Industria 4.0 entra in Vemec

Una perla di tecnologia nelle estreme propaggini della Bassa padovana

Vemec è una 'signora' azienda di produzione. Qui si lavora, si prepara, si taglia l'acciaio inox 304-316 per uso alimentare. Ogni lastra, ogni elemento a fine lavorazione, diventa uno specchio.
Ordine, pulizia, 'riflettono' un'organizzazione aziendale che non ha bisogno di molte parole.
Sante Venturato, il titolare è uno che ha fatto delle sfide, la sua ragione d'impresa. Quasi 40 dipendenti, cicli di lavoro di otto ore; di lui i dipendenti dicono che è sempre pronto ad ascoltare, a comprendere anche le questioni umane. Trent'anni di vita quest'azienda li dimostra solo per la forza propulsiva che si respira esplorando i capannoni, camminando tra macchine grandi come appartamenti, silenziose, super tecnologiche, osservando banchi di saldatura perfettamente allestiti, parlando con il personale...

vemec from Neon immagini on Vimeo.
Vemec è nata nel 2006 e l'anno successivo è diventata industria.
Oggi, con 32 dipendenti è una delle aziende di riferimento nel campo della lavorazione dell' acciaio, in tubo e lamiera.
Alla guida di VEMEC c'è Matteo, figlio di Sante Venturato il fondatore. Questa continuità permette di mantenere l'autenticità e l'affidabilità di un'azienda a conduzione familiare.
La garanzia di una manifattura di qualità è comprovata da oltre trent'anni di esperienza sul campo e il punto di forza di Vemec è il valore di ogni prodotto che viene realizzato ancora con la cura e la peculiarità della produzione artigianale.
Grazie al suo ufficio progettazione, Vemec è in grado di offrire un servizio completo: dal disegno alla spedizione, ponendosi sul mercato non solo come aziende di lavorazione connoterai, bensì come guida per il cliente.
Il costante aggiornamento del personale, l'ammodernamento di strumenti e macchinari, tenendo sempre presente il rispetto per l'ambiente, fanno di Vemec uno dei più interessanti esempi di industria di successo nel nord d' Italia.


Cosa produce
La Vemec produce componentistica conto terzi in primis, esporta molto, realizza in toto una macchina lava aerografi, caso unico in Italia.

La storia
C'era un tempo un giovane, molto intraprendente che lavorava alla Zanussi, responsabile della produzione. Un giorno, uno come molti altri, passa da lui un imprenditore per monitoraggio alla manutenzione di alcune macchine. Il problema era l'effettuazione di fori con strumenti non idonei. L'affilatura di alcune punte avrebbe risolto il problema. Senza colpo ferire, Sante affila gli strumenti, fora i pezzi e voilà, le jeux sono fai!

Gli eventi
"Dopo aver risolto parecchie di queste richieste, rincorrendo un bisogno di libertà professionale e grazie anche al coraggio, ho capito che potevo fare l'imprenditore anch'io. Così mi licenziai e iniziai l'avventura imprenditoriale in una piccola bottega. L'acciaio ovviamente, è rimasto il mio primo amore", precisa Venturato.
E' proprio vero che una persona nasce con l'indole di fare l'imprenditore. Il bisogno di libertà, il coraggio e una buona dose di passione per il rischio, sono ingredienti fondamentali per essere un imprenditore eccellente.

Industria 4.0
Interessante l'approccio a Industria 4.0 di Venturato. "E' una grande opportunità e i contributi alle imprese per cavalcare questa rivoluzione, sono stati la legge migliore promulgata dalla precedente legislatura. Dobbiamo assolutamente convertire le nostre aziende a questa rivoluzione industriale se vogliamo restare al passo con gli altri colossi europei", continua Sante. Purtroppo è anche sua opinione che siano ancora troppo poche le aziende del territorio che si stanno riconvertendo.

I cambiamenti... anche di generazione
E in Vemec i venti di cambiamento li ha portati soprattutto Matteo, figlio ventiseienne di Sante, erede incontrastato al passaggio del testimone.

C'è una legge di compensazione che li tiene in equilibrio: il figlio è super tecnologico, digitalizzato e due mesi fa ha rivoluzionato l'immagine dell'azienda (si vede dal sito e da come si muovono sui social, ndr), il padre è l'esperienza, la guida, il consiglio, la storia che ancora ha molto da insegnare. Matteo ha l'orgoglio di riuscire, Sante la passione di trasferire competenze.

"Ho una grande energia e tanta voglia di fare. Per questo, nonostante il peso della responsabilità di cui mi sento investito, vorrei condurre quest'azienda seguendo le orme del babbo e sapendo che lui è contento. Ho ancora troppo da imparare e per questo ho bisogno di lui per crescere.

Siamo in sinergia, pur tra qualche naturale conflitto generazionale. Non ho mai voluto ricoprire il ruolo "del figlio di...". Io sono io, certo non mi piace stare seduto in ufficio in giacca e cravatta. Mi piace risolvere i problemi, inventare nuove strategie. Sto bene in trincea con chi lavora", conclude Matteo.

Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it

 
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