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CNA Padova
11Mag

Bonus Mobili 2021

11/05/2021 lucas In evidenza, Legno e Arredamento 65

Che cos’è il Bonus Mobili? Si tratta di una detrazione Irpef del 50% spettante a chi ha effettuato l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

L’agevolazione è valida per gli acquisti che si effettuano nel 2021, ma può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1° gennaio 2020.

Gli interventi necessari per accedere alla detrazione

Il Bonus Mobili 2021 può essere utilizzato da coloro che hanno effettuato una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali, dal 1° gennaio dell’anno scorso (2020).

Gli interventi edilizi necessari per avere la detrazione sono:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Tra gli interventi necessari per accedere alla detrazione rientrano ad esempio il rifacimento di scale e rampe, la realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate, l’apertura di nuove porte e finestre, ecc. .

Ma anche l’installazione di una stufa a pellet o la sostituzione di una caldaia sono consentiti per accedere alla detrazione.

Il Governo, poi, nelle FAQ sul Superbonus, precisa che danno inoltre diritto al Bonus Mobili anche gli interventi edilizi che rientrano nel sismabonus nonché nel superbonus antisismico del 110%.

Tipologie di beni acquistabili

La detrazione spetta per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici nuovi.

Rientrano, tra i mobili acquistabili, i letti, gli armadi, le cassettiere, i tavoli e le sedie, ecc. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

È possibile usufruire della detrazione anche delle spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati. La detrazione spetta anche in caso di finanziamento a rate.

Come ottenere il Bonus Mobili

La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) e spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.

CNA Veneto ha predisposto una guida al Bonus Mobili, fornendo alle imprese del settore dell’arredo gli strumenti per chiarire i dubbi ai propri clienti su questa detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici a seguito di una ristrutturazione edilizia.Per avere maggiori informazioni sul Bonus Mobili

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10Mag

Necessario riaprire i piccoli negozi dei centri commerciali anche il sabato e la domenica

10/05/2021 lucas In evidenza, News 49

Nell’ottica della graduale riapertura di tutte le attività produttive è importante prevedere anche la riapertura nelle giornate festive e prefestive dei negozi e della attività artigianali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati che il sabato e la domenica continuano a restare chiusi.

Anche per queste attività sono assicurate le norme di sicurezza quali la distanza interpersonale di almeno un metro, gli ingressi dilazionati e la sosta all’interno dei locali per il tempo necessario per i servizi richiesti e l’acquisto dei beni.

Si tratta di applicare le misure anti contagio già attuate nei giorni feriali della settimana in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico.

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04Mag

CNA Fita Taxi in piazza per sensibilizzare le istituzioni

04/05/2021 lucas In evidenza, Trasporto Persone 85

Tra le principali proposte rivolte dalla categoria alle Istituzioni: un sostegno economico specifico tramite la costituzione di un fondo di 800 milioni di euro per il 2021 allo scopo di sostenere la ripartenza dell’intero comparto, la sospensione e la proroga di mutui, leasing e finanziamenti, un anno “bianco” fiscale a valersi sino al 2022, la semplificazione delle procedure comunali per l’utilizzo dei voucher taxi, la concessione di un ecobonus per l’acquisto delle auto elettriche sul modello del Superbonus 110%, la reintroduzione della detassazione delle accise sui carburanti.

“I tassisti e tutto il trasporto pubblico non di linea – commenta Riccardo Carboni, portavoce nazionale del comparto Taxi di CNA – fanno parte di una categoria tra le più colpite della crisi. Da oltre un anno, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, gli imprenditori di questo settore, seppure gravemente colpiti sul piano economico e finanziario, hanno costantemente garantito un servizio essenziale. Nonostante le disattenzioni, se non le amnesie, della politica nei loro confronti”.

Conferme che arrivano anche dai dati elaborati dal Centro Studi di CNA che per il 2020 segnala un calo medio del fatturato degli operatori pari al 70%.

“Nonostante un alleggerimento delle restrizioni derivanti dal passaggio in zona gialla di molte regioni – conclude Riccardo Carboni – il mercato non sta ripartendo: questi lunghi mesi di pandemia hanno pesantemente condizionato le abitudini delle persone e serviranno concreti aiuti al settore per consentire alle imprese di continuare a operare”.

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03Mag

A Tg 2 Italia CNA racconta il ritorno ai vecchi mestieri

03/05/2021 lucas Artistico Tradizionale, In evidenza 62

JTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGbTdNUC01eFBQMU0lMjIlMjB0aXRsZSUzRCUyMllvdVR1YmUlMjB2aWRlbyUyMHBsYXllciUyMiUyMGZyYW1lYm9yZGVyJTNEJTIyMCUyMiUyMGFsbG93JTNEJTIyYWNjZWxlcm9tZXRlciUzQiUyMGF1dG9wbGF5JTNCJTIwY2xpcGJvYXJkLXdyaXRlJTNCJTIwZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhJTNCJTIwZ3lyb3Njb3BlJTNCJTIwcGljdHVyZS1pbi1waWN0dXJlJTIyJTIwYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuJTNFJTNDJTJGaWZyYW1lJTNFGuarda il servizio di TG2 ItaliaEmblema del Made in Italy, insieme -tra le altre cose- alla gastronomia e alla moda del nostro Paese. Mondi trasversali, connessi dal comun denominatore del saper fare italiano. Un esempio? Il turismo esperienziale, da vivere nelle botteghe artigiane, cariche di storia, dei nostri borghi più caratteristici.

Nel corso della trasmissione, Santolini ha ricordato le tante esperienze di successo. Basti pensare ai distretti artigianali che attirano in Italia persone di ogni età e formazione. E non mancano le contaminazioni tra eccellenze che superano i confini nazionali. È così da sempre, prima che “internazionalizzazione” entrasse nel lessico comune di chi non si accontenta dei confini nazionali. È accaduto allora che una casa di moda di fama mondiale collaborasse con laboratori di vetro soffiato per dar vita a prodotti unici. Andando a ritroso nella storia di ogni bottega, passata di generazione in generazione, è possibile trovare tante esperienze di questo tipo. Che sfatano il mito dell’artigiano individualista, chiuso tra le quattro mura della sua bottega. E laddove quest’attitudine sia ancora consolidata, sono proprio le contaminazioni con le nuove esperienze e con le giovani generazioni a promettere un salto di qualità.

L’artigianato artistico è un universo costellato da una galassia di specialità e di lavorazioni: del vetro, della carta, della pietra, della ceramica, dell’oro… “Stiamo lavorando per sensibilizzare i giovani a ritornare ai vecchi mestieri” ricorda Santolini. “Sensibilizzazione che deve partire da chi ci governa e che deve arrivare alle nuove generazioni. Perché gli antichi mestieri sono sempre più attuali, come si vede dalla commistione tra artigianato e design”. In alcune realtà, di particolari territori, ha ricordato Santolini, oltre alla collaborazione tra università e scuole superiori, c’è quella tra artigiani e designer. Questi incontri presuppongono l’interazione tra vecchie e nuove generazioni; l’integrazione tra strumenti tradizionali, tecnologie innovative, piattaforme per guardare all’estero. “Il Made in Italy è ormai un vessillo riconosciuto universalmente. Tanto che alcune peculiarità del nostro territorio – ha ricordato Santolini- stanno per diventare patrimonio materiale dell’Unesco“. Per preservare questa ricchezza è fondamentale stimolare i giovani a scoprire il valore dell’artigianato e promuovere la creatività. “Serve uno sforzo comune – ha ricordato Santolini-. Servono risorse. La politica deve essere sensibile a questo settore, che ha meraviglie immense da trasmettere ai giovani”. Futuri artigiani e designer, artefici e fautori di nuove forme di arte.

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30Apr

L’impatto del Covid-19 sull’economia del territorio e il confronto con l’Europa

30/04/2021 lucas In evidenza, News 55

Scarica il comunicato stampaPresentati giovedì in conferenza stampa CNA Veneto, gli aggiornamenti relativi al terzo Focus 2021 sull’impatto del Covid 19 sull’economia del territorio raffrontati con quelli delle principali regioni europee, secondo quanto emerso dallo studio effettuato dall’Osservatorio Economia e Territorio per CNA Veneto condotto dal Centro Studio Sintesi. (Il precedente Focus è stato presentato nel febbraio 2021).

Come di consueto il report dell’Osservatorio è in due parti: la prima dedicata al monitoraggio dell’impatto del Covid sugli scenari economici rispetto a 10 indicatori – PIL, CONSUMI, INVESTIMENTI, TOTALE IMPRESE ATTIVE, IMPRESE ARTIGIANE, NUOVE IMPRESE ISCRITTE, IMPRESE CESSATE, OCCUPATI, C.I.G., EXPORT – mediante analisi trimestrale nonché una comparazione con il PIL delle principali regioni europee con le quali è necessario confrontarsi; la seconda parte ha analizzato le previsioni di ripresa attraverso due  approfondimenti: il percorso già intrapreso da molti comparti della PMI per quanto riguarda la Transizione ecologica e tutto il settore Turismo  con le filiere collegate, che deve essere ripensato per poter ripartire.

«Dobbiamo confrontarci con l’Europa e puntare tutta l’attenzione ai due asset che potranno rappresentare i cardini della ripresa economica del Veneto: transizione ecologica ed energetica, e turismo – afferma Alessandro Conte, Presidente CNA Veneto –. Per quanto riguarda la transizione ecologica la piccola e media impresa  ha già iniziato il percorso con filiere che si muovono in questa direzione con l’adozione di strumenti quali il Superbonus che sta dimostrando tutte le sue potenzialità operative per quanto riguarda il comparto Casa, e l’istituzione delle Comunità Energetiche, incentivo importantissimo per diffondere la cultura green oltre che reale opportunità di risparmio. Il settore del turismo deve invece essere completamente ripensato. Abbiamo visto come la pandemia abbia provocato gravissime conseguenze su questo comparto e come la limitazione di movimento per il contenimento del Covid abbia costretto a rivedere completamente il concetto di turismo degli ultimi anni. Ora ci si trova ad un Punto Zero che richiede nuove azioni ma soprattutto nuova mentalità per ridare slancio ad un settore che è sempre stato trainante per il Veneto. Alla Regione chiediamo di considerarci partner operativo per collaborare alla elaborazione di una nuova strategia e per spingere sulle filiere strategiche aiutandole nella riconversione, tenendo conto che il tessuto della piccola impresa è centrale e nevralgico per la ripartenza della nostra regione, ma anche del Paese.»

«Il comparto manifatturiero, quello energetico, meccanico e le attività di costruzioni, che in Veneto rappresentano complessivamente oltre il 14% del totale delle imprese, hanno già colto le opportunità legate alla transizione ecologica – aggiunge il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon –. Ma anche per il turismo le opportunità ci sono: il nostro territorio comprende mare, montagna, laghi, terme, colli. L’oramai prossima estate 2021 sarà il banco di prova per mobilitare ogni tipo di offerta e far ripartire una filiera – settore eventi, cerimonie, ristorazione – in grandissima sofferenza. Dallo Studio dell’Osservatorio emerge come la previsione sul turismo post Covid avvicini ad un modello “a misura d’uomo”, in grado di valorizzare il rapporto con la regione e con le sue ricchezze paesaggistiche e storico-artistiche; un turismo di prossimità legato all’ambito esperienziale per far scoprire, o riscoprire, i gioielli nascosti del nostro territorio.»

Il covid sul Pil 2020: il Veneto e le principali regioni europee

L’Osservatorio, per primo in Veneto, ha analizzato l’impatto del Covid 19 sulle principali economie regionali d’Europa confrontandolo con i dati regionali veneti. Lo Studio evidenzia comeanche per le regioni europee, la pandemia dal punto di vita economico sia stata devastante e senza precedenti, ma che gli altri stati europei hanno contrastato con un PIL in perdita contenuta.

Tra il 2019 e il 2020 il PIL è diminuito ovunque: i Länder tedeschi sono stati gli unici che hanno registrato flessioni più contenute rispetto alle altre regioni europee (Renania Nord Westfalia -4,4%, Baviera -5,5%, Fiandre-11,1%, Baden-Wurttemberg -5,5%, Paesi Baschi -9,7%, Catalogna -13,5%, Comunità Valenciana -10,7%). Il raffronto con le tre regioni italiane oggetto dello Studio riporta le seguenti percentuali: il Veneto ha registrato un PIL in discesa del -8,9%, la Lombardia -9,4%, l’Emilia Romagna anch’essa il -9,0%.Sono dati importanti che CNA Veneto per prima ha analizzato per approntare politiche di ripartenza agganciate all’export e all’Europa.

I 10 indicatori: gli aggiornamenti per il Veneto (elaborazioni su DATI ISTAT, DEF 2021 e PROMETEIA)

Il Covid ha già bruciato 51mila posti di lavoro con un taglio del 2,4%. Per l’export 5 miliardi in meno. Negli ultimi due trimestri 2020 ed  in particolare nell’ultima parte dell’anno c’è stata comunque una discreta ripresa con un valore che si è assestato all’incirca al  – 8%.

La prima parte dello Studio aggiorna, rispetto al precedente Focus di inizio febbraio, le percentuali di impatto del Covid sui principali 10 indicatori dell’economia del Veneto (PIL, CONSUMI, INVESTIMENTI, TOTALE IMPRESE ATTIVE, IMPRESE ARTIGIANE, NUOVE IMPRESE ISCRITTE, IMPRESE CESSATE, OCCUPATI, C.I.G., EXPORT):

PIL: -8,9%. Per quanto riguarda il Veneto, le ultime proiezioni delineano un quadro economico in leggero miglioramento rispetto alle stime precedenti. Nello specifico, il PIL nel 2020 è diminuito dell’8,9% (stima precedente -9,4%). Per il 2021 si attende una ripresa del PIL del 5,3%, più robusta rispetto alle stime di gennaio, anche se insufficiente a riportarlo ai livelli pre-Covid (-4,1% rispetto al 2019).

CONSUMI: -10,7%. Sulla base delle ultime proiezioni, nel 2020 i consumi delle famiglie in Veneto dovrebbero aver subìto una contrazione del 10,7%, dato che conferma sostanzialmente le stime precedenti (-10,5%). Nel 2021 i consumi dovrebbero crescere del 4,5%, posizionandosi tuttavia ad un livello ampiamente inferiore rispetto a quello del 2019 (-6,7%).

INVESTIMENTI:  La dinamica degli investimenti si dimostra particolarmente sensibile all’evoluzione della pandemia; infatti, le ultime stime per il 2020 indicano un calo degli investimenti a livello regionale del -10% (proiezione precedente: -9%). Nel 2021 si prevede una robusta inversione di tendenza di tale aggregato (+9,7%), che si riporterebbe a ridosso dei livelli pre-Covid.

TOTALE IMPRESE ATTIVE: Rispetto al 2019 il numero di imprese attive risulta in flessione (-0,7%), a fronte di una leggera crescita a livello nazionale (+0,2%). IMPRESE ARTIGIANE:  – 1,3%.

NUOVE IMPRESE ISCRITTE e IMPRESE CESSATE:  Tra gennaio e marzo 2021 si registra un incremento di iscrizioni e cessazioni d’impresa rispetto al trimestre precedente. Rispetto al primo trimestre 2020 il numero di nuove imprese iscritte risulta essere superiore di 266 unità mentre il totale delle imprese cessate fa registrare una flessione di quasi 2.600 unità.

OCCUPAZIONE: Non si ferma la flessione del numero di occupati nel Veneto: nel quarto trimestre 2020 si registra un calo di 17.006 unità. Complessivamente, nel corso del 2020 l’occupazione si è ridotta di oltre 51.500 unità (-2,4% rispetto al livello medio del 2019).

CASSA INTEGRAZIONE: Tra il 2019 e il 2020 il numero di ore autorizzate di cassa integrazione in Veneto è passato da 16,8 a 344,5 milioni, pari ad un incremento di quasi 328 milioni di ore. Dopo il picco del secondo trimestre 2020, il ricorso alla C.I.G. si è sensibilmente ridimensionato; in ogni caso, il dato del primo trimestre 2021 risulta essere superiore di oltre 50 milioni di ore rispetto allo stesso trimestre del 2020.

EXPORT: Prosegue, anche nel quarto trimestre 2020, la ripresa dell’export (+1,5 miliardi di euro); tuttavia, nel 2020 le minori esportazioni per il Veneto ammontano a 5,3 miliardi (-8,2%). Le previsioni annuali sono confortanti: +13,9 per il 2021; +7,9 per il 2022.

Le prospettive per la ripresa
Transizione ecologica
(Elaborazione su dati Istat 2018)

La seconda parte dello studio condotto dall’Osservatorio si concentra sulle prospettive della ripresa che si basano su due cardini. Il primo è  la Transizione ecologica. La piccola e media impresa  ha già iniziato il percorso con filiere che si muovono in questa direzione, basti pensare all’adozione di strumenti quali il Superbonus che sta dimostrando tutte le sue potenzialità operative per quanto riguarda il comparto Casa, e l’istituzione delle Comunità Energetiche, incentivo importantissimo per diffondere la cultura green oltre che reale opportunità di risparmio.

Nel programma Next Generation Eu (NGEU) strumento decretato alla riparazione dei danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia in Europa, il processo di transizione ecologica riveste un ruolo strategico. Un concetto che, come ha sottolineato il ministro Roberto Cingolani, illustrando al parlamento le linee programmatiche del suo ministero, si fonda sull’intima connessione tra Ambiente, Energia e Sviluppo. Nel PNRR del governo italiano la missione 2 «Rivoluzione verde e Transizione ecologica» è la prima per dotazione finanziaria (circa 70 miliardi di euro). Ma si tratta di una  trasformazione a tutto campo: un processo che investe molteplici aspetti delle attività umane, come la produzione di beni, l’erogazione di servizi, la mobilità, il modo di costruire abitazioni e città, con indubbi risvolti anche sul piano sociale. Potenzialmente, tutti i settori economici sono destinati ad essere coinvolti da questa trasformazione, che il programma NGEU può concretamente supportare.

Una possibile “griglia di partenza” è rappresentata dalla analisi di alcuni settori suddivisi tra quelli in prima fila vale a dire quelli che possono, da subito, cogliere le opportunità di transizione o che lo stanno già facendo. Tra questi: produzione e fornitura di energia elettrica; ciclo rifiuti; attività di costruzioni; impianti e finitura di edifici; informatica e gestione dei dati; collaudi e analisi tecniche; noleggio di auto e altri beni; cura del paesaggio; riparazioni PC e comunicazione, per un totale di 61.312 unità locali pari al 14,4 del totale regionale (di cui 95% sono microimprese), occupando 181.539 addetti (10,3 del totale regionale, di cui il 58,5% sono occupati in microimprese).

Tra i settori in seconda fila: agroalimentare, legno, carta, fabbricazione di veicoli e componenti, commercio e riparazione di veicoli, motori elettrici e accumulatori, apparecchi per illuminazione, fabbricazione di cablaggi, materiali da costruzione, pari a 19.346 unità locali (pari al 4,5% del totale regionale; l’85,5% sono microimprese; 143.487 addetti, pari al 8,2% del totale regionale; il 31% sono occupati in microimprese).

Turismo: tempi e caratteristiche del Turismo post-Covid

(Elaborazione Dati Regione Veneto)

Secondo asset su cui articolare un programma di ripresa per l’economia del Veneto è rappresentato dal Turismo. La filiera turistica è stata tra le più colpite dalla pandemia se si consideri che il turismo rappresenta uno degli elementi trainanti dal punto di vista economico della regione. Ma il Covid ha dimostrato come sia necessaria una profonda analisi per rivedere la mentalità che ha sostenuto il turismo negli ultimi decenni. I dati del 2020 e le attese per il 2021 dimostrano che si dovrà puntare ad un tipo di turismo meno “spinto” ma egualmente di qualità; più a misura d’uomo e a “chilometro zero”, potenziando e valorizzando l’offerta di quei territori ricchi di natura, arte e storia e sui patrimoni delle città d’arte che rappresentano il plus ed un indiscusso prestigioso biglietto da visita del Veneto in tutto il mondo, e prima di tutto per l’Italia.

Nel 2020 il movimento turistico complessivo si è dimezzato fino a 50%. In Veneto vi è stato un ritorno degli italiani, contestualmente al crollo degli arrivi degli stranieri. Nei mesi di agosto e settembre in Veneto sono stati registrati molti più turisti italiani rispetto l’anno precedente. C’è stata una maggiore presenza rispetto al 2019 agosto e settembre e questo ha in qualche modo frenato la caduta prevista a inizio anno che si avviava al 70% e che invece si è arrestata al -50% rispetto al 2019.

Quindi si può intravedere un qualche spiraglio positivo: se si considera l’andamento disastroso e senza precedenti di quest’anno segnato dalla pandemia, i turisti italiani hanno comunque dato il loro contributo. Nel 2020 il turismo è stato soprattutto interno (italiani hanno superato gli stranieri) e sempre più concentrato nella stagione estiva (75%), anche in ragione del migliore andamento della curva epidemiologica.

Questa lettura dei cambiamenti della domanda turistica può comunque fornire alcune indicazioni importanti per delineare che turismo sarà quello del 2021 e nei prossimi anni. Il 2020 è stato, per il turismo, l’anno peggiore mai registrato. A livello globale, il calo degli arrivi internazionali è stato del 74%; nel 2009, l’anno più grave della crisi economica, la flessione era stata del 4%. Le prospettive di ripresa sono caute: in Europa i numeri del turismo dovrebbero migliorare a partire dalla seconda metà del 2021, anche se i livelli pre-Covid si raggiungeranno con tutta probabilità non prima del 2023. L’organizzazione mondiale del turismo (UNTWO) prevede una ripresa tra luglio e settembre 2021, a patto che vi sia una significativa revoca delle restrizioni ai viaggi, il successo dei programmi di vaccinazione e l’introduzione di protocolli armonizzati tra i vari paesi.

Le previsioni: l’estate 2021

Nonostante il Covid, nel 2021 il 55% degli italiani andrà in vacanza: di questi, più del 67% sceglierà località italiane. Come accaduto l’anno scorso, nel 2021 i flussi turistici si concentreranno prevalentemente nei mesi estivi. Nell’anno della pandemia e degli spostamenti brevi, il ricorso all’auto per i viaggi è passato dal 57% al 74%. Il Covid ha dimezzato il ricorso alle agenzie: nel 2020 il 74% delle prenotazioni sono state fatte direttamente. Il passaggio ad un turismo «orientato al valore» è fondamentale per la sopravvivenza, poiché le forme di turismo che si concentrano sull’incremento del numero di visitatori sono destinate a non funzionare più dopo la pandemia (fonte Unioncamere-Isnart).

Con la graduale ripresa del turismo, vi sarà una crescente domanda di attività turistiche all’aria aperta e basate sulla natura; saranno privilegiate le esperienze di «viaggi lenti», che stanno guadagnando un interesse sempre maggiore (fonte UNWTO). Riscoprire il turismo a chilometro zero il volàno che può far ripartire nuovamente il comparto.

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30Apr

Vaccarino: depotenziare il Superbonus 110% sarebbe un clamoroso autogol

30/04/2021 lucas Costruzioni, In evidenza, Installazioni, Impianti, F-GAS 90

Il Superbonus 110% rappresenta lo strumento più efficace per la riqualificazione energetica degli edifici in funzione degli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni garantendo al tempo stesso una molla importante per l’intera filiera delle costruzioni.

I consumatori e le imprese hanno più che mai bisogno di certezze e stabilità delle norme per poter programmare gli interventi di riqualificazione. Per questo “da tempo sollecitiamo una proroga a tutto il 2023 e l’ampliamento dell’incentivo anche agli immobili strumentali”. Il Presidente della CNA infine rileva che “depotenziare il Superbonus 110% sarebbe un clamoroso autogol. Piuttosto sarebbe molto utile intervenire per semplificare norme e procedure in modo da renderlo più efficace e interessante”.

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29Apr

Contributi a supporto della digitalizzazione e della transizione verso Impresa 4.0

29/04/2021 lucas 1) Bandi e Contributi Attivi, In evidenza 73

Iscriviti al webinarLink utiliJTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGdTljZmdDUXM4X2clMjIlMjB0aXRsZSUzRCUyMllvdVR1YmUlMjB2aWRlbyUyMHBsYXllciUyMiUyMGZyYW1lYm9yZGVyJTNEJTIyMCUyMiUyMGFsbG93JTNEJTIyYWNjZWxlcm9tZXRlciUzQiUyMGF1dG9wbGF5JTNCJTIwY2xpcGJvYXJkLXdyaXRlJTNCJTIwZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhJTNCJTIwZ3lyb3Njb3BlJTNCJTIwcGljdHVyZS1pbi1waWN0dXJlJTIyJTIwYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuJTNFJTNDJTJGaWZyYW1lJTNFOBIETTIVI

  • Promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI della circoscrizione territoriale camerale, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Transizione 4.0.
  • Favorire interventi di digitalizzazione ed automazione funzionali alla continuità operativa delle imprese durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 e alla ripartenza nella fase post-emergenziale.

BENEFICIARI
Imprese, regolarmente iscritte al Registro imprese, con sede legale e/o unità locali nella provincia di Padova, operanti in qualsiasi settore economico, in regola con i versamenti contributi dal momento di presentazione della domanda di contributo fino a quello della liquidazione del contributo.

TIPO DI AGEVOLAZIONE
L’agevolazione è accordata sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese riconosciute come ammissibili (al netto dell’IVA), con contributo minimo di 1.500 euro (spesa minima ammissibile di 3.000 euro) e massimo di 5.000 euro (spesa massima ammissibile di 10.000 euro).

SPESE AMMISSIBILI
Spese sostenute dal 01/01/2021 fino alla data di presentazione della domanda per:

  • servizi di consulenza e/o formazione, finalizzati all’introduzione e/o all’apprendimento e/o all’integrazione di una o più tecnologie tra quelle previste all’art. 2, comma 2 del Bando;
  • acquisto di beni strumentali e servizi, inclusi dispositivi e spese di connessione, relativi alle tecnologie di cui all’art. 2, comma 2 del Bando; sistemi per la formazione online e a distanza (realizzazione o acquisto piattaforme, licenze per il loro utilizzo, sistemi audio/video per la fornitura di unità didattiche online).

Sono in ogni caso escluse dalle spese ammissibili quelle per abbonamenti, canoni periodici, noleggio, leasing, e simili.
Tutte le spese dovranno essere fatturate e integralmente pagate al momento dell’invio della domanda.

FONDI DISPONIBILI
435.000 euro

PERIODO DI APERTURA E MODALITÀ OPERATIVE
È prevista una procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
Le richieste di contributo devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line
“Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov, dalle ore 09:30 del 13/09/2021 fino alle ore 19:00 del 20/09/2021.
È possibile il conferimento di procura a CNA Padova, già abilitata al sistema, per la presentazione della domanda
La domanda è assoggettata al pagamento dell’imposta di bollo (16 euro).
Alla domanda vanno allegate:

  • copia delle fatture d’acquisto da cui si evinca in modo chiaro la coerenza dell’acquisto con almeno una delle tecnologie ammissibili o corredata da dichiarazione illustrativa del fornitore;
  • documento comprovante l’avvenuto pagamento: copia del bonifico che riporti codice CRO/TNR o similari, o copia dell’estratto conto bancario o postale da cui si evidenzi il pagamento avvenuto della
    spesa a cui si riferisce la fattura

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28Apr

Le imprese non sono tutte uguali. Servono strumenti a misura di “piccoli”

28/04/2021 lucas In evidenza, News 57

Il presidente della CNA ha chiesto in tale senso un cambio di passo, con la messa in campo di una strategia specifica di intervento rivolta al mondo della micro e della piccola impresa, una strategia che affronti in modo incisivo alcune criticità come la difficoltà ad accedere ad incentivi e finanziamenti; le persistenti asimmetrie nell’accesso al credito e al mercato degli appalti pubblici; gli oneri amministrativi e burocratici elevati e complessi.

“Per questo – ha rilevato Vaccarino – è necessario articolare le misure a sostegno delle Pmi in modo differenziato, declinandole a seconda della dimensione dell’impresa. Qualche primo passo è stato fatto, come per alcune misure del Piano Transizione 4.0, ma ancora molto c’è da fare”.

Proprio in merito al Piano Transizione 4.0, il potenziamento delle misure disposto con l’ultima Legge di Bilancio ha conferito linearità e coerenza agli interventi, ma ora serve una spinta più incisiva, in grado di dare una forte accelerazione agli investimenti per aiutare le imprese che hanno esigenze di riqualificazione innovativa.

Sul fronte del credito, Vaccarino ha sottolineato che gli interventi attivati sono stati importanti ed efficaci e hanno contribuito a contenere gli effetti negativi generati dalla pandemia sul sistema produttivo del nostro Paese. “Ma alla luce delle persistenti difficoltà – ha proseguito – riteniamo debbano essere prorogate tanto la moratoria, quanto il potenziamento del sistema delle garanzie e servono, da subito, strumenti innovativi atti a favorire la rinegoziazione dei debiti.” È necessario, inoltre, perseguire nella richiesta di maggiori flessibilità del quadro regolamentare comunitario sulla vigilanza del sistema bancario.

Occorre, inoltre, uno sforzo maggiore per coinvolgere a pieno tutti i soggetti che possono mettere in campo competenze utili a facilitare l’accesso al credito alle piccole imprese, a partire dai consorzi fidi, ed in tal senso Vaccarino ha auspicato l’attuazione del provvedimento adottato con il Decreto Liquidità volto a sostenere la patrimonializzazione dei Confidi.

Il presidente CNA ha infine richiamato l’attenzione del viceministro ad una più efficace azione sul tema della patrimonializzazione delle imprese e alla necessità di interventi incisivi, a tutti i livelli, atti a rimuovere ostacoli burocratici che spesso, per le imprese di minori dimensioni, rischiano di essere insormontabili.

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27Apr

Il Presidente del Senato Casellati incontra i vertici di CNA

27/04/2021 lucas In evidenza, News 56

I rappresentanti, nell’evidenziare l’importanza del ruolo di propulsore economico e di garante della coesione sociale che l’artigianato e le piccole imprese svolgono nel Paese, hanno espresso al Presidente Casellati l’auspicio di trovare nel Parlamento l’attenzione e la capacità di ascolto necessarie per consentire agli imprenditori di superare la drammatica fase di crisi e di contribuire al rilancio dello sviluppo.

In questi mesi così difficili – hanno sottolineato – siamo stati al fianco delle imprese e delle comunità, mettendo in campo anche gli strumenti di sussidiarietà e di solidarietà propri dell’artigianato per offrire risposte alle gravi difficoltà vissute dagli imprenditori. Con senso di responsabilità e partecipi dell’interesse generale del Paese, intendiamo ora contribuire alla costruzione delle condizioni per la ripresa economica. In questo senso, l’interlocuzione con le istituzioni e il Parlamento è preziosa e indispensabile per soddisfare le ineludibili istanze dei nostri imprenditori e individuare i percorsi di una ripartenza che facciano leva sui valori storici e culturali dell’artigianato italiano e sulle sue capacità di innovazione e di sostenibilità economica, sociale e ambientale.

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27Apr

Per la ristorazione, criteri e orari ingiustificatamente punitivi

27/04/2021 lucas Agroalimentare, In evidenza 78

Ristoranti, bar, gelaterie, pizzerie, dalla lettura del Decreto riaperture pubblicato in Gazzetta Ufficiale, possono formalmente riaprire dal 26 aprile, ma – sottolineano le tre Associazioni – i criteri e le condizioni imposte appaiono del tutto ingiustificati e discriminatori nei confronti di attività che hanno dimostrato di non incidere sull’andamento dei contagi.

Amarezza viene manifestata anche per l’assenza di indicazioni per le attività di catering ed eventi in occasione delle cerimonie civili e religiose, con un ulteriore gravissimo pregiudizio per le imprese. Il provvedimento prevede infatti la riapertura da lunedì 26 aprile per il consumo al tavolo (esclusivamente in zona gialla), ma solo all’aperto e fino alle ore 22. Soltanto dal 1° giugno sarà possibile svolgere attività al chiuso, ma con l’incomprensibile limitazione delle ore 18 mentre sarà consentito praticare sport di contatto anche dopo quest’ora.

Le tre Associazioni rilevano, inoltre, che sono rimasti inascoltati i suggerimenti per rafforzare le già severe cautele per la prevenzione del rischio e sottolineano la contraddizione rispetto ad un anno fa dove le medesime attività di ristorazione poterono riaprire il 16 maggio senza alcuna restrizione di orari, quando ancora non esistevano vaccini e vaccinati. Un provvedimento di cautela, quindi quello di quest’anno, che sembra ignorare il positivo avanzamento della campagna vaccinale.

Confidiamo – concludono CNA Agroalimentare, Confartigianato Alimentazione e Casartigiani Alimentare – che il Governo corregga l’attuale orientamento nei confronti delle attività di ristorazione che sono praticamente chiuse dall’ottobre dello scorso anno.Primi chiarimenti a seguito delle richieste delle associazioni di categoria

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Confederazione Nazionale dell’artigianato
e delle Piccole imprese

Associazione Provinciale di Padova e Rovigo
Via della Croce Rossa 56
35129 Padova

t. +39 049 8062211
f. +39 049 8062200

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