Un progetto di CNA Padova in collaborazione con Galileo Visionary District
Ida Nembi, presidente di categoria per CNA Padova: «Iniziativa di grande valore: ci apre uno sguardo verso il futuro e può rilanciare l’immagine del nostro settore, portando anche ricadute positive per la redditività delle nostre attività»

Rassegna stampa
Il Gazzettino di Padova
Padova, 15 luglio 2022 – Un settore composto da micro-imprese, legato alla tradizione e considerato poco incline all’innovazione: è quello delle pulitintolavanderie, che negli ultimi due anni nella provincia di Padova ha subito una contrazione del 10% nel numero di imprese e di addetti e che sta vivendo ulteriori difficoltà a causa dei rincari di energia e materie prime. Proprio per spazzare via la vecchia immagine della “lavanderia” e per accompagnare nel futuro il settore, valorizzando e promuovendo con modalità nuove le sue imprese, CNA Padova lancia una campagna ideata in collaborazione con Galileo Visionary District, il Parco Scientifico e Tecnologico di Padova che vede CNA tra i propri soci. Una campagna che, partendo da un’analisi del settore a livello nazionale e internazionale, si concentra su un’offerta di strumenti di formazione e tool per la comunicazione online e offline.
Il progetto è stato presentato venerdì 15 luglio nella sede dell’incubatore Startcube, il dipartimento New Business e Startup del Parco Scientifico, nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Ida Nembi, imprenditrice e presidente della categoria pulitintolavanderie di CNA Padova, Federico Ambrosi, responsabile della categoria per CNA Padova ed Emiliano Fabris, direttore di Galileo Visionary District.
«I due anni di pandemia e gli aumenti spropositati dei costi di energia e materie prime stanno colpendo pesantemente le nostre pulitintolavanderie» spiega Ida Nembi. «Come imprenditrice credo che questa iniziativa abbia un grande valore: ci apre uno sguardo verso il futuro e può rilanciare l’immagine del nostro settore, portando anche ricadute positive per la redditività delle nostre attività».
«Fare innovazione non è più un’opzione ma è una necessità, soprattutto per le piccole e medie imprese» sottolinea Federico Ambrosi. «Con questo progetto di restart vogliamo soprattutto fornire strumenti pratici a queste piccole realtà molto legate al territorio che possono beneficiare di una maggiore consapevolezza nell’uso di strumenti di comunicazione online. Come associazione ci impegniamo a portare sempre nuove categorie artigiane, dalle più piccole alle più strutturate, ad abbracciare l’innovazione nei prodotti, nei servizi e nei processi».
La sfida, oltre all’analisi di scenario a livello nazionale e internazionale, è stata l’individuazione di un percorso operativo su tre gradi temporali (a breve, medio e lungo periodo). Quindi CNA e Parco Scientifico hanno realizzato una mappa di azioni da mettere in campo per accompagnare le imprese del settore verso un potenziamento della propria attività. Sul breve periodo una campagna di comunicazione per far conoscere meglio la qualità del servizio proposto, sia online che offline. Nel lungo periodo la possibilità di strutturare servizi integrati fra imprese, su piattaforme condivise sia reali (centri di lavaggio/stiraggio) che virtuali (servizi di ritiro e consegna integrati).
La campagna di CNA punta a fornire gli strumenti per gestire al meglio la propria attività, per valorizzarla e per promuoverla. E lo fa attraverso tre linee di azione: nell’ambito della gestione dell’impresa CNA offre corsi di e-learning per lo sviluppo delle abilità e competenze tecniche, laboratori di gruppo (Business Model Canvas) per sviluppare nuove idee di business, ma anche un kit per l’identità digitale che consente di imparare a gestire Firma Digitale, CNS, SPID. Per aiutare a valorizzare l’impresa CNA ha lanciato la campagna “Informa la Qualità”, che prevede una cartellonistica ad hoc da esporre in negozio per trasmettere la qualità del lavoro artigiano e una campagna online da utilizzare anche nei canali di social marketing di ciascuna azienda. Inoltre l’associazione lancia la possibilità di richiedere la qualifica ufficiale di “Maestro Artigiano” e di far diventare così la propria impresa una “bottega scuola”. Sul fronte della promozione gli strumenti offerti sono invece una serie di webinar dedicati al marketing digitale, una consulenza gratuita personalizzata su Google My Business e i principali social business, ma anche “Divicinato”, una piattaforma online appositamente pensata per far conoscere nel territorio la propria attività.
Dati di settore
Le imprese nella provincia di Padova che a vario titolo si occupano di cura del tessile (lavanderie artigiane in primis, ma anche lavanderie a gettoni, stirerie e lavanderie industriali) sono circa 380. Le imprese del settore sono quasi totalmente microimprese, con un organico medio di 2 persone per azienda. Secondo i dati della CCIAA si registra tra 2019 e 2021 una flessione del 10% sia sul numero di imprese che di addetti (passati da 942 a 852).
Le imprese, in particolare nell’ultimo quinquennio, hanno visto un cambiamento della clientela, dei tessuti e dei capi d’abbigliamento (un calo dei volumi, un aumento della complessità del servizio, il mancato rinnovo della clientela). Le recenti congiunture, emergenza Covid e caro energia e materie prime, hanno aggravato il quadro. In particolare, si segnala un aumento di circa il 30/40% sui costi dell’energia e un quasi raddoppio dei costi per solventi, buste di nylon per il confezionamento dei capi, grucce.