Mestiere autotrasportatrice. Franca Perosa ci racconta

Ma com’è brava al volante del suo tir

Determinazione, forza e nessuna intimidazione maschile. Il lavoro dell’autotrasportatrice pesa, ma lo si può fare e forse meglio, dei colleghi maschi

Una donna al volante di un camion è quasi come il rito del tè servito in piedi. E’ qualcosa che non torna. Poi se questa donna la trovi alta, magra, elegante e raffinata come Franca Perosa, crolla così l’immaginario collettivo dello stereotipo del fisico muscoloso, proporzionato al bisonte da 200 quintali lungo 12 metri, da far girare in strada. E la storia continua a non quadrare.

Dopo le prime domande invece, appare chiaro che chi sta al volante del bestione è una donna ‘quadrata’.
Franca Perosa, dieci anni fa, decide di lasciare le sale dell’alta ristorazione (lei è anche sommelier) per dedicarsi a un lavoro ‘pesante’, ma non impossibile e che dà le sue soddisfazioni.
Licenza di autotrasporto internazionale, perché non si sa mai nella vita, si potrebbe decidere di trasferirsi anche all’estero con i tempi che corrono. Guida autorizzata sugli aeroporti, perché la merce che lei trasporta è particolare. Deve essere caricata sugli aerei di linea e per questo il suo camion porta un simbolo distintivo (serve un esame specifico).

Dietro questa scelta professionale, c’è una storia d’amore. Una doppia perdita familiare improvvisa e la paura di perdere il marito che di mestiere fa l’autotrasportatore. Il bisogno di stargli accanto.
Ultima di cinque sorelle, Franca non è stata la cocchina di famiglia, anzi. Ha maturato un carattere e una forza d’animo che le ha permesso di scegliere un mestiere pesante per una donna.

Pur nella decisione in età matura di fare questo lavoro, Franca racconta con grande passione il rito della pulizia giornaliera della cabina che per una donna ci sta, poi invece quando passa alle questioni meccaniche, motore, olio, freni, pressione, si apre un mondo per lo più sconosciuto a una donna.

“Bisogna ammettere che i camion di oggi offrono un confort di guida eccellente. Non è difficile guidare un camion”, afferma Perosa.

L’azienda Perosa Franca, nasce nel 2007 aperta con non poche difficoltà. Gli ostacoli più grandi restano però, le relazioni con i colleghi maschi, perché purtroppo rimane questa sovrastruttura difficile da sdoganare: una donna non può capirci niente di motori. Franca però ha ribaltato questa visione. Si occupa della sua azienda dalla A alla Z ed è responsabile personale e mezzi di un’altra azienda di autotrasporto di caratura nazionale. E il problema qui, si fa ancora più complesso: una donna che dice a un maschio cosa deve fare, è come dire a vecchio con l’artrosi di saltare a corda. Franca però riesce a trasformare ogni situazione lavorativa in un habitat che le conferisce comunque positività.

Franca è una battagliera. Con i sindacati sta portando avanti le trattative per il rinnovo del contratto dell’autotrasporto. Pur essendo dalla parte del ‘padrone’, lei è per sostenere ciò che è giusto. “Bello fare le battaglie per poi vincere!”, dice Perosa che gode di una grande fiducia, anche a livello del personale che lavora con lei.

Perciò, se vi troverete a solcare la tratta di autostrada che da Padova porta a Pescara e vedrete un camion bianco con una specie di croce rossa sul cassone, sappiate che alla guida c’è una donna che tutte le sere parte per portare la ‘posta’ e pacchi posta in aeroporto.

Per il futuro i suoi progetti sono apprezzabilmente curiosi... Non ci vuole però, svelare il suo sogno. Ci dice soltanto che non è un sogno “da ricchi”. “Mi sono sempre accontentata, non mi interessano gli agi, ma voglio restare nobile nella mia semplicità”.

Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
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