Alla luce di alcune criticità che, ormai ogni anno, vengono segnalate da parte di molti operatori circa il regolare smaltimento di questa tipologia di rifiuto, ci preme chiarire alcuni aspetti, non secondari, per una maggiore comprensione del fenomeno.
Come sappiamo, i consorzi preposti alla raccolta (Ecopneus, Ecotyre, Innovando, ecc.) dichiarano, sovente, il raggiungimento anzitempo delle quote di pneumatici fuori uso da ritirare di propria competenza.
Tale attività è sostenuta mediante il contributo ambientale che viene applicato su ciascun pneumatico venduto o importato legalmente in Italia.
Naturalmente tutto ciò che non è tracciato (importazioni illegali, immissione di prodotti “in nero” sul mercato ecc.) provocherà un divario tra i PFU ritirati (corrispondenti ai contributi incassati) e ciò che rimane fuori da ritirare. I gommisti sono le vittime di tale squilibrio e, spesso, si trovano a dover gestire consistenti quantità di PFU che i Consorzi non ritirano. A volte un eccesso di PFU sul piazzale può creare problemi in materia di stoccaggio e, cosa ancor più grave, di prevenzione incendi
Nel merito, a tale stato di fatto concorrono:
- la condotta di taluni privati;
- lo svolgimento abusivo da parte di pseudo imprese operanti in regime di “total black” che si servono di canali di acquisto illegali;
- e infine di imprese vere e proprie ma non abilitate all’attività di gommista.
Ricordiamo che, per poter svolgere questa attività, è necessaria l’iscrizione in Camera di commercio, visibile in visura con codice Ateco: 45.20.40 e la presenza ovviamente di un responsabile tecnico in possesso dei requisiti professionali previsti dalla legge n. 122/1992 per ogni sede.
Le imprese abilitate poi si iscriveranno ad uno o più Consorzi di raccolta PFU per richiedere gratuitamente il ritiro presso l’officina attraverso procedura on line (non telefonica in quanto non attesta l’avvenuta richiesta).
I Consorzi verificheranno che tali imprese siano regolarmente iscritte alla camera di Commercio con il codice Ateco 45.20.40. Inoltre sottolineiamo di porre la massima attenzione sulla compilazione e sottoscrizione dei formulari per lo smaltimento al momento del ritiro.
Il produttore del rifiuto infatti (in questo caso l’officina) è responsabile di quanto dichiarato e pertanto soggetto ad eventuali sanzioni.
In sintesi:
- Verifica il tuo codice ATECO sulla visura camerale;
- Iscriviti almeno ad un Consorzio abilitato al ritiro (puoi iscriverti anche a più Consorzi);
- Procedi alla richiesta ritiro PFU online tramite portale Consorzio;
- È sconsigliato procedere a richieste di ritiro PFU in via telefonica così come contattare direttamente società di trasporto o autisti;
- Ricorda che il ritiro del PFU è gratuito. Non sono previsti oneri per la raccolta o lo stoccaggio, anche temporaneo, dei PFU;
- Verifica la correttezza dei pesi indicati sul formulario che sottoscrivi.