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CNA Padova
25Mag

CNA rinnova i vertici dell’alta e bassa padovana

25/05/2021 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 85
Alta padovana

Cittadella, San Martino di Lupari, Piombino Dese, Cadoneghe: prosegue il percorso di CNA Padova di rinnovo dei vertici territoriali in tutta la provincia. Nell’area dell’Alta Padovana le assemblee si sono chiuse nei giorni scorsi con l’elezione dei nuovi presidenti di sede, tutti riconfermati per un nuovo mandato: Walter Guzzo a Cittadella, Giandomenico Gasparin a San Martino di Lupari, Walter Meneghello a Piombino Dese, Marco Beggiato a Cadoneghe. Nei prossimi giorni si concluderà il percorso congressuale, rinnovando così tutti i vertici delle 14 sedi della provincia di Padova.

Nuovi presidenti e nuovi direttivi dunque, ma non solo: quello del rinnovo delle cariche è il momento più importante della vita associativa di CNA, che avviene in una fase difficile ancora segnata dalla pandemia e dai suoi effetti economici e sociali. Per questo motivo le assemblee sono state precedute da indagini tra le imprese, lanciate dall’Ufficio Studi CNA nelle scorse settimane, che hanno fotografato la congiuntura economica dei territori dopo un anno di Covid e hanno raccolto le aspettative e le richieste degli artigiani alla politica e ai propri referenti sindacali. L’area dell’Alta Padovana si conferma la zona più dinamica della provincia da un punto di vista economico: caratterizzata da una presenza di imprese nei settori della produzione e dei servizi avanzati, ha fatto registrare, nell’anno della pandemia, un calo medio di fatturato inferiore a quello provinciale, con segnali di ripresa più consistenti e con circa il 40% delle imprese che si dichiarano fiduciose di risollevarsi già entro il 2021.

Cittadella

Walter Guzzo, imprenditore del settore del trasporto merci, è stato confermato Presidente della sede di Cittadella. L’area conferma un buon dinamismo economico e imprenditoriale: nonostante gli effetti della crisi siano evidenti, soprattutto per alcune categorie, la ripresa sembra vicina, e coinvolge oltre il 40% delle imprese localizzate in questo territorio. La presenza di imprese strutturate nel settore della produzione e la crescita nel settore dei servizi avanzati stanno favorendo la ripresa economica con tempi più rapidi rispetto alla media provinciale. «Potenziare i rapporti con le scuole e la pubblica amministrazione saranno le priorità di questo nuovo mandato» ha commentato Guzzo. Guiderà un direttivo composto da: Giovanni Basso, Patrizia Palo, Bortolami Paolo, Peruzzo Carlotta, Vecchiato Rosanna.

San Martino di Lupari

Giandomenico Gasparin, imprenditore del settore moda, è stato riconfermato Presidente della sede di San Martino di Lupari. Un territorio caratterizzato da una forte presenza di imprese del settore della produzione, diminuite però dell’8% negli ultimi 5 anni, e che devono fare i conti con una crisi economica che ha investito anche l’area più produttiva della nostra provincia. «Il territorio è stato messo a dura prova, ma circa il 40% delle aziende pensa di risollevarsi nei prossimi mesi – ha commentato il presidente – Una sempre maggiore efficienza della pubblica amministrazione e risorse umane qualificate da inserire nelle nostre aziende possono essere la chiave per la ripartenza». Guiderà un direttivo composto da: Mirko Antonello, Fabiola Bergamin, Filippo Briotto, Nadia Martini, Marta Muraro, Giovanni Salvalaggio, Matteo Smania.

Piombino Dese

Valter Meneghello, imprenditore del settore della meccanica, è stato riconfermato Presidente della sede di Piombino Dese. Un territorio in cui sono insediate oltre 7.800 imprese che danno lavoro a 36.000 addetti, e che ha tra i suoi punti di forza una specializzazione nei settori della produzione e dei servizi alle imprese, anche avanzati. Questo ha permesso a quest’area della provincia di contenere gli effetti della crisi: il calo medio del fatturato è stato del 15%, ma 4 imprese su 10 pensano di recuperare già nel 2021 i livelli di produttività esistenti prima della crisi economica provocata dalla pandemia. Meneghello guiderà un direttivo composto da Giancarlo Scattolin e Adriano Pertile.

Cadoneghe

Marco Beggiato, imprenditore del settore della manutenzione del verde, è stato eletto Presidente della sede di Cadoneghe. L’area rappresenta da sempre un traino per l’economia di tutta la provincia, ma la crisi non ha risparmiato neppure questo territorio, anche se con intensità minore. La perdita media del fatturato registrata è del 13%, ma i segnali di ripartenza qui sono più evidenti: il 2021 registra una previsione di calo del 5%, ma sono il 40% le imprese che ritengono di poter rientrare in corsa da già da quest’anno. «Dialogare di più e meglio con le pubbliche amministrazioni e continuare il percorso di avvicinamento tra sistema scolastico e sistema delle imprese intrapreso negli anni scorsi – ha dichiarato Beggiato – Queste sono le priorità del nostro programma di lavoro». Il neopresidente guiderà un direttivo composto da: Enrica Negrisolo, Oscar Scapoccin, Sandro Gardin, Catia Levorato, Matteo Massarotto, Mauro Brazzo.

Il percorso del rinnovo delle cariche interne di CNA Padova prosegue in questi giorni con il rinnovo di tutte le cariche territoriali e di categoria e culminerà il 17 giugno con l’Assemblea provinciale 2021: un vero e proprio evento, una occasione per l’intera associazione di dialogare e confrontarsi con gli imprenditori, per costruire insieme percorsi e soluzioni utili a superare la difficile fase della pandemia e ripartire insieme.

Bassa padovana

Montagnana, Conselve, Solesino, Monselice, Este: il percorso congressuale di CNA Padova ha portato in queste settimane al rinnovo dei vertici territoriali nell’area della Bassa Padovana. Diverse le riconferme per i presidenti di sede, segno del buon lavoro svolto fino ad ora nel dare voce alle richieste degli associati: Thomas Gallian a Montagnana, Fabio Moro a Monselice, Mauro Perdon a Conselve, Sante Venturato a Solesino e infine Cristian Gallian per la sede di Este. Nei prossimi giorni saranno rinnovati tutti i vertici delle 14 sedi della provincia di Padova.

Nuovi presidenti e nuovi direttivi dunque, ma non solo: quello del rinnovo delle cariche è il momento più importante della vita associativa di CNA, che avviene in una fase difficile ancora segnata dalla pandemia e dai suoi effetti economici e sociali. Per questo motivo le assemblee sono state precedute da indagini tra le imprese, lanciate dall’Ufficio Studi CNA nelle scorse settimane, che hanno fotografato la congiuntura economica dei territori dopo un anno di Covid e hanno raccolto le aspettative e le richieste degli artigiani alla politica e ai propri referenti sindacali. E dalle indagini emerge che le imprese chiedono all’Associazione innanzitutto di far sentire la loro voce, portando gli interessi della categoria ai tavoli istituzionali, ma anche maggiore assistenza sulle opportunità di ottenimento di agevolazioni e contributi nonché creando occasioni di incontro e scambio di vedute tra le imprese.

Montagnana

Thomas Gallian, imprenditore del settore delle costruzioni, è stato riconfermato Presidente della sede di Montagnana di CNA Padova. Guiderà un direttivo composto da: Francesco Bin, Roberto Gioga, Emanuele Marcolongo. Un’area, quella di Montagnana, che ha vissuto un anno difficile, con una perdita di fatturato in media del 26% e prospettive ancora difficili, soprattutto per il comparto produttivo. «Per rilanciare l’area – ha commentato Gallian – è necessario soprattutto colmare il gap delle infrastrutture stradali e digitali».

Monselice

Fabio Moro, imprenditore del settore impiantistica, è stato riconfermato Presidente della sede di Monselice. Il direttivo sarà composto da: Alessandro Olivato, Cristian Perin, Samanta Rossin, Gian Marco Tessari. La pandemia colpisce un territorio in cui il fatturato delle aziende si è ridotto mediamente di oltre il 20%, e solo un terzo di queste prevede di ritornare a livelli del 2019 entro la fine dell’anno. Un territorio che ha perso negli ultimi 5 anni il 14% degli addetti nella manifattura, ma ne ha guadagnati in settori come la ristorazione (+25%) la logistica (+23%) e i servizi (+42%). «Infrastrutture materiali e digitali sono gli elementi su cui è necessario investire – ha dichiarato Moro – per permettere a questa parte della provincia di recuperare competitività e tornare a generare benessere».

Este

Cristian Gallian, imprenditore del settore dell’autoriparazione, è stato eletto Presidente della sede di Este. Un territorio colpito pesantemente dalla crisi economica legata alla pandemia, che ha ridotto il fatturato medio delle aziende localizzate in quest’area del 26%, rispetto ad una media provinciale del -19%; anche le aspettative per il futuro non sono positive poiché solo il 20% delle aziende pensa di poter ripartire nel 2021. In difficoltà molti settori produttivi, tra cui trasporti, produzione e commercio. «Investire di più su infrastrutture stradali e digitali, e ristori adeguati per le imprese – ha dichiarato Gallian – Sono queste le priorità che devono essere portate ai tavoli istituzionali per consentire a questo territorio di non rimanere indietro». Il neopresidente guiderà un direttivo composto da: Michele Andreose, Federico Fattore, Mauro Piccolo, Michela Pieressa, Fabio Vascon.

Conselve

Mauro Perdon, imprenditore del settore dell’impiantistica, è stato riconfermato Presidente della sede di Conselve. Un’area che negli ultimi cinque anni ha perso il 13% delle imprese delle costruzioni e il 10% del settore del commercio, su cui la crisi economica ha ulteriormente insistito. Ma in cui resistono, anche in termini occupazionali, agricoltura, trasporti e logistica. «La rappresentanza dell’associazione di categoria ai tavoli istituzionali locali è fondamentale per il rilancio di questo territorio» ha commentato Perdon. Il neopresidente guiderà un direttivo composto da: Fabrizio Biancato, Monica Bodon, Nicola Marin, Mara Zenna.

Solesino

Sante Venturato, imprenditore del settore della meccanica, è stato riconfermato Presidente della sede di Solesino. «Ora è necessario investire su ICT e risorse professionali qualificate», ha commentato il neopresidente. La pandemia colpisce un territorio in cui negli ultimi 5 anni la perdita di imprese è stata doppia rispetto alla media provinciale, con una perdita di fatturato nel 2020 del 28%, molto più alta rispetto al 19% di media provinciale. Ma un territorio in cui si stanno anche sviluppando le imprese di servizi avanzati. Nella sede il direttivo sarà composto da: Gianpaolo Longhin, Patrizio Navarin, Sabrina Nessi.

Il percorso del rinnovo delle cariche interne di CNA Padova prosegue in questi giorni con il rinnovo di tutte le cariche territoriali e di categoria e culminerà il 17 giugno con l’Assemblea provinciale 2021: un vero e proprio evento, una occasione per l’intera associazione di dialogare e confrontarsi con gli imprenditori, per costruire insieme percorsi e soluzioni utili a superare la difficile fase della pandemia e ripartire insieme.

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24Mag

Nuova Sabatini, le risorse stanno terminando. E CNA lancia l’allarme

24/05/2021 lucas In evidenza, News 55

A inizio maggio infatti risultano ancora disponibili poco più di 200 milioni di euro, sufficienti per coprire le esigenze di un paio di mesi o poco più. Per coprire l’intero 2021 servirebbero 4-500 milioni che farebbero da volano a circa 6 miliardi di nuovi investimenti da parte delle imprese, soprattutto micro e piccole.

I numeri della Nuova Sabatini ne testimoniano l’importanza nell’ottica di stimolare gli investimenti. Dopo una partenza in sordina nel 2014 lo strumento ha registrato un crescente apprezzamento grazie anche alla semplificazione delle procedure. Dall’avvio infatti ha sostenuto oltre 25 miliardi di euro di investimenti a fronte di un contributo pubblico pari a poco più di 2 miliardi, generando un effetto leva molto rilevante.

Dal 2018 il numero annuo di domande si è stabilizzato oltre quota 20mila e il flusso di finanziamenti supera i 4 miliardi. Nemmeno la pandemia ha frenato la Nuova Sabatini. Le cifre del 2020 sono superiori a quelle dell’anno precedente e nei primi quattro mesi del 2021 le domande sono già il 70% del totale dell’anno scorso, mentre i volumi di risorse si attestano al 63%.

Lo strumento è stato affinato nel tempo. La durata ha consentito di qualificare le domande e la media di approvazione è passata dal 48% del primo anno, a valori superiori all’80%, offrendo così certezze e garantendo affidabilità. Elementi che avvicinano le imprese di minori dimensioni, il cuore del nostro tessuto produttivo che sono riuscite a crescere notevolmente per numero e volumi.

Quanto ai settori in cui sono avvenuti gran parte degli investimenti spicca il manifatturiero con oltre 13 miliardi e, conseguentemente, dal punto di vista geografico, primeggiano – e reggono anche il confronto con altri paesi avanzati – le regioni in cui è più accentuata la presenza di imprese di questo settore: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

CNA sollecita il rifinanziamento della Nuova Sabatini per dare continuità a strumenti efficaci per sostenere lo sviluppo delle imprese che vogliono crescere ed essere più competitive. Investire significa innovare, per competere sui mercati. E alla luce del contesto attuale e delle difficoltà contingenti, supportare al meglio chi ha l’ardire di investire non può non essere premiato.Scrivici qui per maggiori informazioni

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20Mag

Moratoria e garanzia pubblica, CNA lancia l’indagine sul credito

20/05/2021 lucas In evidenza, News 52

Partecipa all’indagineIn vista della scadenza il prossimo giugno della cosiddetta moratoria di Stato e del potenziamento delle garanzie pubbliche, abbiamo deciso di sentire le imprese per poter analizzare l’efficacia degli strumenti a sostegno della liquidità e per conoscere le loro esigenze in merito a una proroga delle misure straordinarie, funzionale al recupero di capacità di generare flussi di cassa coerenti con gli impegni assunti.

Ti chiediamo di rispondere al questionario, il tuo contributo ci consentirà di formulare proposte più incisive su un tema molto delicato per la vita delle imprese come il credito.

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19Mag

“Riaperture bis”: cosa cambia con la pubblicazione del nuovo decreto

19/05/2021 lucas In evidenza, News 57

Scarica il pdf del decreto

Il provvedimento modifica inoltre parametri di ingresso nelle “zone colorate”, secondo criteri proposti dal Ministero della salute, in modo che assumano principale rilievo l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione complessiva, nonché il tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva.

Cosa cambia nelle zone gialle
Nelle “zone gialle” si prevedono rilevanti, ancorché graduali, modifiche. Ecco le principali:

  • dall’entrata in vigore del decreto, il divieto di spostamenti dovuti a motivi diversi da quelli di lavoro, necessità o salute, attualmente previsto dalle ore 22.00 alle 5.00, sarà ridotto di un’ora, rimanendo quindi valido dalle 23.00 alle 5.00. A partire dal 7 giugno 2021, sarà valido dalle ore 24.00 alle 5.00. Dal 21 giugno 2021 sarà completamente abolito;
  • dal 1° giugno sarà possibile consumare cibi e bevande all’interno dei locali anche oltre le 18.00, fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti;
  • dal 22 maggio, tutti gli esercizi presenti nei mercati, centri commerciali, gallerie e parchi commerciali potranno restare aperti anche nei giorni festivi e prefestivi;
  • anticipata al 24 maggio, rispetto al 1° giugno, la riapertura delle palestre;
  • dal 1° luglio potranno riaprire le piscine al chiuso, i centri natatori e i centri benessere, nel rispetto delle linee guide e dei protocolli;
  • dal 1° giugno all’aperto e dal 1° luglio al chiuso, sarà consentita la presenza di pubblico, nei limiti già previsti (25 per cento della capienza massima, con il limite di 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso), per tutte le competizioni o eventi sportivi (non solo a quelli di interesse nazionale);
  • dal 22 maggio sarà possibile riaprire gli impianti di risalita in montagna, nel rispetto delle linee guida di settore;
  • dal 1° luglio sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò potranno riaprire al pubblico;
  • parchi tematici e di divertimento potranno riaprire al pubblico dal 15 giugno, anziché dal 1° luglio;
  • tutte le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi saranno di nuovo possibili dal 1° luglio;
  • dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, tramite uso della “certificazione verde”. Restano sospese le attività in sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso;
  • dal 1° luglio sarà nuovamente possibile tenere corsi di formazione pubblici e privati in presenza.
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18Mag

Appello di CNA: garantire la liquidità alle imprese

18/05/2021 lucas In evidenza, News 53

Con specifico riferimento alla liquidità delle imprese, le associazioni datoriali scrivono che “è necessaria una proroga delle cosiddette moratorie e che queste possano esplicare i loro effetti senza soluzione di continuità con quelle in essere. Inoltre, occorre che siano di automatica applicazione, evitando complicazioni burocratiche”.

“Dal lato dei finanziamenti garantiti – prosegue la nota – la prosecuzione della crisi, di particolare profondità soprattutto in alcuni settori economici, rende ineludibile una proroga delle misure del Dl Liquidità in coerenza con la proroga dal Temporary Framework. Inoltre, è essenziale, per scongiurare il rischio che le imprese vadano in difficoltà, che la durata dei finanziamenti garantiti venga significativamente prolungata mantenendo invariato il grado di copertura della garanzia pubblica così da prevedere incentivi adeguati ad allungare i piani di rimborso. La durata va portata ad almeno 10 anni, ma va considerato esistono settori particolarmente colpiti che hanno urgente necessità di interventi più incisivi, anche modificando le regole del Temporary Framework”.

“È poi necessario – scrivono le associazioni – che le modalità di accesso al Fondo di Garanzia Pmi e alle garanzie Ismea non subiscano delle modifiche almeno fino al 31 dicembre 2021, anche con riferimento alle imprese agricole e a quelle non rientranti nella definizione europea di piccole e medie imprese. Andrebbero comunque favorite le operazioni di rinegoziazione del debito, attraverso idonei strumenti di garanzia offerti dal Fondo di garanzia per le PMI, Sace ed Ismea”.

“Infine – conclude la nota a firma CNA – occorre equiparare le condizioni di accesso alla ‘Garanzia Italia’ a quelle previste per il Fondo di garanzia Pmi e ampliare la possibilità di accesso alle misure di sostegno alla liquidità anche alle imprese ammesse a piani di ristrutturazione prima dell’avvio della pandemia e che si siano trovate in difficoltà a rispettare tali piani a seguito degli effetti dell’emergenza sanitaria”.

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17Mag

CNA Costruzioni: “Estendere il Superbonus 110% e snellire le procedure”

17/05/2021 lucas Costruzioni, In evidenza 75

L’estensione della misura si rende necessaria per eliminare il clima di incertezza e consentire alle imprese una adeguata programmazione dei lavori.

E’ evidente a tutti come la mole di burocrazia che si nasconde negli interventi legati al Superbonus 110% stia determinando un freno ad un volano per avviare un concreto processo di sviluppo sostenibile e di miglioramento ambientale, di rilancio rapido e di crescita del prodotto interno lordo e di valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare. Pertanto è urgente intervenire per semplificare la procedura che risulta molto complessa come ha riconosciuto anche il Presidente del Consiglio.  CNA Costruzioni confida che già nel decreto semplificazioni atteso nelle prossime settimane vengano introdotti correttivi per snellire l’iter e ridurre i tempi per l’avvio dei cantieri.

Ponzio ha sottolineato che “la nostra azione non è per difendere interessi di parte, ma anzi interessi generali (il perseguimento degli obiettivi di performances energetiche del nostro patrimonio immobiliare, come vuole il Piano nazionale e quello Europeo proprio in materia di performances energetiche del patrimonio immobiliare). Dunque le politiche di risparmio energetico sono estremamente importanti, insieme a quelle di produzione di energie da fonti rinnovabili. Per fare questo ci vuole certezza e programmazione (bonus resi strutturali semmai riformandoli e risorse sufficienti). Se poi questo aiuta a rilanciare un settore e rilanciare l’economia è una positiva ricaduta di tutto ciò”.

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14Mag

Tecnico delle attività di GOMMISTA

14/05/2021 lucas Autoriparazione, Corsi Autoriparazione, News 99

CORSO “TECNICO DELLE ATTIVITA’ DI GOMMISTA” – 250 ORE.

Il corso inizierà il 24 Maggio 2021 dalle ore 18.00

OBIETTIVI: ottenere l’abilitazione a svolgere l’attività di gommista.

CONTENUTI: Il percorso ha una durata di 175 ore di teoria in aula e 75 ore di stage/tirocinio/laboratori per un totale di 250 ore:

  • 70 ore di Gestione delle attività di autoriparazione;
  • 35 ore Diagnosi tecnico/strumentale dei pneumatici;
  • 70 ore Riparazione e sostituzione dei pneumatici;
  • 75 ore Stage/Laboratorio/Tirocinio.
  • I responsabili tecnici già abilitati ad almeno una delle tre attività dell’autoriparazione avranno riconosciuto un Credito formativo pari a 100 ore (70 Gestione delle attività di autoriparazione + 30 Stage/Laboratorio/Tirocinio).

REQUISITI DI ACCESSO: aver compiuto 18 anni di età; possedere almeno diploma di scuola secondaria di 1° grado. I responsabili tecnici delle imprese già iscritte nel registro delle imprese e abilitate alle attività di carrozziere o di meccatronico potranno godere di un CREDITO Formativo pari a 100 ore e l’immediata abilitazione alla qualifica acquisita al superamento dell’esame;

SEDE: il corso si svolgerà con modalità Fad (Formazione a distanza) e la pratica a Padova, con calendario da definire

INFO: Nicola Verdicchio telefono 049 8062259; mobile 3332169560; e-mail n.verdicchio@pd.cna.it

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13Mag

Materie prime, prezzi alle stelle e bassa qualità

13/05/2021 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 83

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Il segretario provinciale degli artigiani Matteo Rettore: «Non basta avere imprese che sono piccoli gioielli nella lavorazione se poi i componenti sono scadenti e scarsi. Nei futuri piani di sviluppo nazionale, come il Recovery plan, non si deve dimenticare la dimensione manifatturiera di questo paese»

Padova, 6 maggio 2021 – Acciaio, rame, plastica, alluminio, legno, semiconduttori: non si ferma, anzi si aggrava il problema relativo al reperimento e ai costi delle materie prime. Aumenti di prezzo che rischiano di azzoppare la ripresa: se il rame da aprile ha visto raddoppiare il prezzo, passando da cinquemila a diecimila euro a tonnellata, così il rincaro dell’alluminio ha toccato il 30%, quello dell’acciaio addirittura il 70%. Una nuova tegola si abbatte dunque su imprese manifatturiere che, nonostante il Covid, il calo dei consumi e le crisi internazionali, erano riuscite fino ad ora a reggere, ricavandosi nicchie di mercato e mantenendo stabili i livelli occupazionali. Ma che ora faticano a trovare materie prime a costi accessibili o a trovarle del tutto.

L’allarme viene da CNA Padova, che sta raccogliendo in questi giorni numerosissime segnalazioni di artigiani e piccoli imprenditori associati e che chiede al Governo di attivarsi affinché, grazie allo strumento del Recovery Plan, la dimensione manifatturiera dell’Italia non sia dimenticata.

«È una situazione trasversale a tutte le materie prime: acciaio, plastica, legno, rame. Sembra che tutto sia stato razionato, si faticano a trovare e i loro costi sono schizzati alle stelle. Lo scorso anno assistevamo al prezzo negativo del petrolio e oggi ci confrontiamo con il raddoppio dei prezzi di mercato di novembre», afferma Matteo Rettore, segretario provinciale della CNA di Padova. «Il problema non è solo il prezzo, ma anche la qualità dei semilavorati. La lavorazione viene spesso fatta all’estero: alcune tipologie di materiali hanno qualità inferiori e quindi male si adattano agli standard che permettono alle nostre aziende di stare sul mercato. Quello della filiera della manifattura italiana è un tema importante – aggiunge il segretario provinciale – non basta avere imprese che sono piccoli gioielli nella lavorazione se poi i componenti sono scadenti e scarsi. Nei futuri piani di sviluppo nazionale, come il Recovery Plan, non si deve dimenticare la dimensione manifatturiera di questo paese».

Le testimonianze degli imprenditori padovani

«Nel nostro settore elettromeccanico, anche con il Covid avevamo avuto crescite importanti di fatturato. Ma ora ci troviamo in una situazione disperata» spiega Guerrino Gastaldi, co-fondatore di Tecnoplastic, azienda di Saonara (Padova). «Il rame da aprile è raddoppiato, passando da 5mila a 10mila euro a tonnellata. Il polipropilene non si trova più perché viene prodotto all’estero, gli acciai crescono del 70%, l’alluminio del 30%. Chiediamo al Governo di tornare ad avere il controllo della produzione di queste materie prime, come avviene in paesi come Francia e Germania. Si potrebbero rimettere in campo strumenti come Cassa Depositi e Prestiti o la vecchia e tanto maltrattata IRI, ma si faccia qualcosa per sostenere le imprese manifatturiere».

«Tra un paio di mesi, se si andrà avanti così, ci saranno imprese costrette a fermarsi per mancanza di materiali» spiega Giovanni Salvalaggio, direttore generale di Sarp, azienda produttrice di macchinari per la produzione di pasta, e vice-presidente di CNA Padova. «Il futuro degli approvvigionamenti è offuscato da numerose incertezze. Per esempio l’ex Ilva, l’azienda più grande in Europa a produrre laminati, sta lavorando a basso regime. FCA a Melfi sta fermando la produzione perché manca materiale elettrico ed elettronico. Il problema di questi mesi è che la Cina non solo sta trattenendo tutto per sé, ma è diventata anche importatrice facendo man bassa sul mercato. Anche gli Stati Uniti stanno ripartendo, facendo acquisti sui mercati internazionali. L’Europa sembra tagliata fuori, per questo è importante che i governi intervengano subito».

«Negli ultimi tre mesi le quotazioni del legname sui mercati europei sono salite del 30-40%, ma il valore è analogo anche per i compensati» conferma Umberto Zampieri, titolare della Imballaggi Zampieri di Ronchi di Villafranca Padovana. «Si tratta di aumenti considerevoli, accompagnata ad una cronica carenza di materiale nei magazzini dei fornitori. Il rischio concreto a cui si va incontro è la difficoltà di rispettare i tempi di consegna, e inevitabilmente una riduzione della marginalità, perché questi aumenti saranno difficilmente riversabili sui clienti, che nel nostro caso esportano in tutto il mondo e hanno contratti di lunga durata. C’è quindi grande preoccupazione – conclude Zampieri – ma anche la speranza che si intervenga per contenere questi aumenti che, in questa misura, non si erano mai visti negli ultimi anni».

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12Mag

PULITO & DIGITALE – Ripartiamo in 3 mosse

12/05/2021 lucas In evidenza, Pulitintolavanderia 70

Iscrivendosi a uno dei 3 webinar sarà possibile partecipare anche agli altri, senza dover ri-effettuare l’iscrizione. Potrai anche chiedere la registrazione dei webinar a cui non hai potuto partecipare.Cna Padova propone alle pulitintolavanderie un percorso per rilanciare le imprese del settore. Negli ultimi anni la categoria registra un generale calo di marginalità, clientela con casi sempre più complessi e giovani clienti che non si affacciano al negozio.

A allora ripartiamo con grinta e nuove idee. Come?

Il progetto Pulito & Digitale di CNA Padova intende dare nuove idee (e buone!) alla categoria: inizieremo con tre incontri che serviranno da apripista per comprendere meglio il mercato in cambiamento ma anche le novità già adottate da alcuni imprenditori del settore.

 

MOSSA UNO: uno sguardo a oggi e soprattutto a domani

l’analisi della situazione del mercato ad oggi e alcune novità già presenti nel settore

martedì 18 maggio dalle 14.00 alle 15.00 (meeting online)

 

MOSSA DUE: quale servizio si aspettano i clienti (quelli già acquisiti e quelli che ancora non abbiamo)

esempi di cosa la pulitura può offrire: nuovi servizi per i clienti “vecchi” e “vecchi” servizi per clienti nuovi.

martedì 25 maggio dalle 14.00 alle 15.00 (meeting online)

 

MOSSA TRE: nuove idee (concrete e operative) di cambiamento

Presenteremo un percorso di sviluppo che impresa ogni imprenditore potrà adattare alla propria impresa.

martedì 1 giugno dalle 14.00 alle 15.00 (meeting online)

 

La partecipazione è gratuita ed è rivolta ad associati CNA e non. Per partecipare è necessario compilare la prenotazione. Sarà poi inviato il collegamento al webinar sulla tua casella email (occhio a scrivere l’indirizzo corretto).


I webinar di Pulito & Digitale – CNA PADOVA

CNA Padova Pulitintolavanderie con il contributo di Ebav propone Pulito & Digitale, un programma di rilancio per le lavanderie professionali. In collaborazione con il Galileo VD, il parco scientifico di Padova, CNA ha realizzato una analisi della situazione del mercato locale intervistando aziende artigiane del settore e indagando anche un significativo campione di consumatori. Sono stati mappati e descritti i negozi di lavaggio in Italia, in Europa e in USA che stanno proponendo novità. Sono stati studiate strategie di rinnovamento da applicare a breve (alcune al termine dei primi 3 webinar!) a medio e a lungo periodo. Insomma, Pulito & Digitale è un progetto ambizioso, una opportunità per le imprenditrici e gli imprenditori che vogliono dare una direzione nuova (e sicura) alla propria attività.

Relatori:

Giulia Turra, executive manager Start Cube

Federico Ambrosi, referente Pulitintolavanderie CNA Padova

Gli incontri sono ad accesso libero, su piattaforma Zoom, dalle ore 14.00 alle ore 15.00.

Per maggiori informazioni:
f.ambrosi@pd.cna.it
049 8062258

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11Mag

Tariffa rifiuti: entro il 31 maggio obbligo di comunicazione

11/05/2021 lucas In evidenza, Servizio Ambiente e Sicurezza 82

Facsimile di comunicazionePer maggiori approfondimentiSulla base delle ultime disposizioni normative in materia (d.lgs. 116/20 e dl 41/21), le aziende sono tenute a comunicare entro il 31 maggio di ogni anno (a partire dal 2021), la scelta di avvalersi di un servizio privato per il ritiro e recupero dei rifiuti, fino ad oggi definiti assimilati agli urbani (es: carta, cartone, plastica, rottami ferrosi etc). Qualora l’azienda non esprima la scelta entro il 31 maggio di ogni anno, automaticamente si vincola per almeno 5 anni a gestire i rifiuti in esame con il servizio pubblico. Ricordiamo che, per legge, per la parte dei rifiuti aziendali (assimilati ai domestici) recuperata attraverso servizi privati, l’azienda può avvalersi di sconti – riduzioni della tariffa rifiuti.

Per quanto sopra, CNA sedi di Padova e Rovigo esprimono forte contrarietà e preoccupazione rispetto a all’obbligo in esame, evidenziando queste importanti criticità:

  1. Le aziende che dimenticassero di effettuare la comunicazione un anno, si troverebbero per 5 anni a NON POTER PIÙ OTTENERE LA RIDUZIONE PREVISTA PER LA TARIFFA RIFIUTI con ulteriore rischio che in presenza di grandi quantità di rifiuti da ritirare, il servizio pubblico non riesca a garantire un servizio efficiente. In questo caso l’azienda avrebbe un doppio aggravio: gestire il rifiuto con privati e pagare completamente la tariffa rifiuti
  2. I servizi pubblici sono affidati ad aziende che operano anche nello smaltimento privato. Il sistema della comunicazione non tutela le nostre imprese dal rischio di essere spinte verso la gestione dei rifiuti (assimilati ai domestici) in forma privata attraverso le stesse aziende a cui è affidato il servizio pubblico.
  3. La norma in esame è squilibrata a favore del servizio pubblico. Essa stabilisce che qualora l’azienda si dimenticasse di effettuare la comunicazione un anno sarebbe vincolata per 5 anni con il servizio pubblico ma ancora più esplicitamente la norma indica che qualora l’azienda decidesse di avvalersi del servizio privato può in qualsiasi momento rientrare nel servizio pubblico. CNA, sedi di Padova e Rovigo, ritiene debba essere sempre garantita la libertà di scelta per l’azienda.

Allo stato delle cose, pur continuando a ribadire queste posizioni nella discussione nazionale, CNA, sedi di Padova e Rovigo, suggerisce alle aziende che oggi NON si avvalgono del servizio pubblico per lo smaltimento dei rifiuti recuperabili in questione, di comunicare entro il 31 maggio questa scelta al Comune di pertinenza ovvero (qualora non si intenda comunicare la scelta) di valutare bene gli oneri che comporta il passaggio al servizio pubblico per questo tipo di rifiuti (tra gli altri: possibile efficienza del servizio sulle quantità da ritirare e perdita delle riduzioni sulla tariffa).Per avere maggiori informazioni, contattaci:

Tel. 049 8062231 | ambiente@pd.cna.it

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  • 1…3233343536…50
cna-blu-light-filo@2x

Confederazione Nazionale dell’artigianato
e delle Piccole imprese

Associazione Provinciale di Padova e Rovigo
Via della Croce Rossa 56
35129 Padova

t. +39 049 8062211
f. +39 049 8062200

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