Confini sottili. Arte e artigianato

Il maestro della scena

Lo scenografo è una professione artistica che si fonde con il mestiere artigianale, un lavoro che richiede grandi capacità e competenze tecniche, dall’ideazione alla realizzazione degli elementi che andranno a definire uno spazio scenico o architettonico.
Riccardo Ricci è tutto questo.

E’ un linguaggio questo non molto conosciuto. Assistiamo agli spettacoli applaudendo alla bellezza dell’opera, senza chiederci cosa ci sia oltre agli attori, ai cantanti o ai ballerini… Cosa c’è oltre il fuoco che danza a tempo di musica senza incendiare? Ci sono maestranze che nell’ombra creano e lavorano nell’allestimento del palcoscenico.
Riccardo Ricci è un artigiano-artista polivalente che sa creare l’allestimento scenografico anche fuori dal tradizionale e ideale spazio teatrale, come una mostra o un evento.

Interno giorno. Entriamo in uno studio luminoso che appare già come la scenografia di una rappresentazione teatrale.
Riccardo Ricci, che è anche direttore artistico, ha iniziato come aiuto di un pittore affreschista lavorando nel vicentino e nel bellunese, si è poi formato come assistente di scenografi, costumisti e registi di fama nazionale a Milano, ha studiato restauro a Mantova per poi ritrovarlo anche a Padova nella Cappella degli Scrovegni e a Palazzo Moroni.
La sua crescita culturale e professionale è stata favorita dall'incontro di persone altamente specializzate, con cui ha collaborato e dalle opportunità che si sono create nel tempo grazie alle esperienze acquisite. La passione per l'arte e la messa in scena, ha influito sulla scelta del suo percorso lavorativo.
Ricci, per poter organizzare manifestazioni e coordinare eventi culturali di Enti pubblici e privati, deve dedicarsi alla ricerca storico-artistica e creare relazioni con le realtà imprenditoriali e culturali dei territori, per offrire sempre nuove proposte, esperienze, opportunità.



La sua azienda, Skené Lab è stata il passo definitivo di questo progetto dove ‘lab’ sta per laboratorio, il lavoro di gruppo artigianale che prende spunto dalla tradizione del fare e del costruire su misura, mentre l’elemento visivo e la scenografia restano il leit motiv del lavoro di Skené lab. La scelta del nome è quindi un omaggio allo spazio scenico del teatro greco, riconosciuto come l’origine della scenografia (skené in greco significa appunto scena).

“Pur avendo frequentato la scuola di restauro di opere d’arte ho sempre avuto una passione per gli allestimenti teatrali. Stavo lavorando a Verona e un giorno decisi di intrufolarmi in Arena nel vivace e dinamico cantiere predisposto per allestire la faraonica scenografia dell’Aida.
Il caso mi fece incontrare l’allora collaboratore del direttore degli allestimenti della Fondazione, con il quale ho scambiato poche parole, lasciandogli i miei riferimenti. Dopo qualche settimana, mi chiamò e mi chiese di aiutarlo nell’allestimento di una mostra al Museo de ra Regoles di Cortina d’Ampezzo. Non ricordo cosa gli ho detto, cosa mai lo avrà colpito di me… resta che ho avuto l’occasione, una grande occasione per essere messo alla prova e ho vinto la scommessa. Da allora, “raccontare e descrivere per immagini attraverso la materia e la luce” per la cultura e il divertimento è diventata la mia attività”. Ha così proseguito collaborando agli allestimenti di mostre al Museo Teatrale alla Scala in occasione della prima delle stagioni d’opera e balletto.
Ricci è attualmente impegnato come direttore artistico della storica manifestazione Città di Velluto, un evento dedicato al barocco ad Ala, Tn e ha in progetto due mostre, una archeologica in provincia di Verona e una storica vicino a Feltre, sua terra d’origine, dove ha da poco allestito una mostra in occasione del passaggio del Giro d’Italia, dedicata allo scrittore bellunese Dino Buzzati, cronista della corsa per il Corriere della Sera”. Ancora a Feltre ha ideato il Premio Goldoni Opera prima, concorso internazionale di scrittura per lo spettacolo in ricordo del debutto in città del giovane drammaturgo veneziano.

“Il mio lavoro è sempre emozionante. Non è mai uguale. E questa è una ricchezza!”.
Opera in molte città italiane dalle installazioni per i festival, alle esposizioni di mostre, dagli allestimenti teatrali, alle performance pirotecniche.
Lavora talvolta a spettacoli teatrali a fianco della moglie, sarta e costumista.

Indimenticabili alcune scenografie ‘ricciane’ pensate per gli spettacoli di danza contemporanea e per le performance pirotecniche, molto difficili da gestire. In uno spettacolo di questo tipo le tecniche artigianali della tradizione teatrale interagiscono con la tecnologia moderna.

Il fare scenografia è un’attività artistica impegnativa e precisa. Non è facile trovare professionisti capaci a relazionarsi armoniosamente ad uno spazio neutro per creare in poco tempo o con elementi essenziali un allestimento per una “messa in scena”. Riccardo Ricci in questo, è diventato un maestro.


Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it

 
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