In fase congressuale, CNA Padova e Rovigo analizza la dinamica delle imprese nel Padovano. Difficoltà di accesso ai bandi e incentivi non calibrati sulle piccole realtà non aiutano le microimprese, che pure restano la spina dorsale dell’economia locale. A rappresentare il punto di vista delle imprese i nuovi coordinatori d’area eletti nei giorni scorsi nelle assemblee territoriali: Giovanni Salvalaggio per l’Alta Padovana, Umberto Zampieri per il Centro, Rudy Toninato per il Piovese, Fabio Vascon per la Bassa Padovana
La dinamica imprenditoriale nell’ultimo decennio evidenzia un dato chiaro e trasversale: in tutte le aree della provincia di Padova le microimprese sono in flessione. Lo confermano i dati elaborati da CNA Padova e Rovigo in occasione del percorso congressuale in corso. L’erosione riguarda solo le realtà più piccole, mentre il numero complessivo di addetti, grazie alle imprese medio-grandi, risulta in crescita. Un paradosso che mette in luce una criticità sistemica: le microimprese – pur rappresentando la parte più consistente del tessuto economico – sono oggi le più penalizzate.
A rappresentare il punto di vista delle imprese in questa fase cruciale per la rappresentanza saranno i nuovi coordinatori d’area eletti nei giorni scorsi nelle assemblee territoriali: Giovanni Salvalaggio per l’Alta Padovana, Umberto Zampieri per il Centro, Rudy Toninato per il Piovese, Fabio Vascon per la Bassa Padovana. Nel difficile lavoro di rappresentanza, i coordinatori saranno supportati dai dirigenti di sede: Luca Lazzari (Cittadella), Valter Meneghello (Piombino Dese), Matteo Massarotto (Cadoneghe), Ennio Creponi (Padova Sud), Graziano Levorin (Piove di Sacco), Alberto Nardo (Roncaglia), Mario Francescon (Montagnana), Fabrizio Biancato (Conselve), Andrea Giacomin (Monselice), Cristian Gallian (Este) e Sante Venturato (Solesino).
Il percorso congressuale di CNA è lungo e intenso: nell’insieme si articola in 24 assemblee. Le prime sei hanno visto la scelta dei rappresentanti di area e di territorio, che dovranno confrontarsi con le sfide di un sistema alle prese con una profonda trasformazione. Ben 18 tappe sono invece dedicate all’elezione di altrettanti presidenti di categoria, che rappresentano i diversi mestieri. La conclusione di questo percorso sarà l’assemblea generale del prossimo 5 giugno che decreterà l’elezione del nuovo presidente di CNA Padova e Rovigo, che guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni.
I presidenti territoriali si trovano già ora a fare fronte all’emergenza relativa alle microimprese, le realtà più piccole ma anche quelle più diffuse e radicate sul territorio che perdono terreno anche a seguito della scarsa attenzione delle istituzioni nei loro confronti.
Le difficoltà che si riflettono in modo chiaro sui numeri: negli ultimi dieci anni tutte le aree del Padovano hanno registrato un calo, ma la situazione è particolarmente critica in Bassa Padovana (-11,5%) e Alta Padovana (-7,3%), seguite dal Piovese (-5,5%). Solo la zona centrale del Padovano ha contenuto meglio l’erosione, fermandosi a un -3,4%. Eppure sono proprio le microimprese a rappresentare il 90% delle aziende padovane, coprendo interi comparti nei settori della produzione, dell’artigianato, dei servizi alla persona, del commercio di prossimità.
«In territori dove le microimprese sono la forma prevalente d’impresa – sottolineano i quattro coordinatori di area del Padovano – queste flessioni significano meno attività aperte nei centri storici, meno servizi di prossimità, meno occasioni di lavoro locale. Eppure sono proprio queste realtà a reggere, spesso in silenzio, le economie di paese e di quartiere. Le difficoltà sono concrete: le microimprese fanno più fatica ad accedere ai fondi e agli strumenti pubblici perché sono meno strutturate. Inoltre, la maggior parte delle misure nazionali e regionali è pensata per chi ha già dimensioni medio-grandi. Per le piccole realtà servono strumenti ad hoc. E questo è un diritto garantito anche dall’articolo 45 della nostra Costituzione che affronta il tema dell’artigianato aprendo una specifica riserva costituzionale per il nostro comparto. Un comparto che ha il diritto di vedere riconosciuta dalla legge sia la propria specificità che quel ruolo di supporto diretto al proprio tessuto socio-economico di riferimento».
In fase congressuale, CNA Padova e Rovigo analizza la dinamica delle imprese nel Rodigino. Difficoltà di accesso ai bandi e incentivi non calibrati sulle piccole realtà non aiutano le microimprese, che pure restano la spina dorsale dell’economia locale. A rappresentare il punto di vista delle imprese le coordinatrici d’area elette nei giorni scorsi nelle assemblee territoriali: Monia Maniezzi per l’area Polesine Ovest, Emanuela Carlini per il Delta del Po
La dinamica imprenditoriale nell’ultimo decennio evidenzia un dato chiaro e trasversale: in tutte le aree della provincia di Rovigo le microimprese sono in flessione. Lo confermano i dati elaborati da CNA Padova e Rovigo in occasione del percorso congressuale in corso. L’erosione riguarda solo le realtà più piccole, mentre quelle di medie dimensioni sono in crescita. Una dinamica che mette in luce una criticità sistemica: le microimprese – pur rappresentando la parte più consistente del tessuto economico – sono oggi le più penalizzate.
A rappresentare il punto di vista delle imprese in questa fase cruciale per la rappresentanza saranno le nuove coordinatrici d’area elette nei giorni scorsi nelle assemblee territoriali: la rappresentanza rodigina, tutta in rosa, vede emergere Monia Maniezzi per l’area Polesine Ovest ed Emanuela Carlini per il Delta del Po. Nel difficile lavoro di rappresentanza, le coordinatrici saranno supportate dai dirigenti di sede: Alessandro Osti (Lendinara), Walter Gozzo (Occhiobello), Massimo Fidelfatti (Porto Viro).
Il percorso congressuale di CNA è lungo e intenso: nell’insieme si articola in 24 assemblee. Le prime sei hanno visto la scelta dei rappresentanti di area e di territorio, che dovranno confrontarsi con le sfide di un sistema alle prese con una profonda trasformazione. Ben 18 tappe sono invece dedicate all’elezione di altrettanti presidenti di categoria, che rappresentano i diversi mestieri. La conclusione di questo percorso sarà l’assemblea generale del prossimo 5 giugno che decreterà l’elezione del nuovo presidente di CNA Padova e Rovigo, che guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni.
I presidenti territoriali si trovano già ora a fare fronte all’emergenza relativa alle microimprese, le realtà più piccole ma anche quelle più diffuse e radicate sul territorio che perdono terreno anche a seguito della scarsa attenzione delle istituzioni nei loro confronti.
Le difficoltà che si riflettono in modo chiaro sui numeri: negli ultimi dieci il calo del numero di imprese è generalizzato ma la situazione è particolarmente critica per quanto riguarda le micro imprese. In provincia il calo è del 14%, ma nel Polesine supera il 15%. Eppure sono proprio le microimprese a rappresentare il 90% delle aziende rodigine, coprendo interi comparti nei settori della produzione, dell’artigianato, dei servizi alla persona, del commercio di prossimità.
«In territori dove le microimprese sono la forma prevalente d’impresa – sottolineano le coordinatrici d’area Maniezzi e Carlini – queste flessioni significano meno attività aperte nei centri storici, meno servizi di prossimità, meno occasioni di lavoro locale. Eppure sono proprio queste realtà a reggere, spesso in silenzio, le economie di paese e di quartiere. Le difficoltà sono concrete: le microimprese fanno più fatica ad accedere ai fondi e agli strumenti pubblici perché sono meno strutturate. Inoltre, la maggior parte delle misure nazionali e regionali è pensata per chi ha già dimensioni medio-grandi. Per le piccole realtà servono strumenti ad hoc. E questo è un diritto garantito anche dall’articolo 45 della nostra Costituzione che affronta il tema dell’artigianato aprendo una specifica riserva costituzionale per il nostro comparto. Un comparto che ha il diritto di vedere riconosciuta dalla legge sia la propria specificità che quel ruolo di supporto diretto al proprio tessuto socio-economico di riferimento».