«La nostra generazione, e anche quella attuale, non ha mai ricevuto una vera formazione informatica. Non parlo di imparare a programmare, ma di conoscere i rischi e i comportamenti corretti. È come se in Italia tutti guidassero senza aver mai fatto l’esame della patente: nove volte va bene, la decima sbagli e fai un incidente».
A tracciare il punto della situazione è Cédric Boniolo, imprenditore e presidente della categoria Terziario avanzato della Cna Padova e Rovigo. Il motivo per cui le truffe informatiche dilagano, secondo Boniolo, è estremamente semplice: «Siamo una generazione di cittadini e lavoratori che utilizza strumenti digitali senza avere piena consapevolezza dei rischi. Un esempio banale: continuiamo a aprire incautamente mail rischiose, a cliccare link che “sembrano” della nostra banca, ad usare l’home banking senza la dovuta attenzione. Sappiamo che esistono le truffe, lo ripetono ogni giorno. Eppure continuiamo a sbagliare: è un fattore culturale».
GLI EFFETTI DELLA GUERRA
Nell’ultimo periodo gli attacchi informatici, soprattutto alle aziende, si sono intensificati anche per effetto dei conflitti internazionali – dice infatti Boniolo – aumentando insieme alle tensioni internazionali. I Paesi in conflitto utilizzano sempre di più gli attacchi informatici sia per destabilizzare gli Stati sia per fare soldi. I dati di InfoCamere lo confermano». Tra i rischi più gravi per le imprese c’è il ransomware: «Apri una mail pensando sia della banca, invece installi un virus che cripta tutti i dati e poi chiedono un riscatto, spesso in criptovalute. Per un’azienda può essere un danno enorme».
LA PREVENZIONE
Proprio per questo, sostiene Boniolo, le imprese devono attrezzarsi anche sul piano della prevenzione economica. «Oltre alla formazione, diventa sempre più importante dotarsi di assicurazioni cyber. Non sono ancora molto diffuse, ma sono uno strumento che può fare la differenza quando succede qualcosa. Perché il fenomeno non si fermerà: cambierà forma, ma continuerà a crescere».
Sul fronte della formazione, invece, l’associazione di categoria è già molto presente: «Con Innova Hub – conclude Boniolo – stiamo organizzando molti corsi per le aziende sul cybersicurezza e sui comportamenti corretti da tenere quando si usa un computer o uno smartphone. Come artigiani facciamo il possibile per aiutare le imprese, ma come detto serve anche un cambio di passo culturale, che richiede un impegno più ampio, anche da parte delle istituzioni».