IL TIPOGRAFO TENORE
LA MUSICA DELLE MACCHINE DA STAMPA
La Nuova Grafotecnica, azienda tipografica innovativa e casa editrice, si presenta nel mercato provinciale e regionale come un’impresa all’avanguardia nel settore della carta stampata e dell’editoria
I figli di Gutenberg vivono ancora. Giancarlo Nequinio, il tipografo tenore, è uno di loro, uno dei pochi eredi dell’orafo-tipografo tedesco che diede inizio alla tecnica della stampa moderna e che conoscono l’arte della stampa a caratteri. È bello sapere che se accadesse un black aut generale, la Nuova Grafotecnica di Casalserugo grazie al suo titolare, riuscirebbe a stampare libri con i caratteri di piombo. Un valore inestimabile, ed è bello aver compreso che l'arte della stampa resterà un gioiello prezioso se gli eredi di Gutenberg saranno capaci di non dimenticare le loro radici.
Orfano di padre molto giovane, ha studiato (erano gli anni settanta) dai Salesiani all’isola di San Giorgio a Venezia, alla scuola grafica. Della sua classe è stato l’unico a intraprendere il corso di “compositore a mano” di stampa. A quel tempo la stampa manuale dei libri e delle riviste era già in disuso, ma Giancarlo non amava le macchine e inoltre, lui non avrebbe mai pensato di fare il tipografo. Era portato per le relazioni pubbliche, per gli scambi professionali.
Il preside della scuola salesiana infatti, lo incaricava spesso di occuparsi dei rapporti con le importanti fondazioni culturali di Venezia, tra cui la fondazione Cini. Per questo gli avevano dato il soprannome di ‘segretaria’.
Il primo impiego di Nequinio, fu proprio alla Grafotecnica di Casalserugo, dove una cattiva gestione societaria la stava portando al collasso. A parte una parentesi di qualche mese al Messaggero di Padova, dopo circa cinque anni, decide di rilevarla con un socio, Giancarlo Barison per dar vita nel 1981, alla Nuova Grafotecnica e salvandola da fine certa insieme alle persone che ci lavoravano.
Oggi l’azienda conta 15 dipendenti. Nequinio apre i cancelli all’alba tutte le mattine e chiude ben dopo il tramonto. Vanta le tecnologie più avanzate come macchine di stampa offset, ma in azienda trovano ancora spazio le ‘stelle’ Heindelberg e le prime macchine di stampa a caratteri.
Ora la Nuova Grafotecnica è anche casa editrice con il ramo aziendale Proget edizioni per la pubblicazione di libri e riviste di settore (soprattutto testi per la formazione lavoro), con una collana di libri di tradizione popolare e storica, di valorizzazione del territorio, di romanzi letterari e di poesia.
Entrando in questo mondo che profuma di inchiostri e carta fresca, di colori e pubblicazioni preziose, viene da chiedersi se l’avvento dell’era digitale un giorno cancellerà tutto questo.
“Mai. La carta stampata non morirà mai. Vero che la produzione ha subito una forte battuta d’arresto, osserva Nequinio. Non stampiamo più carte intestate, buste, fatture. Tutto ciò che è posta, passa ormai attraverso il web. Ma un libro, un giornale, una pubblicazione preziosa, non finiranno mai di esistere. Né è vero che i giovani studiano e leggono solo e-book.
Ho potuto verificare personalmente che soltanto un ragazzo su dieci utilizza il tablet per leggere. Quei pochi rimasti che amano la lettura, chiedono di tenere tra le mani ancora il libro di carta, dove appuntano, sottolineano, scarabocchiano”.
Giancarlo ha tre figli, Anna che insegna filosofia in Svizzera, Irene che si sta laureando in architettura a Torino e Filippo, laureato in economia alla Bocconi che lavora a Milano per il famoso brand di alta moda, Corneliani.
A testimonianza che la tipografia ha a che fare con l’arte e la cultura, va da sé che Giancarlo preservi un’altra passione. La musica. Infatti, da parecchi anni è entrato a far parte del coro polifonico dei Crodaioli del maestro Beppi De Marzi come secondo tenore.
“Sono convinto che anche in questo momento di grande congiuntura dell’economia, di disorientamento sociale e culturale, la ricetta sia puntare sulla qualità di un prodotto o di un servizio offerto ai propri clienti che sono sempre più esigenti e vogliono tutto, subito e a basso costo.
Certo, non si fanno più utili da un bel po’, ma si assicura il lavoro ai propri collaboratori e per me questa è la ricchezza di un’azienda. Vale la pena investire in prodotti di stampa preziosi, curati ed esclusivi. Anche questa può essere una carta vincente. Nel nostro settore oggi, possiamo dare spazio a molta creatività”, chiude Nequinio.
Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it






