Confartigianato e CNA: “Sono sempre più urgenti misure che sblocchino la situazione”.
Padova, 4 gennaio 2023. Il 70% delle imprese edili padovane hanno il cassetto fiscale pieno da almeno 5 mesi. È sempre più difficile, per loro, individuare soggetti disposti ad acquisire i crediti legati ai bonus per l’edilizia e questo scenario continua a peggiorare.
“Sono urgenti misure che permettano di sbloccare la situazione, così rischiamo che un provvedimento come il Superbonus, che ha portato il settore delle costruzioni ad essere la locomotiva della ripresa post-covid nel nostro Paese, sia svuotato della sua funzione e finisca per essere di fatto inutilizzabile”. È questo il grido d’allarme lanciato da Confartigianato Imprese Padova e CNA Padova.
Le più rappresentative associazioni di categoria dell’artigianato hanno condotto nei giorni scorsi un monitoraggio su 1.200 imprese padovane della filiera delle costruzioni (edilizia, impianti e serramenti), che accusano molte difficoltà nella cessione dei crediti legati ai bonus per la riqualificazione degli immobili e un notevole peggioramento delle condizioni finanziarie proposte dai potenziali acquirenti.
La stima dei crediti nei cassetti fiscali delle aziende che hanno riconosciuto lo sconto in fattura e non monetizzati, attraverso una cessione che oscilla tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Un quarto delle imprese rileva, negli ultimi mesi, un atteggiamento diverso da parte degli intermediari, anche se non riesce a risolvere il problema. Oltre la metà delle aziende in difficoltà ha ricevuto offerte di acquisto da parte di soggetti diversi dagli intermediari finanziari, ma meno di una su 10 a condizioni in linea con le attese, mentre quasi la metà delle offerte presenta condizioni molto penalizzanti.
La paralisi della cessione dei crediti fiscali provoca pesanti impatti. Oltre la metà delle aziende ritarda il pagamento dei fornitori, 4 su 10 sono in difficoltà nel pagamento di tasse e imposte, 8 su 10 intendono non aprire nuovi cantieri finché non si riuscirà a sbloccare la situazione.
Solo una parte minima delle imprese che ha difficoltà con i crediti fiscali è disponibile a riconoscere ancora lo sconto in fattura, e solamente perché non ha alternative se vuole riuscire a lavorare, tutte le altre non lo faranno e tra queste quasi il 70% prevede una significativa riduzione del mercato di riferimento.
Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato Imprese, la spinta degli investimenti in costruzioni ha determinato 2,1 punti di PIL nella ripresa post Covid, effetto di PNRR e 110%, ma ora il nodo dei crediti incagliati si aggiunge ad una ragnatela burocratica di 224 interventi in materia.
Nella nostra provincia, il Superbonus ha prodotto 1.376 milioni di Euro nel corso del 2021, più 6% di valore aggiunto tra i 2019 e il 2021.
“Sono urgenti azioni rapide e risolutive – spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio. Per noi la strada più semplice ed efficace da percorrere rimane quella di affidare ad un compratore di ultima istanza come Cassa Depositi e Prestiti l’acquisto dei crediti fiscali incagliati. E, in prospettiva, ci aspettiamo regole certe che permettano di proseguire i risultati importanti dati dagli incentivi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare, evitando di ripetere gli stop and go normativi sui bonus edilizia che, negli ultimi due anni e mezzo, hanno subito ben 224 modifiche, una ogni 16 giorni. Siamo ora alla vigilia di un cambio sostanziale, facciamo fatica a prevedere ciò che succederà. Le nostre imprese hanno già riscontrato una sensibile diminuzione delle richieste di preventivi negli ultimi mesi. Senza le opportune modifiche, possiamo considerare il Superbonus defunto. Per le nostre aziende si tornerà alla situazione pre-pandemia e ci potremo scordare gli effetti benefici che la misura ha prodotto sull’economia del Padovano”.
Basti pensare che, nel 2021 sono state 7.415 le assunzioni nel comparto, più 1.265 rispetto al 2020 (Elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese Padova su dati Veneto Lavoro).
“I crediti incagliati stanno diventando per le imprese un grosso problema – dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. Ci si aspettava una soluzione a fine anno che non è arrivata. Molte piccole aziende hanno cominciato a rifiutare lavori perché gli intermediari finanziari non sono disponibili ad acquistare i crediti. In più la mancanza di liquidità rischia di bloccare gli investimenti delle imprese che in alcuni casi ricorrono al credito bancario per coprire i crediti fiscali. È una situazione paradossale che sta penalizzando le aziende più sane e più oneste, con il rischio che soggetti poco trasparenti si facciano avanti e inquinino il mercato o che si verifichino vere e proprie truffe. Il Governo deve agire subito, facendo in modo di far acquisire i crediti fiscali non ai tassi di oggi, che sono aumentati sensibilmente, ma a quelli che erano in vigore al momento dell’avvio delle procedure».
|   | Numero asseverazioni | Totale investimenti ammessi a detrazione |
|---|---|---|
| Condomini | 430 | 253.040.590 € |
| Edifici unifamiliari | 3.700 | 414.273.201 € |
| Unità immobiliari funzionalmente indipendenti | 3.220 | 305.685.644 € |
| TOTALI | 7.350 | 972.999.435 € |
Elaborazioni e stime Ufficio Studi CNA Padova su dati ENEA ed Istat
QUANTO “VALE” IL SUPERBONUS 110% IN VENETO E IN PROVINCIA DI PADOVA
Nel report di monitoraggio del mese di novembre ENEA certifica come il Veneto continui ad essere la seconda regione d’Italia per utilizzo del Superbonus, con poco meno di 42 mila asseverazioni depositate (12,3% del totale nazionale), per circa 5,7 miliardi di euro di investimenti, di cui il 76% già realizzati. Sono dunque già state maturate detrazioni per oltre 4,7 miliardi di euro.
Quasi 21.000 interventi, ad oggi, riguardano edifici unifamiliari, e circa 18.000 mila unità immobiliari funzionalmente indipendenti (ad esempio, bifamiliari e villette a schiera), realizzazioni in cui si concentrano le attività delle piccole imprese artigiane; i condomini (2.700) rappresentano, in numero, una parte minoritaria degli interventi, ma ovviamente dai volumi economici più consistenti in termini relativi. L’investimento medio per i condomini è di 588 mila euro, 112 mila euro negli edifici unifamiliari e 95 mila nelle unità funzionalmente indipendenti.
Va rilevato che nei soli primi 5 mesi dell’anno, ovvero da quando è diventata operativa la “stretta” sulla cessione dei crediti, sono state depositate oltre il 70% di tutte le asseverazioni da quando ha preso avvio il Superbonus: alla fine del 2021 erano infatti meno di 13 mila le asseverazioni depositate, per poco più di 1,3 miliardi di detrazioni maturate.
IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI IN PROVINCIA DI PADOVA: IMPRESE E ADDETTI
In provincia di Padova sono attive 12.370 imprese nel comparto delle costruzioni. Sebbene per molte imprese delle costruzioni le specializzazioni di attività non siano esclusive, i dati camerali rilevano come tre su dieci sono propriamente imprese che si occupano della costruzione di edifici, 1.500 (il 12% del totale) sono imprese di impianti elettrici e poco meno, 1.252, quelle di impiantistica termoidraulica. Le parte del leone, circa la metà di tutte le aziende delle costruzioni, è rappresentata dalle molteplici attività di completamento e rifinitura degli edifici: ben 1.520 sono i tinteggiatori, circa 900 coloro che si occupano di rivestimenti (piastrellisti, parquettisti, ecc.), e poco meno (846) gli installatori di infissi. Circa 500 sono imprese di intonacatura. Da rilevare che oltre 1.000 attività afferiscono alla professione del muratore, in larga parte ditte individuali senza dipendenti, prestatori d’opera su commessa per imprese di costruzioni.
Dal punto di vista degli addetti, l’intero comparto delle costruzioni occupa oltre 28 mila addetti tra indipendenti (titolari e soci d’impresa) e dipendenti, di cui circa 6.600 nella costruzione di edifici, 9.800 nei lavori di completamento degli edifici (poco meno di 2.300 nella sola tinteggiatura), circa 5.400 nell’installazione di impianti elettrici e 4.200 nell’impiantistica idraulica. La dimensione di media d’impresa in termini di addetti, dunque, se si esclude il caso delle imprese impegnate nella costruzione di opere pubbliche, è molto contenuta, si parla di 3 o al massimo 4 addetti, attività tipicamente familiari, dunque in cui il reddito complessivo familiare è fortemente se non esclusivamente dipendente da quello dell’impresa di costruzioni.
Un primo elemento che certifica come il Superbonus 110%, assieme agli altri bonus edilizi, abbia rappresentato non solo un volano per l’economia ed il rilancio delle imprese di costruzioni esistenti, ma anche per la nascita di nuove imprese lo si legge nella distribuzione delle imprese per periodo di avvio dell’attività. Se è vero che il 9% delle imprese può essere a tutti gli effetti definita “storica”, essendo operativa da oltre trent’anni, a cui si aggiungono il 15% di imprese che hanno da 20 a 30 anni di lavoro alle spalle, va anche rilevato come una impresa su dieci sia nata negli ultimi due anni, con il picco del 13% delle imprese del “mare magnum” del completamento di edifici, quelle più coinvolte proprio in lavori tipici, trainanti o comunque trainati, spinti dal Superbonus.
Se si guarda ai dati di consistenza delle imprese, dopo anni di continua flessione delle costruzioni, il 2021 segna per la prima volta l’inversione di tendenza, con un incremento del 2,3% delle imprese attive (quasi 300 in più in termini assoluti). Crescono le imprese di costruzioni (+2,5%) ma in termini relativi gli incrementi maggiori si leggono nei dati dei muratori (+6,7%), realizzazioni di coperture (+4,3%), infissi (+3,5%).