Aziende innovative

Il quadro elettrico che passa dal tablet

Roberto Zuccaro, AD di Connection ha creato da solo un’azienda che oggi realizza quadri elettrici distribuiti in tutto il mondo. Più di un artigiano anche se è orgoglioso della sua formazione sul campo, deve tutto alla sua capacità di guardare avanti e di capire che l’innovazione è una verità da inseguire… sempre.

Connection 1999… quasi come la famosa serie tv Spazio 1999… ma questa non è fantascienza, è realtà… forse già un po’ ‘aumentata’, sicuramente super tecnologica.
Connection nasce appunto nel 1999 a San Vendemiano (TV), realizza e produce quadri elettrici. Nasce come azienda artigiana che ha sempre avuto l’obiettivo di creare efficienza.
Oggi la possiamo definire senza esagerare, una bella azienda sotto tutti i punti di vista. Belli i capannoni, che presentano subito un efficientissimo studio tecnico di progettazione, un’area assemblaggio quadri, un’area per la produzione del materiale semilavorato, un magazzino e un’area prodotti finito in consegna. Insomma qui nemmeno i fili elettrici sono lavorati manualmente. Pieni di aria e di luce gli spazi, un AD, Roberto Zuccaro molto gentlemen e le persone che lavorano, hanno l’atteggiamento attento di chi sa quello che deve fare, consapevole che il suo ruolo è un anello fondamentale di una catena... Ciascuno per il suo, in modo coordinato, è parte di un processo complicato, ma snello. Qui le persone hanno delle skills notevoli e sanno di essere una squadra.
Da due persone, in 20 anni sono arrivati ai 40 dipendenti. Connection si rivolge al mercato del condizionamento e riscaldamento industriale. Produce per il Nord Est semilavorati, ma il prodotto finale è destinato al mercato estero (soprattutto America ed Europa).
Qual è il segreto di quest’azienda che non ha conosciuto crisi nemmeno negli anni della “grande crisi”, che da vent’anni aumenta il fatturato in media dall’8 al 10% all’anno?
“Mai fermi, sempre in corda”. Roberto Zuccaro ha il pallino dell’innovazione e soprattutto dell’autonomia. Infatti, i suoi pannelli elettrici si progettano, si costruiscono, si assemblano, si conservano, si spediscono… tutto in uno. E in Italia sono pochissime le aziende con queste caratteristiche e consegne del materiale “just in time”.
Torniamo ai trascorsi… nel 2008 l’anno della crisi, Connection cambia sede e riesce a oltrepassare il momento critico. Anzi, inizia a crescere grazie al sistema innovativo introdotto. Con un cambio di regia, il processo partendo dalla progettazione in ufficio tecnico, alla produzione e assemblaggio, permette di ottenere il prodotto finito in tempi strettissimi, quando tutti in quel periodo lavoravano su commissione.
La percentuale di crescita di fatturato di Connection va dal 7/8 % al 10%. In questi ultimi dodici anni, la Connection ha continuato a investire in innovazione. E’ questo il segreto del successo.
Connection è certificata per il mercato canadese e americano che richiede delle specifiche sia per il cablaggio che per la vendita dei quadri elettrici. Inoltre rispetta il processo di qualità per alcuni grossi clienti.
L’innovazione è sempre stata la parola d’ordine di questa impresa. Nel 2010 Steve Jobs presenta l’IPAD, il tablet che rivoluziona il nostro approccio con il mondo digitale e con le APP che cambiano il nostro modo di gestire tempo e attività.
Zuccaro intuisce che se avesse introdotto un sistema così nuovo nella produzione, avrebbe potuto accelerare ancor più i tempi di produzione dei quadri elettrici.
Proviamo a tornare indietro di dieci anni… e immaginiamo cosa deve essere stato scegliere di investire nella realizzazione di una APP, cui si sarebbe affidato il processo di una linea di produzione. Davvero, un salto nel buio. Inizialmente la APP doveva semplicemente evitare l’utilizzo della carta. Poi interfacciandola con il gestionale e con l’operatore, è stato possibile gestire lo smistamento delle materie prime, la comunicazione immediata con gli operatori e le macchine e soprattutto la massima trasparenza dei dati tra operatori che lavorano.
In sintesi arriva la richiesta, la si realizza in ufficio tecnico, l’informazione arriva direttamente all’IPAD dell’operatore che attiva la macchina automatica che prepara il cablaggio. Il prodotto passa poi alla fase di assemblaggio (qualora sia richiesto) e poi depositato in un magazzino, anche quello automatizzato.


L’innovazione vince sempre, ma che fatica perseguirla!
Ho una grande difficoltà a trovare nuove risorse umane da inserire in azienda. Le candidature giovani che entrano nel mondo del lavoro, fanno fatica a integrarsi e a capire le dinamiche produttive e relazionali di un’azienda.
Le responsabilità? Non sono solo della scuola, ma vanno anche a quei genitori che non hanno saputo trasferire una certa cultura del lavoro.
Per questo stiamo elaborando dei progetti ad hoc con gli istituti tecnici del territorio per creare degli stage formativi. Devo dire che in questi ultimi anni la scuola si è dimostrata più sensibile alle esigenze degli imprenditori. Ma non basterà cambiare la scuola per cambiare la società dei giovani.
Sono consapevole che l’università lascia un bagaglio di formazione importante, ma l’esperienza la si fa ancora, come una volta, sul campo.

Roberto Zuccaro


Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it

 
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