Il Consorzio APE, consorzio per l’acquisto di energia di Cna Padova e Rovigo, ha realizzato una simulazione prudenziale dell’aumento dei costi dell’energia per un’impresa metalmeccanica artigiana, per un’autocarrozzeria e per uno studio di estetica individuando costi in crescita, a partire dal prossimo trimestre, mediamente del 58% per l’elettricità e del 70% per il gas. Si tratta di incrementi, prudenziali, che vanno dai 500 ai 1.500 a trimestre a seconda della tipologia di azienda e dei consumi tipici.
Montagnin Cna Padova e Rovigo: “Rischiamo una nuova tempesta perfetta che porterebbe le imprese ad un uso ben più massiccio degli ammortizzatori sociali o addirittura a chiudere i battenti. Noi imprenditori abbiamo bisogno di una politica a sostegno dello sviluppo non di una politica incapace di diplomazia e sorda alle esigenze delle imprese. Questo in Italia, in Europa e nel resto del mondo”.
Padova, 15 marzo 2026 – La guerra in Iran rischia di costare alle imprese artigiane di Padova e Rovigo migliaia di euro in un solo anno, e solo per quanto riguarda il prezzo della materia prima Gas ed Elettricità.
A fare una stima prudenziale dei costi è stato il Consorzio APE, il consorzio per l’acquisto di energia di Cna presente in 4 regioni italiane (Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano e Trento, Piemonte Nord, Friuli Venezia Giulia) che associa migliaia di imprese artigiane.
La simulazione ha riguardato tre tipologie tipiche gestite dal Consorzio APE: una piccola impresa metalmeccanica con 6/7 dipendenti e altrettante macchine a controllo numerico, una autocarrozzeria artigiana senza cabine di verniciatura a forno, uno studio di estetica con 3/4 dipendenti e altrettante cabine abbronzanti.
E i numeri, pure prudenti, fanno già tremare le vene ai polsi: a partire dal secondo trimestre dell’anno, da aprile quindi, gli incrementi medi saranno per lo meno del +58% per l’elettricità e del 70% per il Gas.
In soldoni si tratterebbe di aumenti che variano, nel solo secondo trimestre dell’anno, dai 350 euro per un autocarrozzeria artigiana (tra luce e gas) fino ai 1459 per una Pmi del settore meccanico passando per i 454 euro per un centro estetico. Tutto ciò stimando un costo, per l’energia elettrica, di 16 € cent / KWh e per il gas naturale di 70 € cent / Smc.
Va tenuto però presente che il prolungamento dello scenario di guerra in Medio Oriente e penisola Arabica, il possibile allargamento del conflitto e le tensioni sui mercati finanziari potrebbero portare, secondo gli analisti, alla crescita del prezzo dell’energia ben oltre i 20 € cent / KWh e il gas naturale anche a 2 / 2,5 volte rispetto alle quotazioni attuali.
E se le diverse associazioni dei consumatori nei giorni scorsi hanno stimato un aumento per le famiglie fino ai 550 – 600 euro annui di spese per le bollette, Cna nazionale ha valutato che la stangata per un Tir che percorra 100 mila km arrivi per lo meno a oltre 2400 euro che potrebbero aumentare fino a altri 13 mila euro e più se la guerra dovesse proseguire ulteriormente.
“La situazione è difficile e già la Von der Leyen ha ricordato che in soli 10 giorni di guerra la Ue ha speso in energia oltre 3 miliardi di euro in più – dichiara Luca Montagnin Presidente di Cna Padova e Rovigo. – Ma se fosse solo una questione di prezzi dell’energia, le nostre imprese avrebbero probabilmente la forza, per lo meno nel breve termine, di incassare l’ennesimo colpo. Il problema è che ci troviamo di fronte ad un contesto in cui questa nuova stangata si aggiunge alle politiche dei dazi degli Stati Uniti e non solo, ad un aumento generalizzato delle materie prime, non solo energetiche, ad una sempre più preoccupante stagnazione di un settore strategico come l’edilizia, ad un costante calo della disponibilità di accesso a credito, ad un export in difficoltà ed una nuova fiammata inflattiva i cui contorni non siamo in grado di stabilire. In pratica una nuova tempesta perfetta che può portare le imprese ad un uso ben più massiccio degli ammortizzatori sociali o addirittura a chiudere i battenti. Rischiamo un nuovo circolo vizioso di di stagflazione (stagnazione economica e inflazione alta) che i governi dovrebbero scongiurare con interventi straordinari. Noi imprenditori abbiamo bisogno di politica a sostegno dello sviluppo non politica incapace di diplomazia e sorda alle esigenze delle imprese. Questo in Italia, in Europa e nel resto del mondo”.