Continuano le visite aziendali di 40 studenti alle aziende del Distretto della Giostra
Le nostre proposte in Parlamento per il Made in Italy
È opportuno rivolgere l’attenzione al suo “sottostante”, ponendo al centro il tema della manifattura italiana, del suo intrinseco carattere molecolare, e del suo “legame intimo” con i territori dove si realizza la produzione. È quanto ha sottolineato CNA nell’audizione alla Commissione attività produttive della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Made in Italy.
Per CNA le filiere produttive manifatturiere così definite e così caratterizzate devono essere esplicitamente dichiarate strategiche per il Paese. In conseguenza di ciò dobbiamo pensare ad un impianto di politiche industriali, del lavoro, della formazione, dell’innovazione, che abbiano organicità di sistema e che tengano conto sia degli scenari geopolitici che stiamo affrontando, sia dei connotati dei nostri territori produttivi.
Il rilancio di una politica distrettuale potrebbe preludere a una politica di collaborazioni, aggregazioni, messa in rete di imprese: modalità indispensabili per la miglior partecipazione alle dinamiche globali e alla possibilità di intercettare le catene globali del valore. Un imponente lavoro deve essere poi dedicato al tema giovani, a come costruire un percorso che li introduca al mondo della produzione manifatturiera sia come lavoratori dipendenti che come imprenditori. Tutto questo non può che passare da una più stretta correlazione e integrazione tra scuola e lavoro, tra il mondo dell’istruzione e della formazione e quello della piccola imprenditoria.
Si rende poi necessario supportare le imprese italiane sul fonte dell’internazionalizzazione favorendo l’ingresso di nuove, aggiornate e adeguate competenze. Dobbiamo avere consapevolezza che la stragrande maggioranza delle imprese attive nelle filiere del Made in Italy (circa 155 mila aziende) sono micro e piccole imprese (il 96,7% del totale e il 46,7% dell’occupazione complessiva), che manifestano necessità precise collegabili al potenziamento dei canali distributivi, alla capacità di costruire modelli di collaborazione integrata, al reperimento sul mercato del lavoro di idonee figure professionali, ad una gestione del passaggio generazionale che tuteli e tramandi esperienze e segni distintivi – sia da un punto di vista “tecnico”, che “culturale” – per mantenere viva l’artigianalità anche in prodotti realizzati con tecniche più moderne. Infine, guardare al “sottostante” significa anche non dimenticare mai che le imprese che partecipano oggi alla grande saga del made in Italy sono in prevalenza imprese artigiane (77,0%), una forma organizzativa, un modo di operare e di stare sul mercato che ha dato tanto al Paese e che merita la massima attenzione e considerazione.
Leggi l’audizione
CNA Fita alla Camera, un errore eliminare lo sconto sulle accise
È quanto ha ribadito CNA Fita nella memoria consegnata alla Commissione attività produttive della Camera nell’ambito dell’audizione sul decreto cosiddetto trasparenza. “È possibile porvi immediato rimedio. A giudizio di CNA Fita infatti le conseguenze non sono state adeguatamente valutate alla luce della complessità dello scenario globale. La flessione delle quotazioni internazionali del greggio è stata vanificata dal parallelo aumento dei costi di produzione dei carburanti”.
Per quanto riguarda il merito del decreto, CNA Fita ha ricordato quanto sia fondamentale il prezzo dei carburanti per le attività di traporto (merci, persone, Ncc e taxi) in quanto oscilla tra il 30 e il 40% dei costi complessivi.
Pertanto “auspichiamo che il decreto possa rappresentare un efficace contributo ad arginare condotte fraudolente” che influenzano artatamente il mercato. In tale quadro è condivisibile l’obiettivo del Governo di definire maggiori indici di trasparenza circa il prezzo di vendita al pubblico del carburante. Giudizio positivo quindi sulla previsione di disposizioni ad hoc quali azioni di monitoraggio e controllo fino allo strumento sanzionatorio per debellare quelle forme di speculazione che in modo sistematico emergono nei momenti di maggiore instabilità dei prezzi dei beni di largo consumo.
Da questo punto di vista, “riteniamo che l’attenzione del decisore politico, nonché dell’autorità finanziaria, debba essere rivolta a tutta la filiera di origine e produzione dei combustibili per autotrazione (estrazione, trasporto, raffinazione e distribuzione), atteso il crescente interesse esibito dalla criminalità organizzata per il business relativo al contrabbando di prodotti energetici, anche a mezzo dell’acquisizione di distributori di carburante indipendenti”.
Se hai lo stesso gestore di energia dal 2019 gli puoi richiedere il credito d’imposta
Scarica la PEC e il facsimile per effettuare la richiesta del credito d’imposta da inviare direttamente al tuo gestore.
Attenzione: l’azienda che ne fa richiesta deve preoccuparsi di avere una risposta tempestiva per poter utilizzare il credito nei tempi stabiliti dal Decreto. Ad oggi è possibile utilizzare il credito d’imposta entro il 31/12/2022.Elenco PEC
dei gestori Luce e GasTesto PEC credito
3° trimestre 2022
versione pdfversione docxTesto PEC credito
ottobre-novembre 2022
ENERGIA – non energivoreGAS NATURALETesto PEC credito
dicembre 2022
ENERGIA – non energivoreGAS NATURALETesto PEC credito
1° trimestre 2023
ENERGIA – non energivoreGAS NATURALE