Fondi in esaurimento ma possibile rifinanziamento.
Una misura nata nel 2013 che ha avuto sempre molto riscontro tra le piccole e medie imprese è la Nuova Sabatini.
Il ricorso a questo strumento è stato così importante che, ad oggi, la quantità di risorse ancora disponibili è già limitata al 9%. Ma secondo le anticipazioni, tra le misure che dovrebbero rientrare nel nuovo Disegno di Legge sul Made in Italy atteso in Consiglio dei Ministri entro fine Maggio, rientrerebbe proprio il rifinanziamento della Nuova Sabatini.
La misura facilita l’accesso a finanziamenti per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software per migliorare la produzione e accrescere la competitività prevede, inoltre, un contributo in conto impianti erogato dal MIMIT per coprire le spese relative agli interessi versati.
Ci sono specifiche agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali 4.0 (a contenuto digitale) e green, cioè a basso impatto ambientale.
Le PMI possono ricevere un finanziamento, da parte di banche o intermediari finanziari aderenti alla convenzione con il Ministero, che deve essere utilizzato interamente per coprire le spese ammissibili per gli investimenti e deve avere:
una durata di massimo 5 anni;
un importo che va da 20.000 a 4 milioni di euro.
Il contributo in conto impianti del MIMIT è determinato sulla base degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e con un tasso di interesse pari al:
– 2,75% per gli investimenti in beni strumentali;
– 3,575% per gli investimenti 4.0 e gli investimenti green indipendentemente dal tasso applicato dall’intermediario finanziario, il che si traduce in un “recupero” del 7,717% dell’investimento “ordinario” e del 10,092% per investimenti 4.0 e green.
Per “investimenti green” si intende l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.
Per l’erogazione del contributo relativamente ai soli investimenti green, il legale rappresentante dell’impresa beneficiaria deve alternativamente: dichiarare il possesso di un’idonea certificazione ambientale di processo rilasciata da un organismo indipendente accreditato; fornire la dichiarazione nella quale il fornitore del bene agevolato deve attestare che con riferimento al bene in questione sussiste un’idonea certificazione ambientale di prodotto riconosciuta a livello europeo, oppure un’idonea
autodichiarazione ambientale rilasciata da produttori, importatori o distributori del medesimo bene.
Rivolgiti a Punto Bandi di CNA Padova per ulteriori informazioni e chiarimenti.
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