiave interpretativa sembra trovare conferma quando si vanno a considerare i giudizi per le misure inserite nella Legge di Bilancio 2021 a favore dell’imprenditoria femminile e la parità di genere. I contributi a fondo perduto, che sono la misura ritenuta più utile dalle intervistate (53%), trovano un maggior favore nell’area delle imprenditrici preoccupate (57,1%). Rispetto a queste ultime, le imprenditrici “ottimiste” esprimono invece un maggior favore per quelle misure in grado di favorire la gemmazione di nuove attività (finanziamenti agevolati e a tasso zero per avviare nuove imprese) e il consolidamento di quelle esistenti: percorsi di assistenza tecnico-gestionale e investimenti nel capitale a beneficio delle imprese.

Infine, anche la valutazione delle misure ritenute più idonee per favorire la conciliazione famiglia-lavoro delle imprenditrici e delle lavoratrici autonome appare influenzata dal modo in cui le imprenditrici hanno vissuto l’anno della pandemia.

Se infatti, complessivamente quasi il 51,4% delle intervistate indica negli investimenti in servizi per l’infanzia (asili nido e scuole materne) e per l’assistenza agli anziani la misura su cui puntare principalmente, questa preferenza viene espressa con maggiore decisione dalle imprenditrici “più reattive” (quasi il 55%). Rispetto alla media campionaria, le imprenditrici “più preoccupate” esprimono invece un maggior favore per misure fruibili nell’immediato (assegno per unico per figli a carico e voucher per acquistare servizi utili alla conciliazione famiglia-lavoro) ritenute le più necessarie per compensare, almeno in parte, la riduzione del reddito derivante dalla crisi.

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05Mar

Il Veneto in zona arancione

05/03/2021 lucas In evidenza, News 42

Regole valide in Veneto, ZONA ARANCIONE

  • è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori di cui al comma 1 è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto;
  • in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi;
    l’ambito degli spostamenti di cui al primo periodo è quello comunale; qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
  • è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune;
  • sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

DPCM 2 marzo 2021
Regole valide dal 6 marzo al 6 aprile 2021

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03Mar

Firmato il nuovo DPCM

03/03/2021 lucas In evidenza, News 52

ZONE BIANCHE
Potranno rientrare le Regioni che per tre settimane avranno un’incidenza dei nuovi contagiati inferiore a 50 persone per 100mila abitanti. Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.

Sospeso il coprifuoco dalle 22 alle 5, ma restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).

Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli ffetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

SCUOLA
Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI
Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.
Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI
In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA
Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

ATTIVITÀ SPORTIVE
Restano chiusi in tutta Italia palestre, piscine e impianti sciistici

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO
Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.
A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI
È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.Scarica il PDF del DPCM

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02Mar

Incomprensibile la chiusura di acconciatori ed estetiste in zona rossa

02/03/2021 lucas Acconciatori, Estetiste, Tatuatori, In evidenza, News 87

Le misure di contenimento del virus nelle cosiddette “zone rosse”, introdotte a novembre dello scorso anno e confermate nei successivi decreti, hanno opportunamente consentito la prosecuzione di tali attività riconoscendo di fatto l’efficacia dei protocolli di sicurezza a cui le imprese del settore si sono adeguate in maniera stringente e rigorosa.

Non è un caso che saloni di acconciatura e barbieri, in questi mesi, non abbiano in alcun modo rappresentato fonte di contagio. Appare, pertanto, incomprensibile e priva di motivazioni oggettive questa repentina quanto inaspettata esclusione dal novero dalle attività di servizio ammesse in zona rossa.

La CNA ha, inoltre, manifestato in più occasioni la necessità di consentire la prosecuzione dell’attività in zona rossa anche alle imprese di estetica che, contrariamente a quelle di acconciatura, non si sono viste riconoscere tale possibilità neanche nei precedenti decreti. Tali imprese, al pari degli acconciatori, garantiscono, infatti, la massima sicurezza sia per organizzazione che per modalità di svolgimento del lavoro.

Stupisce, pertanto, l’inversione di rotta contenuta nella bozza di DPCM, laddove conferma la sospensione delle attività di estetica in zona rossa e reintroduce la stessa misura anche per quelle di acconciatura. Pare francamente assurdo che queste categorie, già penalizzate in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, possano essere punite di nuovo e senza motivazioni oggettive.

CNA chiede quindi che il Governo adotti dei correttivi alle misure annunciate, riconsiderando l’opportunità di garantire piena operatività alle imprese di acconciatura e di estetica anche in zona rossa.

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02Mar

Osservatorio CNA: “La paura congela l’artigianato nel 2020”

02/03/2021 lucas In evidenza, News 52

È quanto emerge dall’Osservatorio lavoro della CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole dal dicembre 2014, all’inizio della stagione di riforme che ha profondamente modificato il mercato del lavoro italiano.

Nonostante la diminuzione complessiva, l’artigianato – rileva l’Osservatorio lavoro CNA – ha sostanzialmente resistito allo tsunami Covid-19, registrando un calo dello 0,3% dopo quattro anni di crescita ininterrotta, superiore al 2,5% annuo. Naturalmente questo dato è influenzato dalle misure a sostegno del reddito e a difesa dell’occupazione, quali cassa integrazione e divieto di licenziamento.

Il combinato disposto di crisi economica e misure di sostegno all’occupazione ha determinato una brusca interruzione nell’avvicendamento sui posti di lavoro. Nel 2020 i tassi di assunzione e di cessazione sono stati i più bassi degli ultimi quattro anni. Da un lato la crisi economica ha frenato le assunzioni (-18%), dall’altro il blocco dei licenziamenti ha prodotto una brusca riduzione delle cessazioni (-13,1%). In entrata e in uscita, insomma, le posizioni permanenti sono rimaste “congelate”. Maggiore mobilità, viceversa, è stata registrata nelle tipologie contrattuali a termine, utilizzate per fare fronte alle necessità temporanee.

Una situazione pericolosamente sospesa che potrà volgere al meglio a condizione che, nei prossimi mesi, si realizzi su una solida ripresa della domanda, possibile solo con il successo della campagna vaccinale. Al contrario, tanti artigiani e piccole imprese si troverebbero nella dolorosa condizione di dover ridurre gli organici, se non addirittura di essere costretti a cessare la stessa attività.

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26Feb

Nel padovano un’azienda su cinque è rosa

26/02/2021 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 72

Gian Carla Tasso, CNA Padova: «Dalla Regione opportunità per chi decide di cogliere la sfida della digitalizzazione, o di introdurre innovazioni che vanno nella direzione della sostenibilità ambientale»

Padova, 25 febbraio 2021 – Da Arianna, che presto aprirà un salone di parrucchiera tutto suo, a Sandy, che coglierà l’occasione per investire sull’e-commerce e vendere online i suoi prodotti di alta pasticceria. Giovani imprenditrici e artigiane padovane che, in un momento tanto difficile, si mettono in gioco, scommettono sulla crescita della propria attività e sull’innovazione, trasmettendo un segnale positivo di fiducia.

Sono tante le opportunità aperte dal bando della Regione Veneto dedicato all’imprenditoria femminile, che destina 1,5 milioni di euro per sostenere le imprese rosa che operano nei settori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e dei servizi, con l’obiettivo di rafforzare e arricchire il tessuto imprenditoriale veneto. Un bando che concede contributi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari, hardware e software, attrezzature, arredi, opere edili e impiantistiche, brevetti e licenze, fino ad un massimo del 40% della spesa sostenuta.

CNA Padova, in una provincia in cui sono presenti oltre 17.600 imprese con titolare donna (un’impresa attiva su cinque), si è impegnata nelle ultime settimane per seguire un gran numero di domande di adesione al bando, chiusosi il 24 febbraio, mettendo a disposizione le proprie risorse per supportare le imprenditrici associate.

«Nello scenario attuale, difficile per tutti, le imprese femminili soffrono in modo particolare» spiega Gian Carla Tasso, presidente della categoria benessere di CNA Padova e membro del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio padovana. «In questo senso il bando regionale rappresenta una grande opportunità e un supporto per le donne, soprattutto per tutte coloro che vogliono mettersi in gioco e sviluppare un’idea innovativa. Non solo, quindi, per chi vuole rinnovare i propri locali o semplicemente acquistare macchinari, ma soprattutto per chi decide di cogliere la sfida della digitalizzazione, o introdurre innovazioni che vanno nella direzione della sostenibilità ambientale».

Arianna e Sandy, giovani artigiane che scommettono sul futuro
Anche Arianna Simioni, giovane parrucchiera di 27 anni, ha deciso di aderire al bando regionale. Dopo 9 anni come dipendente presso un salone vuole finalmente cogliere l’opportunità di aprire un’attività tutta sua a S. Giorgio in Bosco, dove poter mettere a frutto la sua creatività. Un progetto che coltivava da tempo e che ora, dopo aver ottenuto a dicembre l’abilitazione di acconciatore, è pronta a vedere realizzato. «Mi sto preparando per aprire il nuovo negozio ai primi di maggio» spiega Arianna. «Tutti mi dicono che il momento non è dei migliori, ma sembra che ogni volta ci sia un motivo valido per non aprire. Quello che mi spinge è il desiderio di indipendenza, la voglia di cercare una mia strada personale. Essere liberi in questo mestiere, che è molto creativo, per me è fondamentale. Il finanziamento regionale potrebbe essere un aiuto in più per coprire le spese degli arredi del nuovo salone».

Sandy Astrali, 33 anni, da diversi anni partecipa con successo a concorsi e competizioni in cui si sfidano i migliori pasticceri e cioccolatieri italiani. Dal 2017 è titolare di una pasticceria caffetteria a San Martino di Lupari. Un’attività che sin dall’inizio ha puntato ad offrire prodotti classici ma anche innovativi, a sperimentare con gusti nuovi. Già premiata nel 2019 da CNA Padova come migliore giovane imprenditrice, per lei il prossimo passo è la sfida del digitale. «Aver aperto un laboratorio e un’attività mia è stato un modo per esprimermi liberamente» racconta Sandy. «Per me il bando regionale è un’opportunità per stare al passo coi tempi, un input in più per avere un sostegno che mi permetta di evolvermi. La mia intenzione è quella di investire per potenziare la vendita online, creando una piattaforma di e-commerce. Ma sto valutando anche altri ambiti di crescita».

Imprese femminili nel Padovano
In base alle elaborazioni dell’Ufficio Studi CNA Padova su dati della CCIAA provinciale, alla fine del 2020 nel Padovano una impresa attiva su cinque è condotta da donne: sono oltre 17.600 le imprese individuali con titolare donna o società in cui la maggior parte della compagine è femminile, che danno lavoro a circa 50 mila addetti. Una quota in linea con la media regionale e con le altre province venete, con l’unica eccezione della provincia di Rovigo in cui la proporzione sale a circa 1 impresa femminile su 4.

I settori a maggiore “vocazione” femminile sono il commercio, (circa 4.600 attività, in grandissima parte al dettaglio, prevalentemente nell’abbigliamento, nei tabacchi, e nell’ambulante in genere), mentre nei servizi alla persona quasi 6 imprese su 10 sono guidate da donne: sono infatti poco meno di 1.700 i saloni di parrucchiera ed i servizi di trattamenti estetici. Quasi il 30% del totale delle imprese padovane nella ristorazione sono guidate da donne, 565 tra pasticcerie, gelaterie, ristoranti e pizzerie e circa 700 bar e caffetterie. Elevata è anche l’incidenza nei servizi di supporto alle imprese (28%), in particolare nei servizi di pulizia. Molto consistente anche la presenza delle donne nell’agricoltura, (circa 2.800 imprese, il 24% del totale).

Anche per le imprese femminili il 2020 è stato un anno complicato, con una riduzione di attività di circa un punto percentuale, che si traduce in circa 150 attività in meno. Non tutte le attività, però, stanno soffrendo allo stesso modo: anzi, tutto il comparto dei servizi “al femminile”, sia quelli più tradizionali (estetica, benessere, servizi alle imprese) che quelli professionali (comunicazione, finanza, immobiliare, studi professionali) sono stabili o in crescita, mentre i contraccolpi si stanno già facendo sentire nella ristorazione, nel commercio e nelle attività agricole, con perdite che anche se non elevate in termini assoluti stanno facendo suonare il campanello d’allarme su quello che potrebbe il prossimo futuro con il perdurare della crisi economica.Uscite stampaPadovaoggi.itPadovando.comVeneto EconomiaImpresenordest.net

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26Feb

Alessandro Conte nominato nuovo Presidente di EBAV

26/02/2021 lucas In evidenza, Sportello EBAV 79

L’assemblea EBAV riunitasi martedì 23 febbraio, ha rinnovato il Consiglio di Amministrazione dell’Ente Bilaterale dell’Artigianato Veneto e ha nominato nuovo Presidente il trevigiano Alessandro Conte, attualmente Presidente CNA Veneto. Giannino Rizzo (UIL) eletto nuovo Vice Presidente. Sostituiscono rispettivamente la presidenza di Rinaldo Pellizzari (Confartigianato Imprese Veneto) e la vice presidenza di Renzo Pellizzon di CGIL Veneto. Gli altri componenti il CdA sono: Renzo Pellizzon (CGIL Veneto), Rudy Roffare’ (CISL Veneto), Giannino Rizzo (UIL Veneto), Gianluca Bassiato (Confartiginato Imprese Veneto), Moreno Zonta (Confartigianato Imprese Veneto), Alessandro Conte (CNA Veneto). Riconfermato alla direzione EBAV, Oscar Rigoni.

Ebav è l’ente bilaterale regionale dell’artigianato del Veneto, costituito da Confartigianato, Cna, Casartigiani, e Cgil, Cisl, Uil, con lo scopo di rendere operative intese tra le Associazioni artigiane del Veneto (Confartigianato Imprese, Cna, Casartigiani), e i Sindacati del Veneto (Cgil, Cisl e Uil) per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane del Veneto, degli imprenditori artigiani e dei loro familiari collaboratori.

Ebav è l’ente di settore più importante d’Italia con 35mila imprese e 155mila dipendenti aderenti, ai quali, nel corso del solo 2020, sono stati erogati in prestazioni di 1 e 2 livello complessivamente 140 milioni di euro, ripartiti in 123 milioni a favore dei lavoratori sospesi per covid 19 (amortizzatore sociale Fsba) per 100mila domande; 17 milioni a favore delle aziende e dei lavoratori con risorse proprie Ebav per 50mila domande.

«Il primo messaggio da trasmettere è che per cambiare bisogna fare squadra – dichiara il nuovo Presidente Alessandro Conte –. Per un concreto progetto di cambiamento dobbiamo lavorare con gli altri enti bilaterali per essere più incisivi e sperimentare nuove forme di welfare a livello

territoriale. E su questo aspetto dobbiamo lavorare ancor più in sinergia con le pubbliche amministrazioni, Regione Veneto in primis.

L’accordo di riforma siglato tra le parti sociali il 4 dicembre scorso va tradotto in impegno concreto di lavoro per accrescere i vari livelli di soddisfazione per i dipendenti e per le imprese, incentivando la capacità di investire le risorse in progetti strutturali ed investimenti di ampio respiro per una prospettiva futura di miglioramento.

Ecco che questa visione non può che tradursi in un impegno concreto su quelle filiere che davvero possono portare ad un cambiamento: incentivare la transizione digitale e ambientale ed investire nei giovani e nelle donne, categorie realmente capaci di fare impresa in maniera innovativa: questa è l’idea più importante per gli enti bilaterali.»

Alessandro Conte, asolano, classe 1954, attuale presidente CNA Veneto. Èfondatore della Rtve, impresa che opera dal 1975 nel settore dell’impiantistica e delle telecomunicazioni e che oggi dà lavoro a 16 dipendenti. Tra il 1995 e il 2004 è stato sindaco della sua città, Asolo, e da molti anni è impegnato nell’attività di rappresentanza del mondo della piccola e media impresa, all’interno del sistema CNA.

«Il settore dell’artigianato sta soffrendo molto – ha dichiarato Giannino Rizzo, neo Vice Presidente EBAV– e quindi la bilateralità fatta dalle parti sociali e dal settore dell’artigianato non può che essere strumento di supporto. Nel difficile momento che stiamo vivendo, è determinante riuscire a sostenere sia gli imprenditori che i lavoratori con una serie di servizi mirati ed efficaci: la cassa integrazione messa in campo per il Covid 19 ha sempre coperto le necessità del settore, ma non sempre è stata distribuita in tempi utili, causati dalle erogazioni delle strutture Governative. L’impegno del nuovo consiglio di amministrazione sarà quello di essere attento a ciò che serve oggi, non solo in tempi di realizzazione, ma anche in termini di tempistica. Da parte di Ebav e del nuovo Consiglio di Amministrazione c’è la volontà di rilanciare il settore sostenendolo anche con un occhio attento all’occupazione»

Giannino Rizzo, classe 1949, padovano-residente nel Vicentino, è segretario Regionale con delega per l’artigianato e la bilateralità Veneta. Entrato nel Sindacato sin da giovanissimo ha trascorso tutta la sua attività professionale a servizio della struttura di Categoria e della Uil, ricoprendo vari incarichi a livello provinciale, regionale e nazionale. Ha ricoperto il ruolo di consigliere di amministrazione EBAV per tre mandati ed ora è nominato vice presidente.

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23Feb

Spostamenti – Approvato dal Governo il nuovo Decreto Covid

23/02/2021 lucas In evidenza, News 47
  •  Divieto di spostamento tra Regioni fino al 27 marzo 2021 su tutto il territorio nazionale
  • Consentiti gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. Resta consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione
  • Fino al 27 marzo 2021 nelle zone rosse non sono consentiti gli spostamenti verso abitazioni private diverse dalla propria, salvo che siano dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute
  • Gli spostamenti verso abitazioni private abitate restano invece consentiti, tra le ore 5.00 e le 22.00. In zona gialla all’interno della stessa Regione e in zona arancione all’interno dello stesso Comune
  • Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini

Scarica il PDF del decreto

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Confederazione Nazionale dell’artigianato
e delle Piccole imprese

Associazione Provinciale di Padova e Rovigo
Via della Croce Rossa 56
35129 Padova

t. +39 049 8062211
f. +39 049 8062200

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