QUELLI DEL CAPANNONE E QUELLI DE I REALIZZABILI
Questa è la storia di un'azienda 'sostenibile'. In parte è una Fondazione, in parte un'impresa artigiana. Hanno una peculiarità: insieme producono e integrano. Un anello importante nella catena della produttività dell'area sud della provincia di Padova. Un grande laboratorio dove il fatturato è determinato dalla operatività di persone 'speciali', con disabilità che rientrano in un piano d'inclusione sociale e lavorativa.
Sono trenta (dai 20 ai 50 anni) del centro diurno che vivono in una realtà residenziale eccellente dal punto di vista urbanistico, inserita nel circostante paesaggio rurale della Bassa padovana, vicina al capannone dove si assembla materiale plastico ed elettrico. Altri undici lavorano nel laboratorio artigianale integrato a uno studio grafico di progettazione.
I portoni del capannone si aprono alle 8.30 e dopo la pausa pranzo nella mensa interna, la produzione di assemblaggio chiude alle 16.00, mentre lo studio de I Realizzabili (la linea di oggettistica prodotta), chiude alle 18.00. La fabbrica è di nuova costruzione, 'spaziale', confortevole. Lo studio grafico e il laboratorio artigianale sono "a colori", tanti colori. In questa azienda artigiana si produce, si crea una linea di oggettistica, tutto green. Qui è un altro mondo. E' un altro modo di fare impresa. Qui anche i fatturati sono "sostenibili".
Tutto nasce dall'incontro con la Fondazione IREA e Giacomo Trimarchi, ex imprenditore e oggi educatore che ha trasferito in questo progetto la sua cultura imprenditoriale, avviando e orientando al lavoro persone con disabilità insieme ad altri educatori.
"Abbiamo creato quest'azienda con un obiettivo: prima di tutto far lavorare i ragazzi. La nostra storia inizia nel 1998 con una macchina semiautomatica, poi ce ne hanno affidate altre due, qualcuna l'abbiamo costruita noi su misura per le esigenze dei ragazzi e oggi assembliamo conto terzi materiale elettrico, elettronico e plastico: 2000 stendini al giorno, altri 1000 pezzi di altri prodotti. Tutto già pronto per la spedizione. Due le aziende madri: la GIMI di Monselice e la MASTER di Este.", precisa Trimarchi.
"Da questa esperienza nel 2002, abbiamo avviato il progetto LINK (aperto ai giovani, nel periodo delle vacanze scolastiche) per dare un valore alle parole inclusione e diversità. Da allora ne sono passati 263 tra ragazzi e ragazze che oltre a essere impegnati, imparano a capire quanto sia difficile lavorare ed essere produttivi. Lavoro riconosciuto economicamente, lavoro svolto a fianco delle persone con disabilità", aggiunge Elena Littamé, responsabile della linea I Realizzabili.
"Qui si scopre un mondo mai visto e che forse mai si vorrebbe vedere. Un nuovo modo di fare impresa. Qui non si frega l'altro, come spesso accade nel mondo della competizione economica. Qui l'altro diverso diventa parte integrante e integrata della produzione", aggiunge Trimarchi.
Si produce e si vende. Tutto il materiale de I Realizzabili rigorosamente green, è disponibile in un punto vendita in centro storico a Este (PD): bomboniere in ceramica, in legno colorate, fatte di carta. Poi quaderni, calendari da muro, biglietti d'auguri, scatole, album, quadri artistici, calamite, portapenne… Molti oggetti sono realizzati con materiale riciclato (carta di giornale, cartone avanzato del materiale assemblato).
La divisione grafica invece, oltre a lavorare come agenzia (Davide Soncin ne è il responsabile) predispone i prototipi che poi vanno in produzione e vengono venduti nel punto vendita in centro a Este.
Così, dagli oggetti fatti a mano con qualcosa in più, perché realizzati da persone con disabilità, ai pezzi assemblati per grandi aziende, il disagio non è un limite. Quelli del capannone imparano un lavoro, creano con le loro mani mandando all'aria la loro disabilità.
Silvia VERONESE
Responsabile progetto CNA STORIE
ufficiostampa@pd.cna.it














