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CNA Padova
10Feb

Bonus Edilizia. Non bloccare la cessione dei crediti.

10/02/2022 lucas Costruzioni, In evidenza 72

Gli incentivi per l’edilizia hanno contribuito in modo determinante alla robusta ripresa economica dello scorso anno ed hanno impresso una accelerazione al processo di riqualificazione urbana per rendere le nostre città più accoglienti, sicure e sostenibili.

Una prospettiva di sviluppo economico e sociale che rischia di spegnersi a causa della decisione del Governo di bloccare, di fatto, la cessione dei crediti collegati ai bonus dell’edilizia. Vietare la cessione dei crediti significa fermare lo sviluppo del Paese. La disposizione sta bloccando i cantieri, congelando gli investimenti e provocando gravi danni a artigiani e piccole imprese dell’intera filiera.

Per questi motivi la CNA sollecita il Governo ad approvare con la massima urgenza un decreto correttivo per eliminare le pesanti restrizioni alla cessione dei crediti, per non disperdere quel circolo virtuoso di crescita economica e riqualificazione urbana, già messo a repentaglio dall’aumento del costo dell’energia e delle materie prime.

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08Feb

Costruzioni: gli imprenditori rischiano di perdere la loro liquidità

08/02/2022 lucas Comunicati stampa, Costruzioni, In evidenza 84

«Vincolare ad un solo passaggio la cessione del credito è una scelta scellerata e pericolosa. Primo perché per stanare chi froda si va a colpire e penalizzare proprio gli imprenditori onesti, secondo perché si sta colpendo uno strumento che stava trainando la ripresa.
Continuiamo a registrare tra gli imprenditori una forte preoccupazione, una tensione che non sentivamo da tempo, anche perché il mercato è già bloccato dall’effetto annuncio. Alcuni di loro hanno anche 30mila, 50mila o 100mila euro di crediti bloccati, rischiano di perdere gran parte della loro liquidità, con ricadute negative sulla programmazione dell’attività aziendale e sulla tenuta occupazionale. Ci rivolgiamo alla politica: si agisca in fretta, se non si modifica subito questa misura l’impatto per l’economia dei territori sarà devastante».Questa la dichiarazione rilasciata alla stampa dal Presidente della CNA Luca Montagnin

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07Feb

2022 in crescita grazie alle PMI del Veneto

07/02/2022 lucas In evidenza, News 55
I numeri della ripresa rispetto al 2019

Anche per il 2022 l’Osservatorio prevede una dinamica positiva, seppure più contenuta rispetto alle attese espresse nell’ultimo Focus del 2021, poiché in parte è mutato lo scenario a causa di alcuni fattori particolarmente impattanti: l’aumento dei contagi da Covid19 per la variante Omicron; il repentino e vertiginoso aumento dei costi dell’energia; l’aumento dei costi e le difficoltà di reperimento di materie prime. Ciò nonostante, per i tre macro indicatori – Pil, Consumi e Investimenti – i segnali sono positivi; c’è la ripresa e il trend si conferma in salita. Rispetto al 2019 il Pil infatti si attesta ad un +0,4% ed entro la fine dell’anno si dovrebbe recuperare tutto quanto è andato perso con il Covid. Per quanto riguarda gli Investimenti resta valido quanto indicato nell’ultimo Focus dello scorso anno: per il 2022 si attende un ulteriore incremento della dinamica, valutata nell’ordine del +5,6%. Anche i Consumi cresceranno, anche se un po’ meno delle attese, ma questa crescita in ogni caso non sarà sufficiente per riportare i consumi ai livelli del 2019.

Quota invece raggiunta secondo l’indicatore delle Imprese che con un -0,1% riporta di fatto il valore al medesimo livello del 2019: va sottolineato come la percentuale, seppure con il segno meno, sia di per se irrilevante: solo 487 imprese in meno su un totale di attive di 430 mila circa.  Si è tornati ai livelli pre-pandemia; le imprese artigiane sono ancora un po’ più in difficoltà, ma è una tendenza generalizzata per questo tipo di imprese particolarmente soggette ai fenomeni sopracitati – in particolare all’esplosione dei costi dell’energia ­– in linea con l’andamento delle imprese artigiane degli ultimi anni, che il Covid ha certamente evidenziato.

L’Export continua la sua crescita, anche se in maniera meno evidente rispetto alle previsioni dell’ultimo trimestre, ma si porta a livelli nettamente superiori di quelli del 2019 con + 6,3%.

Il Turismo è l’indicatore che si mostra ancora in sofferenza rispetto al 2019: ancora non ha recuperato registrando -29%, ma  siamo a +52% rispetto al 2020. Con il 2021 c’è stato un boom di stranieri (+80% rispetto al 2020).

In ogni caso l’evoluzione delle presenze del 2021 ha seguito i medesimi andamenti del 2019 aumentando a partire dalla primavera per culminare ad agosto, mese in cui sono stati raggiunti gli stessi livelli del 2019; lieve discesa nei mesi autunnali. L’ultimo aumento dei contagi registrato dal mese di dicembre 2021, ha tuttavia messo in crisi le previsioni turistiche per le trascorse festività natalizie.

Tabella degli indicatori

PIL

Le ultime proiezioni delineano un quadro economico in lieve peggioramento rispetto alle stime di ottobre, ma nel 2022 il PIL del Veneto dovrebbe aumentare del 4% (proiezione precedente: +4,7%). Tuttavia, anche grazie alla rilevante ripresa del 2021 (+6,9%), il PIL regionale nel 2022 dovrebbe collocarsi ad un livello superiore a quello pre-Covid (+0,4%).

CONSUMI

Alla luce delle ultime proiezioni, il 2021 si è chiuso facendo registrare una ripresa dei consumi del 4,4%, seppure evidenziando un significativo peggioramento rispetto alle stime precedenti (+5,9%). Anche nel 2022 la dinamica dei consumi dovrebbe confermarsi al +4,4%: tuttavia, tale crescita non è ancora sufficiente per recuperare quanto perso nel 2020.

INVESTIMENTI

Il trend aggiornato degli investimenti in Veneto non si discosta molto dalle stime di ottobre. Per il 2021 le ultime proiezioni indicano una crescita del 16,1% che ha consentito al Veneto di recuperare la flessione subìta nel 2020. Nel 2022 si attende un ulteriore consolidamento della dinamica degli investimenti, quantificata in un +5,6%.

IMPRESE

Il numero di imprese attive a fine 2021 appare sostanzialmente invariato rispetto al 2019 (-0,1%), a fronte di una leggera crescita a livello nazionale (+0,5%). Sono 487 le imprese in meno su un totale di 430 mila circa.

Tra gennaio e dicembre 2021 si registra un incremento del numero di iscrizioni di nuove imprese rispetto allo stesso periodo del 2020, tuttavia ancora al di sotto del corrispondente livello del 2019. Nel 2021 si contano oltre 2.400 imprese cessate in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e circa 5.100 cessazioni d’impresa in meno rispetto agli stessi mesi del 2019.

MOVIMENTO TURISTICO

Tra gennaio e ottobre 2021 il numero complessivo di presenze turistiche in veneto ammonta a 47,5 milioni, con un incremento del 52% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

I numeri del movimento turistico regionale del 2021 evidenziano soprattutto la crescita rilevante delle presenze straniere (+80% rispetto al 2020). La comparazione con i dati del 2019 consente di quantificare l’impatto del Covid sul turismo regionale: nei primi dieci mesi del 2021 le presenze risultano ancora inferiori del 29% rispetto allo stesso periodo del 2019.

EXPORT

Nel terzo trimestre 2021 si profila un leggero rallentamento del trend dell’export nei confronti del trimestre precedente: tuttavia, tra gennaio e settembre le esportazioni del Veneto fanno segnare un +18,7% rispetto ai primi nove mesi del 2020. Il Veneto ha recuperato ampiamente quanto perso nel 2020: infatti, il valore dell’export nei primi tre trimestri del 2021 risulta superiore del 6,3% al dato riferito allo stesso periodo del 2019.

«Secondo la lettura di questi indicatori, e alla luce del momento economico che stiamo vivendo, – afferma Moreno De Col Presidente CNA Veneto ­ – non si poteva reagire meglio di così. In qualche modo le micro e piccole imprese venete si sono date da fare e con passo sicuro hanno intrapreso la via della ripartenza. Chiaro che ci sono ancora comparti in sofferenza, ma i tempi e le contingenze recenti che hanno messo ancora più in difficoltà i mercati non aiutano. La ‘locomotiva’ tuttavia ha ricominciato a correre e se sarà possibile tenere sotto controllo gli aumenti dei costi, potrà trainare al meglio l’economia del nostro territorio. Stiamo a vedere quindi, anche grazie ad un rinnovato quadro di stabilità istituzionale, come andranno i prossimi mesi per tornare a ragionare in termini di una piena attività economica.»

«Il gioco è ora in mano alla politica – aggiunge il Segretario CNA Veneto Matteo Ribon – che deve ascoltare le esigenze delle imprese con strumenti atti a permettere di controllare l’esplosione di costi – energetici, materie prime, e aumento inflazione – e programmare attività consolidate di lunga gittata. È necessario che la politica garantisca alle imprese stabilità di programmazione in tempi più lunghi rispetto a quelli della pandemia e mettere in campo azioni strutturate di politica industriale per evitare che la crescita possa essere minacciata, o addirittura azzerata, dalle contingenze esterne.»

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07Feb

L’operaio specializzato è diventato più raro dell’ingegnere

07/02/2022 lucas In evidenza, News 66

La cattiva notizia è che è sempre più difficile reperire il personale riflettendo l’allargamento della forbice tra il mercato del lavoro e l’offerta del sistema formativo. E’ quanto emerge dal Bollettino annuale del Sistema Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal.

Le assunzioni programmate riguardano un flusso complessivo di oltre 4,6 milioni, in lieve aumento sul 2019 ma il Bollettino segnala l’aumento delle difficoltà di reperire i profili professionali ricercati.

Oltre la metà delle figure professionali difficili da trovare sono profili di operai specializzati come saldatori, falegnami, meccanici collaudatori, installatori. La difficoltà di reperimento di operai specializzati è aumentata di 8,8 punti percentuali, quella dei laureati di 2,7 punti. Più in dettaglio tra le professioni con maggiori difficoltà di reperimento per gli ingegneri elettrotecnici il mismacth si attesta al 40%, superato da installatori e manutentori apparecchiature informatiche con il 61%, saldatori e tagliatori a fiamma 42%.

I settori che incontrano le maggiori difficoltà di reperimento sono commercio e riparazione veicoli con oltre un’impresa su due, a seguire industrie dei prodotti in metallo con il 47,6%, legno e mobile 45,7%.

Dal Bollettino emerge inoltre che i diplomati ricercati dalla imprese sono 1,4 milioni, 634mila i laureati, i qualificati professionali 1,1 milioni e i diplomati ITS 70mila. A livello territoriale circa la metà delle assunzioni programmate riguarda in particolare Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. Su base regionale difficoltà di reperimento superiori alla media si osservano nel Nord-Est, Nord-Ovest, Toscana, Marche e Umbria.

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07Feb

Dopo il danno dello stop alla moratoria sui leasing, la beffa di una nuova tassa

07/02/2022 lucas In evidenza, Trasporto Merci 75

Le imprese hanno già subito il danno di vedersi interrotta la moratoria sui leasing, nonostante la crisi continui a mordere il settore dell’autotrasporto. Ora, in aggiunta al danno, sopraggiunge anche la beffa di dover spendere tra cento e duecento euro per aggiornare la carta di circolazione dei leasing.

Questa spesa non grava, peraltro, solo su una esigua minoranza di autotrasportatori. Pesa su oltre un quinto (il 21 per cento, per la precisione) dei titolari di veicoli commerciali leggeri, autocarri pesanti, trattori stradali, autobus, rimorchi e semirimorchi.

Per evitare un altro aggravio, dopo lo stop alla moratoria, sarebbe sufficiente stabilire che l’obbligo giuridico dell’aggiornamento della carta di circolazione venisse assolto da una semplice dichiarazione ufficiale della società di leasing da allegare alla carta di circolazione. Una misura che eviterebbe di intasare ulteriormente gli uffici territoriali della motorizzazione e, di conseguenza, fugherebbe il rischio di ritardi e il paradosso che l’aggiornamento avvenga quando si è conclusa la durata del leasing.

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03Feb

Misure urgenti in materia di certificazioni verdi COVID-19

03/02/2022 lucas Covid-19, In evidenza 104

La novità più importante riguarda la validità del Green Pass Rafforzato, che ha efficacia senza necessità di nuove vaccinazioni. La stessa cosa vale anche per le certificazioni verdi rilasciate a chi ha contratto il COVID ed è guarito dopo il completamento del ciclo vaccinale primario.

DL 2 FEBBRAIO 2022

NUOVE REGOLE PER IL CONTENIMENTO DEL COVID 19

  • Green pass illimitato per chi ha fatto tre dosi di vaccino o chi è guarito dopo aver completato il ciclo vaccinale.
  • Eliminazione di tutte le restrizioni anche in zona rossa, per chi è in possesso del Green Pass rafforzato (2 dosi o guarigione)
  • Obbligo di mascherina all’aperto fino all’11 febbraio
  • Chiusura discoteche e sale da ballo fino all’11 febbraio

NUOVE REGOLE SULLA SCUOLA E LA QUARANTENA

  • SCUOLA DELL’INFANZIA: con 5 casi positivi in classe sospensione delle lezioni per 5 giorni
  • SCUOLA ELEMENTARE: eliminata la Dad per studenti vaccinati e/o guariti. Con 5 casi positivi la Dad è prevista solo per chi non è vaccinato, e durerà 5 giorni
  • SCUOLA MEDIA E SUPERIORE: eliminata la Dad per studenti vaccinati e/o guariti. Con 2 casi positivi la Dad è prevista solo per chi non è vaccinato, e durerà 5 giorni

Rimani aggiornato su documenti e provvedimenti consultando la pagina dedicata

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02Feb

Legge di bilancio 2022: la riforma dell’IRPEF

02/02/2022 lucas In evidenza, Legge di bilancio 87

La prima aliquota rimane invariata, la seconda aliquota si abbassa dal 27% al 25%, la terza passa dal 38% al 35% ricomprendendo i redditi fino a 50.000 euro, mentre i redditi sopra i 50.000 vengono tassati al 43%.
Viene eliminata l’aliquota del 41%
Vengono riviste anche le detrazioni (ovvero le somme di denaro che possono essere detratte dall’imposta sui redditi, riducendone l’ammontare ndr.) per redditi da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo e da pensione. In particolare:

  • la prima soglia di reddito cui si applica la detrazione viene ampliata , poiché passa da 8.000 a 15.000 euro. Per questa fascia di reddito rimane ferma la misura di 1.880 euro della detrazione;
  • la seconda soglia di reddito passa da 15.000 a 28.000 euro e la misura della detrazione passa da 978 a 1.910 euro;
  • la terza soglia di reddito è ridotta da 55.000 a 50.000 euro. La detrazione base per questa fascia di reddito passa da 978 a 1.910 euro;
  • aumenta di 65 euro la detrazione che si applica alla fascia di reddito tra 25.000 e 35.000 euro.

Per quanto riguarda le addizionali regionale e comunale irpef per l’anno 2022:

  • le Regioni devono deliberare entro il 31 marzo 2022 l’eventuale maggiorazione delle aliquote di compartecipazione dell’addizionale regionale.
  • i Comuni entro il 31 marzo (o in caso di scadenza successiva, entro l’approvazione del bilancio di previsione) modificano gli scaglioni e le aliquote per l’addizionale comunale 2022

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI LI TROVI QUI:

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31Gen

Un solo passaggio per la cessione del credito sui bonus edilizi

31/01/2022 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 77

Scarica la rassegna stampa«Il tema dei bonus edilizi era stato gestito bene nella Legge di Bilancio, ma le novità contenute nel nuovo decreto ci fanno fare un passo indietro. In un momento così delicato per il Paese, si rischia di bloccare il funzionamento di una misura determinante per la ripresa economica» commenta il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Riteniamo giusto intervenire per contrastare le frodi, ma queste nuove regole non fanno altro che penalizzare l’intero sistema, senza concentrarsi là dove si possono verificare davvero attività fraudolente. Limitare ad un solo passaggio la cessione del credito significa comprimere la concorrenza andando di fatto a creare un oligopolio, penalizzando artigiani e piccole imprese che hanno una ridotta forza contrattuale. Il rischio reale è di bloccare, anche retroattivamente, le anticipazioni bancarie e quindi i cantieri, creando malcontento tra consumatori, imprese, tecnici e istituti di credito. Per questo chiediamo al Governo – conclude Montagnin – di rivedere quanto prima la norma superando queste restrizioni».

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28Gen

Il Presidente Montagnin a TV7 “Pazzesco il rialzo dei prezzi”

28/01/2022 lucas In evidenza, News 97

Dopo un periodo di rilancio e crescita economica per le imprese, il nostro Presidente Luca Montagnin interviene sul caro bollette e sull’aumento dei prezzi delle materie prime. Tematica che sta mettendo in seria difficoltà il settore dell’artigianato.

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27Gen

“La formazione sia al centro del PNRR”

27/01/2022 lucas Comunicati stampa, In evidenza, News 76

Scarica la rassegna stampaI NEET (Not in Employment, Education and Training) sono i giovani, tipicamente tra i 15 ed i 29 anni, che sono contemporaneamente disoccupati e che non sono inseriti in percorsi di istruzione formale (scuola / università) o di formazione. La definizione ed il monitoraggio di questa “categoria” di soggetti è stato introdotto dalla Commissione Europea per monitorare quello che può rappresentare uno dei principali focolai di disagio ed esclusione sociale.
Il gruppo dei NEET, in Italia, rappresenta nel 2020 il 23,3% della popolazione giovanile. Questo dato è il risultato di una componente “strutturale” e di una componente dinamica. La componente strutturale è determinata dal cronico ritardo del mercato del lavoro e dell’occupabilità dei giovani nel Mezzogiorno rispetto al Nord: le differenze sono infatti notevoli, 32,6% contro 16,8%.
C’è però anche la componente dinamica, i cui effetti sono determinati dagli shock dell’economia e del mercato del lavoro e che sono già visibili nel 2020, primo anno di impatto della pandemia da Covid-19. Se i dati di numerosità delle imprese non sono ancora, fortunatamente, particolarmente negativi, salvo alcuni settori maggiormente in difficoltà (ristorazione e turismo in primis), nei territori a maggiore capacità occupazionale ed inserimento lavorativo l’effetto sui giovani è già visibile: mentre a livello medio nazionale i NEET sono aumentati rispetto al 2019 del +4,8%, nel Nord il valore sale a+17%.
In Veneto va anche peggio: nel 2020 si stimano in circa 105 mila i giovani NEET, in crescita del +18,5% nell’ultimo anno (+16 mila), dopo che dal picco del 2013 (129 mila) erano sempre stati in diminuzione. 15 giovani veneti under 30 su 100, dunque, rientrano in questa categoria “a rischio”. A livello provinciale, il numero più elevato è stimato nel Veronese (oltre 28 mila) ma il tasso più elevato rispetto alla popolazione giovanile si registra a Rovigo (21,8%). Padova, con poco meno di 21 mila giovani, è seconda per valori assoluti, ma sia come tasso relativo (15,1%) che per crescita rispetto al 2019 (+19,6%) si pone sui livelli medi regionali. L’aumento più elevato di NEET nell’ultimo anno si stima a Belluno e Rovigo, province che hanno registrato nel 2020 una crescita importante dell’inattività giovanile, più contenuto a Vicenza e Venezia, in cui il tasso di disoccupazione giovanile nonostante tutto è diminuito.
I NEET veneti non sono scoraggiati nella ricerca di lavoro ma sicuramente in difficoltà: prova ne è che 6 su 10 sono o disoccupati (ovvero in ricerca attiva di lavoro) o appartenenti alle forze di lavoro potenziali (inattivi non disponibili a lavorare immediatamente per vari motivi). La platea dei veri e propri “scoraggiati”, quelli che non cercano lavoro perché convinti di non poterlo trovare, è dunque molto più ridotta, intorno alle 42 mila unità. L’identikit del giovane NEET veneto è prevalentemente di genere femminile (59%) anche se nel 2020 sono aumentati in misura maggiore i maschi (+22%); da rilevare poi la crescita molto più ampia (+25%) dei giovani dai 25 ai 29 anni, quelli che in linea teorica dovrebbero avere maggiori chance di trovare lavoro poiché tendenzialmente con titolo di studio più elevato o esperienze di lavoro pregresse. Aumenta, infatti, proporzionalmente di più la quota dei giovani che hanno un titolo di studio medio / alto (diploma o laurea, +26%) che insieme costituiscono oltre due terzi dei NEET.
L’aumento dei NEET registrato in maniera così netta già nel primo anno di pandemia mette in evidenza come lo scollamento tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro, e tra domanda ed offerta di lavoro, sia elevato anche in un territorio a forte vocazione occupazionale e con un tessuto economico variegato come quello Veneto.
Osserva il presidente di CNA Padova, Luca Montagnin, “Questi dati devono far riflettere: è impensabile che in un territorio ricco di opportunità come quello veneto, e padovano in particolare, tanti giovani rimangano per troppo tempo alle porte del mondo lavoro senza riuscire ad entrarvi. A maggior ragione nel periodo storico che stiamo vivendo, e i dati Unioncamere – Excelsior ce lo confermano. Le imprese padovane sono disponibili ad assumere, e faticano a trovarli, circa 17 mila giovani, in tanti settori che stanno vivendo un momento di ripresa importante: ad esempio, la metalmeccanica (oltre 2 mila), il sistema delle costruzioni e dell’impiantistica (almeno mille), il commercio e le autoriparazioni (3.600), i servizi di supporto alle imprese (1.400). È necessario uno sforzo di tutti, anche culturale, a partire dai giovani stessi e dalle loro famiglie, ma anche del sistema dell’istruzione e delle imprese. Non è più un problema di garanzie economiche o contrattuali, ma di indirizzare le competenze dove servono: a questo proposito, sarebbe bene destinare una parte delle risorse del PNRR e della nuova programmazione dei fondi strutturali alla formazione di competenze utili al mercato del lavoro artigiano. Le piccole e medie imprese del nostro territorio sono pronte ad accogliere a braccia aperte i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco.”

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Confederazione Nazionale dell’artigianato
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t. +39 049 8062211
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