La campagna elettorale verso le elezioni anticipate del 25 settembre è la prima a svolgersi in piena estate e in un clima di profonda incertezza per l’economia e la politica internazionale. Fermo restando che le urne rappresentano un momento fondamentale nella vita democratica, e che il coinvolgimento e l’ascolto dei cittadini dev’essere il compito primario dei partiti nelle prossime settimane, non vanno dimenticate le tante partite che questa congiuntura politica lascia aperte – e incerte – nel mondo dell’economia e dell’impresa.
La partita dei crediti derivanti dal Suberbonus 110% è un tema su cui continueremo a incalzare la politica, riportando l’attenzione su un settore che rischia paradossalmente di “morire di contributi”. Il Decreto Aiuti recentemente approvato ha reintrodotto la possibilità per le banche di cedere ulteriormente credito a professionisti, imprese e partite Iva, ma solo per quanto riguarda i crediti comunicati successivamente al primo maggio, escludendo un numero enorme di crediti maturati precedentemente. Chiediamo alla politica risposte serie in tempi brevi a un problema che sta creando un forte allarme tra migliaia di imprese, soprattutto le più piccole. Un nostro studio certifica che sono circa 33.000 le imprese che a livello nazionale rischiano di chiudere.
Abbiamo manifestato anche al Prefetto di Padova le nostre preoccupazioni per le ricadute economiche e sociali di questa situazione: troppe norme si sono sovrapposte e tanta confusione è stata fatta. A rischiare sono le imprese e i cittadini che hanno aderito a questo strumento, condividendone le finalità ambientali, e oggi sono abbandonati, mentre eventuali futuri problemi rimangono privi di un interlocutore.
Il cambio di governo rischia inoltre di rimettere in discussione quanto era stato stabilito dall’esecutivo Draghi relativamente al bonus energia e a quello per le ristrutturazioni. A complicare il quadro è la corsa dell’inflazione che non accenna a placarsi: da un lato l’incremento dei prezzi delle materie prime incide pesantemente sulla sostenibilità economica, nel campo dell’edilizia e non solo, dall’altro va chiarita l’applicazione concreta delle contromisure già approvate come il bonus di 200 euro in busta paga.
Siamo preoccupati anche per le misure a favore del trasporto merci che rischiano di arrivare tardi, quando le imprese hanno già la liquidità al lumicino. Trasporto e logistica hanno un peso importante nella città che vanta un Interporto di caratura nazionale. Anche alcuni progetti finanziati dal PNRR – quelli che riguardano il comune di Padova valgono oltre 300 milioni di euro – rischiano di veder levitare le cifre con effetti negativi sulla sostenibilità economica.
Infine la nostra preoccupazione si estende a tutte le categorie che in autunno dovranno fare i conti con i prezzi del gas e dell’energia che non accennano a diminuire. Le aziende si stanno riorganizzando con turnazioni e chiusure per attutire il colpo dell’impennata dei costi.
Rischiamo di dover affrontare un autunno ancora più “caldo” del luglio torrido che abbiamo appena attraversato. Noi di CNA non intendiamo sottrarci a questa nuova sfida, e ci proponiamo come punti di riferimento in grado portare le istanze di cittadini e imprese sui tavoli della politica nazionale.
Luca Montagnin, Presidente CNA Padova