Tra le tra le sfide del prossimo quadriennio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro (nel Padovano a giugno il 53,7% delle posizioni è di difficile reperimento, nel Rodigino il 51,9%) e la parità di genere nel settore dell’imprenditoria (a Padova solo il 20,8% delle imprese è donna contro una media nazionale del 22,2%, a Rovigo il 23,6% ma con un calo del 14,8% in 10 anni).
Carlini: “lavoriamo al fianco delle scuole per avvicinare il mondo artigiano ai giovani ma anche per dare più spazio alla crescita delle competenze Stem nelle ragazze. Solo avvicinando i giovani alla cultura artigiana potremo dare una nuova prospettiva di sviluppo e di innovazione al nostro tessuto economico e sociale”
E’ la rodigina Emanuela Carlini la nuova vicepresidente di Cna Padova e Rovigo. Classe 1971, Carlini è attualmente presidente della sezione territoriale CNA di Adria, componente della Presidenza della CNA di Padova e Rovigo e del Direttivo della meccanica di CNA Padova e Rovigo, nonché componente del Direttivo Provinciale di CNA Impresa Donna dell’Associazione.
Imprenditrice di lungo corso, è entrata nella ditta del padre Gaetano Carlini già nel 1990 dopo il diploma in ragioneria e dal 2000 è titolare insieme al fratello Gianni della società “Officina Meccanica Carlini Gaetano S.N.C.” di Adria.
Nella sua attività d’impresa come in quella sindacale per Cna, Carlini si è impegnata nello sviluppo di rapporti costruttivi con il mondo della scuola collaborando con gli Istituti del territorio per lo sviluppo di stage aziendali per gli studenti che intendono conoscere e imparare l’attività artigiana di tornitura, mettendo a disposizione le macchine e il personale idoneo all’insegnamento.
Un tema strategico per il mondo delle imprese: nel mese di giugno 2025 infatti i posti offerti dalle imprese del padovano stimati da Excelsior-Unioncamere sono ben 7.180 (nel periodo giugno-agosto sono 19.930) di cui il 34,5% è destinato agli under 30. Di questi 7.180 ben il 53,7% è di difficile reperimento per il 36% per mancanza candidati, per il 14,7% preparazione inadeguata del candidati e per il restante 3% per diverse motivazioni.
Non va meglio a Rovigo dove a fronte di 1.870 posti disponibili a giugno per il 32,2% destinato a under 30 (4.940 nel periodo giugno-agosto), i profili di difficile reperimento sono sono il 51,9%: per il 35,3% per mancanza candidati, per il 10,9% preparazione inadeguata del candidati e per il restante 5,7% per diverse motivazioni.
“Sempre più artigiani si mettono in contatto con le scuole per cercare di creare un canale preferenziale per eventuali nuove assunzioni – dichiara la vicepresidente di Cna Padova e Rovigo Emanuela Carlini. – Ma c’è anche un secondo tema: quello della cultura del lavoro. Un sistema di valori che noi artigiani andiamo a raccontare ai giovani, fin dalle scuole medie, non tanto per trovare lavoratori ma per trasmettere la passione e l’impegno che il lavoro artigiano, più di altri, può offrire ai giovani”.
Anche sul piano dell’uguaglianza di genere nel settore imprenditoriale le cose non brillano molto tra Padova e Rovigo. Nel Padovano addirittura la percentuale di imprese in rosa sul totale è pari al 20,8%, meno di una già poco confortante media nazionale del 22,2%, nel rodigino la quota è superiore (23,6%). E se nella provincia di Padova, tra 2014 e 2024, si è assistito ad una, seppure minima, crescita (+1,2%) nella provincia di Rovigo, a testimonianza ulteriore di una difficoltà di tenuta dell’intero tessuto imprenditoriale, la flessione delle imprese femminili è stato addirittura del -14,8%.
“Credo sia più opportuno parlare di persone piuttosto che di donne o uomini: non è detto infatti che un uomo o una donna faccia peggio o meglio un’attività rispetto ad un altro solo per una questione di genere. Sono le propensioni individuali e la passione che fanno la differenza – conclude la vicepresidente di Cna Padova e Rovigo. – E d’altra parte anche proprio nell’ambito della scuola bisognerebbe valorizzare le competenze Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) delle ragazze, oltre che dei ragazzi. Le ragazze possono essere ingegneri, meccanici, tornitrici o imprenditrici brave e capaci almeno quanto i loro colleghi. I fatti lo dimostrano ma non le statistiche. Dobbiamo superare, proprio a partire dalla scuola, un pregiudizio che perdura anche nel 2025 e che non fa bene al sistema imprenditoriale, sociale ed economico del nostro territorio. Sulla flessione poi dell’impresa femminile nel Rodigino uno dei fattori più pensanti è stato il Covid che di fatto ha messo in ginocchio quelle piccole realtà di cui ora si sente la mancanza. Si è strappato un parte del nostro tessuto imprenditoriale e lavoreremo in questi anni per ricucirlo proprio a partire dall’imprenditoria femminile”.