Rame, ferro, alluminio e carburanti ma pure acciaio, legno e costi della logistica. Materie prime, noli marittimi e ordinativi iniziano a subire gli effetti di una guerra che dura ormai da circa un mese senza che se ne intraveda una conclusione concreta e gli Artigiani iniziano a fare i conti con costi in aumento (fino al 20-25%) e ordini che rallentano.
Montagnin Cna Padova e Rovigo: “Gli artigiani rischiano di trovarsi di fronte ad un’altra tempesta perfetta da cui non è detto abbiamo la forza di rialzarsi rapidamente. Governo intervenga su energia e carburanti, credito e materie prime”.
Padova, 29 marzo 2026 – Ad un mese dall’inizio della guerra voluta da Israele e Stati Uniti contro l’Iran l’economia globale sta vacillando e gli artigiani di Padova e Rovigo iniziano a pagare il conto di una situazione le cui prospettive sono a tutt’oggi estremamente incerte.
Secondo una ricognizione di Cna effettuata nei giorni scorsi è l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi un po’ più contenuti per l’acciaio. Ma non va per nulla bene neppure sul piano della logistica e dei trasporti, con noli marittimi in crescita per la quarta settimana consecutiva. L’ultima rilevazione del Drewry World Container Index, quella del 26 marzo 2026, mostra una crescita dell’indice composito del 5% in una sola settimana, fino a toccare i 2.279 dollari per container da 40 piedi.
Gli aumenti più marcati si registrano sulle rotte Asia-Europa. La direttrice Shanghai-Genova ha subito un incremento del 12% in una sola settimana, portando il costo a 3.474 dollari per un container da 40 piedi: si tratta dell’incremento settimanale più elevato tra tutte le principali rotte globali analizzate.
Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15% dopo mesi di crescita costante.
Altro elemento di preoccupazione è l’incertezza sulla disponibilità delle materie prime e la variabilità dei listini con quotazioni che sono valide solo per 24 ore per alcuni prodotti come tubazioni, raccordi in Pvc e così via.
“Già dalla fine dell’anno scorso abbiamo iniziato ad assistere ad un incremento del legname per gli imballaggi, lo stesso usato per l’edilizia, che è arrivato ormai ad un +20-25% – spiega Umberto Zampieri, responsabile produzione e operazioni presso Imballaggi Zampieri Srl di Villafranca Padovana e dirigente di Cna. – Per il nostro settore, quello degli imballaggi per le spedizioni internazionali di prodotti dell’industria, si fa sentire anche l’incremento delle materie prime per i ‘sacchi barriera”, incrementi che nelle ultime settimane hanno superato il +13%. Poi ci sono gli accessori, indispensabili per i trasporti navali, le minuterie e così via che galoppano a ritmi preoccupanti. Per ora non abbiamo problemi di ordini ma i primi segnali ci arrivano: una spedizione importante di un nostro cliente in Medio Oriente è ferma per l’impossibilità di una consegna in loco a seguito della guerra. Le spedizioni per le Americhe non segnano battute d’arresto ma alcuni clienti e per specifici prodotti preferiscono la spedizione via aerea che via nave, pure se più costosa”.
L’impatto si fa invece più stringente per chi fa produzione.
“Facciamo attrezzature in acciaio inossidabile per il mondo ospedaliero, per i supermercati e produciamo piccole lavatrici industriali su nostro disegno – spiega Sante Venturato fondatore della Vemec di Stanghella (Pd) e presidente del consorzio Ape di Cna Padova e Rovigo. – Le materie prime che usiamo per i nostri prodotti (acciaio inox, pompe piedini, cerniere, battenti) sono cresciute fino al +15% dall’inizio della guerra in Iran. Sul piano energetico siamo preoccupati, certamente, ma ci siamo pure attrezzati per tempo con impianti fotovoltaici e macchinari di ultima generazione. Quello che inquieta è il calo degli ordini. I nostri telefoni squillano quasi ogni minuto per le richieste di piccoli e grandi clienti storici. Beh, da un paio di settimane a questa parte i nostri telefoni sono muti o quasi. Abbiamo sempre rifiutato nuovi clienti ma ora ci troviamo nella condizione di aprire a nuovi partner”.
Un approccio molto diverso invece è quello di chi progetta, realizza e installa impianti per il settore alimentare in tutto il mondo come la Sarp di Giovanni Salvalaggio.
“I tempi di chiusura dei nostri contratti sono medio lunghi, circa 6 mesi ad impianto – spiega Salvalaggio imprenditore e Coordinatore area Alta Padovana di Cna Padova e Rovigo. – Sul piano energetico ci siamo attrezzati da tempo con impianti da fonti rinnovabili che ci mettono al riparo dalle fluttuazioni dei costi ma le materie prime sono un’altra storia: per ora non abbiamo registrato incrementi drammatici ma se le cose dovessero continuare il problema diventerebbe serio: non sempre è facile scaricare sui clienti i costi aggiuntivi e nel caso nostro dovremmo farlo su contratti già siglati, il ché è ancora più piacevole. Non vorremmo doverci vedere costretti a farlo tanto più in un contesto in cui tutte le filiere si troverebbero ad aumentare ulteriormente costi già importanti”.
E se ancora nessuna realtà imprenditoriale si dice pronta, attualmente, ad attivare ammortizzatori sociali per affrontare questa crisi, il futuro in questo caso più che mai è davvero incerto.
“L’incertezza è oramai una condizione connaturata alla nostra quotidianità di imprenditori – conclude Luca Montagnin, presidente di Cna Padova e Rovigo – ma di sicuro non giova allo sviluppo, agli investimenti e alla crescita del nostro tessuto economico. Questa ulteriore guerra rischia di essere una potenziale catastrofe per tutto il nostro sistema. Un sistema fatto di piccole e piccolissime imprese che rimane strategico per il nostro territorio e per l’equilibrio socio economico delle nostre comunità che rischia di trovarsi immerso ancora una volta in una tempesta perfetta da cui non è detto possa rialzarsi rapidamente. In un contesto come questo chiediamo al Governo di preparare interventi a sostegno delle imprese: sul credito, con una moratoria per chi perde fatturato e incentivi per chi riesce a investire, sull’energia, con l’introduzione di un calmiere sul prezzo della corrente, ma anche sui carburanti e sulle materie prime”.