Il signore delle campane e del tempo

Gianfranco Acazi della Elettrojolly è tra i rarissimi maestri in Italia che fanno ancora restauro e recupero di campane e orologi da torre. In tutta Europa….

Ieri… din don campanon le campane de Bortolon le sonava dì e note le butava zo le porte… ci cantavano le nostre nonne.
Oggi… lo sapevate che ogni campanile di ogni città, di ogni regione, di ogni nazione ha le sue campane intonate’, con un ben specifico numero di rintocchi? E che una campana va accordata? Con tanto di diapason speciale e altri strumenti da musicisti?
Sdoganiamo pure il detto “stonato come una campana” perché una campana ‘stonata’, non esiste!
Entrare all’Elettrojolly è stata una scoperta e una sorpresa. I macchinari sono a misura d’uomo, ma poi l’occhio incontra cose di dimensioni enormi per una bottega artigiana.
 Del resto per un’azienda che restaura, recupera, ripristina campane e orologi da torre e lo fa in tutt’Europa non può essere diversamente.
Elettrojolly di Legnaro (PD) è tra le pochissime aziende in Italia, in grado di restaurare e recuperare campane e orologi da torre. I due patron sono Gianfranco Acazi e Ottorino Maniero, hanno sei dipendenti e una serie di collaboratori esterni tra fabbri e carpentieri.
Non si può negare che aver raccolto questa testimonianza di lavoro artigiano è stata un’esperienza emozionante. Sembrava quasi di vedere aggirarsi tra quelle campane giganti, Quasimodo ed Esmeralda, i protagonisti del romanzo di Victor Hugo e di sentire lo scampanio folle del campanile di Notre Dame de Paris... Invece eravamo nel grande laboratorio della Elettrojolly, dove un mestiere artigiano diventa arte. Eravamo con Gianfranco che ci ha spiegato la differenza tra le campane a 40/45 oscillazioni (quelle venete), quelle a 30 (lombarde) e quelle umbre a 60 rintocchi al minuto… lì anche solo con la penna il rintocco di una campana lascia la scia armonica intorno a sé.
Poi abbiamo visto quelle più piccole del Nord Europa, sono 12 campane che suonano un’ottava, da do a do con i semitoni, spesso richieste dal teatro la Fenice di Venezia per accompagnare i grandi concerti che richiedono anche l’accompagnamento di quello strumento.
“Il nostro è un mestiere che sta scomparendo, -osserva Gianfranco-. Dovevo fare il pilota d’arei (è diplomato all’accademia aereonautica di Mantova, ndr), invece i casi della vita mi hanno portato, sempre in alto, ma senza ali. Un mio professore d’Accademia mi propose di andare a lavorare da suo padre alla Melloncelli di Sarmide (MN) che restaurava orologi da torre fintanto che non trovavo il mio lavoro. Era bellissimo a vent’anni girare il mondo e vedere tutto dall’alto, avere accesso a luoghi esclusi ai turisti, lavorare su opere umane vecchie di secoli e riportale in vita, fare suonare campane che segnano lo scorrere del tempo da mille anni… La mia bottega erano i campanili, i castelli, i torrioni...”, racconta Acazi.



Poi nel 1967, la Melloncelli va in crisi, Gianfranco e Ottorino fanno nascere la Elettrojolly e nel 1978 rilevano i brevetti della Melloncelli.
Così tra batacchi gigantesci, cinture di cuoio dello spessore di due centimetri che sorreggono i batacchi (il cuoio lubrifica e assorbe le vibrazioni), forme in acciaio grandissime per riprodurre i ceppi lignei o forgiati a mano, ganci a U di tutte le misure… abbiamo imparato l’arte delle campane e degli orologi.
Tra i restauri celebri, la Elettrojolly annovera a Padova l’orologio di piazza Capitaniato di Giovanni Dondi,  l’orologio del palazzo della Ragione, le cattedrali di Modena, Ferrara e Palermo e molto altro.
“Oggi, tra le proteste dei comuni di ‘spegnere’ i campanili perché disturbano, le moschee che stanno sorgendo, le campane da restaurare saranno sempre meno… Fortuna che sta prendendo piede la moda delle campane ‘monumento’. L’ultima che abbiamo consegnato dopo averla fatta benedire da Papa Francesco ci è stata commissionata dal comune di Pedemonte (Vi) come monumento ai caduti della prima guerra mondiale”, chiude Gianfranco.
Acazi che è entrato nel guiness dei primati come collezionista. La rivista di scienze FOCUS, gli ha dedicato un servizio per la sua collezione di 100 campane dal 1200 al 1900. A casa sua il tempo scorre in seicento anni di rintocchi.

Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
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